30/10/2011
Fango e acqua dalla diga: «Un'onda ci ha sommersi». Aperta un'inchiesta. Ripescata in mare la nona vittima: è un volontario di Monterosso
Fango e acqua dalla diga: «Un'onda ci ha sommersi». Aperta un'inchiesta. Ripescata in mare la nona vittima: è un volontario di MonterossoSolidarietà anche dagli Stati Uniti: BUONI VACANZE A chi versa fondi per le Cinque Terre. Sale a otto il bilancio delle vittime. I sospetti di Aulla: aperte tutte le paratoie. L'Edison: procedure rispettate. La moglie in lacrime. Il sindaco: «È un eroe, travolto da un'onda mentre cercava di salvare due persone»
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06/02/2009
Aumentano i legami tra il terremoto nel Sichuan e la costruzione di una diga
Aumentano i legami tra il terremoto nel Sichuan e la costruzione di una diga
Il 12 maggio 2008 un sisma di 7,9 gradi ha causato 87 mila tra morti e dispersi. L'epicentro a 3 km dal lago Zipingpu, una riserva capace di contenere 1,1 miliardi di metri cubi d'acqua
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| La diga e il lago Zipingpu (Internationalrivers.com) |
AGENTE - È più di un'ipotesi avanzata da studiosi americani e cinesi, sostenuta anche dall'ingegnere Fan Xiao, da 14 anni a capo del Servizio geologico e minerario del Sichuan, un ente governativo. Il lago infatti si è formato accanto un'importante linea di faglia, che il 12 maggio si è rotta provocando il terremoto. «Il lago Zipingpu è stato realizzato in una conosciuta area sismica ed è molto probabile che abbia avuto un ruolo sul movimento della faglia», ha dichiarato Xiao. Un'ipotesi simile è stata presentata da Christian Klose della Columbia University a un simposio dell'Unione geofisica americana nello scorso dicembre. Le conclusioni degli scienziati americani e cinesi (tra i quali il geofisico Lei Xinglin, del Dipartimento cinese dei terremoti, che ha pubblicato un rapporto in dicembre) è che sicuramente un sisma sarebbe prima o poi avvenuto in quella zona, ma molto probabilmente la pressione del lago è stata un agente scatenante e ha fatto anticipare i tempi di alcuni secoli.
LIVELLO DIMINUITO - Il terremoto è avvenuto in un momento in cui le autorità avevano deciso di far dimiuire rapidamente il livello dell'acqua contenuta nel lago. «Questo è il momento più pericoloso per i terremoti indotti dai laghi artificiali», spiega Fan Xiao. I terremoti indotti dai laghi artificiali sono un fenomeno ben conosciuto da geologi e ingegneri. In India nel 1967 un terremoto di 6,5 gradi innescato dal lago formato dalla diga Koyna provocò circa 180 morti. E anche la frana del monte Toc, che causò la tragedia del Vajont, avvenne quando si cercò di abbassare rapidamente il livello del lago per evitare la grande ondata una volta compreso che la frana aveva iniziato a muoversi. Ma, paradossalmente, l'alto livello dell'acqua aveva in parte impedito che la frana scivolasse. Una volta tolto anche questo «muro di contenimento», la frana precipitò nel lago provocando il disastro.
RISCHI SOTTOSTIMATI - Come si può ben immaginare, questo in Cina è un argomento tabù. La diga Zipingpu sul fiume Minjiang fa infatti parte dell'enorme progetto di dighe per centrali elettriche nella Cina centro-meridionale, che comprende anche la famosa diga delle Tre gole sullo Yangtze. La Zipingpu iniziò a essere costruita nel 2001, un progetto di 750 milioni di dollari per creare una centrale di 760 mila kilowatt, irrigare i campi, controllare le inondazioni e dare acqua alla vicina Chengdu, capoluogo di 10 milioni di abitanti del Sichuan. Ma già durante la costruzione alcuni esperti dissero che le autorità avevano sottostimato i rischi geologici della zona. Il lago iniziò a essere riempito nel 2004, ma già tra la fine del 2004 e la fine del 2005 nell'area vennero registrate 730 scosse sismiche di intensità inferiore a 3 gradi, ha reso noto Fan Xiao. Il 12 maggio la faglia accanto al lago si ruppe lungo un tratto di 335 km, proprio nella direzione che Klose ha indicato compatibile con la pressione esercitata dall'acqua. Ma la versione ufficiale cinese, sostenuta anche da importanti scienziati, è che il terremoto è dovuto a cause esclusivamente naturali che nulla hanno a che vedere con la diga.
