22/01/2012
Dopo quasi tre anni le macerie dell'Aquila attendono gli escavatori donati dalla Fiat
Dopo quasi tre anni le macerie dell'Aquila attendono gli escavatori donati dalla FiatPOST-TERREMOTO. Misteriosamente spariti sei mezzi donati alla Protezione civile
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30/09/2010
Terzigno, “il premier ha detto che la discarica non aprirà”
Terzigno, “il premier ha detto che la discarica non aprirà”L’annuncio del sindaco del comune da giorni teatro di scontri e tensioni, dopo un incontro con il presidente del Consiglio. Intanto, giovedì le popolazioni vesuviane si fermeranno per la giornata di lutto contro “la morte del Parco”
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12/07/2010
Rifiuti, 14 arresti in sette regioni per traffico illecito
Rifiuti, 14 arresti in sette regioni per traffico illecitoDalla Toscana alla Campania alcuni imprenditori sono finiti in manette per associazione a delinquere finalizzata allo smercio ilegale della spazzatura. Eseguiti sequestri in tutta Italia dai carabinieri del Noe
Il Noe dei carabinieri ha arrestato 14 persone in tutta Italia per concorso in traffico illegale di rifiuti speciali e tossici e falso. Il blitz dei militari, coordinati dal capitano Ultimo Sergio Di Caprio, è scattato in 7 regioni: Lazio, Campania, Marche, Umbria, Toscana, Puglia e Abruzzo. Quattro gli arresti nel Lazio, tre a Frosinone e uno a Viterbo. Sotto accusa per la destinazione illegale dei rifiuti, secondo quanto si apprende, è la discarica di Cerreto, frazione del comune di Roccasecca in provincia di Frosinone.
Le indagini hanno messo in luce che i fanghi dei rifiuti, anziché essere trattati secondo le norme di legge, venivano sparsi nei terreni delle campagne del Casertano. In particolare un'impresa di Gricignano d'Aversa aveva l'incarico di ritirare i liquami presso le abitazioni prive di collegamenti alle fogne. Gli stessi liquami avrebbero dovuti essere trattati e inertizzati ma venivano gettati nelle zone non abitate della provincia campana.
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31/05/2010
Rifiuti, indagato il sindaco di Palermo
Rifiuti, indagato il sindaco di PalermoAvrebbe impartito gli ordini su come gestire l'ex municipalizzata e anche la discarica. Inchiesta sulla discarica di Bellolampo gestita dall'Amia: Cammarata accusato di disastro doloso
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| Il sindaco di Palermo Diego Cammarata (Ansa) |
PALERMO - Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata (Pdl), è indagato dalla Procura nell'ambito dell'inchiesta sulla discarica di Bellolampo gestita dall'Amia, l'ex azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti. Al primo cittadino del capoluogo siciliano vengono contestate ipotesi di reato che vanno dal disastro doloso all'inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva della discarica, fino all'abbandono dei rifiuti speciali. Secondo l'accusa, infatti, Cammarata avrebbe impartito gli ordini su come gestire l'ex municipalizzata e anche la discarica. L'avviso di garanzia, firmato dal Pm Geri Ferrara, è stato notificato al sindaco lunedì mattina.
LA DISCARICA E IL LAGO DI PERCOLATO - Oltre a Cammarata, per presunte irregolarità nella gestione della discarica di Bellolampo sono indagate altre 12 persone: in pratica tutti i vertici dell'Amia dal 2007. Tra questi Gaetano Lo Cicero, fino a pochi mesi fa commissario liquidatore dell'ex municipalizzata, e i dirigenti Aldo Serraino e Giovanni Gucciardo, che si sono alternati nella gestione del sito di Bellolampo. Al centro dell'inchiesta la formazione dell'enorme lago di percolato, il liquido rilasciato dai rifiuti, altamente inquinante, che si è formato nella discarica. Nelle scorse settimane dagli accertamenti disposti dai pm Calogero Ferrara e Maria Teresa Maligno, titolari del fascicolo, era emersa la presenza di solfiti, nitrati e metalli nelle acque di alcuni pozzi della zona. Da qui l'ipotesi che il percolato si sia infiltrato nel sottosuolo e nella falda acquifera. Il percolato, inoltre, sarebbe tracimato a valle, finendo per inquinare il torrente Celona che alimenta il canale Passo di Rigano, le cui acque finiscono nel mare dell'Acquasanta. Proprio per accertare se il torrente e le acque sotterranee siano state contaminate specificamente dal percolato, i pm hanno disposto una serie di analisi tuttora in corso. Verranno prelevati campioni che saranno congelati e inviati in un laboratorio di Milano, unico in Italia a fare questo tipo di accertamenti. I pubblici ministri indagano pure sullo smaltimento delle ecoballe provenienti dalla raccolta differenziata che, invece di essere dirottate nei centri speciali, sarebbero finite in discarica insieme ai rifiuti ingombranti e ai tronchi delle palme uccise dal punteruolo rosso.
IL PRIMO CITTADINO E L'EMERGENZA - L’iscrizione del sindaco Cammarata nel registro degli indagati è soltanto l’ultimo tassello dell'«emergenza rifiuti», una situazione ai limiti della sopportabilità per chi vive a Palermo, costretto a fare i conti con strade invase da cumuli di sacchi d’immondizia ai margini delle carreggiate, e puntuali roghi notturni di cassonetti. Nelle scorse settimane, intorno al nome della discarica palermitana di Bellolampo si erano pronunciati più o meno tutti. I commissari che attualmente gestiscono l’Amia avevano denunciato ancora una volta la situazione critica dell’impianto, dovuta principalmente alla necessità di trovare una soluzione al problema del percolato che sta lentamente saturando la quarta vasca della discarica. I vertici nazionali di Legambiente con una nota chiedevano fosse mantenuta viva l’attenzione su una emergenza che sembrava «destinata all’oblio». Una criticità tangibile, insomma, della quale però nessuno sembrava intenzionato ad assumersi la paternità, dando piuttosto vita ad un continuo botta e risposta tra i palazzi sede dell’amministrazione comunale da una parte, e Regionale dall’altra. Lo stesso sindaco Cammarata alcune settimane fa, sottolineando il «disinteresse» mostrato dal presidente della Regione Raffaele Lombardo nei confronti della vicenda, chiedeva che fosse istituito un tavolo tecnico-istituzionale con il ministero dell’Ambiente, per trovare una rapida soluzione per il problema dello smaltimento dei rifiuti. Una pretesa, quella del primo cittadino di Palermo, cui Lombardo replicava rimproverando «il mancato avvio della raccolta differenziata e la dissipazione - da parte del Comune - delle risorse riservate all’Amia». La decisione del pm Geri Ferrara, dunque, sebbene non sia destinata a risolvere l’emergenza rifiuti a Palermo, appare comunque un atto utile per identificare, una volta per tutte, almeno sulla carta, il responsabile di questa situazione.
«IL GOVERNO LO SOLLEVI DALL'INCARICO» - «Finalmente grazie all'azione della magistratura stanno trovando riscontro le battaglie fatte dal Pd rispetto alle responsabilità diretta del sindaco Diego Cammarata nella gestione dell'Amia, nella nomina dei suoi amministratori e nelle assunzioni»: così il consigliere comunale Saltavore Orlando (Pd) ha commentato l'avviso di garanzia notificato al sindaco di Palermo. «Cos'altro aspetta il governo a sollevare dall'incarico il sindaco di Palermo?» ha chiesto dal canto suo il senatore Fabio Giambrone, commissario regionale siciliano di Italia dei Valori. «Dai brogli alla gestione scellerata dei rifiuti,nonostante il nostro dossier dettagliatissimo consegnato all'assessore Chinnici ed agli organi competenti, - aggiunge il dipietrista - attendiamo una presa di posizione che restituisca chiarezza e legalità al comune di Palermo».
Redazione online
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