14/10/2011
Nuova Zelanda, la marea nera in diretta sul Web
Nuova Zelanda, la marea nera in diretta sul WebIl disastro della portacontainer Rena visto attraverso gli utenti di YouTube, Flickr e Twitter. Con timeline interattive e simulazioni virtuali sulle possibili conseguenze ambientali della fuga di petrolio.
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11/10/2011
Nave incagliata sulla barriera corallina. Onda nera « una catastrofe ecologica»
Nave incagliata sulla barriera corallina. Onda nera « una catastrofe ecologica»NUOVA ZELANDA. Minaccia di morte per pinguini blu, uccelli e pesci. Arrivati a Tauringa 250 scienziati da tutto il mondo.
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05/10/2010
Ungheria, diversi morti per una fuga di fanghi tossici
Ungheria, diversi morti per una fuga di fanghi tossiciE' successo ad Ajka, nell'ovest del Paese. A causare il disastro, la rottura di un argine di un contenitore all'aperto in uno stabilimento di lavorazione dell'alluminio. Almeno cento i feriti. Forse un errore umano all'origine dell'incidente.
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24/06/2010
Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”
Marea Nera, marinaio si suicida. “Disperato per il disastro”Il capitano di un’imbarcazione assoldato dalla Bp per la pulizia delle acque del golfo si è tolto la vita sparandosi con la sua pistola. Da quanto riferito dal suo equipaggio “era sconvolto dalla portata dell’inquinamento”
Un dramma personale scuote le operazioni per arginare il disastro provocato dalla marea nera, nel sud degli Stati Uniti. Il capitano di un'imbarcazione assoldato dalla Bp per partecipare alle operazioni di pulizia si è tolto la vita sparandosi un colpo alla testa. Come ogni giorno William Kruse, 55 anni, aveva raccolto l'equipaggio e si apprestava a partire dalla costa dell'Alabama. Poi ha detto ai marinai di andare a prendere del ghiaccio e quando sono tornati a bordo lo hanno trovato morto. Kruse, a quanto riferito, era rimasto sconvolto e adirato per i danni causati dalla fuoriuscita di greggio che sta devastando l'ecosistema delle coste meridionali degli Stati Uniti.
Intanto la Bp ha riposizionato il "tappo" che argina la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, dopo che era stato temporaneamente rimosso per un incidente causato da un robot sottomarino. Lo ha reso noto la stessa compagnia petrolifera che in una nota ha riferito che il sistema "ha ripreso a pompare petrolio e gas".
La rimozione del tappo aveva provocato un notevole aumento del flusso di greggio che ha già provocato il più grave disastro ambientale nella storia degli Usa, minacciando l'ecosistema della Louisiana e di altri Stati meridionali.
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18/06/2010
Marea nera, proteste contro il capo di BP
Marea nera, proteste contro il capo di BPL'amministratore delegato Tony Hayward: "Sono profondamente dispiaciuto per il disastro ambientale”. Audizione al Congresso ricca di tensione. La collera dei parlamentari e degli ambientalisti.
L'AD di Bp Tony Hayward ha affrontato oggi la collera dei parlamentari americani nel corso di un'audizione al Congresso, nella quale si è scusato per la peggior fuoriuscita di petrolio nella storia degli Stati Uniti dicendo che non avrebbe mai dovuto verificarsi. "Sotto la sua guida, Bp si è assunta i rischi più estremi", ha detto il parlamentare democratico Henry Waxman ad Hayward.
Intanto, gli investitori hanno accolto con favore l'accordo raggiunto ieri tra il colosso energetico britannico e la Casa Bianca per l'istituzione di un fondo da 20 miliardi di dollari per risarcire i danni derivanti dal disastro nel Golfo del Messico, giunto al suo 59esimo giorno. Quella di oggi è stata la prima volta di Hayward a Capitol Hill da quando, lo scorso 20 aprile, un'esplosione sulla piattaforma petrolifera offshore Deepwater Horizon ha ucciso 11 operai e danneggiato un pozzo sottomarino, facendo sì che un fiume di greggio si riversasse in mare. "L'esplosione e l'incendio a bordo della Deepwater Horizon e la conseguente fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico non avrebbero mai dovuto verificarsi, e sono profondamente dispiaciuto che siano accaduti", si legge nella trascrizione del suo intervento davanti alla commissione del Congresso.
