09/07/2011

Obama lancia appello bipartisan: «Non possiamo andare in default»

Obama lancia appello bipartisan: «Non possiamo andare in default»

Il progetto: tagliare su difesa e deduzioni, rafforzare programma sanitario. Invito a democratici e repubblicani perché affrontino in modo «equilibrato» il taglio del deficit di bilancio.

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04/04/2011

Obama si ricandida: tutto comincia da noi

Obama si ricandida: tutto comincia da noi

In rete parte la campagna. Il presidente Usa correrà per la Casa Bianca anche nel 2012: filmato online e messaggi ai sostenitori

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Il Fli "benedice" Montezemolo. Si va verso un asse con Fini?

Il Fli "benedice" Montezemolo. Si va verso un asse con Fini?

L'opposizione italiana ha in testa solo una cosa: mandare a casa il Cav. Sinistra e finiani paludono alla discesa in campo di Montezemolo. Il Fli: "E' un soggetto forte della nostra società che può scendere in campo per dare un contributo al rinnovamento della politica". Soddisfatto pure Bersani: "Tutto quello che mette nuova energia nella cosa pubblica è benvenuto". Poi lo mette in guardia: "Una sola persona non ha la bacchetta magica". Franceschini: "Dica con quale schieramento starà"

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11/10/2009

Democratici, oggi il congresso Ma la vera partita sarà alle primarie

Democratici, oggi il congresso Ma la vera partita sarà alle primarie

 

E Fioroni ammonisce il segretario: non bastano antiberlusconismo e «nuovismo». D’Alema: se vincesse Franceschini sarebbe paradossale, non so cosa farebbero gli iscritti

 

Manifesti nel metrò di Milano invitano a votare alle primarie del Pd (Fotogramma)
Manifesti nel metrò di Milano invitano a votare alle primarie del Pd (Fotogramma)

ROMA — Quanta gente ci sarà oggi all’hotel Marriott? Per ora è l’unica domanda che si pongono i dirigenti del Pd, rinviando a dopo gli interroga­tivi che riguardano la politica. La Convenzione nazionale del Partito democratico (si chiama così, che chiamarla congresso, visto che dura solo qualche ora, sembrava pretenzioso) sembra un evento già scritto. Già: tutto è stato deciso, par­leranno solo i tre candidati, cioè Franceschini, Bersani e Marino, gli altri big non saliran­no sul palco, la finalissima si gioca alle primarie del 25, e al­lora perché partecipare all’ap­puntamento di oggi?

La proba­bilità che i mille delegati del Pd non arrivino tutti è alta (non a caso è stata affittata la sala di un albergo e non quella di ben altre dimensioni della Fiera di Roma). E comunque diserteran­no la convenzione personaggi come Romano Prodi (che si li­miterà a un messaggio) e Wal­ter Veltroni (che non farà cam­pagna elettorale per Franceschi­ni). Potrebbe essere assente an­che Francesco Rutelli, mentre molti altri faranno una compar­sata, tanto per farsi vedere. Tutti gli occhi sono dunque già puntati alle primarie.

Massi­mo D’Alema è convinto che in quelle consultazioni «Bersani avrà una percentuale maggiore di quella ottenuta nei congres­si dei circoli» e al Riformista spiega che se invece vincesse Franceschini ci si troverebbe di fronte a «uno scenario parados­sale», essendo queste le regole, aggiunge l’ex ministro degli Esteri, «certamente i dirigenti le rispetteranno. Gli iscritti non so. Ma adesso l’importan­te è che si impegnino a essere protagonisti anche delle prima­rie». Ed è su quel «gli iscritti non so», che si è aperto un nuo­vo fronte polemico nel Pd, do­ve il veltroniano Enrico Moran­do accusa D’Alema di volere la scissione.

E a D’Alema rispon­de anche Beppe Fioroni, che di­ce: «Non si possono cambiare gli elettori perché non fanno quel che vogliamo noi». Ma Fioroni in realtà non ha grande voglia di far polemiche con gli avversari interni. Anzi. L’ala ex ppi del Partito demo­cratico sembra prepararsi a un’eventuale vittoria di Bersa­ni e tenta di frenare Franceschi­ni. Sull’antiberlusconismo, in­nanzitutto: «Se la nostra azio­ne politica si limita a questo, ri­schiamo di produrre l’effetto inverso rispetto a quello voluto e di non conquistare quegli elettori che votano Pdl perché il premier racconta loro che fuori c’è l’orda rossa». Ma Fioroni invita France­schini alla prudenza anche ri­spetto allo scontro interno: «Non esiste la storia del vec­chio e del nuovo, o dei giovani e meno giovani. Ed è sbagliato alzare il tono del confronto per­ché il giorno dopo le primarie non ci dobbiamo dividere, an­zi, deve esserci un segretario che si assuma la responsabilità di fare la sintesi di tutte le altre posizioni». Un messaggio indi­retto a Bersani perché non met­ta ai margini del partito gli ex popolari.

M. T. M.

Fonte: Corriere.it


26/08/2009

Usa: è morto Ted Kennedy

Usa: è morto Ted Kennedy

 

Fratello di john e bob fu portabandiera della battaglia per i diritti civili. Il senatore democratico, malato da tempo di un tumore al cervello, è deceduto all'età di 77 anni

 

Ted Kennedy (Reuters)
Ted Kennedy (Reuters)

NEW YORK (USA) - E' morto a 77 anni seguito di una lunga malattia il senatore democratico americano Edward Kennedy (meglio noto come Ted) fratello dell'ex presidente degli Stati Uniti John Kennedy e del candidato alla presidenza Bob entrambi morti assassinati. «Abbiamo perso il centro insostituibile della nostra famiglia e della luce gioiosa della nostra vita, ma l'ispirazione della sua fede, ottimismo e perseveranza vivrà nei nostri cuori per sempre», si legge in un comunicato della famiglia citato dalla Cnn. «Ringraziamo tutti coloro che gli hanno dato assistenza nell'ultimo anno, e tutti quelli che lo hanno accompagnato nella sua incessante marcia per il progresso verso la giustizia».
«Ho il cuore spezzato» ha commentato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

MALATO DA TEMPO - Ted Kennedy era malato da tempo di un tumore al cervello. Da giorni si rincorrevano voci circa un drastico peggioramento delle sue condizioni, alimentate anche dalla sua assenza al funerale della sorella Eunice Shriver Kennedy, due settimane fa. Kennedy aveva inoltre scritto una disperata lettera ai vertici del suo Stato, il Massachusetts, chiedendo di essere sostituito nel suo ruolo di senatore a Washington il prima possibile, senza aspettare l’elezione suppletiva necessaria per legge. Il senatore, infaticabile sostenitore di Barack Obama, temeva infatti che la sua assenza nuocesse al partito al momento di votare la tanto discussa riforma sanitaria.

 

Ted Kennedy con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama (Reuters)

Ted Kennedy con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama (Reuters)

 

CHI ERA - Nato a Boston il 22 febbraio 1932, ultimogenito di Joseph Kennedy e Rose Fitzgerald, cresciuto fra New York, la Florida e l’Inghilterra, Edward Moore Kennedy si laureò ad Harvard nel 1956, dopo essere stato espulso e poi riammesso per aver falsificato un esame di spagnolo. In seguito si specializzò in legge alla University of Virginia, curando nel frattempo la campagna elettorale del fratello John, eletto presidente nel 1960. Divenuto senatore del Massachussetts nel 1962 prendendo il posto del fratello grazie a una elezione suppletiva, Ted Kennedy non lascerà più l’impegno politico, venendo eletto per otto mandati consecutivi dal 1964 al 2006. Durante gli oltre quaranta anni nelle prime fila della politica di Washington, Kennedy ha avuto un ruolo fondamentale nella definizione delle strategie della sinistra americana, contribuendo attivamente alla realizzazione di leggi di impatto decisivo sulla vita dei cittadini. La sua storia riassume in modo emblematico quella della famiglia Kennedy, il più grande clan della politica americana, segnata da grandi trionfi così come da scandali e tragedie. Dopo l’omicidio di Jfk, il 22 novembre del 1963, e dopo averne dovuto comunicare la morte al padre, Ted si salvò nel 1964 da un incidente aereo nel quale morirono il pilota e un suo assistente. Il senatore rimase per diversi mesi in ospedale con alcune costole rotte, un polmone perforato, emorragie interne e forti dolori alla schiena che non lo abbandonarono più. Fu sempre Ted nel 1968 a pronunciare l'elogio funebre di un altro fratello ucciso, Robert, al quale era profondamente legato. Dalla scomparsa del padre, nel 1969, il più giovane dei fratelli Kennedy divenne di fatto il patriarca della famiglia, oltre che il tutore dei 13 figli dei fratelli John e Robert. Lo scandalo che però ne ha segnato indelebilmente, e forse stroncato, l’ascesa politica risale alla notte del 18 luglio 1969. Di ritorno da una festa a Chappaquiddick Island, a Martha’s Vineyard, ebbe un incidente e finì in mare con l’auto. Ted Kennedy riuscì a salvarsi, lasciando però nella vettura la ragazza che era con lui, Mary Jo Kopechne. Il senatore non chiamò la polizia fino al giorno dopo, quando il corpo della donna fu ritrovato. Il 25 luglio si dichiarò colpevole di omissione di soccorso, negando però di essere ubriaco al momento dell’incidente, e fu condannato a due mesi di prigione, condanna poi sospesa. L’anno seguente Kennedy vinse nuovamente le elezioni per il Senato con il 62% dei voti. Nella sua unica corsa per la presidenza, nel 1980, venne sbaragliato durante le primarie dall’allora inquilino della Casa Bianca, Jimmy Carter. In seguito, alla convention democratica di Boston nel 2004, venne celebrato definitivamente come il patriarca del partito. Nel 2005 divenne inoltre il più anziano senatore in carica dopo Robert Byrd. Nel 2006 la rivista Time lo selezionò tra i migliori dieci senatori d’America. Il più giovane dei Kennedy è divenuto negli anni uno degli ultimi baluardi della sinistra del partito democratico, sebbene al Senato fosse tra i principali promotori delle coalizioni.


