16/10/2011
Juve e Udinese, trasferte da 0-0 La Lazio al 93' fa suo il derby 2-1
Juve e Udinese, trasferte da 0-0 La Lazio al 93' fa suo il derby 2-1Milan ok, Inter e Napoli ko negli anticipi. Le due bianconere bloccate da Chievo e Atalanta. I sardi gettano l'occasione per la vetta solitaria
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04/04/2011
Leo, nervi tesi dopo il derby «Non siamo al Grande Fratello»
Leo, nervi tesi dopo il derby «Non siamo al Grande Fratello»L'ALLENATORE DELL'INTER: «Gattuso? Non ci siamo neanche incrociati». Il tecnico ai giornalisti: «Non facciamo un dibattito. Moratti? Sta con noi»
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04/06/2010
Lo strano paradosso del Parmigiano Quando la qualità non aiuta i conti
Lo strano paradosso del Parmigiano Quando la qualità non aiuta i contiMade in Italy | Chiudono i piccoli caseifici. Derby con il Grana. «Modello superato». E ora punta sulla Cina
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| Il "caveau" del credito emiliano dove si depositano le forme di Parmigiano (Ap) |
Protagonisti del racconto un giovane storico e un coetaneo avvocato, entrambi di Parma, che si recano negli States per sventare una manovra degli yankee per appropriarsi del prestigioso marchio del Parmigiano Reggiano. I nostri eroi riescono nell’intento replicando quanto realmente accaduto nel 1896, quando i lodigiani volevano appropriarsi della preziosa denominazione e furono sconfitti grazie a un tal Carlo Rognoni che vergò un inoppugnabile «Per la storia del formaggio grana». I dilemmi del made in Italy sono dunque sbarcati nella letteratura di tendenza, autore del racconto è infatti Wu Ming, il collettivo di giovani che agisce sotto pseudonimo e che è riuscito a rendere l’atmosfera di un microcosmo, quello del Parmigiano, in bilico tra tradizione e modernità. Non è un caso, infatti, che nonostante le vendite abbiano retto alla Grande Crisi, si susseguano in Emilia convegni e tavole rotonde sul futuro del prezioso formaggio. Il Parmigiano è diventato materia da think tank perché c’è la sensazione di essere arrivati al capolinea, «alla fine di un modello produttivo basato su una realtà che nel frattempo è profondamente mutata» spiega Filippo Arfini, professore all’università di Parma e studioso del settore agro-alimentare.
La leggenda che si tramanda tra Reggio e Parma narra di agricoltori, casari e stagionatori che si passano religiosamente le regole del gioco e che si attengono scrupolosamente agli standard di qualità. Ma ora i piccoli caseifici chiudono, in 15 anni infatti sono passati da 600 a 400 e le previsioni dicono che potranno fermarsene a breve altri 70 nella sola provincia di Parma. In zona anche gli agricoltori che producono il latte per il formaggio segnano il passo, tra il 2006 e il 2008 hanno chiuso in 150. I casari, in alcune realtà, continuano ad essere lavoratori cottimisti e spesso gli stessi caseifici di tipo cooperativo seguono la sola strategia di trasformazione del latte «da liquido a solido» perdendo il valore aggiunto della qualità e non seguendo il formaggio nel percorso commerciale. Produrre Parmigiano Reggiano, nonostante prestigio e notorietà del marchio, non equivale a usufruire di una rendita di posizione, tutt’altro. Sarà perché i caseifici sono mono-prodotto e perché devono affrontare una stagionatura di 24 mesi che comporta pesanti oneri finanziari, non è un Bengodi. In tanti preferiscono vendere a metà percorso a grossisti-stagionatori che a loro volta non potrebbero vivere solo di questo lavoro e quindi in diversi casi sono produttori anche di Grana Padano, il formaggio diretto concorrente. I critici parlano di un evidente conflitto di interesse perché i padanisti giocano con una doppia casacca e non sono votati alla religione del Parmigiano. Altri sostengono invece che bisogna lasciarsi il passato alle spalle e guardare più che alla sopravvivenza delle singole aziende a una nuova organizzazione della filiera. Per Corrado Giacomini, docente a Parma e relatore di molti convegni, la ristrutturazione in corso è tutt’altro che negativa e ha già permesso la nascita di aziende più strutturate. È il caso di Parmareggio - che fa capo alle Coop rosse - arrivata a controllare il 20% del mercato del Parmigiano e abile al punto da sviluppare un suo brand da abbinare a quello collettivo del Consorzio.
