15/12/2010

L'asilo è multietnico, niente Natale. E i genitori protestano col Comune

L'asilo è multietnico, niente Natale. E i genitori protestano col Comune

La decisione per "la presenza di un’alta percentuale di bambini appartenenti ad altre culture e religioni e di stranieri appena ammessi alla frequenza, che non parlano neppure italiano". Ma ora è polemica

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27/08/2010

Gardaland, giostra negata a una bambina down

Gardaland, giostra negata a una bambina down

Il padre, magistrato e presidente di un'associazione per la tutela delle persone affette dalla sindrome di down, denuncia: «Mia figlia discriminata»

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05/07/2010

La mini-naja al via tra le polemiche La Russa: «I fondi? Sono cifre modeste»

La mini-naja al via tra le polemiche La Russa: «I fondi? Sono cifre modeste»

I prefetti: «Iniziativa pittoresca e inutile». Il ministro: «i soldi fanno parte del dicastero». In tre anni circa 15 mila giovani avranno la possibilità di indossare la divisa per un periodo di tre settimane

 

Ignazio La Russa
Ignazio La Russa

ROMA – I prefetti e i diplomatici la definiscono "pittoresca e inutile", che comporta uno spreco e basta. I poliziotti dicono che quei soldi sarebbero meglio spesi se li dessero a loro. La mini-naja, progetto caro al ministro della Difesa Ignazio La Russa, sta provocando molti malumori. Proprio adesso che l'iniziativa è stata finanziata e ci si prepara al reclutamento dei giovani ammessi a indossare la divisa per tre settimane. I dipendenti pubblici ritengono ingiustificabile che siano impiegati fondi per favorire quelli che sono definiti "novelli balilla", mentre si minaccia il taglio delle tredicesime allo scopo di compiere risparmi.

LE CIFRE
- Lo stanziamento approvato per accogliere i giovani nelle caserme ammonta a 19,8 milioni di euro, di cui 6,5 da spendere quest'anno, 5,8 riservati all'anno prossimo e 7,5 previsti per il 2012. Il ministro La Russa domenica pomeriggio stava arbitrando una partita di calcio fra due squadre di bambini. Ha lasciato il fischietto per spiegare che «quei soldi fanno parte del bilancio della Difesa, io non vado a chiedere che i fondi degli altri ministeri vengano dirottati verso il mio dicastero». Ed ha aggiunto: «Voglio che siano spesi prima che facciano una brutta fine. Ho ben presente la sorte che è toccata ai soldi accantonati per il riordino delle carriere. Comunque riguardo alla mini-naja stiamo parlando di cifre modeste, in cambio delle quali riusciremo a ottenere un rapporto migliore dei giovani con le Forze armate».

COME FUNZIONA
- L'abolizione della leva, secondo il ministro La Russa, ha tolto ai giovani la possibilità di un'esperienza che aiuta a crescere. Di qui l'idea di offrire a chi ne ha voglia almeno un assaggio di vita militare. A titolo di esperimento l'iniziativa prese avvio l'anno scorso. Furono selezionati 145 ragazzi e ragazze ai quali fu permesso di trascorrere quindici giorni nella caserma degli alpini del 6° reggimento di San Candido. Lo stage andò bene, i partecipanti furono entusiasti. E ora si attende che la mini-naja diventi operativa con un provvedimento in via di approvazione. Si calcola che in tre anni circa 15 mila giovani avranno la possibilità di indossare la divisa per un periodo di tre settimane. Una divisa che, però, in base a un emendamento presentato dal relatore di maggioranza Antonio Azzolini, potranno ricevere dietro versamento di una «modesta cauzione», un paio di centinaia di euro. Saranno ammessi giovani di età fra i 18 e i 30 anni, idonei a un'attività sportiva agonistica. Al termine dei corsi verrà loro riconosciuto lo status di militare.

