14/02/2011

Attività parlamentare al minimo Solo una legge dall'inizio dell'anno

Attività parlamentare al minimo Solo una legge dall'inizio dell'anno

Da gennaio l'unico iter completato riguarda la conversione del decreto sui rifiuti. Sempre più brevi i Consigli dei ministri: l'ultimo è durato cinque minuti, la media supera di poco un'ora

Continua...


29/05/2010

Berlusconi e la manovra: «Firmo dopo che il Colle darà la sua valutazione»

Berlusconi e la manovra: «Firmo dopo che il Colle darà la sua valutazione»

LE MISURE ANTi-CRISI. Il premier venerdì da Napolitano ma senza il provvedimento

 

Il premier Berlusconi (Ap)
Il premier Berlusconi (Ap)

ROMA - La manovra? «E’ all’attenzione del Capo dello Stato». Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha risposto, all’uscita da Palazzo Grazioli, ai giornalisti che gli chiedevano a che punto fossero i lavori sulla manovra economica e se, a differenza di quanto aveva detto venerdì l’avesse firmata. «La manovra viene firmata quando il Colle avrà dato la sua valutazione», ha concluso il premier. Questo dopo che sabato pomeriggio c'è stato il colloquio di circa un'ora tra il Capo dello Stato e Silvio Berlusconi al Quirinale con all'ordine del giorno la nomina dei Cavalieri del lavoro in occasione della festa del 2 giugno. Il Cavaliere è salito al Colle nelle vesti di ministro dello Sviluppo ad interim, ma l'occasione è servita anche per fare il punto su altri temi come, per esempio, la manovra economica. Il presidente della Repubblica si sarebbe informato con il premier sul testo che fino a venerdì sera non è stato ancora trasmesso dal governo ai suoi uffici. Berlusconi, nel corso dell'incontro avrebbe spiegato a Napolitano, così come ha fatto successivamente conversando con i giornalisti, di non averla ancora firmata. Questione di ore, si spiega in ambienti parlamentari della maggioranza, per consentire poi al Quirinale di fare le opportune valutazioni prima di dare il via libera al documento che il governo auspica possa essere messo in Gazzetta già lunedì prossimo. Provvedimento di «difficile composizione» perché ancora si devono aggiustare alcune voci all'interno della stessa maggioranza.

IL DICASTERO DELLO SVILUPPO - Durante il lungo colloquio, il Cavaliere avrebbe accennato anche al nodo della successione a Claudio Scajola spiegando al Capo dello Stato di sperare ancora di poter trovare un tecnico di rango per quel ruolo. Anche se, avrebbe ammesso, la ricerca fino ad ora non ha dato esiti positivi.

Tra i nomi che circolano per il ministero dello Sviluppo ci sarebbe anche quello di Antonio Catricalà, presidente dell'Antitrust, che però ha precisato che la sua candidatura è nata solo sui giornali. In mattinata si era recato a Palazzo Grazioli il presidente dell'Eni Paolo Scaroni, una visita che aveva alimentato altre voci, ma che anche in questo caso non hanno trovato conferme.

Redazioen online


10/01/2010

Calderoli, ministro della complicazione

Calderoli, ministro della complicazione

 

ANNUNCI E REALTA'. Dopo il decreto taglia-leggi si è dovuto fare il decreto salva-leggi


Il ministro della Lega Roberto Calderoli
Il ministro della Lega Roberto Calderoli

ROMA - Dal Carroccio aveva giurato battaglia, Alberto Da Giussano-Calderoli, alla burocrazia del Barbarossa romano. Mulinando sopra la testa lo spadone da ministro della Semplificazione Normativa: «Taglierò 50 mila poltrone! 34 mila enti impropri! 39 mila leggi inutili!». Ma di poltrone, finora, manco una. Degli enti impropri, poi, non ne parliamo.