La rivalità tra Parmigiano e Grana Padano è crescente e assume i toni del derby. Da una parte c’è una tradizione di 900 anni, dall’altra la spregiudicatezza e l’innovazione di un prodotto meno blasonato che però ha saputo in pochi anni rubare spazio ai più titolati cugini. Il Grana - che alla produzione costa all’incirca 3 euro in meno al kilo - occupa il 57,7% del mercato dei formaggi duri lasciando il Parmigiano a quota 31,4% (dati 2009). Ce n’è abbastanza perché a Parma suonino le trombe contro la padanizzazione e in questo caso non è l’avanzata della Lega Nord in Emilia a preoccupare i big del Consorzio, bensì l’aggressività commerciale del Grana Padano. «Noi diamo alle mucche solo foraggio locale mentre loro usano additivi» dicono a mezza bocca i signori del Parmigiano. E si spingono fino a dotte disquisizioni sulla biologia del rumine, che vista da qui appare una scienza esatta. I caseifici del Grana, in verità, hanno il vantaggio di non essere mono-prodotto, producono provolone se operano in Lombardia e Asiago se lavorano in Veneto e il mix permette loro di mettersi al riparo dalle fluttuazioni dei prezzi e compensarle tra un prodotto e l’altro. A questo punto l’idea che il modello di business del Parmigiano debba essere rivisitato si sta facendo strada. Del resto è come avere a disposizione una Ferrari, obbligarla a viaggiare a 100 chilometri all’ora e magari venderla accanto a delle utilitarie. Il rischio, che esperti come Giacomini sottolineano, è di trattare il Parmigiano non come un prodotto di eccellenza ma come una commodity a qualità indifferenziata, insomma una merce qualsiasi. E stiamo comunque parlando di uno dei mercati meno trasparenti del mondo, il formaggio si vende a partita e il primo che compra fa il prezzo per tutti.
Per reagire gli uomini del Consorzio hanno alzato l’asticella della qualità dando la possibilità ai produttori di riconoscere un prodotto ancor più stagionato, da 24 a 30 mesi, segnalato con un bollino colorato. La novità ovviamente è stata salutata con grande favore dagli aficionados emiliani ma non è detto che consenta lo sfondamento commerciale, tutt’al più fidelizzerà chi già crede. Così si battono altre strade. Quando si cominciarono a vendere nei supermarket le confezioni di Parmigiano grattugiato (e non intero) in tanti la considerarono una bestemmia, ma poi la novità è stata ruminata e le mosse successive sono state altrettanto innovative. Si è arrivati persino a un accordo con Mc Donald’s per mettere Parmigiano nell’insalata, una scelta che per i tradizionalisti è come per gli americani andare a braccetto con Bin Laden. Altri accordi sono previsti con singoli produttori per sfornare tortelli al Parmigiano Reggiano o creme al sapore del Re dei formaggi. Che in zona la dialettica tra modernisti e tradizionalisti sia destinata a perpetuarsi lo testimoniano le parole di Andrea Zanlari, presidente della Camera di Commercio di Parma. «Da un lato è bene sondare nuove strategie e nuovi canali di vendita, dall’altro occorre rivolgere lo sguardo alla grande tradizione millenaria: è veramente il caso di svenderla?». L’avversario comunque è la grande distribuzione che, lamenta Zanlari, tratta il Parmigiano come «un prodotto civetta, basato su un rapporto quantità-prezzo che finisce per richiedere quantitativi sempre maggiori e costringe i produttori a una corsa al ribasso».
L’arma segreta per sconfiggere concorrenti e commercianti infedeli sarebbe la pubblicità comparativa, i parmigianisti sognano uno spot in cui poter dimostrare le differenze con il Grana, ma purtroppo non si può, la comparativa tra prodotti Dop è vietata. È vero che nei primi mesi del 2010 le vendite negli Usa - forse per l’euro in calo e i sussidi all’esportazione targati Ue - sono segnalate in crescita e già il 27% dei ricavi del Parmigiano sono fatti all’estero ma visto che assai difficile che i consumi interni salgano, la scommessa è di guadagnare punti ancora sulle esportazioni e insieme allo Studio Ambrosetti «stiamo valutando un progetto Cina, uno studio sulle potenzialità del mercato e le caratteristiche del consumatore cinese, uno studio da mettere a disposizione degli esportatori» anticipa Paolo Bandini, presidente della sezione di Parma del Consorzio. Del resto a tutti piacerebbe un Parmigiano poco industrializzato e molto naturale, ma come si fa a reggere l’urto della concorrenza e non perdere la primogenitura? La ricetta di Arfini sa di buon senso: «Bisognerebbe fare uno scatto in avanti e segmentare il prodotto in maniera da raggiungere target diversi di consumatori, ognuno con la formula giusta. Del resto quella che esistano 3 milioni di forme tutte, proprio tutte uguali è una favola».
