07/08/2010

Napoli, i testimoni dell’incidente: il treno correva troppo

Napoli, i testimoni dell’incidente: il treno correva troppo

Ascoltati in procura passeggeri, responsabili tecnici e amministrativi della Circumvesuviana per ricostruire la dinamica del deragliamento che ha causato un morto e 58 feriti. “Nella curva il conducente non ha rallentato, parlava al cellulare”

 

 

 

“Nella curva non ha rallentato, il conducente continuava a parlare al telefono e gridava. Le persone che erano fuori dalla cabina lo hanno sentito gridare”. E’ quanto raccontano alcuni dei passeggeri del treno della Circumvesuviana deragliato venerdì 6 agosto a Gianturco, in cui è morta una persona e altre 58 sono rimaste ferite. Anche il sindaco del capoluogo partenopeo Rosa Russo Iervolino ieri aveva parlato di un aumento della velocità. “A quanto pare il treno andava a 40 chilometri orari in un tratto in cui il limite era fissato a 20, quindi la metà”.

Per ricostruire la dinamica dell’accaduto almeno una trentina di testimoni sono già stati ascoltati dalla polizia e dai pm Loreto e Galasso della Procura di Napoli, che indagano sulle cause del deragliamento. Intanto, in attesa che la magistratura autorizzi i lavori necessari alla rimessa in funzione della rete aerea, il traffico della Circumvesuviana sulla linea di Baiano resta interrotto ed i passeggeri vengono trasbordati su pullman.

Intanto, resta riservata la prognosi di Vincenzo Scarpati, il più grave dei feriti. E' in coma farmacologico ed è ricoverato nel reparto di rianimazione.


06/08/2010

Deraglia treno della Circumvesuviana Un morto e un ferito grave

Deraglia treno della Circumvesuviana Un morto e un ferito grave

Sulla linea circumvesuviana. Il mezzo deragliato era partito da S. Giorgio a Cremano ed era diretto al Centro Direzionale di Napoli

 

 

Un'immagine d'archivio del treno della linea Circumvesuviana deragliato dopo aver travolto due auto ad un passaggio a livello nei pressi della stazione di San Leonardo. (Ansa)
Un'immagine d'archivio del treno della linea Circumvesuviana deragliato dopo aver travolto due auto ad un passaggio a livello nei pressi della stazione di San Leonardo. (Ansa)

NAPOLI - È di un morto, un ferito grave e 30 persone ricoverate in ospedale il bilancio provvisorio del deragliamento del treno della Circumvesuviana avvenuto nella zona di Gianturco nella periferia orientale di Napoli. Secondo quanto si è appreso un uomo è morto mentre un’altra persona è stata trasportata nel reparto di rianimazione in gravi condizioni. Trenta, invece, i feriti ricoverati nel vicino ospedale Loreto Mare e al San Giovanni Bosco.

LA VITTIMA - Era un uomo ed aveva perso entrambe le gambe la persona deceduta a causa del deragliamento. L'uomo era stato soccorso dal 118 e gli operatori sanitari affermano che quando è stato estratto dal treno era ancora vivo. Il decesso è avvenuto successivamente all'ospedale Loreto Mare.

IL TRAGITTO - Il convoglio aveva appena lasciato la fermata del Centro Direzionale quando è uscito dai binari. Il treno proveniva da San Giorgio a Cremano ed era diretto nel capoluogo partenopeo. Sul posto oltre al personale della Circumvesuviana forze dell’ordine e numerosissime ambulanze. Traffico impazzito lungo via Marina, l’arteria che collega la zona del deragliamento al centro della città. Il comandante dei vigili del Fuoco di Napoli, Ugo Capitelli, intervistato da Sky Tg ha affermato che «Tutte le persone sono state tratte in salvo»: «il computo può essere quello definitivo sotto l’aspetto del salvataggio delle persone». Capitelli ha precisato che l'incidente è avvenuto intorno alle 11 «in uscita da una galleria, la velocità non era particolarmente accentuata».

VELOCITÀ - Al contrario il treno «andava troppo veloce» testimonia uno dei passeggeri soccorsi dai vigili del fuoco. «Al bordo del treno c'erano 35 passeggeri - ha raccontato Giovanni Fricano, vigile del fuoco presente sul posto - 13 persone sono rimaste ferite, una è molto grave». «Un passeggero ha sostenuto che il treno percorreva troppo velocemente i binari, era in curva e stava svoltando», ha proseguito Fricano.

