24/11/2009

Influenza A: gravi reazioni in Canada al vaccino Gsk

Influenza A: gravi reazioni in Canada al vaccino Gsk

 

RICHIAMATO UN LOTTO DEL PREPARATO. Lo rende noto l'Oms. In corso accertamenti da parte delle autorità canadesi


GINEVRA - In Canada è stato registrato un insolito numero di gravi reazioni allergiche a un tipo di vaccino contro l'influenza A. Lo ha reso noto l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Le autorità canadesi, ha spiegato il portavoce Thomas Abraham, «stanno compiendo le corrette ricerche» e «hanno richiamato un lotto di vaccini della GlaxoSmithKline».

VACCINAZIONE COMUNQUE RACCOMANDATA - «Dobbiamo capire cosa sia accaduto in Canada», ha aggiunto Abraham, precisando però che l'Oms insiste nel raccomandare l'immunizzazione contro il virus A/H1NI. Nei giorni scorsi, l'Oms aveva reso noto che per la gran parte dei 30 decessi registrati dopo la gigantesca vaccinazione in corso era stato finora escluso un collegamento diretto con i vaccini. Secondo l'Oms, che citava dati derivati da 16 Paesi, i decessi sono stati una frazione infinitesimale dei 65 milioni di dosi di vaccino finora somministrate; e ogni 100 casi di reazione collaterale, 5 sono stati così gravi da provocare la morte.

GARACI (ISS): REAZIONI AVVERSE NELLA MEDIA - In generale le reazioni avverse verificatesi per il vaccino antipandemico «Sono reazioni avverse che si possono verificare con qualsiasi vaccino, e comunque le segnalazioni fatte sono nella media e si tratta anche di situazioni molto leggere e lievi». Lo ha precisato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Enrico Garaci, a margine del 4/o Forum Risk Management in Sanità apertosi oggi ad Arezzo. «Le reazioni avverse cioè - ha affermato Garaci - possono essere presenti ma vengono monitorate e sono nella media della normalità». Quanto all'evolversi della pandemia di influenza A in Italia, «la situazione è tranquilla e bisogna proseguire - ha sottolineato il presidente Iss - sulla via delle vaccinazioni». Inoltre, «le situazioni di mutazione del virus H1N1 - ha avvertito Garaci - possono avvenire e ciò è nella fisiologia della stessa evoluzione del virus. Comunque - ha concluso - si tratta di mutazioni che non incidono sull'efficacia del vaccino e che rappresentano casi isolati».


06/11/2009

La pandemia: «Fermare il virus prima che muti»

La pandemia: «Fermare il virus prima che muti»

 

L’Oms: «Può combinarsi con l’aviaria. Sui decessi indagine per omicidio a Roma

 

ROMA — Impedire che il vi­rus nel prendere il largo senza controllo si mescoli con quello dell’aviaria (H5N1) ed esca dal­la «ricombinazione» più forte e pericoloso. Un allarme contenu­to nei bollettini dell’Organizza­zione mondiale della sanità e ri­lanciato dal viceministro del Welfare, Ferruccio Fazio, in visi­ta al Cotugno di Napoli e poi in Parlamento per un’informativa a Camera e Senato: «Se avvenis­se, il rischio per noi sarebbe grande. La mortalità salirebbe al 30-50%. Attualmente invece siamo fermi sullo 0,002%, mol­to bassa, inferiore a quella di una influenza di stagione». La mutazione è un’evenienza dietro l’angolo quando è in cir­colazione un agente patogeno nuovo. Finora però l’H1N1 non ha mostrato segnali di variazio­ne.

SORVEGLIANZA - «Sembra molto stabile, non è stato osservato nulla di allar­mante », tranquillizza il responsabile della ri­cerca presso i Centri Europei per il control­lo delle malattie, Johan Gieseke. Per sventare l’avvio di una eventua­le mutazione, è attiva una rete di sorveglian­za alla quale partecipa anche l’Italia: «Per ora il virus pandemico appare fragile, tan­to che basta una passata di sa­pone per ucciderlo. Ma non pos­siamo escludere un cambia­mento brusco. Dunque bisogna evitare che si creino le condizio­ni », avverte Antonina Dolei, se­gretario della Società italiana di virologia.

IL BILANCIO - In Italia i morti per influenza A sono saliti a 26. Ieri alla lista si sono aggiunti un uomo di 42 anni, ricoverato a Campobasso, gravemente obeso, e una ragaz­zina di 13 anni a Desio, affetta da una malattia rara che com­porta gravi problemi respirato­ri. Dunque altre vittime in con­dizioni di salute già molto pre­carie, come Chantal Carleo, 18 anni, e il tecnico di radiologia Maurizio Scavizzi, 58 anni, de­ceduti rispettivamente al Bam­bin Gesù e allo Spallanzani. Le loro famiglie hanno presentato un esposto ritenendo che non siano stati opportunamente protetti dall’infezione. La Procu­ra di Roma ha aperto un’inchie­sta per omicidio colposo. L’ultimo bilancio del ministe­ro del Welfare elenca «25 deces­si legati con certezza al virus A/H1N1. Tutti i pazienti, tranne uno, presentavano gravi patolo­gie ». Persone che avrebbero ri­schiato anche se colpite da un altro virus. Ben 124 i ricoveri in reparti ospedalieri ad alta spe­cializzazione (rianimazione) e con assistenza respiratoria. Colpiti soprattutto i giovani.

SCUOLE VUOTE - Un bambino ogni trenta tra 5 e 14 anni è a casa per malattia. Gli italiani influenzati dall’ini­zio della pandemia, comparsa ad ottobre, sono circa 540 mila. La curva dei casi si sta rapida­mente innalzando e toccherà l’apice poco prima di Natale tan­to che in Veneto si sta ipotizzan­do la chiusura anticipata di cer­te scuole. La Regione con la massima incidenza è la Campa­nia. Entro la prossima settima­na verrà completata la terza fa­se di distribuzione dei vaccini. La profilassi viene offerta a ope­ratori dei servizi essenziali, per­sone con malattie croniche (i dermatologi ospedalieri del­l’Adoi, riuniti ieri in congresso, la consigliano ai malati di pso­riasi), alle donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza e ai bambini: «Vaccineremo i gio­vani anche dopo che la pande­mia avrà toccato l’apice», ha detto Fazio. Entro novembre sa­ranno immunizzati 5 milioni di italiani. Raggiunto l’accordo tra Governo e Regioni.

Margherita De Bac