01/12/2010

Guardia giurata scompare nel nulla con 2,5 milioni di euro: giallo a Parma

Guardia giurata scompare nel nulla con 2,5 milioni di euro: giallo a Parma

Gli inquirenti ipotizzano. La fuga. Interrogati i colleghi. Dell'uomo non si hanno notizie da martedì. Il furgone blindato abbandonato alle porte del centro emiliano

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20/09/2010

Nasce il giro del mondo in dirigibile

Nasce il giro del mondo in dirigibile

Al vincitore un premio di almeno 500mila dollari. Partirà da Londra il 23 settembre 2011 e dovrebbe concludersi nel marzo 2012

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14/09/2010

Mafia, maxisequestro da 1 miliardo e mezzo

Mafia, maxisequestro da 1 miliardo e mezzo

L'operazione record riguarda "il signore del vento" Vito Nicastri, imprenditore dell'eolico accusato di essere il prestanome del latitante Matteo Messina Denaro. Maroni: "Sequestro record"

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23/02/2010

Scardinata rete internazionale di riciclaggio per 2 miliardi di euro

Scardinata rete internazionale di riciclaggio per 2 miliardi di euro

 

Arresti - 56 in tutto - anche in Inghilterra, Lussemburgo e Usa. Capitali provenienti da operazioni di compravendita fittizia di interconnessioni telefoniche internazionali

 

ROMA - Una gigantesca rete di riciclaggio di denaro sporco con ramificazioni internazionali per un ammontare complessivo di circa 2 miliardi di euro. È quanto hanno scoperto i carabinieri del Ros e la Guardia di Finanza, che ha portato a 56 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Roma, su richiesta della procura distrettuale antimafia. Alcuni indagati sono stati arrestati in Usa, Inghilterra e Lussemburgo.

RICICLAGGIO - L'accusa è associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di capitali illecitamente acquisiti attraverso un articolato sistema di frodi fiscali. La struttura transnazionale individuata - si legge in un comunicato dei carabinieri - riciclava centinaia di milioni di euro tramite una rete di società appositamente costituite in Italia e all’estero. I capitali illeciti provenivano da una serie di operazioni commerciali fittizie di compravendita di servizi di interconnessione telefonica internazionale. Per realizzare la colossale operazione di riciclaggio, il sodalizio si è avvalso di società di comodo di diritto italiano, inglese, panamense, finlandese, lussemburghese e off-shore.


04/12/2009

Bettini nei guai col fisco «Evasione da 11 milioni»

Bettini nei guai col fisco «Evasione da 11 milioni»

 

Il due volte campione del mondo nel mirino della guardia di finanza. Avrebbe trasferito fittiziamente la residenza a Montecarlo per sottrarre a tassazione i redditi percepiti

 

 

Paolo Bettini (Ansa)
Paolo Bettini (Ansa)

MILANO - Paolo Bettini nei guai col fisco. Il due volte campione del mondo di ciclismo e medaglia d'oro olimpica, secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, avrebbe evaso il fisco per quasi 11 milioni di euro. Secondo quanto si è appreso dalla stessa Guardia di Finanza, il ciclista avrebbe trasferito fittiziamente la residenza nel Principato di Monaco allo scopo di sottrarre a tassazione i redditi percepiti. Bettini ha vinto i Mondiali di ciclismo dei professionisti su strada nel 2006 e 2007 e l'oro olimpico ad Atene 2004.


26/11/2009

Vaticano, Ior nella tempesta per conto coperto su Unicredit

Vaticano, Ior nella tempesta per conto coperto su Unicredit

 

Un conto da milioni di euro, i cui veri titolari sono per ora sconosciuti, costituito dall'Istituto di opere religiose. Ora la procura di Roma vuol conoscere chi si cela sotto l'acronimo della banca di Oltretevere

 

Nel mirino della procura di Roma sono finiti finiti lo Ior e l'Unicredit. Al momento non ci sono indagati, ma questa inchiesta mira a svelare la titolarità dei conti vaticani aperti nella capitale. Il sospetto è che lo Ior sia solo un prestanome e che, dietro di esso, si nascondano persone o società che tramite il conto presso l'Unicredit di Roma abbiano creato un canale per un flusso di risorse di dubbia provenzienza. Lo Ior è stato definito dagli investigatori come uno "schermo opaco". Si vedono movimentazioni ma non chi le fa. Torna così agli onori della cronaca l'istituto vaticano, più volte al centro di scandali, finanziari e non, fra i quali spicca il crac del Banco ambrosiano.

