21/09/2010

Critiche online. Cacciati dall'Hotel

Critiche online. Cacciati dall'Hotel

SU TRIPADVISOR. Inghilterra, coppia aveva dato un brutto voto all'albergo

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17/08/2010

Lite con lo skipper, notte in strada per il calciatore della A.s. Roma Cerci

Lite con lo skipper, notte in strada per il calciatore della A.s. Roma Cerci

INTERVENGONO I CARABINIERI. Disavventura a Capri: l'attaccante giallorosso scaricato da comandante di yacht noleggiato per 100 mila euro

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14/04/2010

Washington, la sua auto è in ritardo Berlusconi 4o minuti sul marciapiede

Washington, la sua auto è in ritardo Berlusconi 4o minuti sul marciapiede

Piccola disavventura per il Cavaliere a margine del vertice sul nucleare. Il premier spazientito propone di tornare a piedi all'albergo. Ma la security dice di no...

 

Berlusconi all'arrivo al Convention Center di Washington. All'uscita però non c'era un'auto ad attenderlo (Reuters)
Berlusconi all'arrivo al Convention Center di Washington. All'uscita però non c'era un'auto ad attenderlo (Reuters)

WASHINGTON - Quaranta minuti sul marciapiede del Washington Convention Center ad attendere la sua macchina. La piccola disavventura è capitata ieri sera al presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, al termine della cena offerta dal presidente americano ai 46 capi di Stato e di governo che hanno preso parte al vertice sulla sicurezza nucleare.

«VADO A PIEDI» - Per un disguido sui tempi e sulle precedenze dei cortei delle delegazioni le macchine del servizio segreto americano dedicate al Cavaliere sono arrivate in forte ritardo rispetto all'uscita del Cavaliere. A un certo punto il capo del governo italiano si è indispettito e ha chiesto di andare a piedi sino al suo albergo, il Willard hotel. Il responsabile del servizio segreto americano ha però opposto un netto rifiuto e alla delegazione italiana non è rimasto che attendere con pazienza che la macchina del Cavaliere e il resto della scorta fosse pronto.

Marco Galluzzo


16/12/2009

Londra, filma edifici: arrestata italiana

Londra, filma edifici: arrestata italiana

 

CINQUE ORE IN CELLA IN VIRTU' DELLE LEGGI SUL TERRORISMO. La disavventura di Simona Bonomo, 32 anni

 

LONDRA - Arrestata secondo le leggi anti-terrorismo, tenuta in cella per cinque ore e poi multata, semplicemente per aver filmato alcuni edifici. È successo a Simona Bonomo, 32 anni, un'italiana che a Londra frequenta un corso d'arte alla London Metropolitan University. Bonomo ha raccontato al quotidiano britannico The Guardian, di essere stata avvicinata da due «agenti di supporto», una sorta di poliziotti di quartiere, mentre il 19 novembre stava girando un piccolo filmato amatoriale nell'area di Paddington.

FERMATA - Quando gli agenti le hanno chiesto perché stava filmando e lei ha risposto loro «per divertimento», uno dei due ha ribattuto: «Ti piace guardare quegli edifici. Stai filmando per divertimento? Non ti credo». Quando la studentessa si è rifiutata di far vedere il filmato al poliziotto, questi ha incalzato: «Posso guardarlo comunque se voglio, se credo abbia a che fare con il terrorismo. Stai filmando un sito importante». Gli agenti hanno poi accusato Bonomo di comportarsi in maniera indisponente e, affermando che stava comunque andando in bicicletta in contromano, hanno minacciato di multarla. Poi, dopo averla lasciata per qualche minuto, gli agenti sono tornati con rinforzi e, accusandola di essere aggressiva, l'hanno ammanettata e portata in centrale. Dopo cinque ore di reclusione, è stata rilasciata con una multa di 80 sterline per disturbo dell'ordine pubblico. Bonomo, che il giorno dopo è tornata sul posto per raccogliere le testimonianze di alcuni muratori che hanno assistito all'arresto, contesta la multa. Il filmato che contiene le testimonianze dei muratori sembra corroborare la sua versione dei fatti.

NON È UN CASO ISOLATO - Quello della 32enne italiana non è un caso isolato. Nell'ultimo mese diversi fotoreporter, turisti e fotografi amatoriali sono stati fermati per aver scattato fotografie a monumenti o edifici londinesi. Il quotidiano The Independent aveva avviato una campagna stampa per chiedere conto di questi interventi della polizia, segnalando i casi di persone fermati per essersi fermate a scattare innocenti foto turistiche e pubblicando anche una guida dettagliata ai diritti da far valere in questi casi (se e quando si è obbligati a dichiarare le generalità, con quali motivazioni può intervenire la polizia ecc) secondo le leggi britanniche. E proprio in questi giorni i responsabili hanno risposto dando istruzioni (e pubbliche assicurazioni) per evitare che i controlli di polizia, anche in base alle leggi antiterrorismo, violino i diritti dei cittadini britannici e dei turisti.

corriere.it


08/06/2009

Viaggia nel gelo sulle scalette del treno e si filma con il telefonino

Viaggia nel gelo sulle scalette del treno e si filma con il telefonino

 

Il ragazzo è stato soccorso da un macchinista. La disavventura di Chad Vance, 19enne americano in vacanza: «Pensavo di morire»

 

PORT AUGUSTA (Australia) - Ha viaggiato per oltre due ore rannicchiato sulle scale esterne di un treno nel gelo di una notte australiana. Poteva trasformarsi in tragedia l'avventura di Chad Vance, diciannovenne americano in vacanza da circa tre settimane in Australia. Il giovane, originario dello stato dell'Alaska, stava portando a termine un viaggio in treno di 3000 km dal nord al sud dello sterminato paese anglofono. Giovedì scorso durante una sosta intermedia a Port Augusta, nel sud del paese, il ragazzo si è fermato troppo tempo in città ed è arrivato in stazione mentre il treno stava partendo. Istintivamente ha cominciato a rincorrere il convoglio ed fortunatamente è riuscito ad afferrare un corrimano che si trovava sulla parte esterna del treno. Successivamente si è accovacciato su una scaletta posta tra due vagoni ed è rimasto qui fino a quando un macchinista non l'ha soccorso e portato in salvo.

FILMATO - Quando l'odissea del giovane è finita, il treno aveva già percorso 200 km a una velocità media di 110 km/h. Secondo l'ufficio di meteorologia locale la temperatura media nei territori attraversati in quelle due ore dal treno era di otto gradi, ma a causa del vento gelido e dall'alta velocità del convoglio, il giovane che indossava una T-shirt, un jeans e un paio di stivali, ha dovuto combattere con una temperatura che ha toccato anche i -7 gradi centigradi. Mentre era in pericolo sulle scale del treno Chad Vance è riuscito anche a filmarsi con il suo telefono cellulare e a raccontare quei terribili momenti. Alla fine del filmato si vede il giovane dichiarare con amara ironia: «Cercavo un avventura. Ne ho trovata una». Ad attirare l'attenzione di Marty Wells, il macchinista che per primo ha intravisto il ragazzo accovacciato sulle scale esterne del treno, sono state le grida d'aiuto di Vance. Dopo aver visto il volto del giovane, il macchinista ha immediatamente premuto il freno d'emergenza e assieme ad altri membri dell'equipaggio ha portato in salvo il diciannovenne. Una volta salito sul treno al ragazzo americano è stato offerto un piatto di minestra. Più tardi è andato a dormire in una cuccetta dopo aver fatto una doccia calda.

COMMENTI - I testimoni raccontano che il diciannovenne, al momento del soccorso, era molto provato. «Chad è un ragazzo molto fortunato» ha dichiarato al "Sunday Mail" il suo "salvatore" Marty Wells. «Quando l'abbiamo portato nella cuccetta, era molto pallido e le sue labbra erano diventate blu. Ci mancavano ancora tre ore prima che il treno effettuasse la prossima fermata. In questo lasso di tempo se non fosse stato soccorso, avrebbe potuto facilmente morire di ipotermia o svenire e cadere giù dal treno». Lo stesso Vance ha dichiarato di aver temuto il peggio: «Ho pensato che stavo per morire. Se fossi caduto a quella velocità su una roccia, penso che davvero non ce l'avrei fatta». Tuttavia il diciannovenne ha confessato ai media di non aver raccontato nulla ai genitori: «Non voglio che la prossima volta che vado fuori si preoccupino per me» ha spiegato il giovane americano

Francesco Tortora