17/09/2011
Comitini: il paese dei dipendenti pubblici
Comitini: il paese dei dipendenti pubbliciIl borgo siciliano diventa in un reportage lo specchio degli sprechi di denaro in italia. 64 impiegati e 960 anime. Il New York Times lo ha scelto per raccontare «la tragedia del sistema-Italia»
13:24 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, comitini, agrigento, sicilia, reportage, new york times, sprechi, italia, dipendenti pubblici, paesino, borgo | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
28/07/2011
Brunetta ai dipendenti pubblici: "Siete dei cretini"
Brunetta ai dipendenti pubblici: "Siete dei cretini"Nuovo attacco del ministro nei confronti di alcuni contestatori, intervenuti nel corso di un dibattito: "Siete dei disperati". Il titolare della Pa era già finito nella bufera per aver detto ad alcuni precari: "Siete l'Italia peggiore".
12:47 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: renato brunetta, pubblica amministrazione, dipendenti pubblici, politica | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
14/07/2011
Usa, default sovrano per il Minnesota. Cade una"stella" dell'american dream
Usa, default sovrano per il Minnesota. Cade una"stella" dell'american dreamResponsabilità bipartisan nel fallimento, l'ex governatore pawlenty vuole sfidare Obama. Oltre 24mila dipendenti pubblici a casa, parchi pubblici chiusi e stop alla realizzazione di infrastrutture
16:15 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, economia, usa, minnesoata, minneapoli, default, fallimento, licenziati, dipendenti pubblici, stato | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
03/07/2010
Taglio delle tredicesime, il governo ci ripensa
Taglio delle tredicesime, il governo ci ripensaLa Lega Nord contro l'emendamento alla manovra del relatore Azzolini, che prevede tagli agli stipendi degli agenti. La Russa: “Elimineremo quella norma”. Proteste anche per il taglio ipotizzato a forze dell'ordine, magistrati, docenti e prefetti
Nuovo dietrofront del governo sulla manovra. “Non vi è nessuna ipotesi che preveda la possibilità di un taglio della tredicesima per il personale del comparto sicurezza”. Lo assicura il ministro della Difesa, Ignazio La Russa che, al telefono, riferisce di aver parlato con il responsabile del ministero dell'Economia: “Per evitare ogni confusione - spiega - il ministro Tremonti mi ha preannunciato che con ogni probabilità eliminerà anche la semplice possibilità, facoltativa, di optare per questa soluzione, anziché per il taglio degli aumenti a seguito di promozioni”.
La precisazione di La Russa arriva dopo che da parte dei sindacati delle forze dell'ordine si era manifestata una forte indignazione a causa dell'emendamento proposto dal relatore Azzolini (Pdl) aveva provocato lo smarcamento da parte della Lega Nord, oltre che la dura protesta delle forze d'opposizione.
14:52 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, manovra, tremonti, ministro ell'economia, tagli, pubblica amministrazione, dipendenti pubblici | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
Manovra, ora si parla di tagli alle tredicesime
Manovra, ora si parla di tagli alle tredicesimeA copertura di una nuova norma potrebbero arrivare riduzioni delle tredicesime di una serie di categorie, tra cui poliziotti, magistrati, ricercatori, professori universitari, diplomatici e prefetti. Il Pd: "La maggioranza è alla frutta"
A copertura di una nuova norma che prevede di escludere promozioni, straordinari e arretrati dai tagli della pubblica amministrazione previsti in manovra potrebbero arrivare riduzioni delle tredicesime di una serie di categorie tra cui i poliziotti, i magistrati, i ricercatori e professori universitari, i diplomatici e i prefetti. E' quanto prevede un emendamento del relatore, Antonio Azzollini, alla manovra in commissione Bilancio al Senato.
Il testo prevede, infatti, che per garantire comunque i risparmi previsti "nei confronti del personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001 numero 165 (ovvero, tra gli altri, magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato, il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia ndr.) la tredicesima mensilità spettante al predetto personale può essere ridotta con decreti non regolamentari su proposta dei ministri competenti di concerto con il ministero dell'Economia e delle Finanze; con decreti e' fissata la percentuale di riduzione necessaria ai fini del conseguimento del predetto risparmio di spesa".