 


02/08/2009

Israele, chiesta l'incriminazione del ministro Lieberman

Israele, chiesta l'incriminazione del ministro Lieberman

 

Le accuse al leader del partito di estrema destra «Israel Beitenu». La polizia: «Ci sono prove sufficienti di corruzione e riciclaggio di denaro»

 

Il ministro Avigdor Lieberman (Afp)
Il ministro Avigdor Lieberman (Afp)

GERUSALEMME - Corruzione e riciclaggio di denaro: sono queste le ipotesi di reato per le quali la polizia israeliana ha raccomandato al procuratore generale dello Stato l'incriminazione del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, leader del partito di estrema destra Israel Beitenu. Secondo quanto ha riferito la radio pubblica, la polizia ritiene che vi siano prove sufficienti per incriminare Lieberman. La raccomandazione sarà inoltrata presso l'ufficio del procuratore generale Menahem Mazuz. Sarà lui a decidere se incriminare il ministro, che in questo caso dovrà rassegnare le dimissioni dalla carica di governo.

REAZIONE - Immediata la replica di Lieberman, che si è detto vittima di una persecuzione, sostenendo che le accuse a lui mosse non hanno alcuna base. «Per 13 anni - ha detto il ministro degli Esteri in una nota - la polizia ha condotto una campagna persecutoria contro di me. Man mano che la mia forza politica e quella di Yisrael Beiteinu aumenta, si intensifica la campagna di persecuzione»

SOCIETA' FITTIZIE - Secondo le accuse, Lieberman avrebbe creato una serie di società, alcune delle quali fittizie, per riciclare denaro arrivato da due uomini d'affari, un austriaco e un russo, in cambio di favori loro accordati tra il 2001 e il 2004. Inoltre, il ministro degli Esteri avrebbe cercato in tre occasioni di ostacolare un'indagine di polizia, cambiando il nome di società da lui create a Cipro, dopo che venne a sapere delle loro inchieste.


06/07/2009

Quella gara a chi seduce più colleghe: scandalo nella marina australiana

Quella gara a chi seduce più colleghe: scandalo nella marina australiana

 

Erano previsti premi in denaro. Quattro marinai già allontanati. Inchiesta del ministero della Difesa, ma non è il primo caso

 

La HMAS Success
La HMAS Success

Scandalo sessuale nella marina australiana. La "Royal Australian Navy" ha aperto un'inchiesta che coinvolge diversi ufficiali della "HMAS Success", la più grande nave della flotta australiana: i marinai avrebbero organizzato un singolare concorso che destinava ricchi premi in denaro a quei membri dell'equipaggio che riuscivano a sedurre e a portare a letto le colleghe presenti sulla nave militare. Le regole erano semplici ed erano state "ufficializzate" in un documento, chiamato "The Ledger". Più donne si conquistavano più i guadagni aumentavano. Inoltre se un ufficiale riusciva ad avere rapporti sessuali con una collega in luoghi "inusuali" (ad esempio su un tavolo da biliardo) otteneva somme ancora più consistenti.

INDAGINE - Il documento su cui erano immortalate le scommesse e le conquiste è stato scoperto lo scorso maggio da Simon Brown, capitano della fregata, ferma per un breve periodo nel porto di Singapore. Brown ha condotto un'accurata indagine tra i 220 membri dell'equipaggio e dopo aver conosciuto i nomi dei principali marinai coinvolti in questa storia, ha ordinato a quattro ufficiali della fregata di ritornare immediatamente in Australia. Adesso sarà il Ministero della Difesa, dopo aver eseguito nuove indagini, a stabilire se sono state infrante le regole interne della Marina militare. Quindi gli organi competenti decideranno se licenziare o punire diversamente gli ufficiali che hanno ideato questo concorso sessuale. Julia Gillard, la vicepremier del governo australiano, ha confermato che l'inchiesta è ancora in corso e teme che questa storia possa scoraggiare ulteriormente le donne ad arruolarsi in marina: «Naturalmente faremo di tutto per fare emergere la verità» ha dichiarato la vicepremier all'emittente televisiva locale "Channel Ten". «Per tanti anni abbiamo detto che vogliamo che tutte le nostre Forze armate, dall'esercito alla marina siano composte da uomini e da donne affinché il paese possa sentirsi unito» ha continuato la Gillard. «Non vogliamo che nulla precluda alle donne di aver una buona carriera nelle nostre forze armate».

