13/03/2012
La Margherita chiede i danni a Lusi: 10 milioni
La Margherita chiede i danni a Lusi: 10 milioniLa decisione è stata presa dagli ex dirigenti del partito di Rutelli. Azione civile contro l'ex tesoriere per le dichiarazioni rilasciate durante le interviste a Servizio Pubblico e Libero
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03/10/2011
Vasco Rossi fa chiudere Nonciclopedia
Vasco Rossi fa chiudere NonciclopediaPOLEMICHE. Il rocker contro il sito satirico: querelati per diffamazione, si autosospendono. E il web s'infuria
16:14 Scritto in musica, SATIRA, SPETTACOLO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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29/07/2010
Plastic Bertrand: «Ora confesso Quelle hit non le cantavo io»
Plastic Bertrand: «Ora confesso Quelle hit non le cantavo io»Famoso negli anni '70, la voce era di Lou Deprijck. Il cantante francese rivela: «Questa cosa mi perseguiterà fino alla fine dei miei giorni»
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Plastic Bertrand, star della musica pop anni '70-'80, 20 milioni di dischi venduti nel mondo, ha confessato che non era sua la voce in «Ça plane pour moi», il suo primo successo datato 1977.
«È vero, quella non era la mia voce. Questa cosa mi perseguiterà fino alla fine dei miei giorni, ma allora dobbiamo anche dire che è stata tutta una montatura di Lou Deprijck», ha ammesso Bertrand, vero nome Roger Jouret, al quotidiano belga Le Soir tirando in ballo il produttore che lo scoprì.
«Mi aveva chiesto di non cantare in cambio dello 0,5% dei diritti. Mi aveva promesso che poi sarebbe stata pubblicata anche la mia versione, ma questo non è mai accaduto», ha aggiunto il 56enne che annuncia una causa contro l'ex amico per diffamazione.
Non si tratterebbe solo di una canzone, però. Ma dei primi quattro album del cantante belga: «Sono io la vittima. Volevo cantare, ma lui mi impediva di entrare in studio». La voce girava da anni, ma a stabilire la verità è stato un tribunale. La casa discografica AMC, proprietaria della registrazione originale di «Ça plane pour moi», aveva denunciato Deprijck, accusandolo di aver usato le incisioni originali per una cover pubblicata su un disco del 2006. Un perito ha stabilito che le registrazioni erano diverse, aggiungendo che il timbro vocale e l'accento erano della stessa persona. «Non ne voglio a Plastic - ha detto Deprijck -: lui ha fatto il suo lavoro, era lui in scena, era lui a gesticolare. Ma la sua voce non ha nulla a che vedere con la mia».
All'epoca Bertrand era stato preferito dalla casa discografica per il suo atteggiamento sul palco e il suo look ossigenato da pioniere del punk. Molto più appetibile per un pubblico giovane dei baffoni del collega.
Bertrand divenne un mito. Anni dopo persino Joe Strummer ne riconobbe il valore: «Plastic Bertrand, chiunque fosse, aveva messo in tre minuti qualcosa che faceva ballare anche uno in coma. Non si poteva nemmeno nominare Plastic Bertrand ai puristi del punk, ma questo disco è stato molto meglio di tanti album cosiddetti punk», disse il cantante e leader dei Clash.
Tra il 1982 e il 1985 Bertrand ha vissuto a Milano. In quegli anni divenne protagonista di un fotoromanzo, piazzò in classifica due tormentoni come «Hula hoop» e «Ping Pong» e andò come ospite al Festival di Sanremo nell'edizione del 1982.
Non è il primo caso del genere nella storia della musica. Nel caso dei Milli Vanilli, una volta scoperta la frode venne revocato il Grammy vinto da Fab Morvan e Rob Pilatus.(Fonte:Corriere della Sera)
Andrea Laffranchi
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12/06/2010
Berlusconi: le toghe di sinistra negano la democrazia
Berlusconi: le toghe di sinistra negano la democraziaNuovo affondo del presidente del Consiglio contro i giudici. Il premier promette una "imminente riforma" della giustizia e parla dei programmi Rai che definisce pollai in cui si diffama il premier: "Tutti i talk show Rai contro di noi tranne uno"
Riforma della giustizia, Rai, ici, par condicio. Questi alcuni degli argomenti affrontati da Silvio Berlusconi che sul sito forzasilvio.it ga risposto alle domande dei simpatizzanti di partito.
L'intervento più forte è quello contro la giustizia e i programmi di Viale Mazzini, pollai in cui si diffama il premier.
Le toghe politicizzate puntano a rovesciare il voto - Silvio Berlusconi ha rivolto un nuovo attacco ai magistrati: esiste una "anomalia grave", quella di una certa parte di giudici "politicizzati" che quando non condividono una legge la "impugnano" e la portano davanti alla Corte Costituzionale, che "è costituita da una maggioranza di giudici di sinistra" e la fanno abrogare. Per la necessità di "porre rimedio a questa anomalia", ha spiegato, è "ormai imminente" una "grande riforma della giustizia alla quale stiamo lavorando".
Secondo il presidente del Consiglio alcuni giudici hanno come "obbiettivo rovesciare per via giudiziaria il risultato elettorale, il voto della gente". E ha aggiunto: "Quando una legge votata da questa maggioranza non è da loro condivisa, impugnano questa legge, la portano davanti alla Corte costituzionale costituita in maggioranza da giudici di sinistra e ne ottengono l'abrogazione". "E questo la sinistra lo chiama rispetto delle regole, ma è l'esatto contrario, è la negazione della democrazia, è un'anomalia grave che non va confusa con lavoro della grande maggioranza dei magistrati che sono persone perbene".
Immediata la riposta del segretario del Pd Pierluigi Bersani. "Quando il premier parla di giustizia, non si sa mai cos'abbia in testa. La sta già azzoppando in modo molto serio con la legge sulle intercettazioni". "Combatteremo su quella - osserva Bersani riferendosi al ddl sulle intercettazioni - e se ne arriveranno altre combatteremo su altre".
I talk show Rai contro il governo - Silvio Berlusconi, sul sito Internet dei simpatizzanti del Pdl ha risposto anche a domande relative alla situazione in cui versa la tv italiana. "La sinistra continua a ripetere come un mantra che il presidente del Consiglio controlla tutte le televisioni", ma in Rai "tutti i talk show tranne uno sono contro il premier e il governo" ha affermato. Per quanto riguarda Mediaset il premier ha aggiunto che, a parte Emilio Fede "l'ultimo dei Mohicani che fa il tifo per me", tutte le altre trasmissioni sono assolutamente "super partes". E ha aggiunge: "Per apparire in Tv, il premier in Italia dispone di una conferenza stampa di fine anno oppure di uno o due talk show all'anno dove i temi sono scelti da altri e i tempi sono cosi' ristretti da impedire una comunicazione efficace". Tra l'altro c'è "una comunicazione che considero del tutto impossibile nei pollai allestiti" in alcune trasmissioni dove "si fa solo diffamazione e disinformazione a vantaggio di una stessa parte politica che è la sinistra".
Iva - A proposito dell'Iva, Berlusconi ha dichiarato che si tratta di "una promessa che il nostro governo ha mantenuto". L'Iva per cassa, ha aggiunto "è uno dei primi provvedimenti varati come governo dopo le elezioni, la complessità della materia ha reso necessario un regolamento attuativo, ma dall'aprile 2009 è vigente e, a quanto mi risulta, applicata".
Par condicio - Sul sito forzasilvio.it il presidente del Consiglio ha inoltre preannunciato una riforma della par condicio. "Per impedirmi di comunicare in tv la sinistra si è anche inventata la legge della cosiddetta par condicio"; "appena possibile dovremo rivedere da cima a fondo le regole sulla comunicazione politica in televisione".
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21/08/2009
Piacenza, insulti a prof su Facebook Denunciati 5 minorenni
Piacenza, insulti a prof su Facebook Denunciati 5 minorenni
I genitori dovranno rispondere in sede civile. I ragazzi hanno creato un gruppo sul social network e dovranno rispondere di diffamazione a mezzo internet
PIACENZA- Questa volta non è stata considerata una «ragazzata». Nessuna scusante per i cinque ragazzi che hanno aperto un gruppo su Facebook, per insultare una loro ex insegnante di una scuola media di Piacenza. Sono stati denunciati dalla polizia e dovranno rispondere al reato di diffamazione a mezzo internet. Rischiano anche di essere condannati a risarcire la professoressa in sede civile. Una punizione esemplare. Anche perché questi casi sono in crescita.
