18/11/2010

Montezemolo scrive ai tifosi Ferrari: «La delusione fa ancora male»

Montezemolo scrive ai tifosi Ferrari: «La delusione fa ancora male»

LETTERA APERTA. «Mondiale perso per una valutazione errata del muretto»

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31/08/2010

Tifosi delusi, bomba carta contro la sede del Torino

Tifosi delusi, bomba carta contro la sede del Torino

E' accaduto nella tarda serata di lunedì quando un'esplosione ha allarmato i cittadini. Sui muri della sede anche una scritta in vernice rossa: "Game Over", segno inequivocabnile della rabbia di alcuni facinorosi per le prestazioni scadenti della squadra

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15/08/2010

Moto Gp, Lorenzo senza rivali. Settimo sigillo a Brno

Moto Gp, Lorenzo senza rivali. Settimo sigillo a Brno

Lo spagnolo della Yamaha domina anche il Gp della Repubblica Ceca davanti al connazionale Pedrosa e alla Ducati di Stoner. Deludente Rossi che chiude al quinto posto senza mai entrare nel vivo nella gara. Caduta per Dovizioso

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15/07/2010

Senato, si alla manovra. Ora alla Camera Regioni e Comuni sul piede di guerra

Senato, si alla manovra. Ora alla Camera Regioni e Comuni sul piede di guerra

Su 306 votanti, i sì sono stati 170, 136 i no. Scontro in Aula tra maggioranza e opposizione. Finocchiaro: "Colpisce i giovani". Gasparri: "Apriamo una stagione di crescita e sviluppo". E le Regioni abbandonano l'ipotesi di rimettere le deleghe.

 

 

 

ROMA - Il governo ha incassato a Palazzo Madama la 35ma fiducia posta sulla manovra correttiva con 170 sì, 136 no e nessun astenuto. A favore hanno votato Pdl, Lega ed Mpa, contrari Pd, Idv, Udc e Alleanza per l'Italia. Il decreto ora passa all'esame della Camera dove dovrà essere convertito in legge entro il 30 luglio. Il governo ha già annunciato che anche a Montecitorio sarà posta la questione di fiducia.

IL NO DI REGIONI E COMUNI - Con il sì del Senato alla fiducia sulla manovra si chiude il primo decisivo passaggio parlamentare per il decreto di correzione dei conti italiani. Un intervento da circa 25 miliardi di euro necessario per mantenere gli impegni con Bruxelles sul deficit. Una manovra pesante, riconosciuta da tutti come necessaria per mettere al riparo l’Italia da ulteriori turbolenze finanziarie, ma contestatissima fin dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri il 25 maggio scorso. In trincea, in primis, i governatori che hanno protestato duramente contro i pesanti tagli alle Regioni, arrivando a minacciare la restituzione allo Stato di deleghe importanti, dai trasporti all’ambiente. E ora anche i Comuni hanno annunciato che alla Conferenza Unificata esprimeranno il proprio parere negativo.

IL FRONTE DEI DELUSI - Giovedì i governatori torneranno a riunirsi per valutare le mosse future, a maggior ragione adesso che non ci sono più spazi per intervenire in manovra. Molte altre le altre categorie sul piede di guerra, a cui però è toccata miglior sorte: dai disabili che chiedevano modifiche alla soglia di invalidità, ai farmacisti che volevano una più equa distribuzione dei sacrifici, dai magistrati fino a Province e Comuni e sono state accontentante con la promessa di maggiori spazi per l’autonomia impositiva con il federalismo fiscale. I Comuni esprimeranno in Conferenza Unificata parere negativo sulla manovra. Lo ha detto Il presidente dell'Anci, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, al termine del Consiglio nazionale dell'Associazione dei Comuni anticipando quanto è scritto in un ordine del giorno che è stato approvato dall'assemblea dei sindaci con l'astensione di sei amministratori (Udc e Rifondazione comunista) ha detto che dalla Conferenza Unificata dei Comuni arriverà un parere negativo formale. Dunque anche sul fronte dei sindaci, dopo quello dei presidenti di Regione, il governo potrebbe ricevere un'opposizione trasversale. «Con le Regioni abbiamo governato insieme una fase, ci sono state differenze in particolare sul federalismo - ha detto ancora Chiamparino -, ma le discussioni parallele di oggi e le decisioni assunte creano tutte le condizioni per ricostruire un lavoro unitario». Chiamparino ha anche anticipato che i sindaci cercheranno di verificare se entro ottobre la manovra possa essere modificata.