I RILIEVI - Sul luogo del disastro è rimasto unicamente il convoglio composto da due carrozze, completamente piegato su se stesso e reclinato su un lato, porte divelte e la motrice reclinata su un palo della luce. Sul posto, nella zona di Gianturco alla periferia orientale del capoluogo partenopeo, ci sono polizia, vigili del fuoco, guardia di finanza ed esercito oltre a volontari della protezione e a personale delle ambulanze. Al lavoro anche gli agenti specializzati della Scientifica che stanno effettuando i primi rilievi. La zona del disastro è stata transennata con strisce bianche e rosse. Giornalisti, cineoperatori e fotografi si affollano sul luogo del deragliamento che è a ridosso di alcune palazzine e piccole fabbriche di lavorazione del ferro. Sul luogo del deragliamento anche assessori comunali e il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino.

Redazione online

 


20/11/2009

Collaudo della tramvia. E subito deraglia

Collaudo della tramvia. E subito deraglia

 

L'incidente. Un treno della linea uno del tram è uscito dai binari durante il collaudo finendo contro un palo dell'alimentazione elettrica della ferrovia


 

 

FIRENZE - Prove di tramvia sfortunate. Un treno della linea uno del tram è uscito dai binari durante un viaggio di collaudo ed è finito contro un palo dell'alimentazione elettrica della ferrovia tramviaria. L’incidente, che non ha causato feriti è avvenuto intorno alle 11 davanti alla stazione Leopolda, nella zona di Porta al Prato, a Firenze.

DISGUIDO SU UNO SCAMBIO - Il convoglio è rimasto in piedi ma la parte finale, uscita dai binari, si è adagiata sulla destra, sfiorando un palo per l’alimentazione elettrica della tramvia. Dei tre carrelli su cui viaggiava il convoglio soltanto uno è uscito dai binari. A provocare il deragliamento di un vagone della tramvia è stato un disguido all’altezza di uno scambio. Lo ha spiegato l’ingegner Vincenzo Tartaglia, dirigente della mobilità del Comune di Firenze. Tartaglia ha detto che il convoglio era in fase di prova e che era preceduto sullo stesso binario da un altro convoglio, che si è fermato per un semaforo rosso. Il convoglio seguente si è così arrestato dopo che il suo primo carrello aveva superato lo scambio, mentre i successivi due no. Dopo una decina di minuti, dalla centrale è stato comunicato al macchinista del secondo convoglio di tornare indietro a retromarcia. Questi ha cambiato postazione, recandosi nella cabina sul retro della tramvia ed è partito. A quel punto, i primi due carrelli sono rimasti sul binario, mentre l’ultimo a causa dello scambio è stato dirottato sul binario a fianco. Il convoglio ha percorso alcuni metri, dopodichè l’ultimo carrello è uscito dal binario a fianco, è stato trascinato su quello sul quale viaggiava il convoglio, uscendone infine e adagiandosi su un pilone per il supporto dei cavi elettrici di alimentazione. Tartaglia ha spiegato che si tratta di un tipo di manovra che viene fatta in fase di prova ma che non viene eseguita a regime. Sul convoglio deragliato viaggiavano un macchinista e un tecnico della Ctt di Roma che non hanno corso alcun pericolo.

I SINDACATI - «I tecnici ci hanno spiegato che l’uscita dai binari è dovuta ad un errore umano durante una manovra in retromarcia ma per adesso questa spiegazione non ci convince molto». Lo ha detto Alessandro Carmignani, segretario generale della Filt-Cgil Firenze, parlando con i giornalisti a pochi metri da dove una carrozza della tramvia è uscita dai binari a Firenze. «Bisogna capire bene - ha aggiunto Carmignani - se è stato veramente un errore umano o se ci sono dei problemi sui binari. Ma in questo punto la linea è dritta e non ci sono scambi. Il sindaco dice che prima di Natale la linea sarà messa in funzione, non possiamo nascondere che un pò di preoccupazione c’è». Carmignani ha anche spiegato come avviene la prova tecnica, durante la quale è avvenuto l'incidente.«Vengono fatte con un macchinista ed altre tre o quattro persone, tecnici ed autisti che stanno imparando a guidare la tramvia».