Dario Di Vico
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18/04/2010
Derby al profumo di Scudetto, la Roma torna Capoccia
Derby al profumo di Scudetto, la Roma torna Capoccia34a GIORNATA. La formazione di Ranieri batte 2-1 quella di Reja e si ritrova in vetta alla classifica con un punto di vantaggio sull'Inter. Apre Rocchi, la doppietta di Vucinic chiude la gara. Scontri prima e dopo del match. Scontri da derby, auto a fuoco: famiglia salva per miracolo.
Un derby targato Mirko Vucinic nella pratica, una stracittadina firmata Ranieri nella sostanza. Il coraggio del tecnico della Roma nel sostituire dopo soli 45' Totti e De Rossi è stato premiato. Taddei e Menez, entrati in luogo dei due romanisti e romani, hanno armato il destro del montenegrino che prima su calcio di rigore e poi su calcio di punizione ha ribaltato un match che era cominciato nel peggiore dei modi e poi si è concluso con un trionfale 2-1. Gli scontri tra tifosi, prima della gara, tuttavia, non hanno condizionato l'atmosfera di grande spettacolo all'Olimpico.
La Lazio è partita subito forte trovando il gol al primo affondo con Rocchi lasciato troppo libero da Burdisso. L'attaccante veneto ha battuto a tu per tu Julio sergio. Gli uomini di Reja hanno fatto la gara al cospetto di una Roma lunga e lenta che non è riuscita a portare pericoli dalle parti di Muslera. Il tridente non è stato sinonimo di pericolosità e nell'intervallo Ranieri ha rivisto i suoi piani.
Eppure a inizio ripresa la Lazio ha avuto la palla del ko quando Tagliavento ha fischiato un fallo a Cassetti su Kolarov e decretato il calcio di rigore. Dal dischetto Floccari si è fatto respingere il tiro. Da quel momento l'inerzia del match è stata tutta dalla parte della Roma. Taddei, dalla destra è entrato in area ed è stato messo giù da Kolarov, questa volta penalty per la Roma: Vucinic non ha sbagliato. Dopo l'1-1 i giallorossi hanno continuato a spingere e Menez si è guadagnato un calcio di punizione al limite dell'area. Ancora il montenegrino sulla palla e ancora gol con Muslera immobile.
Nei minuti finali la Lazio si è giocata il tutto per tutto con Zarate e Cruz in campo per tentare l'assalto alla porta di Julio Sergio. La Roma è riuscita a rintuzzare gli attacchi biancocelesti e a portare a casa una vittoria fondamentale nella lotta per lo Scudetto.
Nei tafferugli della Capitale è rimasta coinvolta anche una vettura, con a bordo una donna e 2 bambini di circa 7 anni, investita da una selva di petardi e bottiglie: sono riusciti a scappare poco prima che l'auto bruciasse. La cronaca degli incidenti
Vivi per miracolo - Negli scontri tra romanisti e laziali è rimasta coinvolta anche un'auto con a bordo una donna e due bambini di circa 7 anni, investita da una selva di petardi e bottiglie. I tre sono riusciti a scappare poco prima che l'auto prendesse fuoco. A prestare loro i primi soccorsi sono stati i vigili del fuoco che hanno spento l'incendio. Uno dei bambini e' stato lievemente ferito a un ginocchio. L'auto, una Clio, è andata completamente distrutta e si trova su lungotevere Maresciallo Diaz. Negli scontri sono anche stati divelti cassonetti in cemento e un tifoso lievemente ferito al collo. Il gruppo di supporter romanisti e laziali protagonisti degli incidenti si sono fronteggiati anche su ponte Duca d'Aosta lanciando bottiglie, i cui cocci sono ancora visibili in terra come diversi cassonetti in cemento divelti da terra. Nel caos sono rimasti bloccati anche alcuni autobus dei mezzi pubblici, pieni di passeggeri. Le forze dell'ordine sono intervenute con cariche di alleggerimento e i supporter sono stati dispersi.
Il bilancio - Quattro ultrà romanisti sono stati fermati dalla polizia dopo gli scontri tra opposte tifoserie avvenuti fuori dallo Stadio Olimpico. I quattro facevano parte di un gruppo di supporter giallorossi che con il viso coperto da passamontagna, ha atteso l'uscita dei tifosi laziali e li ha aggrediti. Secondo quanto risulta al 118, tre tifosi sono stati accoltellati e sono stati portati al policlinico Gemelli. Uno è in codice rosso, in gravi condizioni. La polizia prima che gli ultrà romanisti cercassero di aggredire anche gli agenti è intervenuta con cariche di alleggerimento. L'agguato è avvenuto nei pressi del bar River. Per la tensione verificatasi tra i supporter prima dell'inizio della partita, in tribuna Tevere, sono stati invece arrestati tre tifosi.
