12/07/2009

Foglio rosa a 17 anni, in autostrada a 150 all’ora

Foglio rosa a 17 anni, in autostrada a 150 all’ora

 

Il codice della strada. Pronte le nuove norme sulla sicurezza stradale Autovelox: le multe non vanno più ai Comuni

 

In attesa della legge delega del governo sulla riforma complessiva del codice della strada, alla quale, dice il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, i tecnici del ministero stanno già lavorando, il Parlamento ha fatto la sua parte. Tra mercoledì e giovedì la Camera voterà il nuovo progetto di legge sulla sicurezza stradale, licenziato tre giorni fa dalla commissione Trasporti in sede legislativa, un lavoro importante, come spiega il presidente della commissione Mario Valducci, «un lavoro cominciato sei mesi fa e che ha visto un’ampissima convergenza di tutti i gruppi parlamentari». Molte le novità, dal narcotest, al foglio rosa a 17 anni, dai proventi degli autovelox alla targa personale, all’innalzamento del limite di velocità a 150 km all’ora nei tratti dove c’è il Tutor. «Il nostro obiettivo è stato dar battaglia su tre fronti — continua Valducci —. Tolleranza zero per alcol e droghe, certezza della pena e freno ai Comuni che vogliono fare i furbi». Vediamo allora passo passo come cambierà il nostro modo di stare su strade e autostrade.

Il narco-test
È stato introdotto il narco-test, all’inizio in via sperimentale, poi su larga scala come per gli etilometri. Sarà possibile verificare in strada se una persona ha assunto sostanze stupefacenti con un semplice esame da effettuare con la saliva o il sudore. Adesso la polizia deve accompagnare il guidatore sospetto presso una struttura sanitaria per fare le analisi. Con la nuova norma chi risulta positivo sarà considerato «alterato alla guida». Spetterà a lui poi, e a proprie spese, effettuare esami clinici per dimostrare il contrario.

I limiti di velocità
Sarà possibile elevare sulle autostrade il limite di velocità a 150 km/h ma solo se è presente il Tutor. Aumentano le sanzioni per chi corre troppo (da 500 a 2000 euro oltre i 40 km/h e da 779 a 3.119 oltre i 60 km/h), ma diminuisce la decurtazione dei punti. In sostanza, se si superano i limiti da 10 a 40 km/h, si perdono 3 punti (prima erano 5), da 40 a 60 si perdono 5 punti (prima erano 10), oltre i 60 i punti decurtati saranno 10. Sarà anche più difficile riottenere i punti per chi, nell’arco di un anno, ha effettuato tre violazioni gravi non contestuali con decurtazione fino a 5 punti. In questo caso, raggiunti i meno 15 punti, si è costretti a rifare l’esame teorico e la visita medica allo stesso modo di chi ha perso tutti i 20 punti.

Il foglio rosa
Per i giovani una notizia buona e una cattiva. S’introduce il foglio rosa a 17 anni per chi ha già il patentino per il motorino, ma solo per fare pratica con un patentato da almeno 10 anni. Però si incrementa di un terzo alla prima violazione e del doppio per le violazioni successive, la durata della sospensione della patente quando l’infrazione è commessa da un neopatentato nei primi tre anni.

Autovelox e Comuni
Nelle strade extraurbane l’autovelox non potrà essere posizionato oltre 1 km dal segnale del limite di velocità. Ma il vero succo della riforma è altrove. «È finita l’epoca dei Comuni furbi che piazzano autovelox e macchinette ovunque per battere cassa—dice Valducci —. Per prima cosa, gli autovelox non potranno più essere comprati con le multe dei cittadini. Fino ad ora i produttori di macchinette dicevano ai Comuni: "Non dovete tirare fuori neppure un soldo, ci ripagherete con il 20-30 per cento delle multe incassate". Tutto questo non sarà più possibile. Inoltre, le polizie locali potranno mettere gli autovelox dove vogliono ma i proventi andranno ai proprietari delle strade, se quindi sono strade extraurbane le multe non finiranno più nelle casse del Comune ma in quelle dell’Anas o della Provincia». Gli enti locali dovranno anche destinare il 50 per cento degli introiti alla sicurezza stradale secondo un rigido schema di ripartizione dei fondi che dovrà essere relazionato al ministero. Se non lo fanno lo Stato tratterrà il 3 per cento di tutti gli incassi annuali.