Deraglia la tramvia (in prova)

Deraglia la tramvia (in prova)


21/09/2009

Treno deraglia e precipita in un cortile. Ritardi. Dalle 16 riapre un binario

Treno deraglia e precipita in un cortile. Ritardi. Dalle 16 riapre un binario

 

L'incidente domenica sera intorno alle 22.30 all'altezza di viale monza, a Milano. Nessun danno alle persone, il treno era vuoto. Forse non rispettato un segnale. Formigoni: «Inchiesta regionale»

 

 

MILANO - Verrà riattivato a metà pomeriggio uno dei due binari chiusi perchè interessati dal deragliamento di un treno a po­che centinaia di metri dalla sta­zione, appena prima del cavalcavia di viale Monza, domenica sera alle 22.30. Lo hanno reso noto le Fs. La circolazione dei treni tornerà così in gran parte regolare, dopo che per tutta la mattina diversi treni sono stati limitati alle stazioni di Lambrate e Rogoredo, e quasi tutta la circolazione ha subito ritardi medi dai 20 ai 40 minuti. Intanto, le Fs hanno aperto un'inchiesta amministrativa per accertare la causa e la dinamica dell'incidente che ha visto un treno vuoto, in fase di manovra, uscire dai binari e precipitare giù dalla massicciata nel giardino di uno stabile, senza per fortuna provocare danni alle persone. L'unico a riportare lievi ferite è stato il conducente del treno, che è già stato dimesso dall'ospedale. Una motrice e una carrozza so­no precipitate nel retro del ca­seggiato, altre due sono rima­ste rovesciate sui binari. Al momento dell'incidente - hanno riferito le Fs - tutte le apparecchiature di stazione funzionavano regolarmente e l'infrastruttura ferroviaria era in condizioni ottimali. Secondo una prima ricostruzione delle Ferrovie sembrerebbe che nel corso delle operazioni di ricovero sia stato superato un segnale di servizio posizionato a terra «disposto al rosso». Secondo quanto confermato dalla Polfer, l'incidente di ieri è avvenuto perchè il treno «ha imboccato un binario sbagliato per un errore umano su una frenatura».

IL DERAGLIAMENTO - Il deragliamento avvenuto domenica sera avrebbe potuto avere un bilancio ben diverso se il convoglio fosse stato pieno di viaggiatori. Il treno finito fuori dai binari, un passeggeri vuoto, stava percorrendo il tratto ferroviario che porta in deposito. Il secondo treno, che non è stato coinvolto, era in arrivo alla stazione Centrale e si è trovato davanti l'altro convoglio: ma il segnale di sicurezza è scattato e il passeggeri (questo però pieno di viaggiatori), si è fermato a distanza. Il deragliamento, per cause ancora tutte da accertare, è avvenuto intorno alle 22.30, all'altezza di viale Monza, tra i civici 90 e 101, dietro i quali scorre la massicciata sopraelevata. A uscire dai binari, poco prima di un ponte ferroviario, all'incrocio con via Popoli Uniti (dove si trova il palazzo nel cui cortile sono cadute le carrozze) sono state la motrice e cinque vagoni del treno vuoto. Due sole sono finite giù dal terrapieno, con un boato, e si sono accartocciate l'una sull'altra, avvolte da un denso fumo nero. Naturalmente c'è stato molto spavento tra i passeggeri del treno non coinvolto, che hanno immaginato di trovarsi di fronte a un disastro con morti e feriti. Invece, solo il macchinista del treno è stato soccorso per al­cune contusioni: oltre a lui, nei vagoni, non c’era nessuno. Nella caduta il locomotore ha sfondato il tetto di un capanno­ne di pupazzi: di giorno, qui, si lavora.

STRAGE EVITATA - Decine le chiamate ricevute da polizia e vigili del fuoco. Alla fine, comunque, il treno non coinvolto è stato trainato in stazione da una motrice diesel, dato che la linea elettrica era interrotta. Anche nel condominio c'è stato il panico: «Eravamo a letto davanti alla tv - ha detto un'inquilina - quando è tremato tutto. Pensavamo al terremoto. Poi ci siamo affacciati e abbiamo visto tutto il cortile riempito di fumo. Quando si è diradato non credevamo ai nostri occhi. C'erano due vagoni davanti alla finestra, uno sull'altro». «Sono anni che chiedia­mo barriere di sicurezza», de­nuncia un altro residente, An­drea Croci: «Poteva essere una catastrofe». I vigili annuiscono. Il traffico attorno alla Stazio­ne Centrale si è paralizzato; so­lo verso mezzanotte sono state ripristinate le linee verso Vene­zia, mentre erano ancora inter­rotte quelle dirette a Rogoredo. Tutti i convogli provenienti da Sud sono stati fermati a Rogore­do o a Lambrate. Trenitalia, in tarda serata, ha ipotizzato che il macchinista possa aver «brucia­to» un semaforo: «È stato supe­rato un segnale disposto al ros­so».

CHIARIRE LA DINAMICA - Per chiarire la dinamica dell'incidente, le ferrovie dello Stato hanno aperto un’inchiesta amministrativa. Il presidente della regione, Roberto Formigoni, ha fatto sapere di aver «ordinato una inchiesta regionale» e di aver convocato, per il pomeriggio, i responsabili della società ferroviaria. «Vogliamo che la società ferroviaria ci spieghi come sia potuto accadere un incidente del genere - ha detto Formigoni -. Voglio che sia fatta piena luce perchè la sua dinamica pare incomprensibile».