La condanna di Alemanno - "Quando oltre ad una persona accoltellata, che deve essere operata in ospedale, un bambino viene ferito seppure lievemente dopo una partita, tutti devono riflettere attentamente e assumersi le proprie responsabilità. Queste violenze non hanno nulla a che fare con il tifo calcistico e con una vera passione per lo sport. Sono sfoghi deliranti di piccole minoranze che inquinano tutto l' ambiente calcistico". Lo afferma, in una nota, il sindaco di Roma Gianni Alemanno a proposito degli scontri dopo il derby. "Abbiamo assistito ad un derby bellissimo - aggiunge - la Roma è in testa alla classifica e la Lazio ha dimostrato di essere una grande squadra in grado di allontanare ogni spettro di retrocessione. Nessuno si può permettere di rovinare una festa così bella - conclude - mettendo oltretutto in pericolo l'incolumità di persone innocenti".
Prima della partita - Momenti di tensione allo stadio Olimpico mentre Lazio e Roma stavano effettuando il riscaldamento in campo. Dopo un lancio di petardi dalla curva nord verso il settore della tribuna Tevere dove si trovavano dei tifosi romanisti, questi ultimi hanno tentato di reagire e ci sono stati momenti accesi accanto ad una delle 'aperture' per l'afflusso delle persone, dalla quale alcuni supporter giallorossi cercavano di entrare in contatto con i laziali. La polizia è dovuta intervenire formando un cordone protettivo, ma in questo momento c'è ancora tensione, con gli steward che arginano a fatica (uno è anche stato colpito ad un braccio) la furia di alcuni romanisti, desiderosi di rispondere alle provocazioni. Nel frattempo in curva sud è stato esposto uno striscione a sfondo razzista con la scritta "laziale non mangia maiale", che è stato rimosso dopo qualche minuto.
Durante l’incontro - Gli scontri fra polizia e supporter nel settore della tribuna Tevere che avrebbe dovuto fare da 'cuscinetto' fra le due tifoserie, e che per questo era stato lasciato vuoto, sono proseguiti anche dopo il fischio d’inizio di Tagliavento. I romanisti hanno tentato di 'sfondare' il cordone di poliziotti e venire a contatto con i laziali (che hanno scagliato un paio di petardi). Gli agenti hanno reagito, con colpi di manganello per riportare l'ordine, poi hanno ricevuto rinforzi, perché c'e' stato un ulteriore afflusso di forze dell'ordine nel settore.
Al fischio finale - Accenno di rissa tra giocatori di Lazio e Roma a fine derby: quando Tagliavento ha fischiato la fine, con la vittoria dei giallorossi, il clima è diventato rovente: Liechtesteiner ha litigato con Julio Cesar, Mexes con Radu, tutti divisi da inservienti e compagni. Il tutto avveniva mentre Totti, platealmente, faceva verso la Curva Nord il segno del pollice all'ingiù, indicando il rischio di retrocessione, come già aveva fatto nel derby d'andata.
Dopo il match - Lanci di petardi e tafferugli tra le due tifoserie si sono verificati fuori dello stadio Olimpico anche al termine dell’incontro. La polizia è intervenuta con cariche di alleggerimento. Gli incidenti sono cominciati in largo De Bosis e sono continuati su Ponte Duca d'Aosta.
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25/02/2010
Milan, vittoria beffa a Firenze Ma ora si riapre il campionato
Milan, vittoria beffa a Firenze Ma ora si riapre il campionato
Superata la Roma. Nell'altro recupero, l'Udinese piega il Cagliari per 2-1. Con l'1-2 agguantato a tempo scaduto da Pato, i rossoneri tornano in scia all'Inter, che ora è solo a +4

Un tiro di Pato che in pieno recupero ha fatto filtrare la palla in mezzo alle gambe di Frey ha consegnato al Milan il secondo posto nella classifica di Serie A. Il gol del 1-2 che ha deciso la partita e ammutolito i tifosi viola sugli spalti, riaccorcia le distanze in campionato. Erano stati i padroni di casa ad andare in vantaggio al 14' del primo tempo con Gilardino. Ma la squadra di Leonardo era riuscita a parteggiare al 36' con Huntelaar. A tempo regolamentare già scaduto, al 47' della ripresa, Pato ha però accolto bene un suggerimento proveniente dalla sinistra da parte di Ronaldinho e ha insaccato la rete della beffa. Sul successo della squadra di Leonardo pesa però un fallo da rigore su Montolivo a molti apparso evidente ma non concesso sul punteggio di 1-1 dall’arbitro Roberto Rosetti. Un episodio che probabilmente farà discutere dopo settimane di veleni e accuse diffuse al settore arbitrale. I rossoneri si portano in ogni caso a soli quattro punti di distanza dall'Inter, scavalcando la Roma al secondo posto.
