05/10/2011

«Distruggere la lista Falciani» Salvi settemila evasori italiani

«Distruggere la lista Falciani» Salvi settemila evasori italiani

Milano - La difesa di un imputato fa valere la legge del 2006 nata per il caso Telecom. Il giudice: elenco sottratto illegalmente, è inutilizzabile.

Continua...


25/02/2011

Bimbo bestemmia e le maestre gli fanno lavare la bocca col sapone: denunciate

Bimbo bestemmia e le maestre gli fanno lavare la bocca col sapone: denunciate

Il caso in una classe primaria della Val di Susa. La preside e gli altri genitori difendono le insegnanti. Ma l'osservatorio sui minori: «È Medioevo»

Continua...


04/02/2011

Primo video della tribù sconosciuta. Il Perù si impegna: «Li difendiamo»

Primo video della tribù sconosciuta. Il Perù si impegna: «Li difendiamo»

Le prime riprese aeree mai girate degli indigeni che vivono nascosti nell'amazzonia. Bbc e Survival International hanno diffuso le immagini per proteggerli dall'invasione illegale dei taglialegna

Continua...


17/01/2011

Caso Ruby, gli atti alla Camera

Caso Ruby, gli atti alla Camera

Il premier non sembra intenzionato ad andare dai PM. In giornata la Giunta per le autorizzazioni conoscerà le 300 pagine dell'inchiesta milanese

Continua...


19/09/2010

Mauro Marin attacca gli animalisti davanti al circo: «Andate a lavorare»

Mauro Marin attacca gli animalisti davanti al circo: «Andate a lavorare»

Il vincitore del Grande Fratello ha preso le difese degli artisti di Moira Orfei. Intervento dei carabinieri

Continua...


27/08/2010

Il Vaticano: «No alle espulsioni dei rom, la Chiesa non è di destra né di sinistra»

Il Vaticano: «No alle espulsioni dei rom, la Chiesa non è di destra né di sinistra»

Marchetto: «Non possiamo rallegrarci per le sofferenze di persone che furono vittime anch'esse di un Olocausto», «Difendiamo solo i diritti umani e la dignità delle persone»

Continua...


16/08/2010

Musica: tentato linciaggio per la cantante Tila Tequila su un palco dell'Illinois

Musica: tentato linciaggio per la cantante Tila Tequila su un palco dell'Illinois

L'interprete si barrica in una roulotte per sfuggire ad una folla inferocita. Drammatica esibizione della popstar ad un festival underground finita con lanci di pietre e bottiglie

tila-tequila-colt-cabana-ex-credit.jpg

Continua...


26/07/2010

Antennagate: i concorrenti contro Jobs

Antennagate: i concorrenti contro Jobs

Stizzite le reazioni dei produttori di smartphone al così-fan-tutti di Steve Jobs in difesa dei problemi di ricezione dell'iPhone 4. Rim, Htc e Nokia prendono le distanze dagli errori di design e Microsoft lo definisce il Vista di Apple

 

iphone4_apple_presentazione_lapresse_modello1.jpg



La difesa di Steve Jobs, Ceo di Apple, ai problemi di ricezione di iPhone4 non è piaciuta a molti. Agli utenti che si ritrovano di fatto in mano un oggetto prezioso ma fallace e dovranno metterci una toppa (la custodia), a quelli che l'hanno ordinato lo stavano aspettando con spasmodica eccitazione. Non è stata premiata nemmeno dagli investitori, visto che il titolo ha riaperto lunedì a Wall Street con un pesante ribasso. Ma meno di tutti è piaciuta ai concorrenti di Apple nel mercato degli smartphone, che a farsi trascinare nel calderone insieme all'iPhone 4 proprio non ci stanno.
Le reazioni di chi è stato direttamente chiamato in causa (di correità) durante la conferenza di Steve Jobs come Rim, produttore del Blackberry, e Htc, non si sono fatte attendere. Si è fatto sentire anche chi, come Nokia, non era stato esplicitamente citato. Per parafrasare le parole usate da Jobs: nessuno è perfetto, gli smartphone non sono perfetti, ma c'è chi è lo è meno di altri: iPhone 4.

I più stizziti sono i produttori canadesi di Rim, che per voce di Mike Laziridis e Jim Balsillie (i due co-Ceo della società)
hanno lanciato pesanti accuse non solo contro l'antenna del melafonino, ma soprattutto contro la strategia comunicativa di Jobs. “il tentativo di trascinarci nell'autogol di Apple è inaccettabile […] è una deliberata distorsione dell'opinione pubblica riguardo il problema per distrarre dalla difficile situazione che sta vivendo Apple”. E via di seguito chiarendo che “gli utenti Blackberry non hanno bisogno di una custodia per mantenere la connessione”.