Marco Nese


16/06/2010

Niente protezione speciale a Spatuzza Dubbi dei finiani, pm sorpresi

Niente protezione speciale a Spatuzza Dubbi dei finiani, pm sorpresi

Bufera dopo la decisione del Viminale. il pm lari: grave se il pentito smette di risponderci. Il vicepresidente della commissione antimafia Granata (Pdl): «Chiederemo le motivazioni»

 

Gaspare Spatuzza si copre il volto e regge in mano una bottiglietta d'acqua ed un bicchiere di plastica, mentre entra in aula per deporre nel processo a carico del senatore Marcello dell'Utri il 4 dicembre 2009 al palazzo di giustizia di Torino (Ansa)
Gaspare Spatuzza si copre il volto e regge in mano una bottiglietta d'acqua ed un bicchiere di plastica, mentre entra in aula per deporre nel processo a carico del senatore Marcello dell'Utri il 4 dicembre 2009 al palazzo di giustizia di Torino (Ansa)

ROMA - Ha sollevato non poche polemiche la decisione del Viminale di non ammettere al programma di protezione speciale il pentito delle stragi di mafia, Gaspare Spatuzza. Il vicepresidente della commissione Antimafia, Fabio Granata, deputato finiano del Pd, si dice «colto di sorpresa come tutti» dalla decisione seguita alle richiesta di diverse procure. «Non è successo molte volte, a mia memoria - sottolinea Granata in una intervista a La Stampa -, con tutte le procure che indagano sulle stragi del '92 e '93, cioè Firenze, Palermo e Caltanissetta, e la Superprocura antimafia, che ci fosse tanta collegialità nella richiesta. Non vorrei ora che la polemica si aprisse non tanto su ciò che Spatuzza ha detto ma su ciò che Spatuzza non ha detto». «Ovviamente - aggiunge Granata - la decisione avrà delle motivazioni che la commissione Antimafia chiederà subito, già tra oggi e domani, al ministero dell'Interno. Le leggeremo con attenzione». Colti di sorpresa dalla decisione del Viminale anche i pm. In una intervista al Corriere il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, che sulla base delle dichiarazioni di Spatuzza ha riaperto l'indagine sulla strage di via D'Amelio, ha parlato di decisione «senza precedenti» e che ci saranno «gravi conseguenze» se il pentito smetterà di rispondere ai magistrati.

«DICHIARAZIONI TARDIVE» - La Commissione centrale del Viminale ha respinto la proposta, avanzata dalle procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo che indagano sulle stragi di via D'Amelio e del '93, di ammettere al programma di protezione speciale gaspare Spatuzza perché il pentito ha cominciato a fare le sue dichiarazioni oltre il limite di 180 giorni. Restano confermate «le ordinarie misure di protezione ritenute adeguate al livello specifico di rischio segnalato».

Redazione online


04/06/2010

Alfano contro le toghe: "Il loro è uno sciopero politico"

Alfano contro le toghe: "Il loro è uno sciopero politico"

Il ministro della Giustizia sulla decisione dell'Associazione nazionale magistrati di protestare contro la manovra: "Il governo chiede a loro un sacrificio così come lo chiede alle altre componenti del Paese". L’Anm: "Tagli mossi da intenti punitivi"

 

 

 

"Lo sciopero dei magistrati è uno sciopero politico, il governo chiede ai magistrati un sacrificio così come lo chiede alle altre componenti del Paese, però mi batterò e mi impegnerò a fianco dei giovani magistrati perché su questo aspetto si chiede un costo individuale troppo alto". Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, a Lussemburgo per il consiglio giustizia, commentanto la decisione dell'Anm contro la manovra.

La risposta dei magistrati è arrivata tramite il presidente dell'Anm Luca Palamara: "C'è ben poco di politico in questo sciopero. Il sistema giudiziario versa in una grave crisi di credibilità e questo il ministro Alfano lo sa molto bene poiché è proprio questo il compito che la Costituzione assegna al ministro". "Vedendo la manovra - conclude il presidente dell'Anm - sicuramente emergono degli aspetti che ci portano a ritenere che sia mossa da intenti punitivi".


Il ministro Alfano poi, sempre da Lussemburgo, ha commentato le ultime modifiche al
disegno di legge sulle intercettazioni. Il Guardasigilli ha detto: "Noi abbiamo individuato  un punto di equilibrio tra le esigenze delle indagini, l'esigenza  della riservatezza a cui si abbina l'esigenza di non abusare dello strumento delle interecettazioni" su cui è auspicabile e possibile una condivisione "con chi ha cuore la riservatezza dei cittadini".