Sulle prime Roberto Calderoli li aveva definiti minacciosamente nel suo Codice delle Autonomie addirittura «enti dannosi»: consorzi di bonifica, bacini imbriferi, comunità montane, difensori civici, tribunali delle acque, enti parco… Poi, dopo aver cancellato con un tratto di penna quel termine «dannosi» (troppo crudo?) la lista degli enti da abolire è stata alleggerita fino a svanire completamente. Come neve al sole. Qualche taglietto era rimasto nella manovra del 2010? Via anche quello. Secondo Italia Oggi l’abolizione dei difensori civici (ma solo quelli comunali) e delle circoscrizioni nei Comuni slitterà di un anno grazie a un emendamento al decreto milleproroghe, varato dal governo tre giorni dopo la Finanziaria. E slitterà anche la prevista riduzione delle poltrone delle giunte e dei consigli degli enti locali. Mentre anche gli enti pubblici non economici che dovevano finire sotto la mannaia del cosiddetto taglia-enti hanno ottenuto una scappatoia per la sopravvivenza: gli è stato sufficiente presentare un piano riordino prima del 31 ottobre 2009. E la semplificazione delle leggi? Almeno quella è andata in porto, come ha orgogliosamente rivendicato il Nostro («Calderoli, missione compiuta, via 39 mila leggi», titolava l’Ansa il 19 ottobre 2009)? Dipende che cosa si intende per semplificazione. Eliminare migliaia di leggi inutili perché «esauste», che cioè hanno esaurito la propria funzione e quindi non sono più concretamente vigenti, anche se formalmente continuano a essere in vigore, è un’operazione di per sé inutile. Anche la legge che le elimina può quindi essere considerata una legge inutile.

La prova? Siccome lo spadone del ministro era calato all’inizio anche su provvedimenti magari un po’ vecchiotti ma forse non proprio inutili, come la legge che ha abolito la pena di morte o quella che ha istituito la Corte dei conti, dopo il decreto taglia-leggi si è dovuto fare il decreto salva-leggi. Ben altro è semplificare. Significa scrivere norme chiare e comprensibili a tutti i cittadini. Come evidentemente sa bene anche Calderoli. Lui stesso ha voluto che in una legge approvata il 18 giugno dello scorso anno ci fosse un articolo intitolato: «Chiarezza dei testi normativi». Una norma draconiana, con la quale si stabilisce che quando si cambia o si sostituisce una legge, esercizio da noi piuttosto frequente, sia obbligatorio indicare «espressamente» che cosa viene cambiato o sostituito. E che quando in una legge c’è un «rinvio ad altre norme contenute in disposizioni legislative», si debba anche indicare «in forma integrale, o in forma sintetica e di chiara comprensione» il testo oppure «la materia alla quale le disposizioni fanno riferimento». Ma si afferma pure il principio che le disposizioni sulla chiarezza dei provvedimenti «non possono essere derogate, modificate o abrogate se non in modo esplicito». Ebbene, da quando queste norme sono state approvate, il governo del Semplificatore ha scritto leggi se possibile ancora più indecifrabili e complicate. L’ultima perla scintillante è il cosiddetto decreto milleproroghe.

Un comma a caso. Il numero 14 dell’articolo 1: «Al comma 14 dell’articolo 19 del decreto legislativo 17 settembre 2007, n. 164, le parole: "Fino all’entrata in vigore dei provvedimenti di cui all’articolo 18 bis del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, la riserva di attività di cui all’articolo 18 del medesimo decreto" sono sostituite dalle seguenti: "Fino al 31 dicembre 2010, la riserva di attività di cui all’articolo 18 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58..."». Che cosa vuol dire? Che fino a quando non sarà operativo l’Albo dei consulenti finanziari gestito dalla Consob, potrà fare il consulente finanziario soltanto chi già lo faceva alla data del 31 ottobre 2007. Un’altra norma a caso. Sempre articolo 1, comma 19: «All’articolo 3, comma 112, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e successive modificazioni, le parole: "Per l’anno 2008" sono sostituite dalle seguenti: "Per l’anno 2010" e le parole "31 dicembre 2009" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2010"». La traduzione? Il distacco di 21 dipendenti delle Poste presso la pubblica amministrazione viene prorogato di un altro anno. Se questo è il risultato, ministro Calderoli, non sarebbe stato meglio chiamare il suo dicastero in un altro modo? Magari «Ministero della Complicazione normativa»?