IL VOTO AL SENATO - Numerosi anche gli incidenti di percorso durante l’iter a palazzo Madama. Per citare i più celebri, si può ricordare il dietrofont del governo sullo stop al requisito di 40 anni di contributi, bollato dal ministro Maurizio Sacconi come un ’refuso’, ma poi smentito dal collega Giulio Tremonti. E ancora, l’annosa vicenda delle ’quote latte’ che ha scatenato polemiche dopo l’annuncio di Bruxelles di una possibile procedura di infrazione a carico dell’Italia per la proroga della sospensione del pagamento delle multe. Marcia indietro dell’esecutivo anche sul taglio delle tredicesime per poliziotti, magistrati e altri comparti. Dal Senato, tuttavia, come ha sottolineato lo stesso Tremonti, la manovra esce migliorata e con i saldi invariati. Molte le novità introdotte nel passaggio in commissione che si sono andate ad aggiungere a un provvedimento già molto corposo che consentirà all’Italia di ridurre il deficit dal 5% del Pil del 2010 al 3,9% nel 2011 e al 2,7% nel 2011. Tra le norme di maggior peso, c’è il blocco degli stipendi per i dipendenti pubblici, le novità sulle pensioni, i tagli per Regioni, Province e Comuni. E ancora, la riduzione degli stipendi dei manager, dei ministeri e dei costi della politica, la stretta sull’evasione fiscale e le assicurazioni. Entrano anche le norme per la libertà d’impresa, i rincari dei pedaggi autostradali e la sanatoria di oltre 2 milioni di «case-fantasma». Il testo passa adesso «blindato» a Montecitorio per il via libera definitivo, senza modifiche, e con un nuovo voto di fiducia entro fine mese.

Redazione online


25/06/2010

Delusi dalla Nazionale? Tutti al mare

Delusi dalla Nazionale? Tutti al mare

Eri sicuro di guardare gli Azzurri sdraiato sul divano? Cambia programma e consolati con il bel tempo di questo week end.

 

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Le gesta dei ragazzi di Lippi vi hanno lasciato l’amaro in bocca? Non c’è niente che possa far digerire una sconfitta della Nazionale, ma c’è una buona notizia: sull’Italia questo week end splenderà il sole.

Da Nord a Sud, potremo staccare la spina e rilassarci in spiaggia o fare delle belle camminate antistress sulle nostre montagne.

SKY Meteo 24
, da buon fedele compagno prevacanziero asssicura sole e temperature miti sulle coste liguri (mete ormai consolidate di stressatissimi milanesi e torinesi): da Sestri Levante a Santa Margherita, fino al romanticismo delle Cinque Terre: l’estate è assicurata.

Sembra quasi che il clima voglia consolarci dopo la batosta subita al
Mondiale, perché anche al centro, da Ostia a Fregene ci si potrà godere relax, bagni e solleone.

Al Sud il bel tempo sembrerebbe quasi scontato, ma anche a
Taormina, Gallipoli e Tropea, tanto per fare qualche nome, godranno di buon tempo quasi costante.
Per chi, invece, la tensione ama scaricarla camminando o facendo trekking, in Trentino o in Val D’Aosta si potranno sfruttare al meglio salite, passi e oasi naturistiche a tutto relax e refrigerio.


24/06/2010

Lippi non passa e chiude: "Mie tutte le responsabilità"

Lippi non passa e chiude: "Mie tutte le responsabilità"

Il ct ammette di aver sbagliato qualche valutazione in questo Mondiale: "Se una squadra si esprime così, vuol dire che il tecnico ha commesso qualche errore. Siamo usciti per problemi di carattere psicologico

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"Mi prendo tutte le responsabilità, se la squadra è entrata con terrore nelle gambe e nel cuore vuol dire che l'allenatore non ha preparata bene la gara sul piano tattico e psicologico". Il ct della nazionale Marcello Lippi si prende tutte le colpe per l'eliminazione degli azzurri ai Mondiali in Sudafrica.

"Non lo so perchè l'Italia abbia giocato bene solo l'ultimo quarto d'ora della partita contro la Slovacchia". Lippi ha aggiunto: "Non sono pentito di essere tornato in nazionale. Era una esperienza che volevo rifare. Ero convintissimo di fare cose diverse e mi dispiace". Lippi ha poi dichiarato di volersi prendere in mese di riposo e poi valutare il proprio futuro come allenatore.


"Mi dispiace da morire per tutti: mi dispiace da morire chiudere così 4 anni fantastici, per me, per i tifosi, per la federazione e per tutti".  Dopo l'eliminazione dell'Italia il ct azzurro Marcello Lippi esprime tutto il suo rammarico per aver terminato la sua esperienza sulla panchina della nazionale in questo modo. "Ero convintissimo di questi ragazzi, non l'ho preparata come avrei dovuto. Non dico che pensavo di vincere il Mondiale ma pensavo a qualche cosa di diverso. In bocca al lupo al mio successore.


20/06/2010

Cose dell'altro mondo, Italia fermata dalla Nuova Zelanda

Cose dell'altro mondo, Italia fermata dalla Nuova Zelanda

Nella seconda giornata del gruppo F gli Azzurri strappano un risicato pareggio per 1-1 contro i neozelandesi che passano in vantaggio con Smeltz dopo soli 7'. Al 29' pari di Iaquinta su rigore. Ora bisogna vincere con la Slovacchia.

 

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7' Smeltz (NZ), 29' rig. Iaquinta (I)

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Un risultato impensabile alla vigilia, un pareggio che complica la qualificazione agli ottavi che resta, tuttavia, nelle mani degli Azzurri. L'Italia deve battere la Slovacchia nel terzo e decisivo match. La Nazionale ha confermato le pecche dimostrate nelle gare pre-Mondiale e a lungo denotate nel match con il Paraguay: scarsa qualità davanti, incapacità di ribaltare l'azione e accelerare la manovra specie quando si passa in svantaggio. L'1-1 contro la Nuova Zelanda è la logica conseguenza di una strategia, votata alla sola concretezza (mai vista) e alla corsa, che non sembra pagare più del talento rimasto a casa.

Non c'è il tempo neanche di valutare l'atteggiamento in campo degli avversari che la Nuova Zelanda si porta in vantaggio al 7'. Errore di posizione della difesa azzurra che, come nel match con il Paraguay, si abbassa fino al limite dell'area piccola quando Cannavaro non riesce a intervenire sul pallone e di fatto stoppa la sfera per l'accorrente Smeltz che mette in rete da due passi. L'Italia prova la reazione d'orgoglio ma i neozelandesi attendono tutti al di qua della linea della palla intasando gli spazi. E' Montolivo a scuotere gli azzurri con un destro dalla distanza che incoccia il palo. L'Italia ci prova ma la manovra è lenta e prevedibile. Gilardino è troppo isolato in attacco, Iaquinta fa movimento ma è poco concreto in avanti. E' De Rossi a provarci dal limite ma Paston è attento e respinge con i pugni. Al 28' l'episodio che vale un calcio di rigore per la formazione di Lippi: De Rossi è trattenuto in area di rigore da Smith e va giù, per l'arbitro è fallo. dal dischetto si presenta Iaquinta che fa 1-1. Nel finale della prima frazione di gioco l'Italia prova a alzare i ritmi ma la Nuova Zelanda difende e chiude i primi 45' in parità.