Htc
, il produttore coreano del modello Eris – il meno performante nella comparazione esibita da Jobs in conferenza stampa – non si è scomposta più di tanto e ha lasciato ai numeri la propria replica. I possessori di Eris che si sono rivolti al centro assistenza segnalando problemi di ricezione sono lo 0,016 del totale, contro lo 0,55 dell'iPhone 4. Trentacinque volte meno.

Nokia, afflitta in questi giorni da risultati sotto le aspettative e dalla probabile sostituzione del Ceo Kallasvuo, ha puntualizzato prima di tutti che gli investimenti della casa finlandese sul design delle antenne sono cospicui e che i problemi di ricezione sono noti e vengono affrontati seriamente. L'impugnatura è calcolata attentamente nella progettazione di ogni telefono e per evitare il rischio che le mani possano disturbare il segnale ad esempio sono state inserite due antenne, una posizionata in cima al dispositivo e l'altra in fondo. La debolezza dell'antenna dell'iPhone4 era peraltro nota a Nokia già da tempo, sul blog aziendale era stato pubblicato il 28 giugno scorso un post in cui vengono illustrati tutti i modi più diffusi di impugnare i telefonini, tranquillizzando gli utenti che nessuno interferisce sensibilmente con la ricezione del segnale.

Perfino Microsoft, che i suoi primi smartphone li sta producendo adesso e li commercializzerà il prossimo autunno, è intervenuta nella disputa, lasciando trapelare un commento che denota una certa dose di autoironia: “l'iPhone 4 è il Windows Vista (il sistema operativo, che ha causato parecchi problemi a Microsoft) di Apple”. Al momento le vendite del melafonino non sembrano risentire dell'antennagate

La difesa di Steve Jobs, Ceo di Apple, ai problemi di ricezione di iPhone4 non è piaciuta a molti. Agli utenti che si ritrovano di fatto in mano un oggetto prezioso ma fallace e dovranno metterci una toppa (la custodia), a quelli che l'hanno ordinato lo stavano aspettando con spasmodica eccitazione. Non è stata premiata nemmeno dagli investitori, visto che il titolo ha riaperto lunedì a Wall Street con un pesante ribasso. Ma meno di tutti è piaciuta ai concorrenti di Apple nel mercato degli smartphone, che a farsi trascinare nel calderone insieme all'iPhone 4 proprio non ci stanno.

Le reazioni di chi è stato direttamente chiamato in causa (di correità) durante la conferenza di Steve Jobs come Rim, produttore del Blackberry, e Htc, non si sono fatte attendere. Si è fatto sentire anche chi, come Nokia, non era stato esplicitamente citato. Per parafrasare le parole usate da Jobs: nessuno è perfetto, gli smartphone non sono perfetti, ma c'è chi è lo è meno di altri: iPhone 4.

I più stizziti sono i produttori canadesi di Rim, che per voce di Mike Laziridis e Jim Balsillie (i due co-Ceo della società)
hanno lanciato pesanti accuse non solo contro l'antenna del melafonino, ma soprattutto contro la strategia comunicativa di Jobs. “il tentativo di trascinarci nell'autogol di Apple è inaccettabile […] è una deliberata distorsione dell'opinione pubblica riguardo il problema per distrarre dalla difficile situazione che sta vivendo Apple”. E via di seguito chiarendo che “gli utenti Blackberry non hanno bisogno di una custodia per mantenere la connessione”.

Htc
, il produttore coreano del modello Eris – il meno performante nella comparazione esibita da Jobs in conferenza stampa – non si è scomposta più di tanto e ha lasciato ai numeri la propria replica. I possessori di Eris che si sono rivolti al centro assistenza segnalando problemi di ricezione sono lo 0,016 del totale, contro lo 0,55 dell'iPhone 4. Trentacinque volte meno.