"In particolare - si legge ancora nel testo - possono essere emanati decreti per personale forze armate e forze di polizia; personale non dirigente delle forze armate e forze di polizia; personale dirigente dei vigili del fuoco; professori e ricercatori universitari; magistrati; personale della carriera prefettizia; personale diplomatico; personale della carriera dirigenziale penitenziaria".
Dura la reazione del Partito Democratico. "Se fosse vero quanto battuto in questi minuti dalle agenzie riguardo all'emendamento Azzolini alla manovra presentato in Senato, che prevedrebbe la possibilità di tagliare le tredicesime di alcune delle categorie più esposte nella tutela della sicurezza e dei diritti costituzionali in Italia, come poliziotti, militari e magistrati, ma anche di settori decisivi per lo sviluppo del Paese come professori e ricercatori universitari, vorrebbe dire che questa maggioranza è davvero alla frutta e che non esita a rovistare nel fondo delle tasche già vuote di una parte decisiva del comparto pubblico". Lo dice il democratico Emanuele Fiano, responsabile del forum sicurezza.
"Una maggioranza indecisa, litigiosa e incapace di prevedere la crisi vuole umiliare centinaia di migliaia di lavoratori e di servitori dello Stato per ovviare alle proprie incapacità. A loro, militari, poliziotti, magistrati, professori, ricercatori, e a tutti gli altri che dovessero essere toccati da questo nuovo emendamento promettiamo che le prossime settimane al Senato e alla Camera saranno molto calde, perché ci opporremo con tutta la nostra forza istituzionale a questo ennesimo atto di arroganza della maggioranza".
07:49 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, manovra, tremonti, ministro ell'economia, tagli, pubblica amministrazione, dipendenti pubblici | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
10/06/2010
Per le statali «scalone unico», in pensione a 65 anni a partire dal 2012
Per le statali «scalone unico», in pensione a 65 anni a partire dal 2012E poi dovranno attendere come tutti un anno ancora per lasciare il lavoro. Il limite per le dipendenti pubbliche innalzato di 4 anni in più dai 61 anni del 2011. Risparmi per 1,45 miliardi
![]() |
| Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi (Eidon) |
MILANO - Uno scalone unico, che comporterà risparmi complessivi per 1,45 miliardi e nessuna deroga sulle "finestre" per le dipendenti pubbliche che subiranno l'innalzamento secco dell'età di pensionamento a 65 anni, a partire dal 2012. È quanto dovrebbe prevedere il testo che approderà giovedì in Consiglio dei ministri per far adeguare l'Italia alla richiesta di Bruxelles di equiparare in anticipo l'età di pensionamento delle lavoratrici pubbliche con i colleghi uomini.
PASSAGGIO DIRETTO - Sarà quindi unico lo "scalone" che obbligherà le lavoratrici pubbliche ad andare in pensione di vecchiaia a 65 anni dal 2012, con un innalzamento secco dell'età di pensionamento da 61 a 65 anni. Il risparmio complessivo derivante dall'anticipo al 2012 dell'innalzamento dell'età per andare in pensione sarebbe valutato in 1,450 miliardi tra il 2012 e il 2019, derivante da 2 miliardi di minor esborso per le pensioni compensato dalle maggiori spese che comporterà il mantenimento al lavoro delle impiegate in termini, tra l'altro, di mancato effetto sul blocco turn over e delle rivalutazioni delle liquidazioni. Il provvedimento non dovrebbe inoltre contenere alcuna deroga per le lavoratrici pubbliche che dovranno attendere, come tutti gli altri lavoratori, lo slittamento di un anno per andare in pensione per effetto della finestra unica prevista dalla manovra correttiva.
