06/01/2012
Raffiche di vento e neve per l'Epifania. Cade un albero sui binari Treno deraglia, nessun ferito
Raffiche di vento e neve per l'Epifania. Cade un albero sui binari Treno deraglia, nessun feritoUna perturbazione atlantica attraversa l'italia. Allerta della Protezione Civile, Isole irraggiungibili. Danni a un traghetto, deragliato un treno a Lucca
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22/06/2010
Disastro di Viareggio, 18 persone indagate
Disastro di Viareggio, 18 persone indagateLa procura di Lucca precisa che "l'individuazione dei soggetti da sottoporre a indagine non può ritenersi conclusa". Nell'esplosione della cisterna carica di Gpl morirono 32 persone. Cittadinanza italiana all’unica superstite di una famiglia marocchina
Diciotto persone sono indagate dalla procura di Lucca nell'ambito dell'inchiesta sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Lo rende noto un comunicato della procura. "A tutt'oggi risultano iscritte nel registro degli indagati 18 persone. L'individuazione dei soggetti da sottoporre a indagine, tuttavia, non può ritenersi allo stato conclusa", spiega la nota.
La Procura lucchese inoltre informa che "gli approfondimenti investigativi continuano, in molteplici direzioni, nello sforzo di non lasciare inesplorato alcun elemento nella ricognizione delle cause di quella tragica vicenda e delle relative responsabilità -si legge - malgrado la notevole complessità del lavoro di acquisizione, anche all'estero, del necessario materiale probatorio, del suo controllo, della verifica dei diversi titoli di responsabilità distribuiti anche nel tempo, e degli accertamenti tecnici da svolgere".
Ad aprile, i magistrati lucchesi avevano annunciato l'iscrizione sul registro degli indagati di sette persone. La fuoriuscita di Gpl dalla ferrocisterna, rovesciatasi dopo il deragliamento vicino alla stazione di Viareggio nella notte del 29 giugno, provocò un vasto incendio che investì le strade vicine alla ferrovia, bruciando intere palazzine. Dai primi accertamenti, a causare il deragliamento sarebbe stata la rottura dell'asse del vagone, in parte arrugginita. Oltre all'indagine della magistratura di Lucca, anche il ministero dei Trasporti ha aperto un'inchiesta sul disastro.
Intanto questa mattina, a Lucca, il prefetto Maurizio Maccari ha consegnato al sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, il decreto del Presidente Napolitano, con il quale viene conferita la cittadinanza italiana di Ibtissam Ayad, 21 anni, unica superstite della famiglia marocchina distrutta nella strage di Viareggio. La giovane - che in questi mesi ha espresso più volte la sua volontà di restare in Italia e, in particolare a Viareggio - ha perso i genitori e due fratelli nello scoppio del vagone-cisterna avvenuto quasi un anno fa alla stazione di Viareggio e, lo scorso ottobre, si è sposata con un connazionale, anche lui residente a Viareggio.
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28/05/2010
India: esplosione sui binari, 71 morti Il governo: «È un atto di terrorismo»
India: esplosione sui binari, 71 morti Il governo: «È un atto di terrorismo»È accaduto nello Stato indiano del West Bengala. Un treno passeggeri si è scontrato con un convoglio merci dopo la deflagrazione. Ancora in 50 tra le lamiere.
E' di almeno 71 vittime il bilancio provvisorio del tragico sabotaggio sui binari di una tratta ferroviaria nello Stato del West Bengala. Oltre 120 i feriti. Il "comitato del popolo contro le Atrocità della polizia" (Pcpa) ha rivendicato l'attentato. Il treno è deragliato all'1.30 locale nel distretto di West Midnapore, una roccaforte maoista circa 135 chilometri a ovest di Calcutta, capoluogo del Bengala occidentale. Ha successivamente centrato un convoglio merci che sopraggiungeva in direzione opposta. Le forze di polizia dicono che le operazioni di soccorso proseguono e si teme che tra i rottami del convoglio possano esserci ancora molti corpi. Un sopravvissuto, Ranjit Ganguly, ha raccontato di essere stato scaraventato fuori il vagone dalla violenza dell'esplosione ma che i suoi figli sono ancora intrappolati all'interno.
