02/12/2010
Arresti per droga, in manette colonnello dei carabinieri
Arresti per droga, in manette colonnello dei carabinieri'Ndrangheta. Nella sua abitazione a Bolzano sono state trovate armi da guerra ed esplosivo
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17/11/2010
Lombardia: la 'ndrangheta influenza la vita politica, sociale ed economica
Lombardia: la 'ndrangheta influenza la vita politica, sociale ed economicaLa relazione al Parlamento della Direzione investigativa antimafia. Pubblici amministratori e tecnici hanno agevolato l'assegnazione di appalti alle cosche
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04/06/2010
Catania, la Dia sequestra 30 milioni in beni alla Mafia
Catania, la Dia sequestra 30 milioni in beni alla MafiaLa Direzione investigativa antimafia della città siciliana ha sequestrato società, immobili, terreni e conti correnti riconducibili a Vincenzo Basilotta. L’esponente del clan Santapaola è stato condannato a tre anni ad aprile 2009 per associazione mafiosa
Beni per 30 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia al costruttore Vincenzo Basilotta, ritenuto organico al clan Santapaola-Ercolano. Gli investigatori della Direzione investigativa antimafia di Catania hanno posto i sigilli a società, immobili, terreni, automezzi e conti correnti riconducibili all'imprenditore edile. Vincenzo Basilotta, il 1 aprile del 2009, è stato condannato a tre anni di reclusione dal Tribunale di Catania per associazione mafiosa.
Contro la sentenza di primo grado sono pendenti due ricorsi: uno dell'imputato e l'altro della Procura. Il sequestro dei beni è stato disposto dal Tribunale di Catania in accoglimento della richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Catania su rapporti e indagini della Dia
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21/04/2010
Cocaina on line, 10 arresti
Cocaina on line, 10 arrestiAcquisti di cocaina con pagamenti on line. Questo quanto accertato dalla Direzione investigativa antimafia di Bari che all'alba ha eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere
L'operazione contro lo spaccio di sostanze stupefacenti condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari ha portato oggi all'arresto di 10 persone. Per loro, l'accusa è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, durate oltre un anno e inserite in un contesto investigativo ben più ampio, hanno permesso di stroncare un gruppo criminale, con base a Cerignola (Foggia) e Canosa di Puglia (Barletta), dedito allo spaccio di sostanze stupefacente su tutto il territorio nazionale. Nel corso dell'operazione è stata sequestrata cocaina proveniente dalla Calabria e destinata a rifornire la piazza canosina, quella dei comuni limitrofi nonché il mercato del Centro Italia.
Dall'indagine sono emerse nuove modalità di pagamento della sostanza stupefacente mediante paypal o vaglia postali on line.
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14/01/2010
Napoli, una rete negli uffici della Dia
Napoli, una rete negli uffici della Dia
Quattro indagati per fare spionaggio privato
NAPOLI - La «rete» comincia a prendere forma, la presunta centrale di spionaggio si arricchisce di nomi e di circostanze inquietanti. La svolta è arrivata la scorsa notte, quando la Procura di Napoli firma quattro decreti di perquisizione a carico di due esponenti della Direzione investigativa antimafia di Napoli, di un agente di polizia giudiziaria della Procura, di un cittadino comune. Gravi le accuse: per mesi, gli indagati (ma il numero è destinato a crescere in queste ore) avrebbero messo in piedi un centro di spionaggio, svolgendo indagini private per conto del migliore offerente. Forti di mezzi potenti e invasivi - gli archivi Dia, i sistemi di ricezione di clip audio e video - gli indagati avrebbero pedinato ignari cittadini, avrebbero studiato per ore «le vite degli altri», in cambio di compensi in denaro.
Accuse gravi, che attendono la replica difensiva, sostenuta dai penalisti Francesco Cioppa e Dario Russo, in una vicenda in cui è opportuno rispettare il principio di non colpevolezza delle persone coinvolte. Associazione per delinquere finalizzata «all’investigazione privata abusivamente esercitata», quattro indagati, dunque: Giuseppe Savarese, ritenuto capo promotore della presunta spectre; il collega sostituto commissario Dia Davide Di Paoli; l’agente di pg in Procura Domenico Salemme; sott’accusa anche un quarto personaggio, Antonio Marcello Migliore, legato a Savarese da un rapporto di amicizia. Inchiesta in corso, al lavoro i pm Enzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli, pool guidato dall’aggiunto Rosario Cantelmo, che hanno affidato in piena sinergia investigativa accertamenti e perquisizioni al capocentro Dia Maurizio Vallone.