SALVI I REQUISITI MATURATI ENTRO IL 2011 - La bozza di riforma dell'età pensionabile per le statali prevedrebbe anche una clausola di salvaguardia per le lavoratrici che matureranno i requisiti per andare in pensione entro il 31 dicembre 2011. La norma punta ad evitare una massiccia uscita anticipata dal lavoro, consentendo alle statali - che in base all'attuale normativa potrebbero andare in pensione a 61 anni anche durante il prossimo anno - di poter mantenere il requisito anche negli anni successivi, quando per tutte le altre scatta l'innalzamento a 65 anni di età, come richiesto dalla Ue. (Fonte Ansa)
07:36 Scritto in LAVORO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: lavoro, pensione, donne, anzianità, sscalone unico, limite, dipendenti pubblici, innalzamento, età pensionabile, risparmio economico, ministro del lavoro, maurizio sacconi | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
25/05/2010
«Guadagno 128 mila euro: meritati Se arrivano i tagli faccio ricorso»
«Guadagno 128 mila euro: meritati Se arrivano i tagli faccio ricorso»L'ALTO FUNZIONARIO. Pompeo Savarino, segretario generale del comune di Anzio
![]() |
| Pompeo Savarino, dirigente pubblico |
ROMA — Lui non ha problemi. «Guardi, ecco imiei cedolini dello stipendio». Quattromila euro netti e spiccioli la media mensile. Ma ogni quattro mesi arriva quasi a diecimila, grazie alle funzioni extra che svolge, più— se c’è— la cosiddetta "retribuzione di risultato" e, insomma, siamo a 128 mila euro lordi l'anno. Poi, ci aggiungi lo stipendio della moglie, dirigente dello Stato: «Non ho problemi, la mia famiglia non risentirà dei tagli. Ma se a pagare saranno sempre i soliti, cioè noi, gli statali, quelli che vengono chiamati la "Cassa", quelli che basta qualche riga in un decreto e devono farsi carico dei problemi del Paese... Ebbene, se mi ci portano non posso escludere un ricorso, nel nome dell'uguaglianza di tutti i cittadini. Dipende se alla fine la manovra sarà socialmente etica, oppure no». Pompeo Savarino, 42 anni, è un uomo contento. Fa il Segretario generale al Comune di Anzio, 50 chilometri da Roma, 52 mila abitanti tutto l'anno e 200 mila in piena estate. Laureato in Legge, cominciò a provare concorsi pubblici, finché nel 1994 vinse questo, segretario generale nei Comuni: 5000 domande e 100 posti soltanto.
«Ci sono arrivato per caso, ma ora mi piace molto». Il segretario generale controlla le delibere, si occupa del personale, tiene i rapporti con la giunta, svolge le funzioni di notaio nei rapporti fra Comune e cittadini (e questa è la funzione che raddoppia lo stipendio, tre volte l'anno): «Non è un lavoro da burocrate, se una città funziona meglio puoi pensare di aver dato il tuo contributo». Savarino è stato in due piccoli Comuni dell'Astigiano, poi a Capena, a Civitavecchia e infine sul mare di Anzio. Con quei suoi 128 mila euro l'anno, secondo l'ultimo testo del governo, dovrebbe subire la decurtazione del 5 per cento della cifra che supera i 90 mila euro. Un taglio da 1900 euro lordi l'anno. Se però Savarino superasse i 130 mila il "sacrificio" diventerebbe del 10 per cento, sempre della parte che supera quella soglia. «Va bene, sono d'accordo, affrontiamo la crisi. Non voglio che l'Italia crolli, come una seconda Grecia. Penso al futuro dei figli, che hanno 3 e 2 anni. Se si tratta di solidarietà nazionale, ci sto. Ma se si tratta di un puro e netto taglio, no. È come se lo Stato dicesse ai suoi uomini: non servite, qui abbasso gli stipendi perché tanto non cambia nulla». Savarino è seduto sul divano della sua casa in zona Eur, la stessa dove è nato, la piccola Chiara gli gioca attorno. Dice: «Quanto risparmierà lo Stato con i tagli ai dirigenti? Cinquanta milioni di euro? È un provvedimento più che altro utile a segnalare agli impiegati che veniamo toccati anche noi. Prima, taglierei altre cose...».
