09/08/2010

Mia Farrow smentisce Naomi Campbell: «Mi parlò di un diamante "enorme"»

Mia Farrow smentisce Naomi Campbell: «Mi parlò di un diamante "enorme"»

Al processo per crimini di guerra contro l'ex presidente della Liberia Charles Taylor. L'attrice: «Alla mattina a colazione parlò di un fatto che le era capitato durante la notte»

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15/07/2009

Fermato con un chilo di diamanti l'autore del «colpo del secolo»

Fermato con un chilo di diamanti l'autore del «colpo del secolo»

 

Il leggendario furto nel 2003 al World Diamond Center di Anversa. Leonardo Notarbartolo, che ha scontato 10 anni di carcere, aveva le pietre in auto: «Scarti di lavorazione»

 

 

Una delle buste sequestrate (Photoviews)
Una delle buste sequestrate (Photoviews)

MILANO - Un controllo casuale degli agenti della volante «Quarto Oggiaro» su una Bmw 118, martedì pomeriggio in via Monte Rosa, ha portato alla scoperta di un chilo e 15 grammi di diamanti, grezzi e meno grezzi, di vario taglio, più alcuni zirconi. Le pietre erano ben nascoste tra i sedili posteriori, in 21 buste sigillate. Ad attrarre l'attenzione degli agenti è stata soprattutto l'identità del conducente della Bmw: Leonardo Notar­bartolo, 57 anni, ritenuto l'ideatore di quello che era stato soprannominato «il colpo del secolo»: l’assalto, nel 2003, al World Diamond Center di Anversa, con un bottino quantificabile tra i 150 e i 200 milio­ni di euro.

Il 57enne Leonardo Notar­bartolo in una vecchia foto
Il 57enne Leonardo Notar­bartolo in una vecchia foto

IL BOTTINO MAI TROVATO - Notarbartolo era stato arrestato dalla polizia belga e, nel 2005, con­dannato a 10 anni di carcere, ma secondo la polizia italiana resta ancora nascosto un colossale bot­tino in un rifugio del nord-ovest: 21 bli­ster colmi di diamanti, proprio come quelli trovati sull'auto. Gli agenti hanno sequestrato i blister e hanno denunciato Notarbartolo a piede libero per ricettazione. Con lui sono state controllate le altre due persone che si trovavano a bordo: padre e figlio di 61 e 23 anni (E.B. e E.G.B. entrambi con precedenti, entrambi residenti a Milano anche se di origini venete). Nessun provvedimento è stato emesso nei loro confronti. Gli esiti del controllo sono stati comunicati alla squadra mobile di Torino che non ha mai smesso di indagare sul «colpo del secolo».

LA DIFESA: «REGOLARMENTE ACQUISTATI» - «Si tratta di scarti di lavorazione comperati regolarmente», ha fatto sapere da Torino l'avvocato Basilio Foti, difensore di Notarbartolo. Il penalista, oltre a ribadire che il suo cliente, dopo il controllo, non è stato arrestato, annuncia che farà partire subito l'iter «per ottenere il dissequestro dei preziosi». Il valore complessivo del materiale si aggirerebbe attorno ai diecimila euro.


02/11/2008

Carta di credito con diamante Kazakistan, follie e miracoli

Carta di credito con diamante Kazakistan, follie e miracoli

Nel regno di Nazarbayev, che vuole dare alla capitale il suo nome. Città design e crescita boom: il Paese degli eccessi

 

 

Il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev (Reuters)
Il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev
 
 
ROMA - Le Borse crollano, i mercati ansimano, i comuni mortali si affannano a mettere insieme pranzo e cena. Ed ecco che, dopo Fed e Bce, anche il Kazakistan corre ai ripari. Ci pensano Mastercard e Kazkommertsbank, la seconda banca del Paese nonostante il nome un po' così. Tra due settimane lanceranno una carta di credito studiata su misura per lo shopping ai tempi della cris i. Bordata d'oro, con un diamante incastonato sopra la data di scadenza, e un tetto di spesa di 50 mila dollari.

Quelli di Mastercard, scrive il Financial Times, pensano di piazzarne 30 al mese. Da noi c'è chi fa la fila agli sportelli per mettere i soldi nel materasso. Da loro, invece, passano in cassa con la Diamond card. Forse vale la pena di seguire il consiglio di Silvio Berlusconi: «Sono passato in Kazakistan — ha detto qualche giorno fa ai commercianti — ed è una cosa incredibile, c'è uno sviluppo del 12 per cento. Andate lì a fare una vacanza». Per questo il Cavaliere si è beccato il tormentone di Radio radicale, che manda e rimanda le sue parole seguite da quelle di Borat: «Questa casa di me. Questo è il registra voce...» bofonchia il giornalista un po' selvatico che al cinema ci ha fatto vedere un Kazakistan di baracche, capre spelacchiate e miseria. Nulla a che vedere con le meraviglie che Berlusconi ha raccontato in stile depliant: «Ho visto un'enorme diga a forma di fiore, bastava premere un tasto per illuminare tutta una città. Ho pensato di fare la stessa cosa in Sardegna».

Tra B & B, tra Borat e Berlusconi, ha ragione Berlusconi. Da dieci anni l'economia di questo Paese cresce a ritmi più che cinesi. E da granaio d'Europa è diventato petroliera del mondo, oltre 200 mila barili al giorno. Ma si sa, quando arriva tutta in una volta la ricchezza non è democratica. Negli ultimi tre anni l'importazione di champagne è aumentata del 1300 per cento, ma la bevanda più diffusa è ancora il latte fermentato d'asina. E simbolo di questa crescita scomposta è proprio la nuova capitale, Astana. La torre di 97 metri di Norman Foster, gli skilift in periferia, i viali alberati in stile parigino: 20 miliardi di euro per tirare su una specie di Dubai nel bel mezzo della steppa. Poi non se n'è fatto nulla ma quest'anno doveva cambiare nome e diventare Nursultan, dal nome di battesimo del presidente- padrone Nazarbayev. «Un mio amico — dice sempre Berlusconi — ha il 91% dei voti, e ha fatto cose straordinarie ». Tra le cose straordinarie: trasformare il suo incarico a vita, sciogliere la Corte costituzionale, attribuirsi il potere di nomina di giudici e sindaci, far piazzare numerose statue di sé medesimo, e trasformare in reato le critiche della stampa. Rischio teorico, perché a controllare metà dell'informazione kazaka è la figlia Dariga. Ecco, semmai il pericolo per questo ex metalmeccanico già al potere ai tempi dell'Urss, arriva proprio dalla famiglia.

A fargli le scarpe ci ha provato il genero Rakhat Aliyev che per punizione è stato spedito a fare l'ambasciatore a Vienna. E, visto che insisteva, è stato anche accusato di due omicidi (ricordate chi nomina i giudici?). Ricchi di petrolio, poveri di democrazia e pure tormentati da una dynasty del Caucaso. Oltre al potere, dicono che la vera passione del presidente- padrone siano le canzoni dell'italiano vero, Toto Cotugno. Non resta che consolarci così. Anzi, già che ci siamo: l'anno scorso è arrivata a Milano Ljuba Maliakova, miss Kazakistan. Mano nella mano con Valerio Merola, l'italico merolone. Altro che Diamond card.