La targa
La targa è personale, non segue più il veicolo ma il proprietario e non potrà essere abbinata a più di un veicolo.

L’alcol
Limite zero del tasso alcolemico per i neopatentati nei primi tre anni e per i conducenti professionali. Anche con un goccio di alcol nel sangue saranno multati. Non è previsto reato penale ma una sanzione amministrativa. Da 155 a 624 euro, raddoppiata se si è provocato un incidente. Resta invece il limite dello 0,5, come in tutta Europa. Tra 0,5 e 0,8 multa da 500 a 2000 euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi, con incidente raddoppio delle sanzioni e fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni. Tra 0,8 e 1,5 ritiro della patente, sospensione fino a due anni, multa da 800 a 3200 euro. Con incidente raddoppio delle pene più fermo di 180 giorni. Sopra il limite di 1,5, c’è il ritiro immediato della patente con sospensione fino a due anni, multa da 1500 a 6000 euro, arresto da sei mesi a un anno. Se viene commesso un incidente raddoppio della pena, revoca della patente per 5 anni.

Pedoni e ciclisti
Si aggravano le decurtazioni dei punti per chi impedisce il passaggio dei pedoni sulle strisce (8 punti in meno, anche in caso di disabili). I ciclisti avranno l’obbligo, fuori dai centri abitati, di notte o nelle gallerie di indossare giubbotto o bretelle retroriflettenti.

Le multe a rate
Chi ha un reddito annuo inferiore a 10.628 può chiedere la rateizzazione delle multe fino a 60 rate per sanzioni superiori a 400 euro. Inoltre è stato semplificato tutto il sistema della notifica, dei ricorsi e delle competenze per garantire la certezza della pena. Si riducono infatti da 150 a 90 i termini entro i quali contestare le violazioni. Cento giorni per il recapito del verbale quando la contestazione è stata immediata. Per i ricorsi il termine scende da 60 a 30 giorni. Devono poi passare massimo 30 giorni tra la notifica del ricorso e l’udienza di comparizione. Altre due novità importanti: non saranno più i giudici di pace a decidere per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, competente sarà il tribunale. Inoltre, il giudice di pace, nei casi di sospensione della patente, quando non ci sono vittime, non potrà decidere per la revoca senza aver convocato anche la prefettura.

Gli animali
Una norma anche in difesa degli animali. L’investitore di un animale domestico o da lavoro è obbligato a fermarsi, soccorrerlo e chiamare un veterinario. Sanzioni da 78 a 1559.

Mariolina Iossa


25/11/2008

Lazio, Di Carlo rimette delega sui rifiuti dopo il fuorionda su «Report»

Lazio, Di Carlo rimette delega sui rifiuti dopo il fuorionda su «Report»

L'assessore regionale: «Ho parlato in modo volgare della mia amicizia con Cerroni: sono stato un ingenuo», «La trasmissione mi dipinge come un maneggione, magari anche corrotto»

 

 

L'assessore Di Carlo
L'assessore Di Carlo
ROMA - È pronto a riconsegnare al presidente Piero Marrazzo la delega sui rifiuti. Mario Di Carlo, assessore alle Politiche della casa della Regione Lazio, annuncia la sua decisione all'indomani della puntata di "Report" dedicata al piano rifiuti nel Lazio. «La situazione non permette che deleghe così importanti siano gestite da un ingenuo» spiega l'esponente del Pd. Tutto nasce da alcune frasi "fuorionda" trasmesse durante la trasmissione di Milena Gabanelli: in un modo decisamente colorito, Di Carlo parla dei suoi rapporti con Manlio Cerroni, il gestore della discarica di Malagrotta. «Vengo dipinto come un volgare maneggione, probabilmente anche corrotto - spiega Di Carlo - Sono una persona onesta, sono solo un ingenuo. Ho risposto per due ore a domande sul piano rifiuti del Lazio, sui gassificatori di Roma e Albano, sugli inceneritori di San Vittore e Colleferro, sulle discariche di Roma, Guidonia, Viterbo, Latina, Roccasecca, Colleferro, Civitavecchia e Bracciano, sulla raccolta differenziata, e non mi sono accorto che all'intervistatore di tutto questo non importava nulla».

