02/10/2010

Attentato a Belpietro, ecco l'identikit

Attentato a Belpietro, ecco l'identikit

La questura di Milano ha diffuso l'immagine che ricostruisce il viso dell'uomo che ha tentato di sparare al direttore di "Libero": è di corporatura massiccia e probabilmente italiano. Intanto la scorta del giornalista è stata rafforzata

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09/08/2010

Racket delle pompe funebri video schock girato in ospedale

Racket delle pompe funebri video schock girato in ospedale

L'associazione Sos racket e usura diffonde su Internet la sua inchiesta

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31/10/2009

Napoli, identificato il killer del video

Napoli, identificato il killer del video

 

La polizia aveva diffuso un filmato dell'esecuzione in cui si vedeva il volto dell'assassino. L'uomo che ha ucciso Mariano Bacioterracino nel rione Sanità è stato riconosciuto. Ora però è latitante

 

NAPOLI - E' stato identificato il killer dell'omicidio di Mariano Bacioterracino, avvenuto il 3 maggio scorso al rione Sanità. A quanto si è appreso si tratterebbe di un pregiudicato napoletano che attualmente risulta irreperibile. L'identificazione è avvenuta dopo la diffusione, da parte della polizia, del filmato dell'esecuzione, ripreso da una telecamera. Si attendono nelle prossime ore i provvedimenti dei titolari dell'inchiesta, il procuratore Sandro Pennasilico e il pm della Dda Sergio Amato.

IL CASO DEL «PALO» - Nel video è stato possibile vedere tutta la scena. Tra i personaggi ritratti c'è anche un uomo che secondo gli inquirenti aveva fatto da palo e, guardandosi l'orologio al polso, aveva lanciato un segnale al killer. Quest'uomo, un dipendente comunale, riconosciuto da più persone, ha poi smentito il proprio coinvolgimento nella vicenda.

Parla l'uomo ripreso nel video-choc: non sono io il "palo", fermate questa follia. La persona ripresa è un dipendente comunale che abita nel quartiere:"Stavo solo aspettando mia figlia"

La foto che ritrae Aiello (a destra) accanto a Mariano Bacioterracino

La foto che ritrae Aiello (a destra) accanto a Mariano Bacioterracino

 

NAPOLI - Si è presentato allo studio dell'avvocato Sebastiano Fusco e gli ha detto: "Mi liberi da quest'incubo". Poco prima, Gennaro Aiello, un dipendente comunale di 39 anni, era andato in questura per rendere una dichiarazione spontanea: "Non sono io in quel video-choc. Non sono io il "palo" ripreso in quelle immagini". Poi a un cronista de "Il Mattino" aveva raccontato il suo calvario che dura dal giorno in cui l Procura ha deciso di rendere pubblico il video dell'omicidio alla Sanità. "Stavo lì solo per prendere una boccata d'aria e per attendere ma figlia quattordicenne. Non facevo mica il palo".

VIVE AI VERGINI - Gennaro Aiello, 39 anni, racconta la sua verità con una faccia smarrita e a tratti arrabbiata. "Sono io l'uomo ripreso nel video-choc, ma non c'entro nulla con la morte di Mariano Bacioterracino". Aiello vive in via Vergini, tutti lo conoscono nel quartiere Sanità. "Aiutatemi a uscire da questa follia", ripete e riferisce di conseguenze negative per la sua vita. Telefonate dalla Germania di suoi conoscenti che lo hanno visto in tv e la sospensione dal posto di lavoro (è un operatore ecologico) con i compagni che lo scrutavano in modo sospetto. "Sì, conoscevo la vittima, ma solo in modo superficiale. Era uno del quartiere. Quando ho visto il video non credevo ai miei occhi". E il legale aggiunge: "Giusto diffondere il video, sbagliato assegnare ruoli da protagonista".

MARONI - Il ministro degli Interni interviene sul video-choc e sulla scarsa collaborazione dei cittadini. "Quella dell’indifferenza è una mentalità che dobbiamo cambiare". "La nostra presenza, la pressione delle forze dell’ordine è costante a Napoli e a Caserta - aggiunge Maroni a Capri dove ha partecipato al convegno dei giovani imprenditori - vogliamo assicurare tutti i latitanti alla giustizia. Chiediamo ai cittadini di reagire, di essere dalla parte della legalità, dalla parte della polizia e delle forze dell’ordine che stanno facendo un lavoro straordinario contro ogni forma di criminalità".