Nokia, afflitta in questi giorni da risultati sotto le aspettative e dalla probabile sostituzione del Ceo Kallasvuo,
ha puntualizzato prima di tutti che gli investimenti della casa finlandese sul design delle antenne sono cospicui e che i problemi di ricezione sono noti e vengono affrontati seriamente. L'impugnatura è calcolata attentamente nella progettazione di ogni telefono e per evitare il rischio che le mani possano disturbare il segnale ad esempio sono state inserite due antenne, una posizionata in cima al dispositivo e l'altra in fondo. La debolezza dell'antenna dell'iPhone4 era peraltro nota a Nokia già da tempo, sul blog aziendale era stato pubblicato il 28 giugno scorso un post in cui vengono illustrati tutti i modi più diffusi di impugnare i telefonini, tranquillizzando gli utenti che nessuno interferisce sensibilmente con la ricezione del segnale.

Perfino Microsoft, che i suoi primi smartphone li sta producendo adesso e li commercializzerà il prossimo autunno, è intervenuta nella disputa, lasciando trapelare un commento che denota una certa dose di autoironia: “l'iPhone 4 è il Windows Vista (il sistema operativo, che ha causato parecchi problemi a Microsoft) di Apple”. Al momento le vendite del melafonino non sembrano risentire dell'antennagate

Gabriele De Palma

 


23/07/2010

“Una bira o famo la colla”: ecco il tormentone dell’estate

“Una bira o famo la colla”: ecco il tormentone dell’estate

Spopola sul web un’intervista di SkyTG24 a due ragazze romane che, da Ostia, danno i loro consigli su come difendersi dal caldo. Boom di contatti su YouTube e Facebook. E il video fa il giro del mondo

 

 

Un rimedio contro il caldo? Un calippo, una “bira” e una “doccetta se no al mare pizzica tutto”. Ed è subito tormentone. Tutto ha inizio in uno dei tanti stabilimenti di Ostia. SkyTG24 intervista due ragazze mentre prendono il sole. E il loro accento romano le trasforma subito in due star. Il video finisce su YouTube e in meno di 48 ore ha più di 740 mila visite. E il tam tam continua: da Facebook alla radio la “bira contro il caldo” è sulla bocca di tutti.


21/07/2010

Caso Marrazzo, perizia per accertare come morì Cafasso

Caso Marrazzo, perizia per accertare come morì Cafasso

Il tribunale accoglie la richiesta della difesa del maresciallo Testini, indagato con l'accusa di omicidio. Nominato un esperto che verifichi le cause della morte del presunto pusher dei trans

 

cafasso_in_carcere_testini.jpg

Sessanta giorni di tempo per stabilire le cause della morte di Gianguerino Cafasso, il pusher dei trans deceduto il 12 settembre scorso in una stanza dell'hotel Romulus in via Salaria dopo aver assunto un mix letale di eroina e cocaina. E' il termine concesso al professor Giovanni Arcudi, dell'Università Tor Vergata, dal gip Renato Laviola nell'ambito dell'incidente probatorio chiesto e ottenuto dagli avvocati Valerio Spigarelli e Marina Lo Faro, difensori del maresciallo Nicola Testini, il carabiniere indagato per omicidio volontario premeditato assieme ai colleghi Luciano Simeone e Carlo Tagliente. Arcudi, che è stato autorizzato dal giudice a riesumare la salma, qualora fosse necessario, anche perché non ci sono più reperti liquidi biologici disponibili, dovrà accertare anche l'intervallo di tempo intercorso tra l'assunzione dello stupefacente e la morte e la preesistenza di eventuali patologie di Cafasso, che, a detta della difesa, era diabetico, cardiopatico, obeso e tossicomane.

La procura, che si era opposta a questo incidente probatorio, è da sempre convinta che Cafasso sia stato eliminato da Testini (con la complicità dei due colleghi infedeli autori del blitz in una casa di via Gradoli quando l'ex Governatore del Lazio Piero Marrazzo fu sorpreso in compagnia del trans Natali) che lo riteneva ormai un testimone scomodo dopo che erano falliti tutti i tentativi di mettere in vendita il video girato con il cellulare che ritraeva proprio Marrazzo. Per la procura è stato Testini a consegnare la notte tra l'11 e il 12 settembre 2009 a Cafasso il quantitativo di stupefacente che lo ha portato alla morte. La difesa, invece, sostiene che i rapporti tra Testini e Cafasso fossero buoni e che il pusher non avesse alcun bisogno per rifornirsi da un militare di cui era un confidente. La procura ha nominato propri consulenti Mauro Iacoppini e Stefano Moriani, mentre i legali di Testini hanno deciso di avvalersi dell'esperienza di Costantino Ciallella e di Annunziata Lopez. Il 28 settembre il perito illustrerà in udienza i risultati del suo accertamenti in contraddittorio con le parti.