18/02/2010

Cosentino si dimette da coordinatore e da sottosegretario

Cosentino si dimette da coordinatore e da sottosegretario

 

L'esponente del Pdl, coinvolto nell'indagine della Procura di Napoli sui presunti rapporti con la malavita organizzata del Casertano, lascia ogni incarico "per evitare strumentalizzazioni".

 

Nicola Cosentino (Eidon)
Nicola Cosentino (Eidon)
ROMA- Nicola Cosentino lascia l'esecutivo. L'onorevole ha infatti rinunciato al suo incarico da sottosegretario all'Economia e si è dimesso anche da coordinatore regionale del Pdl campano. «Mi sono dimesso perché voglio liberare il campo da ogni strumentalizzazione in vista della campagna elettorale» ha detto Cosentino all'Adnkronos. Si tratta di «dimissioni irrevocabili», ha sottolineato la portavoce dell'esponente di maggioranza.

IL NODO CASERTA - Sullo sfondo della decisione di Cosentino ci sarebbe il nodo delle candidature a Caserta. Il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini hanno deciso infatti che il Pdl sosterrà il candidato dell’Udc Domenico Zinzi alla presidenza della Provincia di Caserta, feudo elettorale di Cosentino. All'accordo tra centrodestra e centristi il sottosegretario e una parte del Pdl campano si erano fieramente opposti, rivendicando la necessità di un candidato Pdl e indicando come possibile uomo del Popolo delle Libertà il senatore Pasquale Giuliano. Mercoledì Cosentino ha visto personalmente il premier e, a quanto viene riferito, Berlusconi avrebbe condiviso le sue ragioni ma avrebbe fatto capire di non poter fare altrimenti. Cosentino, riferisce chi è vicino e ha sentito il sottosegretario di governo dimissionario, avrebbe lasciato tutti i i suoi incarichi proprio ritenendo «l'accordo con l'Udc non più politico ma solo poltronistico». «Non mi posso sentire commissariato» è stato lo sfogo di Cosentino.

LE PAROLE DEL PREMIER - La decisione dell'esponente di maggioranza, indagato per concorso esterno in associazione camorristica e accusato dai pentiti di essere il referente politico del clan dei Casalesi, arriva inoltre nel giorno in cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato che «le persone che sono sottoposte a indagini o processi in via di principio non debbano venire ricomprese nelle liste elettorali, ma anche che se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l'Ufficio di presidenza a decidere caso per caso», specificando che chi commette reati deve andare fuori dai partiti.

«CI SPIEGHINO IL RIPENSAMENTO» - La notizia delle dimissioni di Cosentino ha comunque colto di sorpresa il mondo politico. Il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, è intervenuto in aula alla Camera per chiedere conferma delle dimissioni. «Dato che su iniziativa del Pd e delle opposizioni è stata presentata una mozione di sfiducia che venne respinta dalla Camera, vorremmo sapere adesso quali fatti nuovi hanno determinato le dimissioni di Cosentino» ha detto l'ex leader dei democratici. L’intervento di Franceschini è stato accolto da un applauso dei deputati Pd e dell’Italia dei valori. A Franceschini fa eco Pier Luigi Bersani: «Avevamo chiesto mesi fa le dimissioni di Cosentino. Allora la maggioranza le respinse, ora abbiamo chiesto, tramite il capogruppo, che il governo ci spieghi quali novità ci sono e ci spieghi il ripensamento» ha detto il leader del Pd. Per il presidente dei deputati dell'Italia dei Valori Massimo Donadi la scelta di Cosentino è «solo la conclusione di una questione di potere interna al Pdl in Campania, se non una mossa elettorale. E comunque le dimissioni sono tardive ed insufficienti. Cosentino è accusato di reati gravissimi e di collusione col clan dei Casalesi. Se vuole davvero dare un segnale positivo e credibile, si dimetta da deputato e corra a farsi processare» ha detto il dipietrista. Al contrario, per il vice-capogruppo alla Camera Italo Bocchino «le dimissioni di Cosentino vanno respinte dai vertici del Pdl, al fine di garantire un suo contributo in campagna elettorale e per evitare che nella vicenda dell’alleanza con l’Udc appaia che ci sono vincitori e vinti».

Redazione online


17/12/2009

Il ritorno a casa di Berlusconi «La violenza non prevarrà»

Il ritorno a casa di Berlusconi «La violenza non prevarrà»

 

Dopo la quarta notte all'ospedale San Raffaele di Milano.  Il premier è atteso ad Arcore. Forse nei prossimi giorni in una clinica svizzera per «cancellare le tracce»

 

 

Il presidente del Consiglio sale in auto (foto Giuseppe Celeste/Image)

 

 

 

 