 


29/10/2009

Killer in azione nel quartiere Sanità, poi fa le corna al morto: il video dell'orrore

Killer in azione nel quartiere Sanità, poi fa le corna al morto: il video dell'orrore

 

Napoli: le immagini diffuse dalla procura. A maggio l'omicidio di un 53enne vicino al clan Misso: gli inquirenti cercano ora di risalire a killer e complice


Vittima e palo si scambiano uno sguardo: la prima non sa che tra pochi istanti sarà uccisa dal killer

NAPOLI - Come in un'inquadratura di Gomorra, del Padrino o, più realisticamente di un gangster movie di serie B degli anni Settanta. Si muore così nella Sanità, popoloso quartiere del centro di Napoli: un uomo fuma sull'uscio del bar, guarda la strada, la gente che passa. Sono gli ultimi fremiti di vita di Mariano Bacioterracino, specialista in rapine in banca. Col metodo del buco. Ma Bacioterracino, 53 anni, non sa che la sigaretta che aspira sarà l'ultima della sua vita e che una della facce tra quelle che ha già giudicato come «forestieri», casuali avventori del bar Vergini dove pensa di essere al sicuro, è in realtà il volto del suo killer designato.

È un attimo, come testimoniano i videotape acquisiti dalla Direzione distrettuale di Napoli di quell'11 maggio da due telecamere piazzate dentro e fuori il bar. Il «palo» fino a un momento prima sagoma invisibile, a volto scoperto, segnala con uno sguardo e toccandosi l'orologio il «mago del buco». Un uomo arriva alla caffetteria arma in pugno, la tiene sotto la giacca ma una donna si frappone tra il cacciatore e la sua preda. Con un biglietto della lotteria istantanea tra le mani non può sapere che grattando quel biglietto sta mettendo a dura prova i nervi dell'omicida. Perde alla lotteria, ma vince una seconda chance per Bacioterracino, rimandando il killer all'interno del bar e l'esecuzione a quando sarà fuori dall'angolo di tiro. L'uomo che fuma potrebbe essere arrivato all'ultimo tiro di nicotina, gettare la sigaretta e andare via, ma non è così.

E un minuto dopo non c'è alto rinvio: è il momento dell'azione, senza più esitazioni. L'assassino probabilmente chiama Mariano Bacioterracino per nome, forse con un appellativo, uscendo dal caffè. Da sotto il berretto calato sugli occhi gli sguardi si incrociano prima dei quattro colpi secchi, l'ultimo della sequenza alla nuca, le quattro pallottole che chiudono per sempre quelli di Bacioterracino. Il boia mentre è in azione mostra le corna al corpo esanime. Fuori quadro una moto sbuffa, impaziente davanti alla camminata lenta dell'assassino, pronta a dare il via alla fuga. Il dopo è un refrain per chi ricorda l'assassinio di Petru Birlandeanu, il romeno ucciso da innocente durante una pazza sparatoria per la strada, alla stazione di Montesanto il 26 maggio. Anche quella una morte in diretta, ripresa da una videocamera di sorveglianza. La gente fugge impaurita: un padre con la bambina tra le braccia, i clienti del bar, il proprietario che chiude letteralmente bottega, giovani e vecchi. Dopodiché l'indifferenza. Una donna arriva a tirare la camicia del morto. Vuole vederlo in volto e gli alza persino il capo. Forse vuole sincerarsi che non si tratti di un conoscente.

Ora quelle immagini analizzate e scandagliate dagli inquirenti e dalla procura napoletana diventano pubbliche. Non per alimentare lo spirito voyeuristico dei media, ma perché la Procura cerca ancora di dare un nome agli assassini di Mariano Bacioterracino, al tandem della morte che entrò in azione l'11 maggio di cinque mesi fa.

Il video dell'omicidio è reale e se ne consiglia la visione ad un pubblico adulto

 

 

Sandro Di Domenico

corriere.it