23/11/2010
Afghanistan: Karzai e gli Usa imbrogliati dal falso capo talebano
Afghanistan: Karzai e gli Usa imbrogliati dal falso capo talebanoMa un incontro fortuito a kandahar ha smascherato il mullah mansour. Per mesi americani e governo locale hanno pensato di stare trattando con un leader vicino al mullah Omar
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06/06/2010
«Ingiusta l'occupazione di Israele Basta tensioni o sarà un bagno di sangue»
«Ingiusta l'occupazione di Israele Basta tensioni o sarà un bagno di sangue»«Bisogna sUperare le differenze e portare la pace dove c'è conflitto». Il documento dei vescovi mediorientali: «Da decenni diritti umani e diritto internazionale non rispettati»
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| Benedetto XVI durante una delle messe celebrate a Cipro (Ansa) |
CIPRO - È «urgente» che la Comunità internazionale intervenga per porre fine alla tensioni in Terra Santa, prima che si arrivi ad un bagno di sangue: è l'appello di Papa Benedetto XVI che, al termine della messa celebrata oggi allo stadio coperto di Nicosia, a Cipro, ha consegnato ai rappresentanti dell'episcopato del Medio Oriente l'Instrumentum Laboris, il documento elaborato dagli stessi vescovi dell'area in vista del Sinodo per il Medio Oriente che si terrà a ottobre in Vaticano.
LE CRITICHE A ISRAELE - Nel testo è contenuta una critica tutt'altro che velata al governo israeliano: «Da decenni, la mancata risoluzione del conflitto israelo-palestinese, il non rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, e l'egoismo delle grandi potenze hanno destabilizzato l'equilibrio della regione e imposto alle popolazioni una violenza che rischia di gettarle nella disperazione». Il testo ribadisce che l'occupazione israeliana è «un'ingiustizia politica imposta ai palestinesi», che nessun cristiano può giustificare con pretese teologiche. Il conflitto israelo-palestinese è inoltre il «focolaio principale» dei vari conflitti mediorientali.
DIALOGO TRA LE RELIGIONI - Il punto centrale dell’Instrumentum Laboris è il rapporto con ebraismo e Islam e il dialogo interreligioso. La Chiesa auspica che israeliani e palestinesi «possano vivere in pace in una patria che sia la loro, all’interno di confini sicuri ed internazionalmente riconosciuti» e ribadisce «la ferma condanna dell’antisemitismo, sottolineando che gli attuali atteggiamenti negativi tra popolo arabo e popolo ebreo sembrano piuttosto di carattere politico e dunque estranei ad ogni discorso ecclesiale».
IL RUOLO DEI CRISTIANI - In tutto questo «i cristiani - si legge nel documento - sono chiamati a portare uno spirito di riconciliazione basata sulla giustizia e l’equità per le due parti». Ma il rapporto con i mondo musulmano non sempre è facile e questo emerge chiaramente dall'Instrumentum: «Le relazioni tra cristiani e musulmani sono spesso difficili, soprattutto per il fatto che i musulmani non fanno distinzione tra religione e politica, il che mette i cristiani nella situazione delicata di non-cittadini, mentre essi sono cittadini di questi Paesi già da ben prima dell’arrivo dell’Islam. La chiave del successo della coesistenza tra cristiani e musulmani dipende dal riconoscere la libertà religiosa e i diritti dell’uomo». Cristiani e musulmani "sono chiamati a lavorare assieme per promuovere la giustizia sociale, la pace e la libertà e difendere i diritti umani e i valori della vita e della famiglia". Per quanto riguarda il dialogo con gli ebrei, il documento assembleare lo definisce "essenziale, benchè non facile" risentendo appunto del conflitto israelo-palestinese.