Esempi? «Certi enti. Noi dipendevamo dalle Prefetture, ma da qualche anno siamo gestiti da una Agenzia nazionale, 170 consiglieri d’amministrazione per 4000 segretari comunali, con un bilancio da 120 milioni di euro: posti per ex parlamentari, ex sottosegretari, segretari regionali di partito... Poi ci sarebbero da abolire le Province, trasferendo il personale a Regioni e Comuni, con un risparmio di qualche miliardo. Poi, la famosa lotta all’evasione fiscale: leggo che solo il due per mille degli italiani dichiara più di 200 mila euro l’anno, solo l’uno per cento fra 100 e 200 mila. Eppure...». Eppure? «Noi, ad Anzio, stiamo costruendo il nuovo porto turistico, mille posti, 120 mila euro l’uno, e abbiamo già duemila potenziali acquirenti. Gli impiegati statali non devono arrabbiarsi quando vedono in giro tutti questi Suv, queste Porsche, mentre l’80 per cento del gettito fiscale proviene dai lavoratori dipendenti?». Savarino insiste: contribuire va bene, ma devono partecipare tutti: «Siamo sicuri che gli stessi tagli toccheranno ai magistrati, all’Avvocatura dello Stato, ai diplomatici? Perché l’Italia è il Paese delle categorie privilegiate e di quelle sempre tartassate. Esempio: i funzionari delle Authority guadagnano più dei funzionari pubblici dello stesso livello. All’Inail guadagnano più che nei ministeri, nei Comuni, nelle Regioni». Savarino presiede l’Associazione dei giovani dirigenti pubblici e assieme alla Scuola superiore della pubblica amministrazione sta preparando un dossier: dati sui tagli, proposte alternative: «Siamo stanchi di fare la "Cassa" di ogni governo».
Andrea Garibaldi
15:13 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, roma, anzio, dipendenti pubblici, tagli, polemiche, alto funzionario, ricorso, stipendio, decurtazione | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
21/05/2010
Il supermanager Sala: di sicuro non mi lamento Ma con i tagli generalizzati esodo dei migliori
Il supermanager Sala: di sicuro non mi lamento Ma con i tagli generalizzati esodo dei miglioriCOMPENSI RIDOTTI - «MEGLIO MENO STIPENDIO FISSO E PIÙ BONUS. NON DIMENTICHIAMO LE NOSTRE FORTI RESPONSABILITÀ», «Guadagno 289 mila euro da dirigente pubblico Nel privato erano ben di più»
ROMA - Premessa d’obbligo: «Dello stipendio non mi lamento. Con i tempi che corrono 289 mila euro non sono da buttare via». Anche perché quella retribuzione, 250 mila euro fissi più 39 mila variabili, colloca il direttore generale del Comune di Milano Giuseppe Sala, secondo il Fisco, fra i 76.888 contribuenti più facoltosi d’Italia. Ed è da sottolineare: contribuenti.
Certo, rispetto a quanto Sala guadagnava al tempo in cui era direttore generale di Telecom Italia, e parliamo di due milioni e mezzo di euro l’anno, possono sembrare briciole. Ed è anche per questo che lui si considera nel panorama della pubblica amministrazione una figura «anomala». Anche se lo è fino a un certo punto. Perché quando Giulio Tremonti comincerà a tosare i manager pubblici, non lo risparmierà. E questo, comprensibilmente, non rende felice né lui, né i dirigenti che dipendono da lui. I quali, prevede, «saranno colpiti tutti, naturalmente ». Perché tutti guadagnano oltre i 100 mila euro l’anno, la cifra incriminata. «Dimostrazione che la pubblica amministrazione tutto sommato paga ancora poco». Poco? 120 o 130 mila euro l’anno sono pochi? «Quello dei manager pubblici è un mondo talmente eterogeneo che interventi generici sono sempre poco sensati. C’è chi sta in prima linea e viene presentato come un semplice burocrate, e chi invece sta al sicuro in un ministero, o in un altro ufficio pubblico, con poche responsabilità».