Video: Di Carlo, Cerroni e le code alla vaccinara (da Report)

RACCONTATO COME UNA MACCHIETTA - Di Carlo prosegue nel suo racconto spiegando che «finita l'intervista, e apparentemente spente le telecamere, per un'altra ora gli ho parlato in modo intollerabilmente volgare purtroppo, e me ne scuso, della storia di amicizia tra me e l'avvocato Cerroni. L'ho fatto perché conosco l'intervistatore da 20 anni. Ho visto che nella trasmissione sono state utilizzate solo quelle frasi che consentivano di raccontarmi come una macchietta. Quindi - aggiunge - con la mia ingenuità ho contribuito ad alimentare questo clima di sospetti».

IL FUORIONDA - A proposito del suo rapporto con Cerroni, Di Carlo - durante il fuorionda trasmesso dal programma condotto dalla Gabanelli - afferma: «A tutti e due ci piace andare a mangiare, che c….o ne so, la coda alla vaccinara, capito? Nel mondo che vive lui, co chi c…o ce va, co' Caltagirone a mangiare la coda alla vaccinara? Lui non ce l'ha sostituti. Non ce l'hai una soluzione, no? Tuo nipote c'ha 14 anni, te ce n'hai 82, quanto c…o pensi di campare ancora? Cioè quanto pensi di campare lucido?». L'intervistatore gli chiede: lui (Cerroni, ndr) ti ha chiesto di sostituirlo? Risposta: «No di sostituirlo, lui aveva visto che io non m'ero candidato alla Camera, non avevo seguito Rutelli, nel 2001, e quindi mi disse: "Perché non te ne vieni a lavorare con me?". No, io se fossi andato a lavorare con lui gli avrei chiesto la televisione, cioè ormai la politica la fanno i giornali no? La fanno i giornali e la televisione, i politici sono degli utili idioti!».

REAZIONI - Il caso Di Carlo ha sollevato una vera e propria bufera. In una nota congiunta del gruppo federato "La Sinistra", Prc, Verdi e Sd affermano che la restituzione della delega è «un atto dovuto: quanto accaduto è oggettivamente incompatibile con un incarico istituzionale delicato e importante». Bruno Astorre, assessore ai Lavori pubblici della Regione Lazio, difende invece il collega: «Conosco Mario Di Carlo, la sua storia personale e politica. La sua amicizia è per me un fatto positivo. Gli riconosco le doti della lealtà, della franchezza, della trasparenza di comportamento». L'opposizione attacca: «Mario di Carlo si dimetta da assessore - chiedono il capogruppo di Alleanza nazionale alla Regione Lazio, Antonio Cicchetti e il consigliere Francesco Lollobrigida -. Dopo le ammissioni inequivocabili ascoltate nella trasmissione "Report", che dimostrano i suoi coloriti rapporti con l'indiscusso leader del sistema dei rifiuti nel Lazio, crediamo non sia sufficiente la rinuncia alla sola delega ai rifiuti, che peraltro non capiamo quando gli sia stata attribuita». Il coordinatore regionale e Capogruppo di FI alla Regione Alfredo Pallone e il Consigliere regionale di FI Massimiliano Maselli chiedono un Consiglio straordinario: «Marrazzo farebbe bene ad accettare le deleghe rimesse da Di Carlo e quest'ultimo, sebbene sia solo una pedina di uno scacchiera ormai disordinata, dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi anche dal suo ruolo di assessore».

E IL VIDEO IMPAZZA SUL WEB - Intanto la «vaccinara» dell'assessore regionale del Lazio Mario Di Carlo impazza sul web e nelle suonerie dei telefonini. A portare su YouTube e sul suo sito «le ormai note parole sulle cene tra Di Carlo e Cerroni a base di coda alla vaccinara» andate in onda su Report è stato il consigliere del Municipio XVI di Roma Marco Giudici (Pdl). Il video sul suo sito marcogiudici.it e su YouTube, spiega, è cliccatissimo. «Fa bene a rimettere le sue deleghe l'assessore ai rifiuti Mario Di Carlo, sia per le sue dichiarazioni fuori onda, sia per i suoi folli progetti di gestione dei rifiuti a Roma», ha detto Giudici. Il video «sta letteralmente dilagando sul web al ritmo di più 50 contatti ogni 10 minuti».


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