22/08/2010
Mantovano: espulsione per gli stranieri senza un reddito
Mantovano: espulsione per gli stranieri senza un redditoIl sottosegretario all’Interno: "Noi siamo avanti rispetto alla Francia. Con il pacchetto sicurezza possiamo rispedire a casa i criminali, anche comunitari. Ora Bruxelles deve consentirci di farlo con i cittadini che non si sostentano da soli". La Cei: "L'italia non può cacciare nessuno"
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04/08/2010
Canalis: «Felice con Clooney Gli italiani? Tutta invidia»
Canalis: «Felice con Clooney Gli italiani? Tutta invidia»INTERVISTA a VANITY FAIR. La soubrette rompe il silenzio sul legame col divo hollywoodiano: «Mai stata tanto amata»
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| George Clooney e Elisabetta Canalis |
MILANO - Elisabetta Canalis rompe il silenzio sul suo rapporto con George Clooney. Sono felice «come a 18 anni», chi ci critica o inventa storie su di noi è solo «invidioso» dice la soubrette in una intervista a Vanity Fair. «Credevo che il lavoro per me sarebbe sempre venuto al primo posto. Sono stata smentita. La mia vita sentimentale ha preso il sopravvento», ha raccontato al settimanale.
L'ESPERIENZA NEGLI STATES - Nell'intervista, la Canalis ha parlato della sua esperienza lavorativa negli States. «Non credo di aver mai studiato tanto, mai avuto lo stesso sano nervosismo, la stessa concentrazione sul lavoro come per questo nuovo progetto», ha detto con riferimento alla sua partecipazione a alla serie tv americana Leverage. Non le hanno fatto male le critiche al suo lavoro? «Sembra un luogo comune, ma purtroppo è vero: gli italiani non fanno mai il tifo per i loro connazionali che si guadagnano all'estero un'opportunità, un riconoscimento. Non mi aspetto di essere celebrata, ma nemmeno che i giornali del nostro Paese prendano come punto di riferimento critico un blog di gossip pieno di insulti, di razzismo, di violenza».
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05/07/2010
La mini-naja al via tra le polemiche La Russa: «I fondi? Sono cifre modeste»
La mini-naja al via tra le polemiche La Russa: «I fondi? Sono cifre modeste»I prefetti: «Iniziativa pittoresca e inutile». Il ministro: «i soldi fanno parte del dicastero». In tre anni circa 15 mila giovani avranno la possibilità di indossare la divisa per un periodo di tre settimane
| Ignazio La Russa |
ROMA – I prefetti e i diplomatici la definiscono "pittoresca e inutile", che comporta uno spreco e basta. I poliziotti dicono che quei soldi sarebbero meglio spesi se li dessero a loro. La mini-naja, progetto caro al ministro della Difesa Ignazio La Russa, sta provocando molti malumori. Proprio adesso che l'iniziativa è stata finanziata e ci si prepara al reclutamento dei giovani ammessi a indossare la divisa per tre settimane. I dipendenti pubblici ritengono ingiustificabile che siano impiegati fondi per favorire quelli che sono definiti "novelli balilla", mentre si minaccia il taglio delle tredicesime allo scopo di compiere risparmi.
LE CIFRE - Lo stanziamento approvato per accogliere i giovani nelle caserme ammonta a 19,8 milioni di euro, di cui 6,5 da spendere quest'anno, 5,8 riservati all'anno prossimo e 7,5 previsti per il 2012. Il ministro La Russa domenica pomeriggio stava arbitrando una partita di calcio fra due squadre di bambini. Ha lasciato il fischietto per spiegare che «quei soldi fanno parte del bilancio della Difesa, io non vado a chiedere che i fondi degli altri ministeri vengano dirottati verso il mio dicastero». Ed ha aggiunto: «Voglio che siano spesi prima che facciano una brutta fine. Ho ben presente la sorte che è toccata ai soldi accantonati per il riordino delle carriere. Comunque riguardo alla mini-naja stiamo parlando di cifre modeste, in cambio delle quali riusciremo a ottenere un rapporto migliore dei giovani con le Forze armate».
COME FUNZIONA - L'abolizione della leva, secondo il ministro La Russa, ha tolto ai giovani la possibilità di un'esperienza che aiuta a crescere. Di qui l'idea di offrire a chi ne ha voglia almeno un assaggio di vita militare. A titolo di esperimento l'iniziativa prese avvio l'anno scorso. Furono selezionati 145 ragazzi e ragazze ai quali fu permesso di trascorrere quindici giorni nella caserma degli alpini del 6° reggimento di San Candido. Lo stage andò bene, i partecipanti furono entusiasti. E ora si attende che la mini-naja diventi operativa con un provvedimento in via di approvazione. Si calcola che in tre anni circa 15 mila giovani avranno la possibilità di indossare la divisa per un periodo di tre settimane. Una divisa che, però, in base a un emendamento presentato dal relatore di maggioranza Antonio Azzolini, potranno ricevere dietro versamento di una «modesta cauzione», un paio di centinaia di euro. Saranno ammessi giovani di età fra i 18 e i 30 anni, idonei a un'attività sportiva agonistica. Al termine dei corsi verrà loro riconosciuto lo status di militare.
