25/05/2010
Jennifer Aniston: bikini senza paura
Jennifer Aniston: bikini senza pauraL'ex moglie di Brad Pitt ha sbalordito tutti mostrando il suo fisico perfetto modellato da palestra e dieta durante le riprese del suo ultimo film "Just go with it".
Per la maggior parte delle donne che hanno superato gli ...anta sfilare in bikini può diventare un problema. Naturalmente non per Jennifer Aniston che lo ha fatto accanto alla giovane la modella Brooklyn Decker, 23 anni, moglie della stella del tennis Andy Roddick. Un confronto che ha confermato, non soltanto la bellezza seducente dell'ex moglie di Brad Pitt, ma ha lasciato tutti a bocca aperta, mostrando il fisico dell'attrice in perfetta forma. Per la cronaca, l'inusuale sfida si è svolta durante le riprese dell'ultimo film della Aniston "Just go with it".
A quanto è dato sapere, la Aniston per essere in perfetta forma per il film, avrebbe seguito un addestramento intenso una volta scoperto di avere come co-protagonista la giovane signorina Decker. Per questo, avrebbe anche fatto arrivare il suo personal trainer, Mandy Ingber, direttamente alle isole Hawaii dove si sta girando il film. Secondo quanto riporta il Mailonline, le due si vedono 5 volte a settimana per un duro allenamento di 80 minuti che include yoga, arti marziali e corsa. La Aniston sarebbe anche fan del Budokon, un esercizio misto di meditazione, yoga, pugni e calci.
Oltre a tanta palestra la Aniston pare si sarebbe messa anche a dieta ferrea. A questo proposito era circolate voci che l'attrice americana mangiasse solamente cibo per bambini; una dieta, a base di omogeneizzati, seguita da molte altre star di Hollywood e inventata dal personal trainer Tracy Anderson. Naturalmente la Aniston ha smentito tutte le voci: in una recente intervista a People ha sostenuto che l'ultima volta che ho mangiato un omogeneizzato era all'età di un anno e che ora mangia, da quasi 40 anni, cibi solidi.
Insomma, dieta o non dieta la Aniston è davvero in una forma smagliante. I più informati dicono che tutto questo duro lavoro è stato fatto per riconquistare il suo grande amore Brad Pitt. Ma il suo ex marito pare proprio averla dimenticata. Infatti, solo qualche settimana fa aveva dichiarato che la Aniston era "patetica" dopo averla vista su una delle sue riviste preferite, Architectural Digest. La Aniston aveva concesso un'intervista al magazine in cui dichiarava il suo amore per l'architettura mostrando l'interno della sua grande casa sulla copertina. Ma secondo Pitt, si trattava solo un escamotage per attirare la sua attenzione: Jennifer conosce bene gli interessi del marito e soprattutto la sua passione per i design d'interni.
15:39 Scritto in CINEMA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cinema, miami, jennifer aniston, bikini, perfetta, forma, bellezza, fisico, modellato, palestra, dieta, sbalorditi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
02/03/2010
Tumore dello stomaco, dieta sbagliata per sei italiani su 10
Tumore dello stomaco, dieta sbagliata per sei italiani su 10
SONDAGGIO. Dominano mancanza di informazione e cattive abitudini. La metà degli intervistati non si cura della prevenzione e poi incolpa l'inquinamento atmosferico
![]() |
MILANO - Metà degli italiani è convinta, erroneamente, che lo smog sia un fattore di rischio più importante della dieta nello sviluppare il tumore dello stomaco. A dirlo è un sondaggio condotto dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) su più di 600 persone intervistate nel dicembre scorso in centri commerciali di Roma e Milano, «con l’obiettivo – spiega Carmine Pinto, coordinatore del progetto e responsabile dei Trattamenti integrati dei tumori del tratto gastro-enterico dell’Oncologia medica del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna - di sondare il livello di consapevolezza dei cittadini su una patologia particolarmente aggressiva che colpisce ogni anno circa 13mila persone».
IL QUARTO BIG KILLER – Causa di 10.620 decessi nel 2006 e circa 13mila nuovi casi nel 2008, il tumore dello stomaco rappresenta il quarto big killer (dopo polmone, seno e colon retto) nel nostro Paese. Eppure il 93 per cento degli intervistati non ha mai sentito parlare di questa neoplasia, il 57 per cento non sa se esistano esami in grado di individuarlo precocemente, l’84 per cento non ha mai letto nessun articolo sull’argomento, sebbene il 78 per cento vorrebbe saperne di più su come prevenire e affrontare questa malattia. Inoltre, il 79 per cento ritiene che il carcinoma gastrico non sia guaribile. «anche se si stanno registrando importanti progressi nelle terapie», sottolinea Francesco Di Costanzo, direttore dell’oncologia medica del Policlinico Careggi di Firenze.