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

MILANO - «Mi rimarranno due cose come ricordo di questi giorni: l'odio di pochi e l'amore di tanti, tantissimi, italiani». Silvio Berlusconi parla attraverso una nota diffusa da palazzo Chigi diffusa appena dopo aver lasciato l'ospedale San Raffaele stamane alle 11,50. «Agli uni e agli altri - prosegue la nota - faccio la stessa promessa: andremo avanti con più forza e più determinazione di prima sulla strada della libertà. Lo dobbiamo al nostro popolo, lo dobbiamo alla nostra democrazia, nella quale non prevarranno nè la violenza delle pietre, nè quella peggiore delle parole. In questi giorni ho sentito vicini anche alcuni leader politici dell'opposizione. Se da quello che è successo - prosegue il premier - deriverà una maggiore consapevolezza della necessità di un linguaggio più pacato e più onesto nella politica italiana, allora questo dolore non sarà stato inutile. Alcuni esponenti dell'opposizione sembrano averlo capito: se sapranno davvero prendere le distanze in modo onesto dai pochi fomentatori di violenza, allora potrà finalmente aprirsi una nuova stagione di dialogo. In ogni caso - conclude - noi andremo avanti sulla strada delle riforme che gli italiani ci chiedono».

AD ARCORE - Ora Silvio Berlusconi è atteso ad Arcore alle 15. Ai giornalisti è stata data l’indicazione di allontanarsi ulteriormente dalla via San Martino subito dopo l’arrivo del presidente del Consiglio. Cronisti fotografi e cameraman continueranno il loro lavoro in un parcheggio adiacente. Uno striscione bianco con la scritta «Bentornato a casa» è stato posto sulla siepe a fianco all'ingresso della villa del premier Silvio Berlusconi ad Arcore, dove in mattinata è atteso il rientro del presidente del Consiglio. Le strade che portano all'ingresso della villa sono piantonate dalle forze dell'ordine che tengono i giornalisti a distanza di qualche centinaio di metri. Sono già diverse le troupe televisive che aspettano l'arrivo di Berlusconi.

RIPOSO - Il presidente del Consiglio era ricoverato al San Raffaele da domenica scorsa a seguito dell'aggressione subita in Piazza del Duomo a Milano. Il premier è apparso sorridente, salutando i giornalisti con un gesto della mano. Sul volto del premier evidenti fasciature all'altezza del naso e della guancia. Il primario Alberto Zangrillo, raggiunto telefonicamente, giovedì mattina aveva detto che il premier ha passato una notte tranquilla, con meno dolori rispetto alle precedenti. Mercoledì Zangrillo ha ribadito che Berlusconi dovrà astenersi da attività pubbliche impegnative per almeno 10-15 giorni, e il portavoce Bonaiuti ha aggiunto che difficilmente terrà la tradizionale conferenza di fine anno, mentre non è escluso che possa trascorrere la notte di Natale con i terremotati d'Abruzzo. Il presidente del Consiglio si è svegliato poco prima delle sette e ha ricevuto come sempre per prima cosa la rassegna stampa arrivata da Palazzo Chigi. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, riferendo, a Rainews24, le condizioni del presidente del Consiglio ha detto che il premier «ha dormito molto bene stanotte, non ha avuto dolori».

LA VICENDA - Il premier è stato ricoverato domenica scorsa in seguito all'aggressione da parte di un 42enne psicolabile, Massimo Tartaglia, che lo ha colpito al volto con una miniatura del Duomo di Milano, rompendogli il setto nasale e due denti.

ATTESO A CLINICA PRIVATA TICINO - Nel frattempo il quotidiano svizzero «Le Matin» svela che Berlusconi intenderebbe recarsi nei prossimi giorni in una clinica svizzera, la «Ars Medica» in Ticino, per «cancellare ogni traccia dell'aggressione» subita al volto: «Il primo ministro italiano deve arrivare alla clinica privata Ars Medica da noi a Gravesano», afferma Carlo Zoppi, sindaco del comune ticinese di 1.200 abitanti, citato dal quotidiano. L'informazione, scrive, non è ancora ufficiale, ma affidabile e Berlusconi «deve arrivare nei prossimi giorni», secondo Zoppi. Il quotidiano ricorda che il premier italiano già conosce la famosa clinica del Luganese. È infatti all'Ars Medica - scrive - che a fine 2003 Berlusconi si era sottoposto ad alcuni interventi di chirurgia estetica.


15/12/2009

Berlusconi sarà dimesso domani dall'ospedale

Berlusconi sarà dimesso domani dall'ospedale

 

Il medico personale del presidente del Consiglio, Alberto Zangrillo: uscirà "con la raccomandazione di astenersi da impegnative attività pubbliche per almeno due settimane"

 

 

Silvio Berlusconi dovrebbe lasciare l'ospedale San Raffaele nella giornata di domani. Lo dice il bollettino medico diramato dall'ospedale San Raffaele di Milano. ''La dimissione dall'ospedale - si legge - è prevista per la giornata di domani''. Secondo Alberto Zangrillo, medico personale di Berlusconi e primario del reparto anestesia e rianimazione, il premier lascera' l'ospedale ''nel primo pomeriggio''. La raccomandazione del personale medico della casa di cura milanese e' che il premier si astenga da attivita' pubbliche ''per almeno due settimane''.