Il direttore generale del Comune di Milano, per esempio, si considera uno di quelli «in prima linea, sotto una tensione continua, con rischi seri», perché di eventuali errori «si risponde anche patrimonialmente». Per non dire, aggiunge, «dei miei collaboratori che hanno migliaia di persone alle dipendenze, più di 30 anni di esperienza e portano a casa 160 mila euro l’anno. Sono tanti? Sono troppi?» Comunque sia, Tremonti ha deciso che vanno tagliati. «E le loro responsabilità dove le mettiamo? Vede, oggi ci sono due categorie di dirigenti pubblici: chi nasce e fa carriera nell’amministrazione e chi viene al contrario ingaggiato all’esterno dal privato, a tempo determinato. In questo modo si rischia di disincentivare questo percorso. Contenere le spese va bene, ma c’è un limite ». Il caso del Comune di Milano, secondo Sala, è un caso da manuale: «Questa è un’azienda che è molto più azienda di tante aziende private. Crede che i suoi dirigenti non abbiano un mercato, con retribuzioni di quel livello? Prendiamo quelli che si occupano di questioni urbanistiche. Siamo certi che gruppi come, faccio un esempio, Ligresti, non potrebbero offrirgli cifre molto più appetitose? Qualche caso si è già verificato...»
Decisamente, dunque, i tagli orizzontali di Tremonti non gli piacciono. «A giudicare dai provvedimenti presi finora», dice Sala, «nel governo ci sono due diverse impostazioni. Quella di Roberto Calderoli, che afferma il principio del contenimento delle posizioni amministrative. Cioè, un comune che non ha un tot di abitanti non può avere un direttore generale. Poi c’è la linea di Renato Brunetta, che punta sull’incentivazione e la trasparenza. Facendo sì che la collettività possa conoscere quanto guadagno e quanto rendo. Questo principio mi pare più accettabile, per tutti». Anche per chi deve far comunque quadrare i conti, e considera indispensabile tagliare? «Oggi il 10-15% della retribuzione di un manager pubblico è variabile. Dipende dai risultati. Sarebbe sufficiente accrescere la proporzione della fetta variabile». Sempre che poi, però, non accada come al solito: che tutti quanti alla fine dell’anno, senza alcuna distinzione, si ritrovano un bel dieci in pagella. Passando dal taglio orizzontale al bonus orizzontale. «Credo che ci sia spazio per un intervento, serio, con il quale dare più peso ai risultati. Sono convinto che i dirigenti non l’accoglierebbero negativamente. Va considerato che nella pubblica amministrazione il numero dei manager a tempo determinato è cresciuto, e queste persone sono mentalmente più disponibili a un discorso del genere ».
Al Comune di Milano, calcola Sala, «saranno circa il 30%. Tutta gente consapevole del fatto che alla scadenza del mandato del sindaco potranno essere confermati o meno. E tenga presente che costoro, i quali subiranno i tagli orizzontali della retribuzione, sono decisamente meno garantiti rispetto ai loro ben più remunerati colleghi privati». Possibile? «Altro che possibile, sicuro. Il dirigente pubblico preso dall’esterno, una volta scaduto il contratto, se non viene rinnovato va via e basta. Spesso senza nemmeno la classica stretta di mano. Mentre il dirigente privato che chiude il rapporto con l’azienda ha sempre diritto a una buonuscita dignitosa». Soltanto una considerazione: come sarà possibile modificare a colpi di tagli i contratti in essere? In Spagna, la faccenda è già finita davanti ai giudici.
Sergio Rizzo
11:44 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, tagli, stipendi, manager, dipendenti pubblici | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
18/05/2010
Tremonti: «Taglio del 5% dello stipendio dei parlamentari? E' solo l'aperitivo»
Tremonti: «Taglio del 5% dello stipendio dei parlamentari? E' solo l'aperitivo»Il ministro dell'Economia sulla manovra: «Dovranno preoccuparsi solo i falsi invalidi e gli evasori», «rispetteremo gli impegni presi con la ue sui conti pubblici, ma non aumenteremo le tasse»
![]() |
| Giulio Tremonti (Eidon) |
MILANO - «È ora di ridurre effettivamente il peso della mano pubblica»: così, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha parlato a Bruxelles in riferimento alla manovra di bilancio a cui il Tesoro sta lavorando. Il ministro - nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione dell'Ecofin - non è entrato nel dettaglio delle misure a cui si sta lavorando, limitandosi a dire, «dovranno preoccuparsi solo i falsi invalidi e gli evasori».