«SUPERARE LE BARRIERE» - Nel corso dell'omelia della messa allo stadio di Nicosia, Benedetto XVI aveva invece spiegato che «abbattere le barriere tra noi e i nostri vicini è la prima premessa per entrare nella vita divina alla quale siamo chiamati». Il pontefice ha anche rivolto una nuova esortazione ai cristiani dell'area mediorientale, dopo quella di sabato pronunciata durante la messa nella chiesa di Santa Croce, perchè superino le loro differenze, siano capaci di portare «pace e riconciliazione dove ci sono i conflitti, ed offrire al mondo un messaggio di speranza». Il Papa invita a dire no a «egoismo, avidità e sfiducia verso gli altri». Durante la celebrazione, nel suo ultimo giorno di permanenza a Cipro, Benedetto XVI osserva come «ciascuno di noi che apparteniamo alla Chiesa ha bisogno di uscire dal mondo chiuso della propria individualità ed accettare la compagnia di coloro che condividono il pane con lui». E ancora: «Siamo chiamati a superare le nostre differenze, a portare pace e riconciliazione dove ci sono conflitti, ad offrire al mondo un messaggio di speranza. Siamo chiamati ad estendere la nostra attenzione ai bisognosi, dividendo generosamente i nostri beni terreni con coloro che sono meno fortunati di noi. E siamo chiamati a proclamare incessantemente la morte e risurrezione del Signore, finchè egli venga».
Redazione online
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04/06/2010
Benedetto XVI: «I musulmani sono nostri fratelli»
Benedetto XVI: «I musulmani sono nostri fratelli»Nel corso del viaggio a Cipro. Su Gaza: «Dopo tutti i casi di violenza, non bisogna perdere la pazienza e avere il coraggio di ricominciare»
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| Il Papa scende dall'aereo a Paphos (Afp) |
PAPHOS (Cipro) - Il Papa ha esortato tutti i cristiani ad avere «una comune capacità» di dialogo con i musulmani che - ha riaffermato con forza - «sono nostri fratelli nonostante le diversità». Di ciò Benedetto XVI ha parlato durante la conferenza stampa in aereo, nel viaggio verso Cipro. Parlando a proposito del prossimo sinodo Vaticano sul Medio Oriente (10-24 ottobre), Ratzinger ha auspicato che l'assemblea faccia crescere il dialogo tra i cristiani ma anche «la comune capacità di dialogo con i fratelli musulmani». Il suo «incoraggiamento» è quello - ha detto - di «continuare con una visione comune e nonostante tutti i problemi nel dialogo con loro. Tutti i tentativi per una convivenza sempre più fruttuosa e fraterna - ha aggiunto - sono molto importanti».
DIALOGO - L'ombra dell'omicidio di mons. Luigi Padovese non ha nulla a che fare, «non può essere attribuito alla Turchia e ai turchi» e « non deve oscurare in alcun modo il dialogo con l'Islam»: ha affermato il Papa. «Di sicuro non si tratta di un assassinio politico, religioso». Il killer di mons. Padovese è già stato arrestato. I cristiani del Medio Oriente si trovano ad affrontare «circostanze difficili» ma hanno «un insostituibile ruolo da sostenere nella pace e nella riconciliazione tra i suoi popoli», ha aggiunto il Papa durante la cerimonia di benvenuto all'aeroporto di Paphos. Sono molte le sfide che «i cattolici devono affrontare, talvolta in circostanze difficili, vivendo la comunione con la Chiesa cattolica e offrendo la loro testimonianza a servizio della società e del mondo». «Cipro - ha proseguito - è perciò un luogo appropriato dal quale lanciare la riflessione della nostra Chiesa sul posto della secolare comunità cattolica del Medio Oriente, la nostra solidarietà con tutti i cristiani della regione e la nostra convinzione che essi hanno un insostituibile ruolo da sostenere nella pace e nella riconciliazione fra i suoi popoli».
GAZA: PAZIENZA PER LA PACE - Dopo il blitz di Israele contro i pacifisti diretti a Gaza, Papa Benedetto XVI invita tutti «alla pazienza» e «al coraggio di ricominciare». «In tutti questi episodi che viviamo - ha spiegato il Pontefice - c'è sempre il pericolo che si perda la pazienza, che si dica adesso basta e che non si voglia più cercare la pace». Invece, ha esortato, «ogni giorno dobbiamo imitare Dio nella sua pazienza; dopo tutti i casi di violenza, non bisogna perdere la pazienza e avere il coraggio di ricominciare». Il compito della Santa Sede, ha rimarcato, è proprio questo: «Creare la disposizione del cuore per ricominciare di nuovo, nella certezza che possiamo andare avanti, che la violenza non è la soluzione».