CHI È A RISCHIO - Purtroppo, la diagnosi precoce per questo tipo di tumore è tutt’ora difficoltosa, perchè i sintomi sono generici (come cattiva digestione o dolore alla parte alta dello stomaco) e spesso compaiono in modo evidente quando la malattia è già in fase avanzata. Ulcera gastrica, gastrite atrofica, infezione batterica da Helicobacter pylori e esofago di Barrett però, sono fattori di rischio noti, perché possono portare la mucosa dell’organo a un progressivo deterioramento e, infine, al tumore. Ecco perchè dove se c’è un sospetto - aggiungono gli esperti – andrebbero fatte in tempi brevi una gastroscopia seguita da una biopsia. Il tumore dello stomaco poi è correlato a fumo, obesità e abitudini alimentari.
ATTENTI A COSA METTETE NEL PIATTO – Purtroppo, gli esiti del sondaggio per quanto riguarda la tavola degli italiani di non sono confortanti: soltanto il 10 per cento degli intervistati assume frutta e verdura abitualmente, mentre il nove per cento consuma insaccati o carne rossa alla brace tutti i giorni e più della metà (56 per cento) tre o quattro volte alla settimana. Nonostante queste cattive abitudini, il 70 per cento non pensa di essere a rischio e solo il 42 individua nell’alimentazione scorretta e nella mancanza di attività fisica potenziali fattori nocivi. Una dieta ad alto tenore di frutta e verdura fresca, e soprattutto di vitamina C, può aiutare a prevenire il danno al rivestimento dello stomaco che può portare al carcinoma gastrico, mentre andrebbe limitato il consumo di cibi salati e di carne conservata.
NUOVE TERAPIE IN ARRIVO - La chirurgia, possibile solo negli stadi iniziali di malattia, è al momento l’unica terapia con intento curativo. «Oggi, però – prosegue Di Costanzo – abbiamo finalmente a disposizione delle cure anche quando la malattia è già progredita. Nei giorni scorsi, ad esempio, l’anticorpo monoclinale trastuzumab, ha ottenuto dall’Agenzia europea del farmaco (Emea) l’approvazione, in combinazione con la chemioterapia tradizionale, per il trattamento del tumore gastrico in stadio avanzato Her2 positivo, perché ha dimostrato di allungare la sopravvivenza dei malati». Altri farmaci biologici a bersaglio molecolare sono in corso di valutazione, «ma le caratteristiche biologiche delle cellule neoplastiche sono anche essenziali per identificare i pazienti che possono beneficiare di specifici trattamenti di chemioterapia» conclude Giuseppe Viale, ordinario di Anatomia patologica all’Università di Milano.
Vera Martinella
(Fondazione Veronesi)
11:38 Scritto in SALUTE | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: salute, studio, sondaggio, tumori, stomaco, dieta, sbagliata, disinformazione, cattive abitudini, cure, prevenzioni, rischi, alimentazione | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
28/09/2008
Dieta sana quanto mi costi!
Dieta sana quanto mi costi!
COME METTERE D'ACCORDO PORTAFOGLIO E SALUTE
![]() |
| La dieta mediterranea è la migliore. Ma possimao permettercela ancora dopo l'aumento dei generi alimentari? |
Confermati i pregi della «tavola all’italiana». Ma possiamo ancora permettercela? Ce ne siamo accorti tutti: il caro petrolio ha portato con sè anche il caro cibi. Secondo dati della Commissione Europea, In Italia, da luglio 2007 a luglio 2008, i prezzi sono saliti mediamente del 6,7%. Conseguenza: ben il 60% delle famiglie italiane dichiara di aver cambiato menu.