Secondo i primi esami effettuati sulla linea ferrata dov'è avvenuto il deragliamento del treno, che da Calcutta era diretto alla periferia di Mumbai, l'incidente è stato causato da un pezzo di traversina mancante. Secondo il ministro delle Ferrovie e diversi ufficiali di polizia non c'è dubbio che si sia trattato di un sabotaggio: è stato asportato meno di mezzo metro del binario sul quale viaggiava il treno passeggeri pieno di gente che dormiva in cuccetta. L’operazione – ha spiegato lo stesso ministro – sarebbe stata predisposta appositamente per far scontrare i vagoni diretti a sud ovest con un treno merci che in quel momento proveniva in direzione contraria, come infatti è successo. Sul posto sono stati fatti trovare numerosi volantini del movimento Naxalita (nato proprio in queste regioni del Bengala occidentale con una rivolta contadina contro i latifondi e oggi diffuso in 20 dei 28 Stati indiani), che incitavano allo sciopero generale proprio per la giornata di ieri.
Non è il primo treno preso di mira dai 20000 militanti del movimento che ha recentemente anche compiuto un agguato militare nelle foreste di Chhattisgarh uccidendo 71 soldati, una cifra che potrebbe essere superata dal bilancio delle vittime di ieri. Ma l’a ttacco alla grande rete ferroviaria dell’India rappresenta un'escalation, perché mirato al principale sistema di comunicazione del Paese, con oltre 18 milioni di passeggeri e 14mila treni passeggeri e merci al giorno in transito. Finora si era trattato in genere di attentati contro linee periferiche, spesso con vere sparatorie. Ma quello di ieri – avvenuto nell’area maoista delle foreste di Paschim Medinipur - può rappresentare un salto di qualità inquietante, tale da rendere insicure da ora in poi le linee interstatali in gran parte dell’India, comprese quelle utilizzate dai turisti. Se confermata la matrice terrorista, il deragliamento del treno dimostra che pochi uomini possono procurare danni spaventosi in un qualsiasi punto della più grande (e incontrollabile) rete ferroviaria del mondo. Non a caso il primo ministro Manmohan Singh ha definito la guerriglia naxalita e maoista “la più grave minaccia alla sicurezza del Continente”, e alla fine dello scorso anno ha autorizzato il ministero dell’i nterno a condurre una delle più grandi operazioni militari della storia nazionale chiamata Green hunt, Caccia verde, con l’impiego di 100mila uomini addestrati in aggiunta alle forze locali di polizia.
Di certo però, quel pezzetto di traversina sottratto dimostra che nemmeno l’impiego di un milione di soldati potrebbe garantire la sicurezza dei treni. Resta la trattativa coi ribelli, che già controllano parecchie migliaia di chilometri di foreste nel cosiddetto “corridoio rosso” tra Bengala, Orissa, Chattisgarh, Jharkhand. Ma il ministro responsabile ha già detto invece che vorrebbe più poteri per la polizia. Una strada giudicata suicida da molti intellettuali indiani, tra i quali la scrittrice Arundhati Roy che è arrivata ad accusare l’esercito di “genocidio” per i metodi usati contro i contadini e tribali sospettati di simpatie maoiste.
RAIMONDO BULTRINI
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13/01/2010
Scontro tra due tram, 12 feriti leggeri
Scontro tra due tram, 12 feriti leggeri
Uno dei due mezzi è uscito dai binari. Probabile il mancato rispetto della precedenza, l'incidente poco prima delle 18 di martedì in piazza Firenze
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| L'incidente in piazza Firenze (Photoviews) |
MILANO - Dodici contusi, tra cui una donna al quinto mese di gravidanza: è il risultato dello scontro fra due tram - l'1 e il 14 - avvenuto nel pomeriggio di martedì in piazza Firenze a Milano. Si tratta dell'ennesimo incidente che ha coinvolto tram nel capoluogo lombardo, il primo del 2010, mentre nel 2009 se ne erano verificati almeno una decina. Il conducente dell’1 è rimasto contuso, illeso quello del 14. Entrambi saranno sottoposti a esami del sangue per accertare la presenza o meno di alcol o stupefacenti.