CIPRO - Il Papa ha poi parlato della divisione di Cipro in una parte greca e in una turca. Benedetto XVI ha lanciato un appello perché tutti i ciprioti possano risolvere «con pazienza» i loro problemi e vivere in armonia «con i loro vicini». «Possano l'amore della vostra patria e delle vostre famiglie e il desiderio di vivere in armonia con i vostri vicini sotto la protezione misericordia di Dio Onnipotente - ha detto Ratzinger - ispirarvi a risolvere pazientemente i problemi che ancora condividete con la comunità internazionale per il futuro della vostra isola». Durante la conferenza stampa in aereo, Ratzinger aveva spiegato di non voler portare a Cipro «un messaggio politico, quanto piuttosto un messaggio religioso che dovrebbe preparare gli animi a trovare l'apertura per la pace». «Non sono - aveva osservato parlando con i giornalisti in aereo - cose che vanno dall'oggi al domani. Ma è molto importante non solo fare i necessari passi politici ma anche preparare gli animi per essere capaci di compiere i passi politici necessari». Occorre - aveva esortato - «un'apertura interiore alla pace, che viene dalla fede in Dio e dalla convinzione che siamo tutti figli di Dio e fratelli e sorelle tra noi».
Redazione online
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07/09/2009
Ahmadinejad: «Sono pronto a incontrare Obama»
Ahmadinejad: «Sono pronto a incontrare Obama»
Il presidente dell'Iran: «Non negozieremo mai i nostri ovvi diritti». «In una conferenza stampa pubblica davanti agli organi d'informazione internazionali»
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| Mahmoud Ahmadinejad (Afp) |
TEHERAN - Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad si è detto «pronto» a incontrare il presidente americano Barack Obama in una conferenza stampa pubblica davanti agli organi d'informazione internazionali. L’Iran, ha aggiunto Ahmadinejad, è pronto a un dialogo sul nucleare con i Paesi del gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) in un quadro «giusto e logico. Non negozieremo mai gli inalienabili diritti dell'Iran. La questione è chiusa».
PROPOSTE - Il programma nucleare iraniano sarà al centro della riunione dell’Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) che si svolgerà in settimana a Vienna. L'Iran presenterà nei prossimi giorni le sue proposte sul nucleare. «Abbiamo detto due cose: creare opportunità per utilizzare a fini pacifici l’energia nucleare e prevenire lo sviluppo di armi di distruzione di massa», ha precisato il presidente iraniano. «Il nostro pacchetto di proposte arriva in risposta a una richiesta di ripresa dei negoziati. Abbiamo fissato il quadro e avanzato le nostre proposizioni».
«NOSTRE ELEZIONI VERA DEMOCRAZIA» - La conferenza stampa del presidente è avvenuta dopo la prima riunione del nuovo governo iraniano, in cui all'ordine del giorno c'erano le proteste seguite alla contestata elezione di Ahmadinejad. Il leader di Teheran ha detto che il voto ha segnato «la vittoria morale del popolo iraniano contro le potenze immorali straniere che avevano organizzato un complotto. In Iran invece esiste una vera democrazia». Intanto l'agenzia Fars riporta che è stato emesso dalla Corte rivoluzionaria un mandato di cattura nei confronti di Ali Karroubi, figlio del candidato riformista Mehdi Karrubi, per «irregolarità in attività economiche». L'agenzia aggiunge che Ali Karroubi ha avuto anche «un ruolo nei disordini», ma non precisa se il mandato di cattura sia stato già eseguito.
11:04 Scritto in POLITICA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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25/05/2009
Notte al Museo 2, cambiata la battuta su Berlusconi «pronipote» di Napoleone
Notte al Museo 2, cambiata la battuta su Berlusconi «pronipote» di Napoleone
La versione al cinema diversa dal dialogo anticipato da «Sorrisi e Canzoni». Un cambiamento piccolo ma significativo: «C'è pure chi lo ama» diventato «tout le monde lo ama»
| La scena di Notte al Museo 2 in cui Napoleone parla del suo pronipote Berlusconi (Omega) |
MILANO - Napoleone & Silvio, il giallo continua: nel film «Notte al Museo 2», ora nelle sale, è cambiata la battuta su Berlusconi «pronipote» cinematografico di Napoleone anticipata da Sorrisi. Lo rivela Tv Sorrisi e Canzoni in edicola martedì. «Ho tanti discendenti in Italia» dice Bonaparte nel film «Notte al museo 2». «Uno di loro è alla mia altezza, è un pezzo grosso, è un uomo molto potente e spiritoso... Una volta cantava sulle navi…»
IL GIALLO - Un piccolo giallo è nato nel frattempo sulla battuta successiva. Al protagonista (Ben Stiller) che diceva di non conoscerlo, Napoleone rispondeva: «Eppure lo conoscono tutti e c'è pure chi lo ama». In sala la battuta suona invece così: «Eppure lo conoscono tutti e tout le monde lo ama». Un cambiamento piccolo ma significativo. Chi è andato al cinema se ne è forse accorto; la versione pubblicata da Sorrisi risulta però da un documento ufficiale: la lista dialoghi usata dai doppiatori. Fino a un certo punto della lavorazione, il dialogo è stato quindi quello riportato da Sorrisi. Chi e perché, allora, ha cambiato la battuta? «Nella versione americana» dice Osvaldo De Santis, presidente e amministratore delegato della 20th Century Fox Italia, «alcuni personaggi facevano riferimenti storici a eventi o personaggi poco conosciuti, e perciò cambiando alcuni dialoghi abbiamo cercato di aggiungere un sorriso dove altrimenti non ci sarebbe stato. In quel dialogo in particolare, per la versione definitiva la nuova battuta ci è sembrata più carina e che suonasse meglio, con quel "tout le monde" che le dona un aroma francese».
15:24 Scritto in CINEMA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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15/05/2009
Via libera alla «rivoluzione Brunetta» Rientra la minaccia di dimissioni
Via libera alla «rivoluzione Brunetta» Rientra la minaccia di dimissioni
Il premier: «Tattica birichina con ottimi risultati». Dal Cdm l'ok al decreto anti-fannulloni, per il quale il ministro aveva detto di esser pronto a lasciare l'esecutivo
| Il ministro Renato Brunetta (Ap) |
ROMA - «Brunetta? Ha usato una tattica da birichino, ma ha ottenuto un ottimo risultato». Silvio Berlusconi non se la prende con il ministro della Pubblica amministrazione, che aveva minacciato le dimissioni qualora non fosse stato approvato il testo per la riforma della Pubblica amministrazione. Minaccia rientrata, visto che alla fine il Consiglio dei ministri ha dato il via libera. Il provvedimento sarà presentato alle Camere lunedì. Prima del via libera definitivo, previsto per fine giugno, il ministro ha indicato come essenziale l'esame di Cnel, sindacati e Conferenza Stato-Regioni.
BERLUSCONI - Il presidente del Consiglio ringrazia il ministro parlando di «rivoluzione Brunetta». «Si tratta di una grande riforma - ha spiegato Berlusconi - che ammodernerà il sistema delle famiglie italiane e le imprese. Da casa con il proprio computer si potranno collegare nei siti delle istituzioni e fare le pratiche che oggi si fanno negli uffici». «Non solo: viene introdotta la meritocrazia - ha rivendicato il premier - così gli impiegati pubblici saranno motivati perché si vedono riconosciuti compensi economici che normalmente si danno a chi lavora nel privato. Questo è il nostro fine: far sì che 3,5 milioni di persone che lavorano nella P.A. non abbiano un morale diverso da chi lavora nel privato, e siano più motivati nel rapporto con i cittadini».
CLASS ACTION - Dal canto suo, Brunetta ha annunciato che la class action nella pubblica amministrazione «partirà dal primo gennaio 2010». «È la prima volta - ha sottolineato - che si introduce l'azione collettiva nella pubblica amministrazione». Quanto ai tempi, Brunetta ha spiegato che «occorrerà dare vita agli standard della PA nei prossimi mesi».