LA CRONACA - Intensa la cronaca della partita. Buon avvio del Milan che, al 2', va vicino al gol con Pirlo, ma Montolivo salva sulla linea. La Fiorentina è in partita e replica subito. Al 14' i viola sbloccano il risultato: splendido assist di Montolivo per Vargas, palla per Jovetic che calcia male di destro, ma a due passi dalla porta c'è Gilardino che mette dentro. Fatta eccezione per una punizione insidiosa di Ronaldinho, il Milan (che perde Ambrosini per infortunio) non punge e soffre il gioco della Fiorentina. Al 44' destro di Flamini fuori di un soffio. Nella ripresa buon avvio del Milan che con Pato prova a rimettere in piedi la partita. Prandelli inserisce Zanetti per Jovetic. Il Milan non riesce a costruire azioni pericolose ed è anzi Abbiati ad avere il suo da fare. Leonardo inserisce Huntelaar. Passano meno di 5 minuti e l'olandese firma il gol dell'1-1, al 36', su assist di Ronaldinho. La Fiorentina non ci sta, al 41' Montolivo finisce a terra dopo un contrasto con Thiago Silva, Rosetti lascia correre e Abbiati fa un miracolo su Keirrison. Il portiere rossonero si ripete al 43' sul sinistro di Vargas. Nel finale contropiede, Ronaldinho mette in mezzo per Pato che di destro mette dentro per il 2-1 del Milan. Fiorentina beffata, rossoneri a -4 dalla capolista Inter.
CONTESTATO GALLIANI - Una sconfitta difficile da mandar giù per i tifosi viola, che dopo il match hanno duramente contestato l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani. Protetto dalle guardie del corpo, è stato insultato dai sostenitori viola ancora presenti per il presunto rigore non concesso da Rosetti alla Fiorentina.
LEONARDO E DELLA VALLE -Soltanto un allenatore in sala stampa a fine gara: è quello del Milan Leonardo, mentre Cesare Prandelli si è adeguato al silenzio stampa deciso dalla società dopo quello che a Firenze considerano un errore marchiano e inaccettabile. Leonardo ha dato la sua interpretazione dell'episodio contestato: «Il fallo c'è - ammette - ma secondo me l'arbitro ha dato il vantaggio, perché subito dopo Keirrison è potuto andare al tiro». In realtà l'arbitro ha fatto cenno a Montolivo, atterrato da Thiago Motta a un passo dalla porta, di rialzarsi mentre l'attaccante brasiliano della Fiorentina tentava la battuta a rete. Per i viola si è fatto sentire il patron Diego Della Valle, che ha assicurato ai tifosi che «la società si farà sentire nelle sedi opportune» e ha fatto capire di aver apprezzato la partita dei suoi giocatori: «Ho detto ai nostri di andare a mangiare una bella bistecca e di essere orgogliosi della partita che hanno fatto. Ora andiamo a Roma a sfidare la Lazio e a prenderci i tre punti. Il silenzio stampa? Inevitabile. Avremmo dovuto dire cose molto sgradevoli così abbiamo preferito chiudere la bocca».
UDINESE-CAGLIARI - Nell'altra partita di recupero, Udinese-Cagliari, i bianconeri si sono imposti per 2-1 con gol di Sanchez al 23' della ripresa e di Di Natale due minuti dopo. Una doccia fredda per i sardi che erano andati in vantaggio già al 3 minuto del primo tempo con Jeda, ma che poi non sono stati in grado di amministrare il vantaggio fino alla fine.
Redazione online
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02/02/2010
Dinho, la festa prima del derby-flop
Dinho, la festa prima del derby-flop
Il fantasista si è allenato poco e male e contro l'Inter ha deluso. Notti folli in una suite di un grande albergo. Il prezzo: 75 mila euro
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| Ronaldinho (Liverani) |
MILANO — Una cosa l'abbiamo capita. Ronaldinho non è un pantofolaio: difficilmente sceglie di trascorrere a casa le sue serate guardando «Porta a Porta» con una tisana in mano e le gambe allungate sul tavolino. Preferisce i ristoranti brasiliani, suonare i bonghi nei locali di samba, far tardi con gli amici. E pazienza se il giorno dopo c'è un allenamento da affrontare o il ritiro di una gara di campionato da sopportare. Non di rado è stato avvistato in discoteche, festival latino-americani, a fare baldoria da solo, con compagni o colleghi di altre squadre. Qualche volta la società gli ha tirato le orecchie, in altre occasioni ha semplicemente preso atto dell'accaduto. Del resto finora il rendimento del brasiliano è stato di alto livello: ha segnato 9 gol in campionato, risultando il miglior marcatore della squadra; ha realizzato una splendida tripletta con il Siena e in molte occasioni ha trascinato il Milan alla vittoria.
Ronaldinho è così, prendere o lasciare. A Torino ha fatto l'alba per festeggiare il compleanno del fratello Roberto fra churrasco e musica: ma siccome aveva demolito la Juve poche ore prima (2 gol nel 3-0 rossonero), nessuno si è sognato di avanzare pubbliche reprimende. Ora invece dopo la sconfitta subita nel derby, e i conseguenti sogni di gloria evaporati, un gossip maligno circola da qualche giorno per Milano. «Ronaldinho ha fatto festa per tutta la settimana prima della partita con l'Inter» dicono. Possibile? Possibile. Il brasiliano, l'uomo in più del Milan di Leonardo, il giocatore più amato dal presidente Berlusconi e capace di segnare cinque gol in otto giorni tra Juventus e Siena, ha folleggiato per tre notti consecutive in uno degli hotel più lussuosi ma anche più in vista della città. Ha affittato per sé e per gli amici una suite da mille e una notte, abbandonata in tutta fretta solo sabato in tarda mattinata per raggiungere Milanello per l'allenamento della vigilia e il ritiro con la squadra. I tre giorni di festa sono costati 75 mila euro come l'equivalente di un Suv di lusso o di un garage in centro a Milano. Affari suoi, verrebbe da dire. Verissimo. Un dubbio però sorge spontaneo: la sua condotta nei giorni precedenti alla sfida che può indirizzare la stagione ha influito sul rendimento in gara? Il Corriere della Sera gli ha rifilato 5 in pagella, voto decretatogli anche dalla Gazzetta dello Sport. Dinho si è fatto parare un rigore al 47' della ripresa, ma più in generale ha offerto una prestazione opaca.
«Era più dispiaciuto per aver perso il derby che per aver fallito il tiro dal dischetto» ha commentato sabato Leonardo alla vigilia della gara con il Livorno. Ma comunque non si ha la riprova che il Milan avrebbe battuto l'Inter se l'irrequieto Dinho fosse andato a letto per tutta la settimana alle 22 dopo aver visto un bel dvd nel soggiorno di casa sua. E siccome ciascuno trascorre il tempo libero come meglio crede, Clarence Seedorf la prossima settimana su invito di Kofi Annan, Bob Geldof e Desmond Tutu, arcivescovo sudafricano e premio Nobel per la Pace, interverrà a Londra al convegno «One Young World». Un summit, dove si danno convegno giovani under 25, che si candidano a diventare i leader di domani. Seedorf terrà un discorso e diverrà ambasciatore dell'organizzazione mondiale. Partirà lunedì 8 febbraio e tornerà il 10: la dirigenza milanista ha concesso al giocatore il permesso di intervenire perché si tratta di una iniziativa che dà lustro e prestigio anche allo stesso club. Ma la presenza del centrocampista per la gara con l'Udinese (in programma venerdì 12 febbraio, per consentire ai rossoneri di preparare al meglio la sfida di Champions con il Manchester del 16) è in forte dubbio.
Monica Colombo
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01/02/2010
La moviola di Sconcerti: "Milan-Livorno, un rigore per parte"
La moviola di Sconcerti: "Milan-Livorno, un rigore per parte"
Salta Parma-Inter per neve, ma i nerazzurri aumentano il vantaggio in classifica. Il Milan è a -8 punti pur avendo le stesse partite giocate dai cugini. Rossoneri agganciati dalla Roma dopo una cavalcata lunga 12 partite (9 vinte). Il Napoli è a tre punti dopo il pari con il Genoa. Quasi una sentenza in coda: il Siena sembra ormai retrocesso.
Highlights 22ª GIORNATA DI SERIE A
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25/01/2010
Inter, i veleni dopo la gioia: «Vogliono riaprire il campionato in modo sleale»
Inter, i veleni dopo la gioia: «Vogliono riaprire il campionato in modo sleale»
Le critiche all'arbitraggio di rocchi nel derby vinto col milan. L'amministratore delegato Paolillo: «Non credo alla congiura, parlo di un'aria psicologica»
| Mourinho (Afp) |
MILANO - La gioia, certo. Ma anche i veleni. La vittoria contro il Milan nel derby permette all'Inter di rintuzzare la rimonta rossonera. Ma i nerazzurri, anche a mente fredda, non risparmiano pesanti accuse per l'arbitraggio di Rocchi (soprattutto per le espulsioni di Sneijder e Lucio). Prima era stato il tecnico Mourinho, davanti alle telecamere, a dire che «avremmo vinto anche in sette, ma hanno fatto di tutto per non far vincere questa partita all'Inter». Poi era intervenuto patron Moratti: «Senza dubbio ho visto brutti segnali. Se si tratta di segnali sono molto antipatici e ce li hanno fatti capire con molta semplicità».