DIETA MEDITERRANEA COSTOSA - E a che cosa rinunciano gli italiani per risparmiare? Ai capisaldi della dieta mediterranea che hanno il difetto di costare sempre di più: sempre secondo la Commissione Europea, in Italia, in un anno, pane e farina sono aumentati del 12,1%, gli oli del 5,8%, la frutta del 7,6%. E il calo dei consumi ha coinvolto anche altri cibi tipici della nostra dieta. Stando a una ricerca della Confederazione italiana agricoltori, nei primi sette mesi del 2008, le flessioni più evidenti hanno riguardato frutta, pane, olio d'oliva, verdure, pesce e vino con diminuzioni nelle vendite dal 4 al 2%. Secondo Eurispes i cali sono stati più sensibili: il pane ha fatto registrare meno 7%, la pasta meno 4,3%, il vino meno 8,4%. Tutto questo mentre uno studio, italiano, pubblicato sul British Medical Journal del 20 settembre, viene a (ri)dirci, sulla base di un'impegnativa rivisitazione di analisi precedenti, che la dieta mediterranea funziona. Sessantadue i lavori presi in considerazione, solo 12 quelli che hanno superato i severi criteri di ammissione, tutti recenti, il più vecchio è del 2003, sei sono europei, cinque americani e uno australiano. Un milione e mezzo le persone seguite per un minimo di tre anni e un massimo di 18. Risultati? «Nove per cento di mortalità complessiva in meno, pressappoco otto anni di vita in più, riduzione del 9% della mortalità per patologie cardiovascolari, del 6% di quella per cancro e del 13% dei casi di Parkinson e Alzheimer» spiega Gian Franco Gensini, direttore del Dipartimento Cuore e Vasi dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze.
LE RAGIONI DELL'EFFICACIA - Ma perché la dieta mediterranea è così efficace? «Nessuno è per ora in grado di dire che cosa esattamente "funziona" nella dieta mediterranea. Tutto merito della frutta o del pane? Delle vitamine - e di quali vitamine - o dei minerali? La risposta non c'è, sappiamo solo che il mix mediterraneo funziona. E dico mix non a caso — continua Gensini — perché quando si è provato a ricorrere a integratori, i risultati sono stati deludenti. Evidentemente nelle pastiglie dimentichiamo dei componenti degli alimenti che hanno rilevanza ma che sfuggono alla nostra conoscenza». «L'unica certezza che abbiamo rispetto a un singolo nutriente — prosegue Gensini — riguarda gli omega 3 contenuti nel pesce. Degli omega 3 conosciamo anche il meccanismo d'azione, sappiamo da tempo che sono un antiaritmico, un antiaggregante piastrinico (e, quindi, riducono la possibile formazione di coaguli nel sangue); controllano il livello dei lipidi, soprattutto dei trigliceridi; contribuiscono alla regolazione della pressione arteriosa dando elasticità alle pareti arteriose».
GLI EFFETTI - Ma se la dieta mediterranea funziona per la prevenzione, funziona anche come "cura" dopo un infarto o un ictus? Risponde Francesco Sofi, ricercatore dell'Università di Firenze e primo firmatario dello studio: «Senza dubbio. Anche se gli studi sulla prevenzione secondaria sono meno numerosi sappiamo che dopo un incidente cardiovascolare la dieta mediterranea è efficace quasi quanto l'aspirina nel ridurre il rischio di ulteriori episodi. Quello che ci preme sottolineare è che anche se non si adotta in tutto e per tutto un menù mediterraneo i benefici ci sono. E lo dimostra proprio il nostro studio. Nella ricerca abbiamo valutato con un punteggio da uno a nove l'aderenza alla dieta mediterranea. Chiarisco: stabilito che la dieta adottata dalla media di una popolazione ha valore zero, più si ricorre ad alimenti " mediterranei", più il punteggio sale. Mangi più frutta e verdura della media della popolazione presa in esame da quello studio? Bene, hai un punto in più. Mangi meno carne rossa? Altro punto in più. E notate che il modesto aumento di due punti, da zero a due, da due a quattro e così via, già basta per ottenere una riduzione della mortalità generale del 9%. La stessa indicata come valore finale dalla nostra analisi».
QUANTO CONTA LA DIETA - Conta solo la dieta? «È importantissimo anche far movimento — riprende Gensini — pensate che gli abitanti di Pechino hanno un rischio di mortalità per incidenti cardiovascolari sei volte superiore rispetto ai cinesi che abitano in campagna. E non è la dieta, più o meno sempre la stessa, a fare la differenza, ma il poco moto che fanno i cinesi inurbati». Ma a Pechino non usano tutti le biciclette? «Si, ma adesso sono a motore».
12:13 Scritto in ALIMENTAZIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: mangiare, dieta, mediterranea, pasta | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
18/09/2008
La dieta mediterranea salva la vita
La dieta mediterranea salva la vitaUno studio dimostra che seguendola si abbatte del 10% la mortalità per ogni causa. Ma gli italiani non lo fanno più.