Qual è l’ipotesi degli inquirenti? Si parte dall’analisi di un tariffario, che avrebbe scandito l’attività illegale di agenti e presunti faccendieri: cinquanta euro l’ora per un pedinamento, prezzi a salire per le altre prestazioni professionali, in relazione ai posti (s’indaga su mission private anche in Brasile) e della difficoltà degli incarichi. Al momento, sarebbero stati accertati quattro o cinque incursioni nella sfera privata di persone non sottoposte ad indagini, target inconsapevoli di una rete di informazioni ritenuta abusiva. In alcuni casi, gli agenti si sarebbero introdotti all’interno di appartamenti privati, piazzando microspie e videoregistratori in domicili privati ed estranei a indagini autorizzate.
Una svolta nell’inchiesta scandita da colpi di scena: lo scorso settembre, l’arresto di Giuseppe Savarese, ex esponente del gruppo «Fedra», specializzato in Dia nelle indagini sui grandi appalti del comparto sicurezza, sui rapporti tra politica e imprese. Finisce in cella con l’accusa di aver maneggiato e reso pubbliche le schede personali di indagati della «appaltopoli» napoletana, in una vicenda culminata un anno fa negli arresti (poi revocati) dell’imprenditore Alfredo Romeo e di tre ex assessori comunali.
Da allora, si sono moltiplicati sopralluoghi e perquisizioni, a partire da un’ipotesi tutta da verificare: Savarese sarebbe stato a capo di una rete illegale, capace di accendere i riflettori (a pagamento?) sulle storie di tutti i giorni di notabili e uomini comuni. Indagine che rimanda a un sospetto inquietante: la disperazione dell’assessore Giorgio Nugnes, suicida a novembre del 2008, finito probabilmente al centro di fughe di notizie clamorose e illegali.
Ai carabinieri che lo arrestarono per gli scontri di Pianura, ma anche ai giornalisti incontrati il giorno prima di morire, Nugnes confidò il timore di essere finito nel mirino dei «servizi segreti». Disse che c’era chi «aveva i tabulati di tutte le sue telefonate», era angosciato dai «servizi segreti». Una domanda, a questo punto: Nugnes era finito nella rete dello spionaggio clandestino?
Leandro Del Gaudio
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13/06/2009
Scarcerato figlio del boss Badalamenti
Scarcerato figlio del boss Badalamenti
Mafia. Leonardo rimesso in libertà su ordine del tribunale del Riesame di Palermo
PALERMO- Il figlio del boss di Cinisi Gaetano Badalamenti, Leonardo, è stato rimesso in libertà su ordine del tribunale del Riesame di Palermo che ha annullato l'ordine di custodia cautelare emesso nell'ambito dell'operazione «Mixer-Centopassi» dello scorso 22 maggio. L'uomo era detenuto in Brasile.
RICHIESTE ACCOLTE - I giudici, che non hanno ancora depositato le motivazione del provvedimento hanno accolto le richieste dei difensori, gli avvocati Carmelo Franco e Antonella Basile. Badalamenti jr, che aveva sempre negato la propria identità sostenendo di essere un uomo d'affari brasiliano, ('Carlos Massettì) era indagato per truffa e corruzione, aggravate dall'avere agevolato Cosa nostra.
TRUFFE PER UN MILIARDO DI DOLLARI - Secondo la Dda di Palermo, per favorire l'organizzazione avrebbe realizzato una serie di operazioni finanziarie fraudolente con bond venezuelani ai danni di filiali della Hong Kong Shanghai Bank, della Lehman Brothers e di una banca d'affari britannica, per un importo complessivo di oltre un miliardo di dollari Usa. La procura valuterà adesso se proporre ricorso in Cassazione.
16:27 Scritto in GIUSTIZIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: palermo, mafia, scarcerato, boss, badalamenti, richieste, giudice, accolte, motivazione, depositata, provvedimento, truffa, dia | OKNOtizie |
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