09/11/2009

Problemi ai caricabatterie per Nokia

Problemi ai caricabatterie per Nokia

 

Caricabatterie difettosi, Nokia ne ritira 14 milioni

 

 

Niente di cui preoccuparsi, dicono da Helsinki. Ma nel dubbio - siccome qualche rischio per l'utente potrebbe esserci - il colosso dei cellulari Nokia ha annunciato oggi che 14 milioni di caricabatterie devono essere ritirati dal mercato. Si tratta di quelli prodotti da un'azienda cinese, la Byd. Nessuna lamentela o danni: "Stiamo intraprendendo questo programma di scambio come misura preventiva e precauzionale. Non siamo infatti a conoscenza di incidenti o casi di persone ferite", ha detto il portavoce di Nokia, Doug Dawson. "La plastica che copre i caricabatterie in questione potrebbe allentarsi e staccarsi, scoprendo i componenti interni del caricatore e provocando un rischio potenziale di scossa elettrica se si toccassero certi componenti interni mentre il caricabatterie è inserito in una presa".

I caricabatteria in questione sono i modelli AC-3E (gli unici venduti in Europa, nella foto) e AC-3U, tutti fabbricati tra il 15 giugno e il 9 agosto, e gli AC-4U, prodotti tra il 13 aprile e il 25 ottobre. Non appena l'utente si dovesse accorgere di possedere uno di questi pezzi - come dice Nokia Italia, sono solo poche migliaia quelli distribuiti da noi - deve collegarsi al sito apposito oppure contattare il call center all'848.390.073. La sostituzione sarà immediata e gratuita. E i costi - circa un dollaro a pezzo per i fabbricanti - saranno ovviamente sostenuti dalla disattenta azienda cinese.


26/03/2009

Allarme caschi difettosi Altroconsumo: omologati ma pericolosi

Allarme caschi difettosi Altroconsumo: omologati ma pericolosi

 

VA AVANTI L'OPERAZIONE «NON CI CASCO». Quattro modelli non hanno superato i test. E la Gdf continua il sequestro di altri prodotti a rischio

 

Alcuni dei caschi difettosi sequestrati dalla Gdf (Ansa)

ROMA - Attenzione al casco che avete in testa. L'associazione Altroconsumo ha segnalato al ministero dei Trasporti e a quello dello Sviluppo economico quattro caschi integrali in vendita in Italia che non hanno superato i test previsti per l'omologazione, nonostante avessero la certificazione che sostiene il contrario. Altroconsumo ne ha chiesto il ritiro dal mercato.

I MODELLI - Si chiamano Bieffe Syntek (codice di omologazione E3-052426, omologato in Italia), Mds Edge (E11-050057, omologato nel Regno Unito), Suomy Trek (E3-0558441, omologato in Italia), Vemar Vsrev (E1-05300039, omologato in Germania): sono i quattro caschi integrali a rischio che non hanno superato i test in un'indagine di Altroconsumo che ha effettuato prove di impatto, di resistenza dei materiali e della visiera, di tenuta del cinturino su 18 modelli presenti sul mercato italiano. Perciò l'associazione chiede al ministero di intervenire per una campagna di richiamo dei quattro modelli già venduti e per sospenderne la vendita sul mercato.

L'OPERAZIONE DELLA GDF - Già nei giorni scorsi, le Fiamme gialle del comando provinciale di Genova avevano lanciato l'allarme caschi insicuri nell'ambito dell'operazione «Non ci casco» e hanno scoperto nuovi numeri di omologazione che non rispondono ai requisiti di legge. I caschi con i numeri di omologazione E24050006, E24050007 e E13050134 non hanno superato le prove di conformità. Perciò la Gdf ha avviato una nuova fase di sequestri in tutta Italia, esortando i motociclisti a non utilizzare i caschi pericolosi e a consegnarli ai vari reparti della Guardi di Finanza.