Sergio Rizzo


27/06/2009

Via libera alle misure anticrisi

Via libera alle misure anticrisi

 

Stretta sui paradisi fiscali, prelievo sull’oro. Bonus del 50% sugli utili reinvestiti, via il ticket specialistico. Alitalia bond rimborsati al 70%

 

ROMA — Via libera del Con­siglio dei ministri al decreto con gli aiuti alle imprese e che anticipa, come l’anno scorso, la Finanziaria di set­tembre. «Il governo ha fatto la sua parte, ora è l’economia che deve fare la sua» ha detto il ministro Giulio Tremonti il­lustrando le misure. Che van­no dalla detassazione al 50% degli utili delle imprese rein­vestiti in macchinari al bonus per quelle che non licenziano, all’accelerazione dei pagamen­ti della pubblica amministra­zione. Passando per una nuo­va stretta all’evasione fiscale internazionale, preludio dello scudo che arriverà tra qual­che settimana, e una nuova «spazzolata» alle banche.

Il decreto non dovrebbe ave­re impatto sui conti pubblici. La detassazione degli utili d’im­presa costa circa 2 miliardi, ma è coperta da altre entrate, che derivano essenzialmente dalla stretta sull’evasione internazio­nale e dalla nuova imposta so­stitutiva del 6% sulle plusvalen­ze nella compravendita del­l’oro per usi non industriali, che vale solo per le imprese e per Bankitalia. Dal bilancio di assestamento 2009, approvato sempre ieri dal Consiglio dei ministri, sono stati poi recupe­rati 5 miliardi che serviranno in linea di massima all’accele­razione dei pagamenti della pubblica amministrazione. Dalle entrate del decreto, che copriranno anche alcune spe­se impreviste, potrebbero deri­vare fondi che finiranno a Pa­lazzo Chigi per la Finanziaria di settembre.

La detassazione degli utili per l’acquisto dei macchinari delle aziende sarà al 50% e ri­guarderà solo i redditi d’impre­sa, e non quelli da lavoro auto­nomo. Anche per il bonus sul­l’occupazione si confermano le indiscrezioni dei giorni scorsi. «Invece di pagare la cassa inte­grazione dopo, diamo la possi­bilità alle imprese che non li­cenziano di incassare prima il bonus» ha spiegato Tremonti. Ci sono, poi, le misure che ri­guardano l’energia, «che com­porteranno — secondo il mini­stro — una riduzione dei costi sia per le imprese che per le fa­miglie », e lo sblocco degli inve­stimenti privati, con un alleg­gerimento dei passaggi buro­cratici per le autorizzazioni. Un’intera sezione del decre­to riguarda il fisco. Ci sono provvedimenti studiati per fa­vorire gli investimenti nelle tecnologie, che avranno tempi di ammortamento più lunghi, mentre saranno accorciati quelli «per i beni meno strate­gici ». E ci sono parecchi inter­venti mirati a ridurre l’elusio­ne.

Intanto c’è una stretta sulle compensazioni tra crediti e de­biti fiscali: ci saranno più con­trolli, «perché ci sono — secon­do Tremonti — evidentissime frodi», ma nello stesso tempo aumenterà anche la soglia per le compensazioni, oggi ferma a 516 mila euro. C’è una norma che inverte l’onere della prova sui patrimoni detenuti nei pa­radisi fiscali: saranno ritenuti frutto di evasione, a meno che non si dimostri il contrario. Pa­re questa la premessa per lo scudo fiscale per il rientro dei capitali dall’estero, che potreb­be arrivare con un emenda­mento nel corso dell’esame del decreto. «Stiamo vedendo quello che fanno gli altri. La Gran Bretagna lo ha già deci­so, gli Stati Uniti, in linea di principio, hanno fatto lo stes­so » ha spiegato ieri il ministro. Il decreto prevede anche l’abolizione del ticket sanitario sulla specialistica, il rimborso al 71% per gli obbligazionisti della vecchia Alitalia (50% per gli azionisti), e una nuova stret­ta sulla spesa farmaceutica, cui si aggiungono le norme per ac­celerare il commissariamento delle regioni che non rientra­no nei tetti della spesa sanita­ria, prima tra tutte le Calabria. Infine, c’è la proroga degli sfratti fino al 31 dicembre; ver­rà messa a gara la concessione per il «Gratta e vinci» e ci sarà una stretta sulle invalidità civi­li. Sono anche passati i regola­menti per attuale lo sportello unico per le imprese. Per Confindustria è un de­creto «complessivamente posi­tivo, ma non risolutivo». Plau­de alle misure per l’occupazio­ne la Cisl, mentre la Cgil ritie­ne che i provvedimenti siano «inadeguati alla crisi».