IL SEMAFORO - Sarebbe il mancato rispetto di una precedenza la causa più probabile dello scontro. A fare luce sulla dinamica dello scontro saranno le telecamere del Comune. Secondo la polizia municipale, uno dei due tram sarebbe deragliato investendo con la parte anteriore il fianco sinistro dell'altro. Un'ipotesi contestata dall'Azienda trasposti milanese, secondo cui «un tram della linea 1 che si trovava all'incrocio di piazza Firenze, a causa di una manovra le cui dinamiche sono in via di accertamento, ha urtato un tram della linea 14 che proveniva da destra. Nell'urto un carrello del tram 14 è uscito dai binari». Il deragliamento sarebbe quindi una conseguenza dell'urto e non la causa. In piazza Firenze non ci sono né scambi sui binari né semafori a regolare la circolazione dei mezzi Atm. I feriti sono stati trasportati dalle ambulanze del 118 in diversi ospedali di Milano per essere medicati. La signora cinese incinta è stata sottoposta ad accertamenti per una contusione addominale e poi dimessa. La circolazione dei tram sulle linee interessate è rimasta interrotta per circa un'ora e mezza, per poi riprendere regolarmente alle 19.30.
I PRECEDENTI - L'ultimo incidente fra tram a Milano si era verificato il 28 novembre 2009: 7 feriti lievi - cinque passeggeri e i due autisti - nel tamponamento tra due mezzi. In precedenza il 30 ottobre, altro scontro fra due tram con tre feriti, anche in quel caso non particolarmente gravi. La serie di episodi ha provocato forti polemiche sulla gestione del trasporto pubblico, sull'addestramento degli autisti e sul ricorso agli straordinari, da alcuni ritenuto eccessivo. Oggi il Codacons ha accusato il sindaco di Milano: secondo l'associazione dei consumatori, Letizia Moratti avrebbe dovuto licenziare il presidente e amministratore delegato di Atm Elio Catania. Il Codacons ha preannunciato che chiederà l'intervento della Procura della Repubblica «perchè sospenda il servizio di tram fino a che non saranno garantite le condizioni minime di sicurezza. Nessuna città al mondo, infatti - si legge in una nota - ha un numero così spropositato di incidenti: scontri tra tram, tra auto e tram, scambi che non funzionano, deragliamenti».
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11/07/2009
Strage di Viareggio, le vittime sono 24
Strage di Viareggio, le vittime sono 24
Giovedì era morta nello stesso reparto Sara Orsi, di 24 anni. È morto Alessandro Farnocchia, 45 anni, uno dei tre ricoverati nel centro grandi ustionati di Genova
GENOVA - Sono 24 i morti della strage di Viareggio: l'ultimo, sabato all'alba, è stato Alessandro Farnocchia, di 45 anni, ricoverato nel centro grandi ustionati nell'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, a Genova. Farnocchia, che aveva ustioni sul 90% del corpo, era il più grave dei tre feriti ricoverati nel capoluogo ligure. Giovedì era morta nello stesso reparto Sara Orsi, di 24 anni. Le condizioni di sua madre, 54 anni, ustionata sull'80% del corpo, rimangono molto gravi ma stazionarie.
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06/07/2009
Viareggio: la città si commuove davanti ai feretri delle vittime del disastro
Viareggio: la città si commuove davanti ai feretri delle vittime del disastro
Una folla incessante nel palasport per rendere l'estremo saluto. Aperta la camera ardente, presenti 15 bare. Le sette vittime marocchine saranno tumulate in Marocco
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| Alcune delle bare delle vittime all'ospedale di Camaiore (Sestini) |
VIAREGGIO - Le 15 bare allineate con i nomi delle vittime davanti alla bandiera italiana, sulla gradinata del Palasport, un grande crocifisso e il gonfalone della città di Viareggio listato a lutto. Si sono aperte poco dopo le otto le porte del Palasport che per tutto il giorno, fino alle 22 di stasera, saranno teatro dell'ultimo saluto della cittadinanza ai morti del disastro ferroviario del 29 giugno. Bandiere sui feretri delle due vittime straniere. Su quello di Olivia Magdalena Cruz è stata posta la bandiera ecuadoregna e su quello di Ana Habic quella romena. Le due bare bianche dei piccoli Lorenzo e Luca Piagentini sono invece ai lati del feretro della loro mamma, Stefana Maccioni.