L'IDEA- I giovani, tra i 14 e i 15 anni, hanno creato un gruppo aperto, a gennaio scorso, per scambiarsi opinioni e pareri sulla loro ex insegnate di lettere. Il gruppo conteneva anche commenti ingiuriosi su argomenti vari, dai metodi didattici a valutazioni personali sulla donna. I ragazzi erano riusciti ad ottenere anche una foto. È stata la professoressa a scoprire la pagina e ha sporto denuncia. La polizia è riuscita a rintracciare i ragazzi tramite l'inidirzoz Ip del computer. Con loro anche un sesto ragazzino: non è stato denunciato perché all'epoca dei fatti aveva meno di 14 anni. Una denuncia e rischio di un risarcimento al quale dovranno rispondere i genitori.
I PRECEDENTI- Vessati, insultati e tormentati. I professori vengono spesso presi di mira sui social network. A Padova una professoressa di un liceo artistico è stata trasformata in una pornostar. I suoi studenti erano riusciti anche a fare un fotomontaggio con uno scatto rubato in classe. Poi c'è stato il caso al liceo Agnesi di Milano dove nel mirino c'era anche il preside. Una gogna mediatica che i docenti sono stufi di subire e da tempo hanno chiesto provvedimenti più seri. In realtà le punizioni sono state, per la maggior parte, relegate sempre in ambito scolastico. Condotta e sospensioni. E da oggi anche denunce per i più giovani. I ragazzi sono avvisati.
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23/06/2009
La trasparenza di Google
La trasparenza di Google
Oggi a Milano era prevista una nuova seduta del processo "ViviDown contro Google", in cui il motore di ricerca è chiamato a rispondere di concorso in diffamazione e violazione della privacy in merito a un video del 2006 caricato su Google Video che riprendeva un ragazzo affetto dalla Sindrome di Down vessato dai compagni (qui tutti i dettagli). Il processo con rito abbreviato ha però subito uno slittamento a causa della malattia dell'interprete che avrebbe dovuto tradurre la testimonianza di un ingegnere arrivato appositamente in Italia da Mountain View. La cosa ha destato perplessità tra molti dei presenti, parti in causa e non, ma pare che non ci siano stati i tempi tecnici per trovare un sostituto.
Comunque sia, il dibattimento è dunque rinviato al prossimo 29 settembre, anche per la successiva indisponibilità del giudice Oscar Magi. Il processo dunque rimane a Milano, come già stabilito, e sarà a porte chiuse. Ed è questo il caso che oggi ha destato un certo scalpore. Perché il processo, in molti sensi unico nel suo genere a livello mondiale, è seguito con grande interesse anche da molti media americani: si tratta infatti di stabilire la responsabilità di chi ospita contenuti sul Web, o semplificando - come titola oggi un'agenzia della Associated Press - se nel Web debba prevalere il concetto di libertà oppure di responsabilità, legata a un maggiore controllo di quanto va online. Così diversi giornali italiani e statunitensi, tra cui il New York Times e il Wall Street Journal, avevano chiesto al giudice Magi la possibilità che l'udienza fosse pubblica. Ma le difese dei quatro imputati di Google si sono opposte e dunque il processo proseguirà a porte chiuse.
"Dont' be evil" è da sempre il motto dell'azienda di Mountain View. E forse a questa frase, involontariamente, ha voluto riferirsi il pubblico ministero Alfredo Robledo, che con il collega Francesco Cajani si era detto favorevole all'evenienza delle porte aperte, con il commento ironico seguito alla chiusura dell'aula ai giornalisti: "Prendiamo atto della trasparenza di Google". L'avvocato Pisapia, da noi contattato, ha voluto rispondere così: "Parlare in questo caso di trasparenza mi pare fuori luogo, perché il discorso era invece se violare la legge oppure no". Il legale, uno dei difensori di Google, prosegue: "Siccome noi avevamo l'interesse a terminare tutto il dibattimento entro la fine di luglio, come era previsto, non potevamo certo correre il rischio di vedere annullato il processo. Il rito abbreviato, infatti, è per legge un giudizio non pubblico: la pubblicità in questi casi può esserci solo in caso di richiesta da parte di tutti gli imputati. Che però oggi non erano in aula".
20:32 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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