Nella ripresa la squadra di Lippi si presenta con due novità in campo: entrano Di Natale e Camoranesi, escono uno spaesato Gilardino e un inconcludente Pepe. L'Italia parte a spron battuto ma fatica a creare azioni pericolose. Al 61' va fuori Marchisio per far posto a Pazzini e gli Azzurri si fanno più arrembanti. Di Natale in girata impegna Paston, poi è un bolide di Montolivo a impensierire ancora l'estremo neozelandese. Nel finale è Chris Wood a sfiorare l'incredibile colpaccio: salta Cannavaro e calcia in diagonale con il pallone che si perde di un soffio a lato della porta difesa da Marchetti. A 3' dal termine Camoranesi calcia dalla distanza e Paston si supera deviando in calcio d'angolo. Termina 1-1 un match in cui tutti i favori del pronostico erano per gli Azzurri che ora sono obbligati a vincere con la Slovacchia per passare il turno.


28/05/2010

Euro 2016, vince la Francia

Euro 2016, vince la Francia

UEFA, CAMPIONATO EUROPEO. L’Italia delusa: subito fuori. A Ginevra prevale la candidatura francese sostenuta direttamente da Sarkozy

 

Sarkozy applaude : la Francia ottiene l'Europeo (Reuters)
Sarkozy applaude : la Francia ottiene l'Europeo (Reuters)

GINEVRA— Ha vinto la Francia, come tutti prevedevano. L'Uefa ha assegnato il Campionato Europeo di calcio del 2016 ai francesi, forti di un dossier che tra strutture sportive e infrastrutture di trasporto e accoglienza, ottiene i voti più alti. Battute le altre due candidature «finaliste», quella dell'Italia e della Turchia. A Ginevra il peso politico francese è stato consistente: a sostenere la candidatura c'era anche il presidente Sarkozy.
L'Italia deve assorbire così la seconda delusione consecutiva: per l'edizione del 2012, infatti, la candidatura italiana era stata battuta da quella congiunta di Polonia ed Ucraina. E la delusione diventa ancora più marcata perché la candidatura italiana è stata subito perdente: esclusa al «primo turno» con 23 voti, contro i 39 della Turchia e i 41 della Francia. Il verdetto finale è uscito dunque da un ballottaggio tra Turchia e Francia. E quest'ultima ha prevalso per un solo voto, segno che il dossier turco era di alto livello.


07/02/2010

La delusione della Nasa senza soldi: «Cape Canaveral in affitto ai privati»

La delusione della Nasa senza soldi: «Cape Canaveral in affitto ai privati»

 

IN ATTESA DEL LANCIO DELLO SHUTTLE. L’amministratore Charlie Bolden: acquisteremo biglietti di viaggio per spedire in orbita satelliti o astronauti

 

CAPE CANAVERAL – Mentre il lancio della shuttle Endeavour previsto domenica notte alle 4.39 ora locale (10.39 in Italia) è stato rimandato a lunedì per il maltempo, lo sguardo dalla rampa di lancio e guardando verso il mitico VAB, l’edificio dentro il quale si assemblavano i razzi Saturno per la Luna, si scorge un traliccio alto un’ottantina di metri. La sua costruzione è appena stata fermata per la scelta del presidente Obama di non tornare sulla Luna. E’ diventa il simbolo del momento. Era la torre di lancio del razzo Ares-1 alto un centinaio di metri e doveva servire per lanciare nello spazio la nuova astronave Orion prima verso la stazione spaziale internazionale e nel 2020 verso il nostro satellite naturale. Tutto cancellato.

Charlie Bolden (Ap)
Charlie Bolden (Ap)

La nuova strategia l’ha precisata nei dettagli, dopo gli annunci ufficiali dei giorni scorsi l’amministratore della Nasa Charlie Bolden, arrivato al Kennedy Space Center per assistere al lancio dello shuttle, incontrando i giornalisti. Lui stesso è un ex pilota di shuttle. «Dobbiamo cambiare direzione», ha sottolineato ricordando che la chiave del futuro è il coinvolgimento dei privati i quali devono produrre razzi e astronavi per i quali la Nasa acquisterà biglietti di viaggio quando servono per spedire in orbita satelliti oppure astronauti. «Affitteremo gli impianti di Cape Canaveral ai privati e noi dobbiamo cercare di attrarli a svolgere qui le loro attività». «La Nasa – ha continuato - deve avviare ricerche per costruire nuovi motori per razzi, nuovi sistemi robotici, insomma deve concepire nuovi sistemi per viaggiare domani nello spazio». Ma per andare dove? «Dovrà deciderlo il Congresso nelle cui aule si comincerà ora a discutere», risponde.

Sono diversi i tempi quando la Nasa studiava e proponeva al presidente Kennedy di andare sulla Luna e il Congresso approvava. Ora la Nasa ipotizza solo un indistinto piano di ricerca in vari settori senza indicare alcuna meta. «Anch’io – aggiunge – ritengo utile guardare a Marte ma ci sono ancora troppe cose da conoscere prima di impegnarsi su un obiettivo del genere». Bolden parla di studiare obiettivi flessibili ma l’unico impegno che sostiene vigorosamente è l’utilizzo della stazione spaziale internazionale con l’intenzione di estendere la sua vita tecnica oltre il 2020. E su questa unica realtà concreta del suo discorso innesta la necessità di rafforzare la collaborazione internazionale. «Con altri Paesi – dice – dobbiamo decidere che cosa fare anche per il futuro». Ciò servirà anche per raccogliere fondi su eventuali progetti, senza tuttavia precisare quali idee l’America proporrà nelle sue auspicate condivisioni internazionali. Al Kennedy Space Center intanto l’anno prossimo sarà licenziata la metà dei tecnici che qui lavorano soprattutto per i voli dello shuttle il quale quest’anno terminerà le sue missioni.

Giovanni Caprara


29/12/2009

Cultura generale, prova d'esame di fine anno

Cultura generale, prova d'esame di fine anno

 

Abbiamo letto le risposte delle matricole ai test di ammissione degli atenei e intervistato i docenti. I risultati, sorprendenti: errori di sintassi, ignoranza delle nozioni elementari. De Gasperi? Economista. Matteotti? Ucciso dalle Br. Tu quanto ne sai?

 

aula universitaria

L’Italia è una repubblica. Questo, lo sanno tutti. Chi sia Alcide De Gasperi, invece no: più della metà sostiene convintamente l’ipotesi che sia stato uno statista, ma molti altri lo scambierebbero per un economista o uno scienziato. La domanda non è stata rivolta a uno sparuto gruppo di scolaretti di provincia, ma a diverse decine di studenti al loro primo anno di lettere di una nota università italiana.
Chi crede che il dato costituisca un’eccezione si sbaglia. “I giovani che arrivano all'università sono in condizione di semianalfabeti” ha tuonato qualche giorno fa il rettore dell’ateneo di Bologna, il più antico d’Europa, ed è notizia recente che la facoltà di medicina di Torino ha deciso di istituire un corso di lingua italiana con l’obiettivo di “alfabetizzare” le matricole, (secondo il Centro europeo dell’Educazione, un laureato su cinque riesce appena a raggiungere la soglia minima di decifrazione di un testo).