MOLESTIE - Tuttavia questo non è il primo scandalo sessuale che coinvolge la marina australiana. Dal 1983, anno in cui le donne sono state ammesse a bordo delle navi militari del paese anglofono, si sono ripetuti numerosi casi di molestie sessuali. Secondo le stime del quotidiano australiano Daily Telegraph in meno di due anni sono state inoltrate agli uffici della marina ben 102 denunce di molestie sessuali. Inoltre nel 1997 cinque donne affermarono di aver subito per diversi anni aggressioni sessuali da parte di alcuni colleghi, ma le Autorità della Royal Australian Navy insabbiarono il caso per non gettare discredito sull’intera marina. Ma sembra che questa volta non ci sarà nessuna omissione: «La nostra marina non può tollerare questo tipo di comportamento» ha dichiarato Russ Crane, vice ammiraglio della Royal Australian Navy. «Una volta che queste accuse sono state rese note, la marina ha agito immediatamente, eliminando gli ufficiali coinvolti in questa brutta storia».

Francesco Tortora


16/03/2009

Obama: «Oltraggiosi i bonus ai dirigenti Aig, bisogna bloccarli»

Obama: «Oltraggiosi i bonus ai dirigenti Aig, bisogna bloccarli»

 

Il presidente: «Offesa ai contribuenti». Interviene anche Il Procuratore Cuomo. Bufera sul big delle polizze: salvata dallo Stato, dispensa premi milionari ai vertici

 

NEW YORK - «Oltraggio, offesa ai contribuenti». Non usa mezzi termini il presidente americano, Barack Obama, che definisce così lo «scandaloso» comportamento di Aig, il gruppo assicurativo che, salvato dall'intervento dello Stato americano (con iniezioni di oltre 170 miliardi di dollari), ha deciso di distribuire premi a dirigenti e trader per svariati milioni di dollari, fino a sommare, secondo alcune fonti, addirittura un miliardo di dollari in bonus.

«OFFESA A CONTRIBUENTI» - Il presidente Obama ha sottolineato che «Aig è una società che si trova in difficoltà a causa della sua imprudenza e della sua avidità. In queste circostanze è difficile capire come ai trader di Aig possano essere garantiti dei bonus: come possono giustificare questo oltraggio ai contribuenti che tengono la società in vita?».

BLOCCARE I BONUS - «Negli ultimi sei mesi Aig ha ricevuto consistenti somme dal Tesoro - ha proseguito il presidente - Ho chiesto al segretario al Tesoro Timothy Geithner di seguire tutte le strade per bloccare questi bonus. So che sta lavorando con l'amministratore delegato di Aig, Edward Liddy, per risolvere la questione». Obama ha spiegato che non si tratta «di una questione di dollari o cent ma di valori fondamentali. Nel Paese ci sono persone che lavorano duramente ogni giorno, senza bonus multi-milionari e salvataggi del governo. E tutto quello che questa gente chiede è che tutti, da Main Street (ovvero la gente comune, ndr) a Wall Street passando per Washington, giochino secondo le stesse regole. È un'etica che dobbiamo condividere tutti. Quello che questa situazione rivela - ha precisato poi il presidente - è che c'è bisogno di una riforma delle regole finanziarie, per non doverci trovare in questa posizione un'altra volta».

CUOMO INTERVIENE - E sulla vicenda si appresta a intervenire anche la magistratura americana: il procuratore generale di New York, Andrew Cuomo, ha chiesto «chiarimenti» sui bonus distribuiti dal gruppo, tra l'altro munifico sponsor, almeno finora, del Manchester United (big del calcio inglese, nelle mani di proprietari americani). Se entro la serata americana lo staff del procuratore non avrà ricevuto le informazioni richieste, Cuomo emetterà un mandato di comparizione. (ANSA).




19/10/2008

Frode on line per Sarkozy

Frode on line per Sarkozy

Prelievi dal conto del presidente francese. La denuncia presentata in settembre

 

 

PARIGI - Truffatori telematici sono riusciti a procurarsi le coordinate bancarie del conto personale del presidente francese Nicolas Sarkozy e hanno effettuato vari prelievi. Lo scrive il Journal du Dimanche. L'Eliseo ha confermato al settimanale che Sarkozy ha presentato una denuncia in settembre e che «nella massima discrezione», il procuratore della Repubblica di Nanterre Philippe Courroye, ha incaricato la polizia di Parigi di svolgere indagini. «Obiettivo dell'inchiesta - scrive il settimanale - identificare gli autori». «Per il momento invano - aggiunge il Journal du Dimanche - il che prova che non si stata  operq di dilettanti». Secondo una fonte vicina all'inchiesta, i truffatori avrebbero prelevato comunque «piccole somme». In questo tipo di truffe di solito i ladri prelevano somme inferiori ai 200 euro per volta nella speranza che il titolare del conto si accorga il più tardi possibile della frode.


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