14/10/2008

Nasce YouDem, la tv del Pd Col benvenuto del "rivale" D'Alema

Nasce YouDem, la tv del Pd Col benvenuto del "rivale" D'Alema

IL SALUTO DI OBAMA E FASSINO. la partenza nel giorno del primo anniversario delle primarie. Studi a sfondo verde, partono le trasmissioni della web tv voluta da Veltroni. Proprio con l'intervista al leader Pd

 

Silvia Perdichizzi conduce la rassegna stampa su YouDem.tv
Silvia Perdichizzi conduce la rassegna stampa su YouDem.tv
ROMA - C'è il «buongiorno» di Barack Obama e il videomessaggio di Piero Fassino («quando in una famiglia arriva un nuovo nato è un momento di felicità»). Ma soprattutto c'è l'«in bocca al lupo» di Massimo D'Alema sul sito (bloccato per qualche ora a causa di un guasto tecnico) di YouDem, il canale satellitare del Partito Democratico fortemente voluto da Walter Veltroni che il 14 ottobre ha ufficialmente dato il via alle trasmissioni. «In un panorama così sconfortante quando "si sfogliano" le televisioni, credo sia importante che ci sia una voce nuova, diversa e incisiva per arrivare ai più giovani» è il benvenuto di D'Alema, quasi a zittire le voci che lo vorrebbero risentito per essere stato bruciato sul tempo dalla nuova web tv veltroniana. L'ex ministro dovrà infatti attendere il 4 novembre perché anche la sua Red Tv apra i battenti.

ANNIVERSARIO DELLE PRIMARIE - D'altra parte la data di esordio di YouDem.tv non è casuale: avviene a un anno esatto dalle primarie che hanno portato Veltroni alla segreteria. Ed è proprio il leader a mostrarsi in video per presentare la sua «creatura». Nello studio dove il colore dominante è verde (il colore del partito), il segretario dei democratici oltre che di crisi finanziaria di Rai e Consulta e di banche si rivolge al pubblico scusandosi in anticipo per eventuali intoppi e «approssimazioni del caso». «È come quando partono i giornali nuovi» puntualizza Walter. La web tv sarà un progetto «di apertura, una televisione orizzontale e non verticale, fatta insieme agli utenti», spiega Veltroni citando anche la sua pagina sul social network Facebook, in cui conta ben 9.000 amici.

 

Walter Veltroni in onda su YouDem.tv
Walter Veltroni in onda su YouDem.tv
GRANDI FIRME E GENTE COMUNE - Sul buon esito dell'avventura televisiva il Pd è ottimista visto che, annunciano i responsabili, in pochi giorni la web tv - che trasmette sul canale satellitare 813 della piattaforma Sky - ha già registrato l'adesione di circa 8mila persone. Grandi firme verranno coinvolte. Tito Boeri, Andrea Camilleri, Sandro Veronesi, Concita De Gregorio sono alcuni dei nomi che parteciperanno ai programmi, ma grande spazio sarà dedicato a non famosi come il gruppo di italiani che ogni giorno ne «Il viaggio con Obama» racconterà la corsa del candidato democratico.

 


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