Una nuova conferma arriva ora dai dati letti in esclusiva da Sky.it e forniti da una delle più qualificate realtà editoriali, Giunti Os, specializzata da decenni in strumenti psicodiagnostici, compresi i test di ammissione degli studenti nelle università italiane considerate di “elite”.
La realtà non è delle più confortanti. Perché, se si può sorvolare sul fatto che solo uno studente su quattro sappia che il filosofo Herbert Marcuse fosse nato in Germania e non in Francia (e poi dicono che tutti i professori sono comunisti), non si può derubricare a errore di distrazione la presunta correttezza di un’espressione come “nessun’amico”, sottoscritta nei test di ammissione da più di uno studente su cinque. Roba che, fino a qualche decennio fa, avrebbe fatto tirare le orecchie a qualsiasi scolaretto delle elementari (“un al maschile non si apostrofa mai” recitava la petulante cantilena delle maestre di un tempo).

Le cose non vanno meglio neppure con il lessico: per alcuni studenti “ingerenza” significa capacità di ingerire, mentre “remissivo” è sinonimo di lento, recente o attento. Qualcuno, così, è già corso ai ripari: su Facebook è disponibile un’applicazione, in grado di “testare il tuo italiano” (per accedere, bisogna essere iscritti al social network).
Buio fitto anche per ciò che riguarda le nozioni di storia. Per quattro studenti su cinque che intendono accedere alle migliori università italiane, il povero Quintino Sella non è lo storico ministro delle finanze di molti dei primi governi unitari, impegnato (già allora!) nello sforzo titanico del pareggio di bilancio, ma un generale garibaldino ucciso durante la battaglia del Volturno, uno dei carbonari fucilati dagli austriaci a Belfiore o un pensatore anarchico. 

D’accordo, ci può anche stare: Quintino Sella non è Cavour. Appare invece meno comprensibile come solo uno studente su sei sappia che Achille Occhietto sia stato l’ultimo segretario del Pci, e lo confonda con Massimo D’Alema o addirittura con Enrico Berlinguer, scomparso ormai un quarto di secolo fa. Per Filippo Andreatta, ordinario di scienze politiche nell’università di Bologna, le responsabilità di queste lacune non sono però tutte dell’istruzione: “è un fallimento sociale generalizzato che non riguarda solo la scuola secondaria, ma anche la famiglia e alcune sane abitudini quali la lettura di libri e quotidiani. Ormai da diversi anni, abbiamo allargato la base sociale di chi si iscrive negli Atenei e, ovviamente, anche il numero dei laureati. Questo è un bene e una necessità assoluta; il male, invece, è che non riusciamo a valorizzare la preparazione eccellente da quella di base”.

Tempo fa, Andreatta ha fatto parte della commissione che doveva verificare la preparazione degli ammessi alla laurea magistrale in scienze internazionali e diplomatiche della facoltà “Roberto Ruffilli” con sede a Forlì. Gli studenti erano tutti in possesso di una laurea triennale, eppure il risultato è “stato che buona parte dei candidati riscontravano carenze di tre tipi: nozioni apprese sui libri di scuola, conoscenza del sistema politico italiano, lettura dei giornali”. Qualche esempio? “Molti non sapevano quale ruolo avesse avuto l’Italia nella seconda guerra mondiale e quali fossero i confini della Turchia”. Per altri, Giacomo Matteotti era stato ucciso dalle Brigate rosse e “nessuno aveva una conoscenza dettagliata dell’evoluzione politica della Repubblica”.

Il problema però non riguarda solo le discipline di aera umanistica: secondo Daniele Checchi, docente di economia del lavoro e preside della facoltà di scienze politiche della Statale di Milano, “in Italia il livello di competenze matematiche e la conoscenza della lingua inglese è tra le più basse d’Europa”. Per Giovanni Valotti, direttore della scuola universitaria della Bocconi, le difficoltà invece sono altre: “se devo rintracciare una differenza rispetto a dieci anni fa, non la riscontro nel livello di preparazione, che da noi per fortuna è rimasto piuttosto alto, ma nel grado di maturità. Gli studenti che si iscrivono al primo anno di università sono più inconsapevoli di quanto lo fossero in passato”. Bamboccioni? “Direi proprio di si”. Le matricole sono avvisate.