26/05/2010

Bono esce dall'ospedale dopo l'operazione alla schiena

Bono esce dall'ospedale dopo l'operazione alla schiena

Il cantante si era infortunato nel corso delle prove del tour. Il leader degli U2 accusava una parziale paralisi a una gamba. Sul palco negli Usa non prima del 2011

 

Il manager di Bono Paul McGuiness con il profesor Joerg Christian Tonn (Ap)
Il manager di Bono Paul McGuiness con il profesor Joerg Christian Tonn (Ap)

MONACO DI BAVIERA - Bono, il leader degli U2, è uscito dall’ospedale di Monaco di Baviera dove era stato operato d’urgenza a seguito di una paralisi parziale a una gamba, ma dovrà rinviare al 2011 il tour previsto negli Stati Uniti. Il cantante si è infortunato proprio nel corso delle prove del tour mondiale della band irlandese. La notizia è stata diffusa dal sito internet del gruppo musicale.

ALMENO OTTO SETTIMANE DI CONVALESCENZA - L'intervento che si era reso necessario a causa dei dolori lancinanti e una parziale paralisi che lo aveva colpito alla parte inferiore di una gamba, generata da una forte compressione del nervo sciatico e da una lesione al legamento di una vertebra. Il cantante, secondo il manager Paul McGuinness, dovrà fare una convalescenza di almeno otto settimane. Per questo motivo gli U2 hanno annullato le 16 date americane del tour 360 degrees e il loro concerto atteso di giugno al festival di Glastonbury in Inghilterra, uno dei più importanti d'Europa, che quest'anno festeggia i 40 anni. L'artista ha telefonato personalmente all'organizzatore di Glastonbury Michael Eavis. «Sono addolorato - ha detto Bono, citato sul sito degli U2 - Volevamo davvero esserci e fare qualcosa di speciale. Abbiamo persino scritto una canzone proprio per i festival». «È stato evidente dalla nostra conversazione che gli U2 sono molto delusi - ha commentato Eavis - Chiaramente, eravamo ansiosi di suonare al Pyramid Stage, e noi eravamo ansiosi di vederli. Al momento non possiamo dire chi possa essere il possibile sostituto. Ma vogliamo solo inviare a Bono i migliori auguri per una completa e pronta guarigione». Sul sito del gruppo il primo concerto europeo confermato resta comunque quello di Torino del 6 agosto 2010.


22/05/2010

U2, Bono Vox operato d'urgenza alla schiena

U2, Bono Vox operato d'urgenza alla schiena

Il cantante della band irlandese era rimasto ferito durante le prove. Il tour, che sarebbe dovuto partire il prossimo martedì a Salt Lake City, è stato posticipato. Le variazioni delle date saranno decise in base alle sue condizioni di salute

 

 

 

Operazione d'urgenza alla schiena per Bono, rimasto ferito durante le prove dell'ultimo tour degli U2. Lo storico cantante della band irlandese dovrà trascorrere alcuni giorni in un ospedale di Monaco, prima di tornare a casa per proseguire la convalescenza.
Il tour, che avrebbe dovuto prendere il via martedì prossimo a Salt Lake City, negli Stati Uniti, è stato posticipato. Dopo gli Usa, gli U2 dovrebbero fare tappa a Torino il 6 agosto e a Roma, per la chiusura, l'8 ottobre. Il portavoce del gruppo, Paul McGuinness, ha fatto sapere che le variazioni delle date saranno decise in base alle condizioni di salute di Bono.