Marco Nese
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09/06/2009
Accuse al Cavaliere nel libro Einaudi rifiuta Saramago
Accuse al Cavaliere nel libro Einaudi rifiuta Saramago
CASO NOEMI. Il Nobel: con lui c’è da temere per la democrazia
MILANO — Einaudi non pubblicherà Il quaderno, il libro che raccoglie testi letterari e politici scritti sul blog dallo scrittore portoghese José Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998. Ne dà notizia «L’Espresso» oggi in edicola anticipando che l’editore della raccolta di saggi sarà sempre torinese, Bollati Boringhieri, ma soprattutto svelando il motivo della momentanea rottura tra l’autore di Cecità e la casa dello Struzzo. «La nuova opera — scrive Mario Portanova — contiene giudizi a dir poco trancianti su Silvio Berlusconi, che di Einaudi è il proprietario». Saramago è severo con Berlusconi ma anche con gli italiani, il cui sentimento «è indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale». Ma «nella terra della mafia e della camorra che importanza può avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente?». L’autore del Quaderno arriva a paragonare il nostro capo del governo a «un capo mafioso ».
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| Scrittore, poeta e critico letterario, José de Sousa Saramago è nato ad Azinhaga, in Portogallo, nel 1922. Premio Nobel per la Letteratura nel ’98, da settembre ha aperto il blog http://caderno.josesaramago. org |
«L’Einaudi — spiega per parte sua un comunicato della casa editrice che ha pubblicato quasi tutti i romanzi del premio Nobel — ha deciso di non pubblicare O caderno di Saramago perché fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un 'delinquente'. Si tratti di lui o di qualsiasi altro esponente politico, di qualsiasi parte o partito, l’Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un’accusa che qualsiasi giudizio condannerebbe».
Saramago, 87 anni, che in questi giorni è nella sua casa di Lanzarote, nell’arcipelago delle Canarie, ha accettato di rispondere via e-mail ad alcune nostre domande. «Non pubblico la mia nuova raccolta di saggi con Einaudi — ci scrive il premio Nobel — perché in essa critico senza censure né restrizioni di alcun tipo Berlusconi, il quale è il capo del governo ma anche il proprietario della casa editrice, come di tanti altri mezzi di comunicazione in Italia. La verità è che quella che si è creata potrebbe essere definita una situazione pittoresca se il fatto che un politico accumuli tanto potere non facesse temere per la qualità della democrazia ».
Lo scrittore portoghese, che si rivelò nel 1982 con Memoriale del convento e che non ha mai nascosto le sue simpatie per la sinistra (si iscrisse clandestinamente al partito comunista portoghese nel 1969 riuscendo a evitare le galere del dittatore Salazar), ci scrive che nessuno gli ha mai proposto di cancellare i passaggi su Berlusconi: «Ho conosciuto la censura durante la dittatura portoghese, l’ho sofferta e combattuta e nessuno in una situazione di apparente normalità democratica mi potrebbe chiedere di amputare una mia opera ».
Facciamo notare che certi giudizi ci sembrano quantomeno eccessivi. Saramago non si scompone: «Le qualificazioni che ho dato di Berlusconi non nascono dalla mia testa ma si basano su informazioni giornalistiche che ogni giorno appaiono sulla stampa europea. Io semplicemente osservo e concludo. Con dispiacere, naturalmente». Insistiamo: perché arrivare a paragonare Berlusconi a un «capo della mafia»? Saramago risponde: «Davvero le sembra esagerato? È sicuro? Almeno mi concederà che ha una mentalità mafiosa».
L’autore del Vangelo secondo Gesù è severo anche con l’Italia: «Quando tutte le opinioni che si diffondevano sulla capacità creativa, sulla modernità e talento artistico erano favorevoli, non ricordo nessuno che si lamentasse di questi giudizi. Ora le cose sono cambiate. L’Italia non è più il Paese che emoziona, ma sorprende non certo per le migliori ragioni. Né l’Italia né coloro che amano questo Paese meritano lo spettacolo politico di fascinazione malata per Berlusconi».
Saramago pubblicherà il suo prossimo romanzo da Einaudi? «Del mio nuovo romanzo, che credo vedrà la luce in autunno, non si è ancora parlato e non so dove porterà questa faccenda ».
Il premio Nobel non sa che altre opere di critica a Berlusconi sono state rifiutate da Einaudi, dalle poesie politiche postume di Giovanni Raboni al Duca di Mantova di Franco Cordelli, sino al Corpo del capo di Marco Belpoliti, che l’autore ha preferito pubblicare da Guanda, però commenta: «Dev’essere duro vivere quando il potere politico e quello imprenditoriale si riuniscono. Non invidio la sorte degli italiani, però infine è nella volontà degli elettori mantenere questo stato di cose o cambiarlo».
Dino Messina
16:49 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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