28/11/2009

Incidente d'auto: paura per Tiger Woods

Incidente d'auto: paura per Tiger Woods

 

Il golfista non ha riportato gravi ferite. Il numero uno del golf fuori strada con l'auto in Florida. Si temevano serie conseguenze, ma è stato subito dimesso


Tiger Woods receives facial lacerations in car accident at Isleworth

 

La casa di Woods vista dall'alto
La casa di Woods vista dall'alto

ORLANDO - Un incidente stradale ha coinvolto il numero un del golf mondiale, lo statunitense Tiger Woods. L'incidente è avvenuto poco distante da casa del campione, che vive a Orlando, in Florida. Woods è stato ricoverato all'«Health Central Hospital» di Ocoee e secondo le prime notizie le sue condizioni sembravano serie. Invece il golfista più famoso del mondo ha lasciato l'ospedale poco dopo il ricovero. Lo hanno confermato il suo agente e il sindaco di Ocoee. Le sue condizioni quindi non sono gravi: secondo la Cnn, Woods avrebbe subito soprattutto escoriazioni al volto.

LA DINAMICA - L'auto che stava guidando, un Suv Cadillac, è uscita di strada. Secondo quanto fa sapere il sito web dell'Orlando Sentinel, che cita fonti della Highway Patrol della Florida, l'incidente è avvenuto alle 2.25 ora locale, quando Woods ha colpito con la sua auto un idrante ed è quindi finito contro un albero, su una strada nei pressi della sua abitazione a Isleworth, vicino Orlando. Una dinamica ancora da chiarire, anche se è accertato che l'incidente non sia dovuto alla velocità: l'airbag, infatti, non si è attivato e il dispositivo si innesca solo sopra i 50 chilometri l'ora. Questo sicuramente ha permesso una conclusione della disavventura senza gravi conseguenze per il campione di golf.

CHI E' - Dal 1997, quando giovanissimo conquistò il Masters, uno quattro major del golf, Tiger Woods è diventato il più rappresentativo, conosciuto e pagato giocatore del mondo. Tiger, 33 anni, di major ne ha vinti finora 14, cui vanno aggiunti 71 successi in altri tornei del Tour della Pga. Una carriera che gli ha fruttato tra premi e sponsorizzazioni, secondo una stima dell'anno scorso, intorno a 110 milioni di dollari. Il suo gioco, la sua regolarità e la sua capacità di recuperare anche in situazioni difficili, lo hanno reso il numero uno al mondo, nove volte vincitore del titolo di miglior giocatore Pga, proprio per quella capacità di aggiungere alla tecnica anche una grande resistenza alla pressione che il gioco tra i professionisti impone. Inoltre, primo golfista di colore a imporsi a questi livelli, ha rotto un tabù e portato al golf una grandissima popolarità in tutto il mondo.


03/08/2009

Massa esce dall'ospedale, torna in Brasile

Massa esce dall'ospedale, torna in Brasile

 

Partito con un aereo privato alla volta di San Paolo. Accompagnato dalla moglie e dal medico personale. «Schumi non ha bisogno di consigli»

 

Il pilota della Ferrari Felipe Massa è stato dimesso dall'ospedale di Budapest dove era ricoverato dopo l'incidente di sabato 25 luglio nelle prova del Gp d'Ungheria (Reuters)

 

BUDAPEST - Felipe Massa è stato dimesso dall'ospedale di Budapest dove era ricoverato dopo l'incidente di sabato 25 luglio nelle prove del Gp d'Ungheria e si è imbarcato su un volo privato diretto a San Paolo del Brasile. Il pilota della Ferrari ha raggiunto in ambulanza l'aeroporto accompagnato dalla moglie e dal medico personale, poi è sceso dalla barella ed è salito con le sue gambe sul velivolo. L'occhio sinistro è ancora semichiuso e visibilmente tumefatto dopo il terribile impatto con una molla persa dalla Brawn di Barrichello e la seguente operazione.

«SCHUMI NON HA BISOGNO DI CONSIGLI» - «Ora so cosa mi è successo. L'incidente è avvenuto sabato, io mi sono svegliato in ospedale martedì e non sapevo cosa fosse accaduto», racconta Massa per la prima volta direttamente il suo incidente in un'intervista diffusa dalla Ferrari. «Ho ancora segni dell'operazione, ma il mio primo desiderio è tornare a casa e iniziare il recupero. Non penso che Schumacher abbia bisogno di consigli, è bravissimo e sa vincere. La mia auto sarà guidata da una persona fantastica e tutti saranno felici di rivederlo in corsa, ma io voglio ritornare al più presto in gara con la Ferrari», ha detto il brasiliano. «Voglio ringraziare anche chi ha pregato per me, chi ha voluto che tutto finisse bene. La mia famiglia poi mi è stata vicinissima e sarà fondamentale anche in futuro. Anche la Ferrari è una famiglia e farne parte è una cosa che mi dà tanta emozione».