SCONTRO BRUNETTA-LANZILLOTTA - Proprio su questo tema, è però polemica con il Pd. «Il Ministro Brunetta - afferma Linda Lanzillotta - cede alle resistenze della burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici. Rinuncia alla class action che lui stesso aveva indicato come la rivoluzione che avrebbe finalmente tutelato i cittadini nei confronti dei soprusi delle amministrazioni e di tutti coloro che erogano servizi pubblici. Come un punto chiave della sua 'rivoluzione'. Ma, nonostante gli annunci, a dimettersi il Ministro non ci pensa per nulla. No, caro Ministro. Speravamo che avrebbe avuto più coerenza e più coraggio. Ma così non è stato». Immediata la replica: «La Lanzillotta ha perso un'altra occasione. Invece che fare della sterile polemica, valuti i fatti. I fatti sono che, come da impegno del presidente del Consiglio Berlusconi, l'azione collettiva nel settore pubblico entrerà in vigore dal primo gennaio 2010». «Che il relativo schema di decreto legislativo -prosegue Brunetta- è già predisposto e sarà mandato al Consiglio di Stato nei prossimi giorni e che sulla base di questo parere il secondo decreto legislativo comincerà il suo iter parlamentare probabilmente già prima della pausa estiva. Nessun cedimento, solo volontà di fare presto e bene».
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08/05/2009
Approvato decreto Brunetta sulla Pa: è scontro tra governo e sindacati
Approvato decreto Brunetta sulla Pa: è scontro tra governo e sindacati
Varato il provvedimento in materia di efficienza e di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, cgil e cisl furibonde con l'esecutivo: non c'è stata nessuna trattativa
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| Renato Brunetta (Olycom) |
ROMA - Il Consiglio dei ministri approva il cosiddetto «decreto Brunetta» sulla pubblica amministrazione ed è subito polemica tra governo e sindacati. Lo schema di decreto legislativo che dà attuazione alla delega contenuta nella legge n.15 del 2009 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni dovrà passare ora al vaglio delle parti sociali, attraverso il Cnel, della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari per il parere previsto, ma le organizzazioni sindacali già lo bocciano.
LA RABBIA DEL SINDACATO - «L'approvazione dello schema di decreto delegato di attuazione della legge Brunetta da parte del Consiglio dei Ministri è avvenuta in assenza di qualsiasi confronto con le Organizzazioni Sindacali» denuncia il responsabile del dipartimento Settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, che chiede «un confronto necessario per un provvedimento che è destinato a stravolgere il sistema di relazioni sindacali e contrattuali, con effetti sulla efficacia delle Pubbliche Amministrazioni tutti da verificare». «Chissà - aggiunge - se tutti i ministri interessati dal provvedimento ne hanno preso conoscenza o se, invece, siamo alla ripetizione del famoso consiglio dei ministri dei 9 minuti e mezzo dello scorso anno e che poi portò ad un provvedimento nefasto ed emanato molto tempo dopo».
Anche il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni invita il governo a «tornare indietro» sullo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri. «Le riforme nel lavoro e nel pubblico impiego si fanno attraverso discussioni trasparenti tra governo e sindacato - ha detto Bonanni ai giornalisti a margine di un convegno a Napoli - o Berlusconi torna indietro o noi protesteremo fortemente contro questa iniziativa arbitraria». «Siamo molto irritati per questa invasione di campo della politica, che, su una partita come quella del pubblico impiego se la canta e se la suona» ha aggiunto il segretario della Cisl. «Se il governo ha interesse a modificare l'andamento del pubblico impiego deve avviare una discussione trasparente, e non procedere con proclami e decreti».
PREOCCUPATE LE SIGLE DELLE FORZE DELL'ORDINE - Proteste anche da parte delle sigle sindacali che rappresentano le forze di polizia. «No al tentativo del ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, di limitare il nostro ruolo». Lo affermano i sindacati di polizia Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl ps, Consap, Coisp e Uilps. «Dopo aver dichiarato guerra ai sindacati, alla libertà dei lavoratori e alla democrazia delle rappresentanze - denunciano i sindacati - Brunetta intende passare ai fatti: con la proposta di modifica dell'impianto della 195/95, che contiene le norme base per l'esercizio dell'azione sindacale, il ministro propone la durata di tre anni sia per il rinnovo della parte economica che per quella normativa, e, soprattutto, l'anticipo del 90% di quello che il Governo ritiene debba essere l'aumento retributivo in caso di vacanza contrattuale superiore a 60 giorni. Questo - sottolineano - vuol dire che, passati i 60 giorni dalla scadenza del contratto che regola gli stipendi degli operatori di polizia, il Governo decide da solo quale debba essere l'aumento, e di questo aumento "concede" il 90% all'operatore di polizia. Lasciando che il sindacato lotti con ogni mezzo nella speranza di strappare una "mancetta" superiore al restante 10%».