BARE - Le bare sono solo 15 in quanto sette delle 22 vittime, quelle di nazionalità marocchina, sabato sera sono state rimpatriate in Marocco, per le esequie nella loro terra di origine. Dietro le bare dei piccoli fratelli Piacentini e della mamma, ci sono il nonno e la zia dei bimbi, che non riescono a trattenere le lacrime. Il sindaco di Viareggio Luca Lunardini si è intrattenuto a lungo con loro e li ha abbracciati. Incessante l'andirivieni della popolazione viareggina e non giunta per dare l'estremo saluto alle vittime.
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05/07/2009
Viareggio, identificate tutte le 22 vittime. Ma un uomo è sparito
Viareggio, identificate tutte le 22 vittime. Ma un uomo è sparito
L'incidente Napolitano ai funerali di martedì. Nessuna traccia di un elettricista di 49 anni
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| A sinistra Andrea Falorni, il disperso, e Maria Luisa Carmazzi, la moglie deceduta |
VIAREGGIO — Adesso ogni bara ha un nome. A ventidue uomini, donne e bambini martoriati dal fuoco è stata restituita l'identità dopo giorni di strazio per chi ha dovuto aspettare l'esame del Dna oppure riconoscere un tatuaggio, una fede nuziale, una cicatrice. Alle undici del mattino dall'ospedale Versilia confermano: «Tutte identificate le ventidue vittime della strage». Ma non è esatto. Esiste anche una vittima che non c'è, il «disperso» Andrea Falorni, elettricista navale che tutti chiamavano «Scarburato» per via della sua passione per le motociclette. Lunedì sera è uscito con il suo vecchio cane zoppo, Filippo. Una passeggiata breve fra gli alberi del giardinetto proprio accanto a casa sua, in via Ponchielli, la strada che conta più morti. Sua moglie, Maria Luisa Carmazzi, lo accompagnava di rado e anche quella sera è rimasta a casa.
All'improvviso l'esplosione, il gas, il fuoco. Quell'angolo di Viareggio deformato dalle fiamme, il caos e il panico per le strade. Maria Luisa (per gli amici Pulce) è morta carbonizzata sotto le macerie che hanno spazzato via la casa. L'hanno trovata i vigili del fuoco vicino al suo gatto e al suo pappagallo. Andrea invece è diventato il nulla. Silvano, uno dei suoi cinque fratelli, chiude le porte in faccia alla speranza. «Vivo non è di sicuro» dice. «Inutile illudersi» ha deciso. A differenza dei suoi anziani genitori, a lui non è mai venuta la tentazione di immaginare un finale diverso. Silvano andrà al funerale della cognata «e sarà come avere davanti due bare anziché una». Martedì alla cerimonia di Stato ci sarà anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mentre non è sicura la presenza del premier Silvio Berlusconi. Sono attese ventimila persone e non ci sarà gran parte della comunità marocchina che ieri pomeriggio, davanti all'ospedale, ha celebrato un rito funebre musulmano. E in corsia Ibi, la ragazza che nel disastro ha perso fratello, sorella ed entrambi i genitori, ha subito l'ennesimo schiaffo: qualcuno le ha rubato 600 euro dalla borsetta. «Ma non sporgerò denuncia — ha detto —. Con tutto quello che mi è successo non ho voglia di pensare anche a questo». Tecnici e vigili del fuoco ieri hanno lavorato alla rimozione della cisterna che si è squarciata su una fiancata causando il disastro. Le operazioni sono finite alle sette di sera e sembra confermata l'ipotesi che a causare lo squarcio sia stato uno dei picchetti di segnalazione piazzati lungo la linea e sul quale la cisterna è caduta.
Giusi Fasano
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04/07/2009
I vagoni, il rogo e gli scoppi Il video choc dell'incidente
I vagoni, il rogo e gli scoppi Il video choc dell'incidente
La tragedia di viareggio. Le vittime salite a 22. Dichiarato lo stato d'emergenza. Sui binari ancora nove cisterne cariche di Gpl
| Riaperta la stazione di Viareggio (Ansa) |
VIAREGGIO — Tre minuti di filmato. Si vede il treno che arriva sul binario numero 4. Al «punto zero», più o meno dove cominciano i marciapiedi della stazione, si vede uno scossone: è l'asse che esce dai binari, esattamente nel tratto che adesso gli inquirenti hanno cerchiato di bianco. Le telecamere di sicurezza registrano tutto. Sono le 23.49 del 29 giugno. Sui nastri, ora nelle mani della polizia scientifica di Firenze e dei magistrati di Lucca, resta inciso lo strano ondeggiare del merci 50325 con le sue 14 cisterne colme di Gpl. Si vedono le scintille che crescono con l'aumentare dell’attrito sulla massicciata.
Il filmato non è di buona qualità, ma è nitido abbastanza per mostrare quelle scintille che diventano fuoco. Il treno passa sotto la pensilina, il punto più vicino alle telecamere. Viaggia ormai in fiamme, come aveva raccontato nella sua testimonianza il gestore del bar della stazione. Corre veloce verso il disastro, in direzione opposta a quella delle telecamere che quindi non possono registrare l’incidente, più o meno quattrocento metri avanti. Il filmato sembra finire qui, e sarebbe già un buon aiuto per l’inchiesta. Ma basta lasciar scorrere il nastro ancora un po’ e arriva la parte più scioccante, i bagliori. Se ne vedono tre, l’ultimo è il più impressionante perché illumina molto meglio dei primi due le pensiline, i binari, i marciapiedi. È il «fungo atomico» decritto dai testimoni, l’enorme palla di fuoco che ha incenerito le vite di 22 persone.
A tanto è salita, ieri, la «contabilità » dei morti. E nessuno si illude che finisca qui perché dei 21 feriti ricoverati negli ospedali di mezza Italia sedici sono in prognosi riservata e, fra loro, almeno cinque sono in condizioni disperate per le ustioni. Gli esperti della scientifica hanno identificato con certezza 20 dei 22 morti e per gli ultimi due è questione di ore. Anche perché martedì mattina, giornata di lutto nazionale, allo stadio dei Pini dovrebbero tenersi i funerali solenni e già oggi sarà allestita la camera ardente al Palasport della città.
Ieri, mentre il Consiglio dei ministri dichiarava lo stato di emergenza per la strage e mentre la stazione si ripopolava di passeggeri dopo la riattivazione di un binario a senso unico alternato, nel tratto dell’incidente c’erano decine di tecnici al lavoro per cercare indizi e pezzi mancanti del puzzle che sta via via componendo l’inchiesta.
Poche decine di metri più a nord, sul binario numero 5, sono ancora parcheggiate 9 cisterne che tutti credono vuote. E invece no. Sono ancora piene di Gpl: in ciascuna 80 mila litri che a questo punto sono stati «messi in sicurezza», come rassicurano gli esperti. E stavolta per ognuna delle assi su cui si appoggiano, le Ferrovie hanno eseguito le revisioni con gli ultrasuoni. Tutto sotto controllo, giurano i tecnici. Ma vai a spiegarlo alle famiglie che vivono da quelle parti... Hanno sotto casa nove «bombe » come quella del disastro e i ricordi della notte più tragica che Viareggio abbia mai vissuto sono troppo vicini per accontentarsi di parole rassicuranti.
Sono troppo vicine anche le case sventrate dall’esplosione, quelle bruciate. Il sindaco Luca Lunardini le ha controllate di persona ad una ad una. Risultano 81 case danneggiate al punto da non consentire alcuna ricostruzione. Sono quasi tutte in via Ponchielli, la strada sotto sequestro dove il fuoco e i crolli hanno fatto più vittime. Sono messi malissimo anche altri 35 edifici: negozi, garage, aziende. E 113 palazzi, invece, hanno subito danni di piccola o media gravità. Le somme in termini economici, non sono ancora tirate, ma si ipotizzano almeno 20 milioni di euro necessari per la ricostruzione.
