04/10/2011

Altro che tagli, la casta chiede sacrifici ma preparava un blitz per assumere gli amici

Altro che tagli, la casta chiede sacrifici ma preparava un blitz per assumere gli amici

Un paio di mesi fa gli onorevoli hanno cercato di mettere a segno un colpaccio. Con la scusa di regolarizzare trenta dattilografi precari si cerca di aprire la strada all'assunzione indiscriminata di almeno 400 persone tra funzionari e portaborse. Per il momento Fini ha bloccato tutto: il regolamento non permette di assumere personale senza concorso. Ma c'è chi vuole cambiare il nostro ordinamento interno

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04/01/2011

L'esercito rifiuta il caporal maggiore Fabri: «Inidonea perché incinta»

L'esercito rifiuta il caporal maggiore Fabri: «Inidonea perché incinta»

DISCRIMINAZIONI MILITARI. Precaria da 5 anni. Non potrà partecipare al concorso per l'assunzione a tempo indeterminato. Ricorre al Tar

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10/05/2009

Boldi contro i David di Donatello «Ingiusto il premio dato solo a De Sica»

Boldi contro i David di Donatello «Ingiusto il premio dato solo a De Sica»

 

IL CASO.«Discriminato perché milanese»

 

MILANO—Neanche le uvette gli hanno lasciato. Neanche un candito. «Vent’anni di cinepanettoni fabbricati insieme tutti finiti nelle fauci di Christian... Ci sono rimasto male davvero», sospira Massimo Boldi. No, quel David Speciale assegnato a De Sica per l’insieme dei film di Natale dall'Accademia del Cinema su proposta del presidente Gian Luigi Rondi, a lui non va proprio giù. «Ma come — si indigna — quelle pellicole le abbiamo fatte insieme, una dopo l’altra. Nel 2000 ci hanno addirittura dato un David di coppia "per aver portato al cinema 50 milioni di spettatori". Insieme abbiamo vinto 17 Biglietti d’oro. Ma ora premiano solo lui, come se io non fossi mai esistito. Mi ignorano. Peggio che fossi morto».

E’ così arrabbiato Boldi che ha dato incarico al suo legale, l’avvocato Alberto Pojaghi, di procedere a tutela dei suoi diritti. «Certo, l’omissione è innegabile— conferma quest’ultimo —. Bisogna vedere se ci sono gli estremi per una denuncia ». «Non avrei mai creduto... » prosegue Boldi, in questi giorni impegnato tra Lodi e dintorni sul set di I fratelli Benvenuti, fiction di sei puntate per Canale 5. La motivazione del David a De Sica parla di 25 film di Natale, mentre insieme ne avete girati «solo» 20. «La nostra collaborazione si è interrotta con Natale a Miami, nel 2005. Dopo, ciascuno ha girato altri film natalizi per conto suo. Cinque Christian, cinque io. Siamo pari». Come la spiega allora? «Intanto perché sono milanese. Un corpo estraneo in un ambiente romanocentrico. Poi c’è la rottura con Christian e con Aurelio De Laurentiis, produttore potentissimo. Dopo la morte di mia moglie avevo bisogno di ricominciare da capo. Loro se la sono presa moltissimo ».

Ma con Christian come sono rimasti i rapporti? «Ci sentiamo, lui è venuto a vedere il mio La fidanzata di papà, io avevo pensato di proporgli un seguito del film che ci fece incontrare tanti anni fa, Yuppies... Ma in privato non ci siamo mai frequentati, non siamo mai stati amici veri. Troppo diversi. Lui è un De Sica, un abile salottiero, una Mara Venier del cinema... Io vengo da una famiglia comune, mi sono fatto le ossa nel cabaret, mi invento le battute. Sono stato io, quando lui era un ragazzo grassottello e sconosciuto, a dargli per primo una mano. E adesso... Lui ha preso il David per un successo per metà anche mio».

Ritirando la statuetta, De Sica ha detto: «La divido idealmente con registi e produttori». Nessun cenno a Boldi. «E pensare che l’anno scorso Rondi mi invitò ai David per consegnare il premio alla Buy. Stavolta neanche una telefonata». La facciamo noi. Presidente Rondi, perché il David solo a De Sica? «Perché ha partecipato a tutti e 25 i titoli di Natale ». Però 25 ne ha fatti anche Boldi... «Beh, ma Christian in questo momento è più famoso: oltre che attore è regista e fa anche il musical. Insomma una figura più completa dal punto di vista dello spettacolo. Però ho anche grande simpatia a di Boldi, così pulito e perbene. Con lui ho girato l’unico film in cui appaio, nei panni di me stesso: Festival di Pupi Avati. Se ci è rimasto male mi spiace davvero. Cercheremo di rimediare».

Giuseppina Manin


01/10/2008

Carfagna in campo per i gay «Aggravanti a chi discrimina»

Carfagna in campo per i gay «Aggravanti a chi discrimina»

A Parigi esordio europeo per la responsabile delle Pari opportunità. Il ministro: «Io non ce l'ho con gli omosessuali, voglio che sia chiaro. Servono norme più severe e dico sì ai DiDoRe»

 

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PARIGI — È emozionata e rincorre le parole, lì nella conferenza sul palco dell'istituto del mondo arabo di Parigi. A ogni intervento, appena cominciato, già ripete: «... mi avvio a concludere ». E chissà se la paura di Mara Carfagna è di non riuscire a dire tutto, proprio lì. Nel suo esordio da ministro in Europa. Tutto quello che in Italia sta cercando di fare per un ministero che si chiama Pari opportunità e per il quale in questi due giorni a Parigi si è trovata a confronto con tutti i ministeri dell'Unione Europea.

Due giorni intensi. Densi. Spagna e Francia, Svezia, Lussemburgo, Grecia, Repubblica Ceca: ce ne è da sentire, capire, appuntare. Nell'esordio della conferenza a prendere la parola è stata Patricia Prendiville, il direttore esecutivo del-l'Ilga, l'associazione europea degli omosessuali. Ha sciorinato dati sulle discriminazione dei gay, in Europa. Numeri che superano il 70 per cento, un po' ovunque. «Questo è un problema che voglio tenere in considerazione », commenta il ministro Carfagna. E dice: «Per questo sto preparando una norma che prevede un'aggravante per gli atti di discriminazione di tipo sessuale. Qualsiasi atto di discriminazione ». Non sta scherzando, garantisce.
Anzi, dice ancora: «L'articolo 3 della Costituzione parla chiaro. E non vuole discriminazioni di tipo sessuale, così come non le ammette per la religione, la cultura l'età. Ecco perché l'aggravante verrà prevista anche per quegli atti di violenza che vengono perpetuati soltanto per contestare un orientamento sessuale ».

È seria, Mara Carfagna: «Io non ce l'ho con gli omosessuali. Vorrei che sia chiaro ». È decisa: «Sono anche favorevole a una legge che riconosca loro i diritti che oggi non hanno». Per capire: è d'accordo con i Didore che stanno preparando i ministri Gianfranco Rotondi e Renato Brunetta. Spiega, infatti: «Non è nel programma di governo una legge sui diritti degli omosessuali, ma va bene farla».
Quando è salita sul palco per confrontarsi con le ministre dell'Unione Europea, Mara Carfagna ha raccontato del suo disegno di legge sulla prostituzione, del garante dell'infanzia, della legge sullo stalking. Ma ha aspettato di scendere da lì per annunciare qualcosa che nel resto dell'Europa è già un progetto diffuso e da noi sembrava un sogno lontano: «Stiamo preparando un progetto di integrazione per i rom».


Usa il plurale il ministro Carfagna perché garantisce: «Questo progetto lo stiamo portando avanti in tre ministeri: l'Interno e l'Istruzione insieme al mio. È un progetto di integrazione e di alfabetizzazione, quest'ultimo destinato soprattutto a più piccoli. Ai bambini».
Progetto di integrazione per i rom d'Italia? Cosa prevede? Quanti soldi verranno stanziati? Dzamila Stehlikovà, ministro dei Diritti umani della Repubblica Ceca, ha spiegato che in Europa ci sono ben undici Paesi già impegnati in un progetto internazionale di un decennio, cominciato nel 2005. E da noi che succede? «Ci stiamo lavorando in tre a questo progetto», ripete il ministro Carfagna. E spiega: «Non me la sento di dire da sola queste cifre, queste informazioni. Ma garantisco che il progetto è in piedi ed è serio e non sono soltanto chiacchiere».