BRUNETTA - Per il ministro Brunetta l'approvazione del decreto è invece «una rivoluzione copernicana al servizio del cittadino, che potrebbe essere operativa già da giugno. Valutazione, contrattazione, dirigenza, class action - ha detto Brunetta - sembrano cose lunari; invece sono legge dello Stato». Per Brunetta, il decreto significa «trasparenza, valutazione, merito, nuovo tipo di contrattazione, azione collettiva nelle mani dei cittadini per controllare l'operato della pubblica amministrazione». «Lo abbiamo approvato oggi - ha aggiunto Brunetta -, ora inizia l'iter parlamentare con i pareri della conferenza Stato-Regioni, Cnel, parti sociali, poi tornerà per la valutazione definitiva in consiglio dei ministri e conto che entro giugno sia operativo così da partire».
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05/04/2009
«Vogliamo la pace senza armi nucleari Nel mondo c'è ancora pericolo atomico»
«Vogliamo la pace senza armi nucleari Nel mondo c'è ancora pericolo atomico»
E su Corea del Nord e Iran «Bisogna reagire compatti, non tollereremo minacce». Obama a Praga: coesione per la pace, dialogo con la Russia. «Arsenali in sicurezza entro quattro anni»
| Barack Obama durante il suo discorso sul disarmo nucleare a Praga (Ap) |
MILANO - «La protesta pacifica getta le basi per un impero. Ed è più potente di qualsiasi altra arma». Barack Obama ha aperto così, ricordando la primavera di Praga e l'evoluzione della Repubblica Ceca, passata dall'essere un Paese soggiogato all'ideologia comunista a nazione assurta al rango di leader europeo, il suo discorso a margine del vertice Stati Uniti-Ue, pronunciato all'aperto, davanti a circa 30 mila persone radunate nella piazza Hradcani, dinanzi al castello della città. Le sfide del momento, ha detto il presidente americano, richiedono coesione: non possiamo permetterci di essere divisi, come è avvenuto per troppo tempo. Anche perché, ha sottolineato, la «guerra fredda» ha tenuto per mezzo secolo il mondo con il fiato sospeso. «Adesso - ha commentato - è giunta l'ora di voltare pagina».
RISCHIO NUCLEARE - Obama ha poi spiegato che servono «nuove relazioni con la Russia per prospettiva comune». «Una di queste - ha puntualizzato - è il futuro delle armi nucleari nel 21esimo secol. L’esistenza di migliaia di armi nucleari è l’eredità più pericolosa della guerra fredda. Intere generazioni hanno vissuto con la consapevolezza che il mondo potesse essere distrutto in pochi istanti. Città come Praga avrebbero potuto cessare di esistere in un attimo. La guerra fredda è finita, ma le armi ci sono ancora. Il rischio di attacchi nucleari, anzi, è aumentato: più Paesi si sono dotati di armi atomiche, c’è il mercato nero, i terroristi sono orientati a comprare e rubare armi nucleari. Ci sono ancora nazioni e popoli che violano leggi contro la proliferazione. E si potrebbe arrivare al punto in cui non ci si potrà più difendere da loro»
«LIBERI DALLA PAURA» - «Dobbiamo agire per vivere liberi dalla paura nel 21esimo secolo - ha esortato il capo della Casa Bianca -. Gli Stati Uniti sanno di avere una responsabilità nel guidare questo processo. Lo faremo e chiederemo agli altri di fare altrettanto. Guideremo il mondo verso una pace senza armi nucleari. Fino a che queste armi ci saranno, gli Usa manterranno un prorpio arsenale necessario per garantire la difesa di tutti gli alleati. Ma con la Russia negozieremo un nuovo trattato di riduzione delle armi già a partire quest'anno».
| Obama - di spalle al centro - acclamato dalla folla (Afp) |
«ROAD MAP», NORD COREA E IRAN - Obama ha poi sintetizzato la «road map» per il nuovo scenario senza testate atomiche: «I Paesi che hanno armi nucleari dovranno lavorare per lo smantellamento; quelli che non le hanno non le dovranno acquisire. E tutti potranno usare l'energia nucleare per scopi pacifici. Possiamo pensare di creare una banca internazionale per il nucleare a scopi pacifici. E tutti i paesi che faranno test saranno tenuti sotto controllo». Ma, ha aggiunto, «non dobbiamo farci illusioni: alcuni Paesi violeranno le regole e dobbiamo essere pronti a reagire. Proprio stamattina abbiamo visto che la Corea del Nord ha violato le regole ancora una volta. Questa provocazione comporta la necessità di una reazione. E' il momento di una risposta forte. La Corea del Nord deve sapere che il rispetto non arriverà mai attraverso la minaccia nucleare: quindi tutti dobbiamo fare pressione perché cambi tendenza». Obama ha poi citato il caso dell'Iran, che a sua volta potrebbe finire con l'utilizzare il nuclerare per scopi non pacifici. Per questo, ha detto, ha un senso continuare lavorare per lo scudo anti-missili che vede le nazioni del centro-Europa, tra cui proprio la Repubblica Ceca, in prima linea per la dislocazione degli apparati difensivi. Sta ora a Teheran, ha detto Obama, fare una scelta su come vorrà sviluppare il proprio programma nucleare.
IN SICUREZZA ENTRO QUATTRO ANNI - Al Qaeda, ha infine ricordato il presidente americano, «ha detto più che vuole la bomba e che non avrà remore nell'utilizzarla. Dobbiamo impedire che ne venga in possesso». A questo proposito Obama si è preso l'impegno di mettere in sicurezza tutto il materiale nucleare presente negli arsenali ereditati dalla guerra fredda in un tempo massimo di quattro anni.
Alessandro Sala
12:58 Scritto in POLITICA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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23/01/2009
GELMINI SU YOUTUBE: ECCO SECONDE MATERIE MATURITA'
GELMINI SU YOUTUBE: ECCO SECONDE MATERIE MATURITA'
ROMA - Con una iniziativa a sorpresa il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini ha scelto il suo canale su youtube.it (www.youtube.it/mariastellagelmini) per annunciare la seconda materia dell'esame di maturità dell'anno scolastico 2008-2009. Sono, per i licei: latino per il classico; matematica per lo scientifico; lingua straniera per il linguistico; pedagogia per il pedagogico; elementi di architettura per l'artistico. Per gli istituti tecnici e professionali, invece, sono: economia aziendale per l'indirizzo ragionieri; tecnologia delle costruzioni per l'indirizzo geometri; informatica generale e applicazioni gestionali per tecnici commerciali per programmatori; lingua straniera per periti aziendali e corrispondenti in lingue estere.
Per gli istituti tecnici e professionali tecnici industriali: sistemi elettronici automatici per l'indirizzo elettronica e telecomunicazioni; disegno, progettazione e organizzazione industriale per l'indirizzo meccanica; tecnologie chimiche industriali, principi di automazione e di organizzazione industriale per l'indirizzo chimico. Per gli istituti tecnici e professionali: progettazione grafica per tecnico della grafica pubblicitaria; disegno professionale per tecnico dell'abbigliamento e della moda.
"Mi piacerebbe che in un futuro molto vicino la terza prova della maturità fosse una prova valutata con criteri particolarmente oggettivi, sulla falsariga dei test internazionali": è quanto dice il ministro dell'istruzione Mariastella Gemini nel messaggio rivolto agli studenti sul suo canale youtube, lo stesso che ha scelto per annunciare la seconda materia dell'esame di maturità dell'anno scolastico 2008-2009. "Credo che uno dei problemi, forse delle debolezze, della nostra maturità - aggiunge il ministro - è che un compito può essere valutato in maniera molto diversa a seconda delle commissioni. Noi abbiamo la necessità di uniformare gli standard qualitativi dentro il nostro sistema scolastico. Ed allora si potrebbe pensare ad un sistema simile alla terza prova fatta quest'anno nella scuola secondaria di primo grado, la scuola media, con il test Invalsi" (Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione). "Credo che una terza prova valutata in maniera molto oggettiva e molto simile ai test internazionali - dice ancora Gelmini - potrebbe essere una buona iniziativa. Ma su questo mi piacerebbe conoscere la vostra opinione", conclude il ministro, rivolgendosi direttamente agli studenti.