Più difficile o impossibile ricostruire la vita di chi ha perso un figlio, un marito, un fratello. Di chi ha addosso i ricordi drammatici e appiccicosi di quella notte. E chissà se ricorda qualcosa, di tutto quel fuoco il gattino spelacchiato scampato al rogo della stazione: Andrea Russo, un magistrato della Corte dei conti ha deciso di adottarlo. La legge della solidarietà è uguale per tutti.
Giusi Fasano
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03/07/2009
Viareggio, le vittime sono ventuno
Viareggio, le vittime sono ventuno
Il Consiglio dei ministri dichiara lo stato di emergenza e i funerali di stato. Nella notte deceduta una donna ricoverata a Carrara. In mattinata muore un giovane ricoverato a Massa
MILANO - Si aggrava ancora il bilancio dell'esplosione nella stazione di Viareggio: i morti sono ventuno. Le ultime due vittime sono un giovane ricoverato a Massa e deceduto venerdì mattina e una donna ricoverata in gravissime condizioni all'ospedale di Carrara, morta nella notte. Come per altre delle vittime della violenta esplosione della notte tra lunedì e martedì scorsi, l'identità della donna non è stata ancora stabilita.
RIAPERTA LA STAZIONE - La città di Viareggio intanto prova a tornare alla normalità. La stazione teatro della strage è stata riaperta all'alba. Il regionale 23375 La Spezia-Pisa è stato il primo treno a fermare alle 5:54 di venerdì a Viareggio dopo l'incidente di lunedì notte. Al momento i binari disponibili sono solo due su otto. Una rete di protezione divide in due la stazione, impedendo l'accesso all'area compresa tra i binari 4 e 8. Sul quinto binario sono ancora in sosta alcuni vagoni cisterna del convoglio deragliato nell'incidente. Quanto agli sfollati, «dei circa 1.100 registrati inizialmente ora sono 80 le persone senza una casa e a loro sarà garantita ospitalità negli alberghi e un alloggio nel medio periodo in attesa della ricostruzione» ha detto il sindaco di Viareggio Luca Lunardini incontrando nel Municipio il sottosegretario agli Interni Michelino Davico.
«STATO DI EMERGENZA» - Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto in cui si dichiara lo stato di emergenza. Lo riferiscono fonti governative, che sottolineano come siano stati decisi anche il lutto nazionale e i funerali di Stato. L'incidente ferroviario di Viareggio «forse non è solo causato dalla malasorte» ha detto giovedì il premier Silvio Berlusconi, spiegando che il governo sta portando avanti «un'indagine approfondita» per verificare la possibilità di cambiare le regole per i movimenti dei vagoni cisterna. Procedono intanto le indagini, ancora a carico di ignoti: le ipotesi di reato sono disastro ferroviario, omicidio plurimo e incendio colposi. «Non ci sentiamo responsabili», afferma l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. La Gatx, proprietaria del vagone deragliato, annuncia che sostituirà e controllerà «in via precauzionale» tutti gli assi dei cargo che trasportano gpl.
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02/07/2009
Strage di Viareggio, i morti sono 18 Ferrovie: «Stop ai carri della Gatx»
Strage di Viareggio, i morti sono 18 Ferrovie: «Stop ai carri della Gatx»
DISASTRO FERROVIARIO. La procura: ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo, incendio colposo e disastro ferroviario
VIAREGGIO - Cresce il numero delle vittime dell'esplosione avvenuta alla stazione di Viareggio. Poco prima delle 2 di giovedì notte è morto infatti uno dei pazienti ricoverati nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Carrara (Massa Carrara). Si tratta di un uomo di origini marocchine, che era stato ricoverato in gravissime condizioni e la cui identificazione era stata possibile solo nella giornata di mercoledì. Il bilancio ora è di 18 vittime. Di queste solamente per 3 persone si possono fornire elementi di identificazione certa, mentre per le altre 15 sono in corso le procedure di identificazione, delegate alla Polizia. Si tratta di sette maschi adulti, 4 femmine adulte, una bambina di circa 3 anni, morta all'Ospedale Bambin Gesù di Roma, 2 bambini di circa 5 e 2 anni e un ragazzo adolescente. Tutti i cadaveri, ad eccezione di 4 sono stati rinvenuti in via Ponchielli, all'interno delle abitazioni o sulla strada, tre in via Porta Pietrasanta e uno vicino allo scooter in via Burlamacchi all'angolo con via Garibaldi. A rendere noti i dati è stato il procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala, nel corso della conferenza stampa che si è svolta in Procura giovedì mattina. Il numero dei morti purtroppo destinato a salire, infatti, l'80% dei ricoverati è in condizioni gravissime. Una famiglia considerata dispersa e che invece era in vacanza, è stata cancellata dalla lista delle persone da cercare dopo l'esplosione. SOSPESI TRASPORTI CON SOCIETÀ GATX - Intanto il gruppo Ferrovie dello Stato comunica che «da mercoledì sono stati sospesi i trasporti con carri di proprietà della società Gatx e la relativa circolazione sulla Rete Ferroviaria Italiana». È quanto si legge in una nota secondo cui «questo provvedimento sarà mantenuto in vigore fino a quando non verranno fornite da Gatx informazioni certificate e chiarimenti sulla componentistica dei carri utilizzati per il trasporto merci».