PAOLILLO - Il giorno dopo, a mente fredda, l'amministratore delegato dell'Inter, Ernesto Paolillo, rincara la dose ai microfoni di Radio Anch'io Lo sport: «C'è qualcosa che non va: si vuole riaprire il campionato non riconoscendo la superiorità di una squadra, e lo si vuole fare in una maniera non troppo leale». «Gli elementi che possono portare a riaprire un campionato non sul campo ci sono tutti» ha insistito Paolillo, spiegando che «il derby è stato emozionante e fantastico anche per l'atmosfera, e per la volontà dei giocatori di vincerlo contro tutti e tutto. Non credo alla congiura, parlo di un'aria psicologica».
Redazione online
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Milito e Pandev mandano il Milan all'Inferno.
Milito e Pandev mandano il Milan all'Inferno.
I nerazzurri finiscono il derby in 9, espulsi Sneijder e Lucio a tempo scaduto, ma riescono a battere 2-0 i rossoneri grazie alle reti dell'argentino, del macedone ed al rigore parato da J. Cesar a Ronaldinho.

Doveva essere il derby scudetto, ha rischiato di esser bollato come il derby dei nervi, e alla fine è stato una sorta di follia calcistica. Alla fine dei conti, l'Inter liquida il Milan: 2-0 con due perle di Milito e Pandev, una per tempo, e rigore fallito da Ronaldinho in pieno recupero quando l'Inter era ridotta in 9. L'1-0 prima che la stracittadina scudetto si trasformi in un ring di falli, ammonizioni e proteste; il raddoppio, con il macedone su punizione, quando i nerazzurri sono in 10 e i rossoneri stavano per accarezzare il pari. Di fatto, la squadra di Mourinho riallunga a +9 su quella di Leonardo, che però deve recuperare la partita con la Fiorentina.
L'inizio a razzo dell'Inter lasciava presagire una stracittadina-spettacolo. Poi l'espulsione di Snejider per un applauso polemico all'arbitro Rocchi ha acceso gli animi, le due squadre hanno reclamato rigori e collezionato ammonizioni. Solo al ritorno in campo si e' tornati a vedere calcio vero. Con il Milan spesso vicino al pari, ma poi punito dalla punizione di Pandev e dalle colpe del suo portiere Dida. L'epilogo davvero per cuori forti: al 91' fallo di mano di Lucio, espulsione, Inter in 9 e Ronaldinho sul dischetto. Ma Julio Cesar ha parato, chiudendo la serata mentre Mourinho aizzava il pubblico nerazzurro ad applaudire la squadra.
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07/01/2010
Vincono le prime tre: l'Inter con polemica la Juve salva Ferrara, il Milan passeggia
Vincono le prime tre: l'Inter con polemica la Juve salva Ferrara, il Milan passeggia
Vittorie esterne per anche per napoli e fiorentina. I nerazzurri vincono 1-0 con il Chievo e sono campioni d'inverno. Balotelli critico con il pubblico

IL FALLO DI MANO NETTO DI CORDOBA IN AREA DI RIGORE NON VISTO DALLA TERNA ARBITRALE
Il calcio all'ora di pranzo non crea problemi all'Inter che supera 1-0 il Chievo in trasferta e comincia bene il nuovo anno aggiudicandosi il titolo di campione d'inverno. Da segnalare però le dure parole a fine gara di Mario Balotelli, che ha risposto così ai tanti cori razzisti a lui rivolti dagli spalti: «Il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo». All'Inter risponde la Juve che riesce a battere il Parma per 2-1 al Tardini. Nel posticipo il Milan domina 5-2 il Genoa con doppietta di Borriello, Thiago Silva e rigori di Ronaldinho (più un altro sbagliato) e Huntelaar. Vittorie esterne anche per la Fiorentina a Siena (5-1) e per il Napoli a Bergamo con l'Atalanta (2-0). Roma raggiunta a Cagliari in extremis (2-2) dopo essere stata in vantaggio per 2-0. Questi gli altri risultati: Bari-Udinese 2-0, Lazio-Livorno 4-1, Catania-Bologna 1-0, Sampdoria-Palermo 1-1.