I provvedimenti del piano anti-crisi: tasse, occupazione, giustizia, sanità, evasione, crediti, risparmio, energia

TASSE
Utili reinvestiti detassati al 50%
Le aziende potranno ottenere la defiscalizzazione del 50% degli utili societari se saranno utilizzati per acquistare macchinari industriali ammortizzabili. L’incentivo «è revocato se l’imprenditore cede a terzi i beni oggetto degli investimenti con finalità estranee all’esercizio di impresa prima del secondo periodo di imposta successivo all’acquisto».

OCCUPAZIONE
Bonus per chi non licenzia
Il decreto prevede un sostegno finanziario per chi non licenzia. Stanziati 190 milioni di euro per aumentare gli assegni legati ai contratti di solidarietà. L’ammontare del trattamento di integrazione salariale aumenta del 20%. In arrivo ulteriori 25 milioni per il 2009 per rifinanziare le proroghe per la Cigs a 24 mesi per cessata attività. Bonus anche per i lavoratori in Cig o in mobilità che avviano un lavoro autonomo.

ENERGIA
Imprese, scende il costo del gas
Arrivano gli interventi per ridurre il costo dell’energia a favore delle imprese che consumano molta energia e delle famiglie. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas dovrà introdurre nelle tariffe di trasporto del gas naturale misure di «degressività che tengano conto della struttura costi del servizio in ragione del coefficiente di utilizzo a valere dall’inizio del prossimo periodo di regolazione tariffaria del trasporto».

ORO
Imposta del 6% sulle plusvalenze
Stabilita un’imposta sostitutiva pari al 6% sulle plusvalenze su oro e metalli preziosi realizzate da società ed enti. Il decreto legge anti-crisi contiene un incremento della svalutazione fiscale dei crediti che entrano in sofferenza, che passa dalla 0,30 allo 0,50%. «Non credo che le banche conoscano questa misura, gliela potete segnalare come un cadeau», ha ironizzato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

RISPARMIO
Rimborsi per bond Alitalia
Per ogni bond sarà rimborsato il 70,97% del valore nominale rispetto al 30% sinora ipotizzato. Agli azionisti viene attribuito il diritto di cedere al Tesoro i titoli per un controvalore determinato sulla base del prezzo medio di Borsa delle azioni nell'ultimo mese di negoziazione ridotto del 50%, pari a 0,2722 euro per singola azione. I rimborsi hanno un tetto: 100 mila euro per ciascun obbligazionista e 50 mila per ciascun azionista.

CREDITI
Pagamenti più veloci della Pa
Una norma velocizza i pagamenti delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese per evitare che gli enti continuino ad accumulare debiti nei confronti dei privati. La legge mette in campo 5 miliardi di euro a favore del meccanismo previsto per sanare il blocco di debiti pregresso della Pa verso le imprese. Introdotta anche la responsabilità del funzionario che decide gli impegni di spesa.

EVASIONE
Fisco, più poteri per l’estero
E’ previsto il potenziamento all'estero dell'attività dell'Agenzia delle Entrate. Sarà creata dentro l'agenzia un'unità speciale internazionale che agirà in coordinamento con la Guardia di Finanza. Il decreto prevede anche una norma sugli arbitraggi fiscali internazionali. Ci sono già norme in Germania e Francia, «noi abbiamo preso il meglio», ha detto Tremonti.

GIUSTIZIA
Nuovo slittamento della class action
Slitta la class action. La legge sulla possibilità di azione collettiva dei consumatori nei confronti delle aziende doveva entrare in vigore l'1 luglio, ma è stata rinviata di sei mesi. Il termine ipotizzato per la nuova entrata in vigore è il 1˚ gennaio 2010. Una nuova disciplina sull'azione risarcitoria collettiva è stata inserita dal governo nel ddl sviluppo all'esame della Camera e che dovrà tornare al Senato.

SANITÀ
Aboliti i ticket sulla specialistica
Previste misure di intervento sociale. Per quanto riguarda la sanità, sono aboliti i ticket sulla medicina specialistica e sono previsti «specifici interventi per le Regioni in grave stato di disavanzo» e «incisivi interventi di contrasto alle frodi in materia di invalidità, nonché un tetto alla spesa farmaceutica». L'esecuzione degli sfratti è prorogata al 31 dicembre 2009.

Fausta Chiesa

M. Sen.