L'INCHIESTA - Sul fronte delle inchieste, la Procura della Repubblica di Lucca ha notificato giovedì mattina al Comune di Viareggio un decreto di sequestro di via Ponchielli, la strada maggiormente colpita dall'esplosione di lunedì notte. La Procura, ha, infatti, aperto una inchiesta ipotizzando, per ora a carico di ignoti, i reati di omicidio colposo plurimo, incendio colposo e disastro ferroviario. Ai microfoni del giornale radio Rai il procuratore generale di Firenze Beniamino Deidda manifesta il proposito di fare piena luce sul disastro ferroviario di Viareggio. «Se dovessimo pensare di non arrivare fino in fondo - osserva- cambieremmo mestiere». «Direi che allo stato non c'è un soggetto che non sia in qualche modo attingibile dall'indagine». Tra questi soggetti anche le Ferrovie dello Stato? «Certamente. Le ferrovie -continua Deidda- gestivano la rete, il controllo spetta alle ferrovie quindi non vedo perchè mai sulle ferrovie non si dovrebbe indagare». Quanto alle possibili cause del tragico incidente, «direi che la fatalità è una di quelle voci che con il disastro e la sicurezza hanno poco a che fare. Non esiste la fatalità. Esistono soltanto le azioni più o meno prevedibili che possono portare a un incidente. Potrebbe essere che non solo una cosa è andata storta, ma molte cose sono andate storte. Così come può essere che non una omissione ha provocato l'incidente ma parecchie omissioni, anche di più soggetti».
LE CAUSE - I tecnici dell'Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria, al lavoro sull'incidente di Viareggio, «concordano su una causa univoca, il cedimento strutturale» del carro. Lo ha detto il direttore dell'Agenzia, Alberto Chiovelli, in audizione al Senato. «Di concerto con Trenitalia, si è deciso di fermare i carri della società Gatx in attesa dei risultati dei controlli con gli ultrasuoni», ha aggiunto il direttore dell'Agenzia che ha aperto un fascicolo sull'incidente. «Siamo in contatto con i colleghi dell'agenzia nazionale tedesca che sta fornendo la massima collaborazione» ha aggiunto Chiovelli secondo il quale sarà necessario «un secondo passaggio» di contatti con i tedeschi. «Le verifiche sono ancora in corso», le procedure come è noto sono di carattere sovranazionale ed è «necessario - ha evidenziato - capire se siano state rispettate tutte le procedure in atto».
LA STAZIONE TORNA A VIVERE - Infine, la stazione di Viareggio a meno di 72 ore dall'esplosione. è tornata a viveer. In attesa del ripristino di una linea ferroviaria, previsto per il giovedì pomeriggio, davanti all'ingresso principale sono comparsi i bus navetta e i taxi con i primi viaggiatori in transito. Tornano lentamente alla normalità anche i bar e le attività commerciali dell'area, che per la prima volta dopo due giorni non hanno tra i loro clienti solo giornalisti, cameraman, tecnici della Protezione civile, delle Ferrovie e dei vigili del fuoco e forze dell'ordine. In queste ore si stanno facendo le ultime verifiche tecniche per il ripristino dell'alta tensione sui cavi aerei e su quelli dei segnali ferroviari.
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