20/04/2010

Doping, nove mesi di stop a Mutu Lui: «Pena eccessiva per un lassativo»

Doping, nove mesi di stop a Mutu Lui: «Pena eccessiva per un lassativo»

La sentenza sul calciatore viola. La decisione del tribunale nazionale antidoping sul doppio caso di positività alla sibutramina

 

Adrian Mutu mentre arriva presso il Tribunale Nazionale Antidoping (Ansa)
Adrian Mutu mentre arriva presso il Tribunale Nazionale Antidoping (Ansa)

ROMA - Nove mesi di squalifica per Adrian Mutu: questa la decisione del tribunale nazionale antidoping sul doppio caso di positività alla sibutramina del calciatore viola. Mutu, sospeso dal 29 gennaio scorso, era risultato positivo per presenza di metaboliti di sibutramina, in occasione dei controlli antidoping disposti rispettivamente al termine della gara di Campionato di Serie A Fiorentina-Bari, disputata a Firenze il 10 gennaio 2010 ed al termine della gara di Coppa Italia Fiorentina-Lazio, disputata a Firenze il 20 gennaio 2010. Lo scorso 31 marzo la Procura Antidoping del Coni lo aveva deferito ed aveva chiesto un anno di squalifica.

LA REAZIONE - «Non sono contento. Uno stop così lungo per una pasticca lassativa mi sembra davvero eccessiva». A riferire il commento di Adrian Mutu, subito dopo aver assistito alla lettura della sentenza del Tribunale Nazionale Antidoping, è stato uno dei suoi legali, l'avvocato Paolo Rodella. Il calciatore della Fiorentina, visibilmente contrariato, ha abbandonato in fretta lo Stadio Olimpico. Il giocatore potrà tornare in campo a partire dal 29 ottobre, anche se i suoi avvocati non hanno escluso ancora un ricorso al Tas. «Non è da escludere questa ipotesi - ha aggiunto Rodella - Faremo una valutazione approfondita dopo aver letto le motivazioni».

Redazione online


17/04/2010

California: 200 mila dollari per avere la mappatura del Dna della famiglia

California: 200 mila dollari per avere la mappatura del Dna della famiglia

LA POLEMICA. Tanto hanno speso i coniugi West. Ma gli esperti stigmatizzano: «Decisione molto pericolosa»

 


Una famiglia californiana ha pagato quasi 200mila dollari (pari a poco meno di 150mila euro) alla società specializzata «Illumina» per avere la mappatura del proprio codice genetico, ma la decisione di John e Judy West ha scatenato un dibattito etico sulla finalità di analizzare il Dna dei minori (la coppia ha due figli, Anne e Paul, rispettivamente di 17 e 14 anni) per fini non medici, perché tali test possono anche rivelare informazioni indesiderate, come ad esempio un alto rischio di Alzheimer o una paternità erroneamente attribuita. «Sarei davvero molto cauto sulla necessità di sottoporsi ad esami del genere – ha spiegato al “Times” Frances Flinter, consulente genetista del “Guy’s and St Thomas’NHS Foundation Trust” di Londra – perché una volta che hai fatto la mappatura del codice genetico di una persona, non è che puoi chiudere quelle informazioni in una scatola e lasciarle lì».

DILEMMA ETICO - Ma il diretto interessato, ovvero il signor West, rifiuta questi scrupoli etici. «Fra qualche anno, sono convinto che sarà eticamente scorretto non aver mappato il codice genetico dei propri figli. Che tipo di genitori sarebbero coloro che non vogliono dare ai propri ragazzi i soldi per conoscere informazioni d’importanza fondamentale per la loro salute? Si potrebbe facilmente essere considerati negligenti. I miei figli sono stati così intelligenti da accogliere questa opportunità con grande entusiasmo. Non capisco perché alcune persone preferiscano non sapere: le informazioni genetiche stanno diventando sempre più utili per prevenire ed abbassare il rischio di talune malattie e per individuare i soggetti che magari rispondono meglio ad un certo tipo di farmaco, per questo ho voluto che tutti i membri della mia famiglia si sottoponesse al test. Del resto, ci sono un sacco di esami che i genitori fanno fare ai figli, come ad esempio le vaccinazioni». Un paragone che, però, il dottor Flinter rifiuta categoricamente. «Esiste un’enorme differenza fra la mappatura del Dna e una vaccinazione, perchè quest’ultima viene fatta quando il bambino è piccolo e nel suo interesse, mentre escludo che un test genetico non per finalità mediche venga eseguito nell’interesse del minore o che non si possa fare quando il ragazzo è più grande». Lo scorso anno, l’amministratore delegato di «Illumina», Jay Flatley, aveva predetto che entro la fine del decennio ogni bambino appena nato avrebbe avuto la mappatura del genoma. Nel caso specifico degli West, che già in passato avevano avuto un’istantanea del loro Dna eseguita dalla società «23andMe» e che sono così diventati la prima famiglia al mondo ad avere la mappatura del proprio codice genetico, Illumina si è avvalsa della collaborazione di un consulente etico, di un medico e di alcuni genetisti. «Fino a quando non saranno più chiari vantaggi ed eventuali rischi – è il giudizio di Alison Hall della “PHG Foundation” – sarà bene avvicinarsi con cautela a questo tipo di test, valutando caso per caso, anche se per quanto riguarda la famiglia West, mi pare che tutti fossero perfettamente consapevoli dei potenziali rischi».