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23/10/2008
Nubifragio in Sardegna: 4 morti e alcuni dispersi
Nubifragio in Sardegna: 4 morti e alcuni dispersiNel cagliaritano strade e comunicazioni interrotte,diga a rischio
Sono 4 i morti accertati dopo il violento nubifragio che all'alba ha colpito il sud della Sardegna in provincia di Cagliari. Tre corpi - spiegano i carabinieri del comando provinciale di Cagliari - sono stati recuperati a Capoterra e uno Sestu, risultano alcuni dispersi.
Le vittime sono una donna di 85 anni, trovata annegata questa mattina dai sub nel seminterrato allagato della sua abitazione a Capoterra. Molti abitanti hanno trovato scampo salendo sui tetti, l'anziana non è riuscita a mettersi in salvo. I corpi di un'altra donna di 78 anni e il genero di circa 57 anni sono stati trovati nel pomeriggio a poca distanza l'uno dall'altro: la loro auto è stata travolta dalla piena mentre cercavano di mettersi in salvo, scappando da Poggio dei Pini. A Sestu la quarta vittima: un'auto è precipitata in una voragine, il conducente è riuscito a salvarsi mentre il passeggero, un uomo di 68 anni è rimasto intrappolato.
Risultano anche alcuni dispersi all'appello, ma - sottolineano i carabinieri - nella zona sono interrotti i collegamenti telefonici e molte case, soprattutto collinari, sono rimaste isolate. Strade allagate o chiuse, quindi molte persone potrebbero semplicemente non riuscire a mettersi in contatto con i familiari, le cui segnalazioni sono giunte alla sala operativa. Le zone più colpite dell'hinterland cagliaritano - spiegano i vigili del fuoco del comando provinciale - sono Capoterra, Pirri, Sestu, Assemini, Monferrato, Elmas. Molte persone hanno trovato rifugio sui tetti, e oggi gli elicotteri hanno operato ininterrottamente. I soccorsi proseguiranno nella notte con i mezzi anfibi. La pioggia torrenziale ha infatti fatto tracimare gli argini di numerosi torrenti tra cui Rio San Girolamo che ha allagato un'ampia porzione di abitato a Capoterra. Non solo, un intero quartiere, nella zona di rio San Girolamo, è stato evacuato a causa del pericolo di rottura della diga di Santa Lucia, nelle montagne sopra Capoterra, dove la pioggia ha fatto salire in modo preoccupante il livello dell'acqua nella zona di allarme.
Numerosi anche i disagi ai trasporti. Gravi disagi per i 500 pendolari del treno Oristano-Cagliari, rimasto bloccato a breve distanza dalla stazione di Cagliari per un guasto agli scambi, poi riattivati dai tecnici delle Ferrovie dello Stato. Anche il trasporto aereo ha subìto rallentamenti, con alcuni voli cancellati per e dall'aeroporto di Elmas. Chiusa la statale 554 tra Capoterra e il capoluogo sardo e la statale 195 "Sulcitana", all'altezza del km 10, spiega l'Anas, per il cedimento del manto stradale a causa dell'esondazione del rio Santa Lucia.
Imponenti i soccorsi schierati: carabinieri, vigili del fuoco, arrivati anche da Toscana e Lazio, polizia, guardia di finanza, esercito, il quinto reggimento guastatori del Genio e le pattuglie della brigata Sassari, marina militare, ente foreste. Le operazioni di soccorso proseguiranno tutta la notte. E domani mattina si riunirà la giunta regionale della Sardegna, convocata in via straordinaria, per assegnare le risorse finanziarie necessarie a garantire i lavori più urgenti e i primi interventi strutturali nelle zone colpite dal violento nubifragio di oggi, in particolare nel Comune di Capoterra.
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