30/08/2009
Giappone, vince il partito democratico Il premier Taro Aso si dimette dal Lpd
Giappone, vince il partito democratico Il premier Taro Aso si dimette dal Lpd
Liberali sconfitti dopo 54 anni. il nuovo leader hatoyama: è stato voto per il cambiamento. «Il risultato è molto severo e bisogna riflettere . Mi prendo la responsabilità della sconfitta»
| Alle urne (Epa) |
TOKYO- La vittoria se l'aspettavano. Ma il trionfo, stando alle prime reazioni, proprio no. E alla fine il Partito Democratico giapponese guidato da Yukio Hatoyama stravince e conquista la maggioranza assoluta dei seggi nella Camera Bassa, il ramo più importante del parlamento, per un totale di 315 contro 106. «Credo che il popolo giapponese abbia votato per il cambiamento e contro le politiche del governo» ha detto il leader dei Democratici (DpJ) Hatoyama, in conferenza stampa, commentando per la prima volta il successo elettorale che si profila sui Liberaldemocratici. «Il risultato è molto severo e credo che dobbiamo riflettere su questo per avere una nuova partenza. Per parte mia, mi prendo la responsabilità della sconfitta». È il premier e leader Lpd Tasor Aso a non nascondere l'amarezza per la sconfitta. In una conferenza stampa ha annunciato la volontà di dimettersi dal partito.
UNA CONQUISTA- Così anche il Giappone decide di cambiare. Dopo mezzo secolo di dominio del partito liberaldemocratico a cui appartiene il premier Taro Aso. I primi exit poll parlano chiaro. «Andiamo verso una sconfitta storica», ha ammesso un esponente del partito liberale. Il voto generale politico del 30 agosto in Giappone ha così il carattere di un vero tsunami, tanto forte da spazzare via in un colpo i Liberaldemocratici del premier Taro Aso, il partito-padre che ha governato il Paese quasi ininterrottamente per 54 anni. Al contrario, per i Democratici si profila un trionfo, con tutte le proiezioni dei network nipponici concordi nell'accreditare al partito di Yukio Hatoyama, almeno 300 seggi sui 480 che compongono la potente Camera Bassa. «Il partito è da ricostruire», ha commentato Shigeru Ishiba, ministro dell'Agricoltura ed esponente di punta dei Liberaldemocratici, di fronte al tracollo del partito.
PROIEZIONI - Al momento secondo le proiezioni della tv pubblica, Nhk, anche due pezzi da novanta dell'Ldp bib sarebbero stati eletti. Shoichi Nakagawa (l'ex ministro delle Finanze, accusato di essere ubriaco al G7 di Roma) sarebbe stato sconfitto nel collegio Hokkaido 11. Battuto sempre ad Hokkaido, l'ex potente portavoce del governo Fukuda, Nobutaka Machimura, mentre Yukio Hatoyama avrebbe incassato nel suo collegio, sempre ad Hokkaido, preferenze oltre al 75%.
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02/08/2009
E' morta Corazon Aquino
E' morta Corazon Aquino
Riportò la democrazia nelle Filippine
ROMA - L’ex presidente delle Filippine Corazon Aquino è morta. Aveva 75 anni e soffriva di cancro al colon. Era stata presidente dal 1986 al 1992 e la sua lotta politica aveva portato alla caduta della dittatura di Ferdinand Marcos. La battaglia contro la malattia che ha portato Corazon Aquino alla morte era cominciata circa sei mesi fa. Ad annunciare la sua morte è stato il figlio. «Nostra madre si è spenta serenamente», ha dichiarato il senatore Benigno Aquino Jr uscendo dall’ospedale di Manila dove sua madre era ricoverata.
La Aquino era la moglie dell’eroe della resistenza alla dittatura, Benigno (Ninoy) Aquino, che il 21 agosto 1983, quando era il laeder dell’opposizione, venne assassinato all’aeroporto di Manila. Corazon guidò il ritorno alla democrazia sconfiggendo Marcos nelle elezioni che si svolsero nel febbraio 1986 e non si fece intimidire neppure da un tentativo di sovvertirne i risultati da parte dello stesso Marcos. La Aquino è stata la prima donna a diventare presidente di un paese asiatico.
Dieci giorni di lutto nazionale. Li ha dichiarati la presidente delle Filippine, Gloria Macapagal Arroyo, da Washington dove si trova in visita di Stato, per la morte di Corazon "Cory" Aquino. «Le Filippine perdono un tesoro nazionale - ha detto la Arroyo - Cory Aquino contribuì a guidare la rivoluzione che ha restaurato la democrazia e lo stato di diritto nel nostro Paese in quegli anni di grave pericolo. Annuncio che osserveremo un periodo di 10 giorni di
lutto nazionale».
La vita di Corazon Aquino. Corazon Aquino diede un volto e un'anima alla rivolta del "potere popolare" contro la dittatura di Ferdinand Marcos, riportando le Filippine sulla strada della democrazia. Nata nella provincia di Tarlac nel 1933, Corazon Sumulong Cojuangco era la sesta di otto figli. La sua famiglia, con ascendenti cinesi, era molto facoltosa, possedeva in particolare una piantagione di canna da zucchero e una banca. La Aquino ha frequentato le migliori scuole negli Stati Uniti e in Francia. Tornata nelle Filippine, si iscrisse all'università ma interruppe gli studi quando decis di sposarsi. Il marito era Benigno Aquino, dal quale ebbe cinque figli e che divenne il leader dell'opposizione alla dittatura. Nel 1983 Benigno venne ucciso da sicari del regime. Corazon, nota tra le gente col nome di Cory, ne raccolse l'eredità con coraggio. Quando nel 1986 Marcos si vide costretto a indire elezioni e a consentire che la Aquino vi partecipasse, il regime, che aveva perso anche l'appoggio degli Stati Uniti, era agonizzante. Marcos tentò di manipolare i risultati del voto, ma non riuscì a mantenere l'appoggio dei militari che gli voltarono le spalle e accettarono che alla guida del paese andasse il "potere popolare" di cui la Aquino era la rappresentante. Cory divenne presidente della repubblica, carica che mantenne fino al 1992. Successivamente si fece notare durante la crisi del 1997, quando organizzò grandi manifestazioni di piazza contro il presidente Fidel Ramos, accusato di volere instaurare una nuova dittatura. Ha contestato duramente anche il successore di Ramos, Joseph Estrada, accusato di corruzione. E le stesse critiche Cory ha rivolto anche nel 2005 alla successiva presidente, Gloria Arroyo.
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