Simona Marchetti


30/03/2010

Della Valle mette la Fiorentina in vendita?

Della Valle mette la Fiorentina in vendita?

 

Sarebbe rimasto ferito dal clima di disapprovazione verso la società. Indiscrezione del Corriere dello Sport: il patron viola vuole lasciare. «Scelta definitiva»

 

Diego e Andrea Della Valle (Ansa)
Diego e Andrea Della Valle (Ansa)

FIRENZE - «Clamoroso: Della Valle lascia la Fiorentina». Con questo titolo in prima pagina il Corriere dello Sport annuncia il possibile addio del patron viola.

LA DECISIONE - Secondo il quotidiano sportivo romano, Della Valle sarebbe pronto a farsi da parte, ad annunciare l'addio dopo una storia di 8 anni e un cammino, iniziato in C2, che ha permesso ai viola di arrivare in Champions League, a giocarsi il passaggio ai quarti di finale nello sfortunato doppio incontro di qualche settimana fa contro il Bayern Monaco. «Il patron viola è rimasto ferito dal clima di disapprovazione nei confronti della società, che ha accompagnato anche l'ultima vicenda Prandelli. Lo ha considerato un po' come la goccia che ha fatto traboccare il vaso della mancata considerazione del lavoro svolto», scrive ancora il Corriere dello Sport. Domenica scorsa, prima e durante Fiorentina-Udinese, la tifoseria si è schierata dalla parte di Cesare Prandelli, il tecnico su cui la famiglia Della Valle ha puntato per raggiungere i successi ottenuti in questi ultimi anni, ma tra proprietà e allenatore qualcosa è cambiato e il possibile divorzio sembra dietro l'angolo.

LA POLEMICA - Pochi giorni fa Diego Della Valle, in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, aveva chiesto a Prandelli di impegnarsi per iscritto coi i tifosi a non andare alla Juventus a fine stagione, rivelando di essere rimasto ferito dal clima di disapprovazione, dalle «mezze critiche», insomma dall'atteggiamento di una città e di una tifoseria che sembravano non dare credito alla famiglia dell'imprenditore marchigiano. E chiudeva dicendo di voler «riflettere» sul futuro insieme al fratello Andrea (che pochi mesi fa ha lasciato, altrettanto polemicamente, la presidenza del club viola).

LE OPZIONI SUL TAVOLO - Sempre secondo il Corriere dello Sport, Diego Della Valle annuncerà la clamorosa decisione dell'addio in una conferenza stampa. A Firenze la notizia riportata dal quotidiano sportivo trova conferme. Intanto martedì, attorno alle 14, c'è un importante consiglio di amministrazione, ed è possibile che venga emesso un comunicato sulla vicenda. Per il Corriere dello Sport l'addio di Diego Della Valle «è un passo sofferto e doloroso, che il patron non avrebbe mai voluto compiere, ma che ha ritenuto necessario dopo aver sentito sulla propria pelle il disappunto per la mancata considerazione del lavoro svolto e della progettualità costruita attorno e per la Fiorentina dal 2002 ad oggi, dalla C2 alla Champions League». «Si tratta - aggiunge il Corriere dello Sport - di una decisione secca, senza ripensamenti». Tuttavia, secondo altre fonti, la decisione di far trapelare il proprio malcontento, potrebbe essere anche una mossa della famiglia Della Valle volta a stimolare l'approvazione del progetto della cosiddetta Cittadella dello sport, con il nuovo stadio per la Fiorentina, nell'area di Castello, a Firenze.

Redazione online