MILAN - Il Milan sfoggia il gioco dei bei tempi contro il Genoa. Senza Pato (infortunato) e il ritorno di Beckham (discreta la sua prova), i rossoneri superano 5-2 i grifoni a San Siro con doppietta di Borriello (il migliore in campo insieme ad Ambrosini), gol di Thiago Silva e rigori di Ronaldinho (che ne fallisce un altro) e Huntelaar. La squadra di Leonardo parte subito alla grande e schiaccia il Genoa. Ambrosini, scatenato, si procura un (generoso) rigore ma Ronaldinho tira il più brutto penalty della sua carriera e Amelia para. Alla prima azione offensiva i rossoblù passano in vantaggio con Sculli. Poi è solo Milan: pari con un secondo rigore di Ronaldinho per un nuovo fallo su Ambrosini, poi ci pensa Thiago Silva a far chiudere il primo tempo in vantaggio ai rossoneri. Nella ripresa sale in cattedra Borriello con una doppietta: splendido il secondo gol con una semigirata di sinistro, anche se viziato da un fuorigioco. Ma il gesto tecnico fa passare in secondo piano la svista del guardalinee. Poi viene steso Ronaldinho in area e Orsato concede il terzo rigore: Dinho lo lascia a Huntelaar che non sbaglia. Poi Suazo, neoacquisto genoano dall'Inter, sistema il risultato finale.
NERAZZURRI ALL'ORA DI PRANZO - Partita ancora una volta segnata dalle polemiche quella dell'Inter sul campo del Chievo. Due gli episodi discussi, tutti a favore dei nerazzurri. Subito prima del gol decisivo di Balotelli, (12' del primo tempo) il Chievo protesta a lungo su un fallo di Pellissier in area che per la squadra di Di Carlo era da rigore. Altra azione contestata dai veronesi al 95', quando Quaresma sembra colpire di mano la palla in area. Anche qui l'arbitro ha lasciato correre. Buon esordio per il neoacquisto dell'Inter Goran Pandev. In classifica l'Inter sale a quota 42 punti ed è campione d'inverno con un turno d'anticipo (e una partita da recuperare per il Milan).
FRATTURA PER CHIVU - Da segnalare anche l'infortunio alla testa (dopo uno scontro con Pellissier) per il difensore nerazzurro Chivu. Il romeno è stato sottoposto all'ospedale di Verona a un intervento chirugico al capo ed è stato poi posto per la notte in terapia intensiva. Lo ha reso noto lo staff dell'Inter. L'operazione serve a ridurre una piccola frattura al cranio riportata da Chivu proprio nello scontro testa contro testa con Pellissier che lo ha costretto a lasciare il campo. «Credo che resterà lontano dal campo a lungo», ha commentato Mourinho.
PARMA-JUVE - All'Inter replicano però i bianconeri. La Juventus vince infatti a Parma per 2-1 e la panchina di Ferrara è ora un po' più solida. Allo stadio Tardini i bianconeri sbloccano il risultato al 3’ con Hasan Salihamidzic, il pareggio dei ducali arriva al 25’ con Nicola Amoruso. Al 39’ l’autogol di Paolo Castellini regala il vantaggio agli ospiti. I bianconeri restano in dieci uomini dal 73’ per l’espulsione di José Caceres ma riescono a portare in porto il risultato. Nuovo infortunio per i bianconeri: distorsione alla caviglia destra per Trezeguet, che è uscito dal campo dopo 21 minuti. «Questa è una vittoria importante, ma che non scaccia le difficoltà dell'ultimo periodo», ha commentato Ferrara. «Oggi non temevo per la mia panchina. Forse la sosta ci ha aiutato a cercare di stemperare le tensioni delle ultime settimane».
LE ALTRE PARTITE - Tra le squadre in lizza per la Champions, vittorie esterne per il Napoli (2-0 a Bergaqmo sull'Atalanta con un gran gol di Quagliarella) e per la Fiorentina che con una goleada (5-1) ha tramortito il Siena. Roma in vantaggio per 2-0 e poi raggiunta da due gol del Cagliari al 91' e al 93'. Da segnalare che a Cagliari il centrocampista della Roma Pizarro, pur colpito da un petardo, lanciato dagli spalti, ha deciso di rientrare ugualmente sul terreno di gioco. Questi gli altri risultati: Bari-Udinese 2-0, Lazio-Livorno 4-1, Catania-Bologna 1-0, Sampdoria-Palermo 1-1.
12:00 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: sport, calcio, campionato, serie a, sconfitta, vittoria, pareggio, partita, derby | OKNOtizie |
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