22/06/2009

Treni: deraglia un merci tra Firenze e Bologna, disagi per chi viaggia

Treni: deraglia un merci tra Firenze e Bologna, disagi per chi viaggia

 

Ripristinato un binario della dorsale appenninica. Un convoglio uscito dai binari tra Vaiano e Prato alle 5.10. Convogli cancellati e ritardi superiori alle tre ore

 

Forti ritardi per il deragliamento di un merci tra Vaiano e Prato. Questa è la folla alla stazione di Firenze (I. Gori)
Forti ritardi per il deragliamento di un merci tra Vaiano e Prato. Questa è la folla alla stazione di Firenze (I. Gori)

BOLOGNA - L'Italia è rimasta spezzata in due per ore, con la linea ferroviaria Bologna-Firenze bloccata per un deragliamento sul tratto Bologna-Prato avvenuto nelle prime ore del mattino e i treni che non possono raggiungere Roma e Napoli, a partire da quelli dell'Alta Velocità. Solo in tarda mattinata i tecnici delle Ferrovie dello stato hanno ripristinato la circolazione su un binario per consentire il traffico alternato dei treni. Per il recupero della piena operatività, bisognerà però attendere la tarda serata di martedì.

IL DERAGLIAMENTO - Tutto è cominciato alle ore 5.10 circa sulla linea Bologna-Firenze quando due carri di un treno merci, uno dei quali di una ditta privata, sono usciti dai binari fra Vaiano e Prato per cause in corso di accertamento. È quanto riferiscono le Ferrovie dello Stato in una nota. Nessun danno per le persone, tuttavia la circolazione è stata interrotta in entrambe le direzioni.

Il treno merci deragliato (Ansa)
Il treno merci deragliato (Ansa)

DISAGI - La situazione però è ancora difficile per chi si deve mettere in viaggio. Si registrano infatti in molti casi annullamenti dei convogli o indicazioni di ritardi superiori alle 3 ore. Il problema più grave è per i viaggiatori già prenotati o già arrivati nelle stazioni. La notizia ha colto di sorpresa infatti i viaggiatori giunti alla stazione di Bologna per salire sui primi convogli diretti nel capoluogo toscano, intorno alle 5: convogli annullati e biglietti interamente rimborsati. Alcuni viaggiatori sono stati dirottati sul treno Alta Velocità delle 6 e 37, l'Eurostar 9423, dato invece in partenza, diretto a Roma e Napoli. Una lunga attesa, poi il via libera: il treno delle 6.37 -«il primo utile per raggiungere Roma», veniva precisato dagli altoparlanti della stazione- ha lasciato Bologna alle 7.50, diretto su una linea alternativa: Falconara, Orte, Roma. 180 minuti in più rispetto al tempo normalmente impiegato per arrivare nella Capitale. Orario d'arrivo previsto, le 12.30. A bordo del treno, nessun servizio di ristorazione è in funzione («per disservizi tecnici», avvisa la voce del capotreno). Per i passeggeri diretti a Prato e Firenze è stato invece reso disponibile un servizio sostitutivo di pullman. Analoga sorte per i viaggiatori del Firenze Milano delle 7.00: il cartellone alle 8.20 segnalava 180 minuti di ritardo.

I PROVVEDIMENTI - Trenitalia ha, fin dalla mattinata, preso i primi provvedimenti. «La circolazione è ripresa alle 10.21, con il regionale 6559 (Bologna - Prato), alternativamente su un solo binario con velocità ridotta a passo d'uomo» spiegano da Trenitalia. Sono stati perciò modificati i provvedimenti adottati «immediatamente dopo lo svio dalla Sala di controllo nazionale di Roma, attraverso i Centri operativi FS di Bologna e Firenze, per garantire i collegamenti fra il Nord e il Sud del Paese». Ora gli Es Av Roma - Milano e viceversa, con fermata a Firenze e Bologna, «hanno ripreso a percorrere la linea riaperta al traffico ferroviario. Restano al momento deviati via Ancona gli Es Roma - Venezia: per questo motivo i treni non fermano a Firenze; è invece confermata la fermata a Bologna». Gli Es Av Fast no stop Roma - Milano e viceversa- la cui offerta commerciale è stata dimezzata del 50%- percorrono, sulla direttrice Tirrenica, gli itinerari Roma - Pisa - Genova, oppure Roma - Firenze - Pisa - Genova. Il ritorno alla normalità della circolazione «è prevista nella tarda serata di domani, martedì 23 giugno» conclude il comunicato di Trenitalia.