CORREZIONE DEL SISTEMA - La manovra che l'Italia si accinge a varare «deve essere una correzione non solo dei conti, ma del sistema» ha aggiunto Tremonti. «Se si costruisce bene una correzione, c'è anche una cifra etica», sostiene Tremonti, ribadendo l'impegno dell'Italia a «ridurre il debito pubblico perchè rappresenta un fattore di distorsione, ma noi non vorremmo che gli altri continuassero con gli antichi vizi di debito privato».
«RISPETTEREMO IMPEGNI UE» - «L'Italia ha ricevuto nel dicembre scorso indicazioni dalla Ue per la correzione dei propri conti pubblici. Noi intendiamo rispettare quegli impegni e quei numeri. Non c'è stato chiesto nient'altro». Esistono in Italia «margini di taglio della spesa pubblica tanto ampi da poter intervenire senza creare effetti distorsivi» sull'economia ha aggiunto il ministro dell'economia. «L'area della spesa pubblica è talmente ampia - ha sottolineato Tremonti - che può essere ridotta senza produrre un effetto recessivo».
PENSIONI - Poi Tremonti si è soffermato sul tema delle pensioni, una delle voci a cui potrebbe ricorrere il governo per migliorare i conti pubblici: «Se lei mi chiede (risponde a un giornalista in conferenza stampa ndr) se stiamo stravolgendo il sistema pensionistico le dico di no, perchè funziona bene. Abbiamo il sistema previdenziale più stabile d'Europa».
GLI STIPENDI DEI POLITICI - Il ministro dell'Economia si è anche detto d'accordo a una decurtazione dello stipendio per i parlamentari: «Ho sentito parlare di tagli agli stipendi dei parlamentari dell'ordine del 5%. Mi viene da sorridere. Per me è solo un aperitivo».
TASSE - «Non aumenteremo le tasse e non ci saranno interventi sui più deboli»: ha aggiunto ancora Tremonti. «Non metteremo le mani in tasca ai cittadini - ha sottolineato il ministro dell'Economia - ma ridurremo la spesa pubblica lì dove è meno produttiva e dove non ha un effetto recessivo».
Redazione online
16:46 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: economia, tremonti, ministro, tagli, spese, stipendi, dipendenti pubblici, parlamentari, falsi invalidi, evasori, evasione, rispetto, impeni | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
02/02/2010
Le Figaro: «Dipendenti pubblici in Sicilia? Che felicità»
Le Figaro: «Dipendenti pubblici in Sicilia? Che felicità»
IL CASO. Il quotidiano francese: «Stipendi aumentati del 38% mentre il governo aveva imposto la crescita zero»
![]() |
| Il governatore siciliano Lombardo (infophoto) |
PARIGI - «Stipendi record, boom degli effettivi, balletto di dirigenti a spese del contribuente: la regione siciliana ha uno strano modo di interpretare la crisi nella gestione dei propri funzionari»: lo si legge in un commento in prima pagina del quotidiano francese Le Figaro. «Fra il 2004 e il 2008, secondo l'ultimo rapporto della Corte dei Conti - prosegue il giornale - gli stipendi sono aumentati del 38% mentre il governo aveva imposto la crescita zero nelle remunerazioni del settore pubblico. Questi stipendi raggiungono in media 42,756 euro all'anno, cioè più del 40% di quello che guadagna un dipendente di ministero».
LE ACCUSE - Dopo aver illustrato l'aumento degli effettivi nella Regione, Le Figaro scrive che «nel corso del solo 2009, l'attuale governatore Raffaele Lombardo ha proceduto a due ondate successive di assunzioni di una ventina di dirigenti, pagati ognuno 150.000 euro l'anno, senza contare la macchina di servizio con autista. Tuttavia è al suo predecessore Salvatore Cuffaro, oggi accusato di connivenza con la mafia, che va soprattutto la censura dei magistrati. Gli ci sono voluti otto anni per far applicare la riforma che adegua le pensioni ai versamenti e non agli stipendi. Per sua fortuna, la Sicilia, regione a statuto autonomo, non deve rendere conti a Roma». (fonte: Ansa)
16:38 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, sicilia, aumento, stipendi, dipendenti pubblici | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook