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08/06/2010
Marea nera, Obama: "Quale sedere devo prendere a calci?"
Marea nera, Obama: "Quale sedere devo prendere a calci?"Il presidente americano, in un'intervista alla Nbc, alza la voce contro i responsabili del disastro ambientale nel Golfo del Messico. "La Bp ripagherà ogni persona che ha subito danni", dice. E Robert Redford gira un corto sulle conseguenze della macchia
Il presidente americano Barack Obama, a un mese e mezzo dall’esplosione della piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico, alza ancora la voce contro i responsabili del disastro ambientale. “Non me ne sto qui ad ascoltare gli esperti come se fossi al seminario di un college – ha detto in un’intervista alla Nbc –. Ci parlo per sapere da loro di chi sia il sedere che devo prendere a calci”. Il presidente ha tuonato anche contro Tony Hayward, amministratore delegato della Bp. “Dopo quel genere di commenti non lavorerebbe più per me”, ha affermato Obama. Il riferimento è alle parole che il numero uno della British Petroleum si è lasciato sfuggire nelle scorse settimane. “Nessuno più di me desidera che tutto questo finisca. Rivoglio una vita”, aveva detto.
Obama, criticato per la gestione dell’emergenza, ha ripetuto che la società petrolifera britannica ripagherà “appropriatamente ogni singola persona che ha subito danni”. Un sondaggio Washington Post/Abc, condotto tra circa 1.000 persone tra il 3 e il 6 giugno, ha rivelato che il 69% degli americani è convinto che il governo abbia fatto un lavoro "non così buono" o "poco soddisfacente" per contenere la crisi. Accuse arrivano anche da Robert Redford che, da ragazzo, ha lavorato nell’estrazione del greggio. L’attore, fondatore del Sundance Festival, ha criticato i politici per non aver preso alcun provvedimento contro le aziende petrolifere. “Continuano a sostenere le lobby del greggio – ha detto – ma dobbiamo cominciare a usare le energie alternative per creare un mondo più pulito”. Redford ha girato un corto di cinque minuti sui danni causati dalla marea nera.
Sono quasi 200 i chilometri di costa colpiti dalla fuoriuscita di petrolio. Dopo i rifugi degli animali selvatici in Louisiana e le isole in Mississippi e Alabama, il greggio ha raggiunto ora alcune delle famose spiagge bianche della Florida, dove l'industria del turismo vale 60 miliardi di dollari all'anno e offre lavoro a circa un milione di persone. La Bp, che progetta di sostituire l’attuale tappo con uno più grande, ha dichiarato di aver portato a 15.000 barili al giorno la raccolta del petrolio. Secondo gli esperti, però, dal tubo rotto in 24 ore escono circa 20.000 barili. L’inquinamento, quindi, continua. I danni causati dalla marea nera, dice il Wwf nella Giornata mondiale degli oceani, dureranno almeno 50 anni.
Redazione online
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16/04/2010
Caserta, arrestati 22 imprenditori per disastro ambientale
Caserta, arrestati 22 imprenditori per disastro ambientaleI proprietari di aziende bufaline campane, secondo gli inquirenti, versavano i rifiuti speciali derivanti dalle loro attività direttamente nei canali, inquinando fiumi e falde acquifere
Ventidue proprietari di aziende bufaline campane sono stati arrestati con l'accusa di disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti, avvelenamento di acque e scempio paesaggistico. Lo riferisce la Guardia di Finanza di Caserta. Secondo gli inquirenti gli imprenditori, tutti attivi nel Casertano e nella zona di Nola, versavano i rifiuti speciali derivanti dalle loro attività direttamente nei canali, inquinando fiumi e falde acquifere, compreso il bacino idrico dei Regi Lagni. Sequestrati inoltre quattro impianti di depurazione della acque reflue e 25 aziende zootecniche.
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