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04/12/2008
La Gelmini apre un canale su YouTube
La Gelmini apre un canale su YouTubeIn piedi davanti alla scrivania: «Dobbiamo avere il coraggio di cambiare insieme». Il ministro: «Voglio raccogliere idee, proposte ma anche critiche». Debutto in maglioncino senza tailleur
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| Il ministro Gelmini come appare su YouTube |
IL VIDEODEBUTTO - Lo spazio del ministro, www.youtube.it/mariastellagelmini - che si scopre essere iscritta al portale dal 6 maggio scorso - è andato online solamente oggi. Il primo videomessaggio postato dalla titolare del ministero di viale Trastevere non è altro che un promo di presentazione, un filmato di soli 27 secondi in cui l'autrice della legge che sta mettendo in subbuglio la scuola italiana spiega appunto di essere pronta a raccogliere opinioni, suggerimenti ma anche critiche. «Una cosa però non farò mai - dice la ministra - difendere lo status quo o di arrendermi ai privilegi o agli sprechi. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare e lo dobbiamo fare insieme».
LOOK E SCENOGRAFIA - Maglioncino color ciclamino con collo a dolcevita, gonna scura, catenina in vista, occhiali dalla montatura spessa e capelli mossi sciolti - insomma un perfetto look da maestra unica, lontano dalle camicette e dai tailleur della divisa ministeriale - la Gelmini parla in piedi davanti ad una scrivania. Sullo sfondo, le fronde di un ficus benjamin e una finestra inondata di luce. Sul tavolo - ingombro di fogli, quotidiani e perfino un melograno - si nota un computer acceso dal cui monitor campeggia non l'home page del sito del proprio ministero, già ribattezzato «il portale per l'autonomia e l'innovazione», bensì quella di Google.
IL PASSAPAROLA IN RETE - Dopo un paio d'ore dalla messa online il video del ministro contava solo 125 visualizzazioni, e nessun voto e nessun commento. Il passaparola tra gli studenti non era però ancora incominciato (sempre su youtube sono decine i video di ragazzi e ragazze che spiegano invece perché in questi mesi hanno dato vita a manifestazioni di proteste contro la riforma voluta dall'esponente del Pdl). Ma come sempre accade nel web è stata solo questione di (poco) tempo.
«SEI LA CORTELLESI, AMMETTILO» - Poi «idee, progetti, proposte e anche critiche» hanno incominciato ad arrivare e i post a riempire a ritmo esponenziale la sezione commenti. Alcuni ironici («E' uno scherzo vero? Ammettilo, sei la Cortellesi» dice gianburrone; «Quanto è sexy, è la nuova Edwige Fenech» aggiunge Davideddu73), altri critici sul mezzo («Troppo comodo usufruire un medium come youtube per apparire al passo con i tempi quando poi il gran capo minaccia riforme strutturali del web» sostiene un lettore che si firma casamusic) o sui tempi («aprirsi adesso al dialogo fa vedere che le manifestazioni hanno fatto effetto, però doveva farlo prima» evidenzia vitellio). E altri ancora che si dividono tra favorevoli e contrari sul merito della legge. Mancano ancora le risposte del ministro, che ha tuttavia raccolto molti consensi per la scelta di essersi mostrata in prima persona. E c'è già chi, come lucagaia88, coglie al volo la svolta informatica di «Marystar» (così l'hanno ribattezzata in molti) e si spinge già oltre: «Ministra, mi dà il contatto di messenger?»
16:14 Scritto in SCUOLA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
| Tag: gelmini, scuola, dialogo, youtube, canale privato, ministro, istruzione | OKNOtizie |
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