![]() |
| Frutta, verdura, pasta, olio, pesce, sono i cardini della dieta mediterranea |
LO STUDIO - Le ricerche prese in considerazione dai ricercatori toscani hanno «sezionato» le abitudini alimentari e lo stato di salute di più di 1,5 milioni di persone seguite dai 3 ai 18 anni. Tutti gli studi esaminati utilizzavano un punteggio numerico, chiamato punteggio di aderenza, per calcolare quanto fedelmente veniva seguita la dieta Mediterranea,. Dall’analisi di questi dati è emerso che coloro che aderivano in maniera rigorosa alla dieta Mediterranea avevano un significativo miglioramento dello stato di salute con una riduzione del 9% della mortalità totale, del 9% della mortalità per cause cardiovascolari, del 13% dell’incidenza di patologie come Parkinson e Alzheimer, e del 6% dell’incidenza o mortalità per tumori.
LE CONSEGUENZE - I risultati di questo studio, presentano importanti implicazioni per la salute pubblica, in particolare modo nel ridurre il rischio di morte prematura nella popolazione generale. Inoltre confermano le raccomandazioni delle correnti linee guida delle più importanti società scientifiche che incoraggiano il profilo dietetico di tipo Mediterraneo per la prevenzione delle principali malattie cronico-degenerative. La dieta mediterranea prevede un consumo abbondante di frutta, verdura, carboidrati complessi, olio di oliva, pesce, e meno di carne, insaccati, formaggi e derivati.
MA GLI ITALIANI NON LA FANNO - Ma se da un parte lo studio dell'università di Firenze è una buona notizia, dall'altra è «sconfortante», visto che In Italia la dieta mediterranea viene seguita sempre meno. Secondo i dati forniti da Coldiretti, infatti. è in costante calo il consumo dei prodotti che ne costituiscono le fondamenta. Nel 2008 quello di frutta è calato del 2,6 per cento, quello di olio di oliva del 2,8, quello del pane del 2,5 e quello della verdura dello -0,8. Certamente parte della responsabilità è da scrivere alla crescita dei prezzi di questi generi alimentari, ma è innegabile che lo stile di vita e i gusti degli italiani si siano negli ultimi decenni inesorabilmente «occidentalizzati», spostandosi sempre di più verso un'alimentazione ricca di carne e grassi animali in genere.
16:42 Scritto in ALIMENTAZIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: dieta, alimentazione, mangiare, vita, linea | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
06/05/2008
PASTA: TEST SULLE PENNE RIGATE
PASTA: TEST SULLE PENNE RIGATEPasta solo di grano duro
Oggi si parla di pasta soprattutto legandola al problema dell'aumento dei prezzi, ma in passato - ciclicamente - sono circolate voci allarmanti circa la possibilità di trovare in vendita alcuni tipi di pasta prodotti con grano tenero, di qualità nettamente inferiore. Va detto che le paste prodotte in Italia rispettano l'indicazione di legge che prevede esclusivamente l'impiego del grano duro (più ricco di glutine e quindi più adatto alla preparazione della pasta). Quest'obbligo non esiste però all'estero, dove è possibile usare il grano tenero, più adatto invece per fare il pane e i prodotti da forno.
In Italia è raro - ma è certamente possibile - trovare qualche prodotto d'importazione: se l'ingrediente usato per l'impasto è il grano tenero comunque deve essere riportato obbligatoriamente e in modo visibile sulle confezioni.
Test: caccia agli ospiti sgraditi
Non è bello trovarli nel sacchetto della pasta. Ma non sono nocivi. Gli insetti e le farfalline che infestano le confezioni sono frutto di un cattivo stato di conservazione della pasta (nel magazzino di stoccaggio o sullo scaffale del supermercato) o di igiene scarsa (nel mulino o nel pastificio). Questi animaletti passano facilmente da una confezione all'altra (riescono a forare i sacchetti e le scatole di cartone). Per evitare il problema conservate la pasta in barattoli di vetro o plastica ermeticamente chiusi in un luogo fresco e asciutto. Se li trovate nella dispensa, invece, buttate via le confezioni di pasta e disinfettate bene l'armadio. Nel test comparativo sulle penne rigate siamo andati a caccia anche di impurità e materiali estranei che possono ritrovarsi negli alimenti a seguito di contaminazione. In questa prova non sono mancate le sorprese.
Marche del test
- Agnesi
- Antonio amato
- Auchan
- Barilla
- Buitoni
- Carrefour
- Conad
- Coop
- De cecco
- Delverde
- Dico
- Divella
- Esselunga
- Fidel (esselunga)
- Fior di spesa (standa)
- Garofalo
- Granoro
- Gs
- La molisana
- Novella (in's)
- Rummo
- Russo di cicciano
- Sma
- Voiello
23:40 Scritto in ALIMENTAZIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: pasta, penne, alimentazione, dieta, dispensa, sacchetti, scatole | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook











