20/04/2012
Dietrofront del governo: non sarà cancellata l'esenzione dal ticket sanitario per i disoccupati
Dietrofront del governo: non sarà cancellata l'esenzione dal ticket sanitario per i disoccupatiIl disegno di legge di riforma del mercato del lavoro. La nota del ministero: solo un refuso nel testo, la norma sarà ripristinata con un emendamento dell'esecutivo
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22/05/2010
Intercettazioni, Alfano: «Con ddl pari dignità a riservatezza e indagini»
Intercettazioni, Alfano: «Con ddl pari dignità a riservatezza e indagini»Preoccupazione del Dipartimento di giustizia Usa: «Sono essenziali per i pm». Il ministro: intesa con Washington, «molte delle cose temute non sono vere». bersani: faremo ostruzionismo
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| Il ministro della Giustizia Angelino Alfano (Ansa) |
MILANO - Pari dignità ai diritti di riservatezza, cronaca e indagini. Così il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha sintetizzato il contenuto del disegno di legge sulle intercettazioni. Un intervento, ha sottolineato, per «ripristinare la verità sugli effettivi contenuti del ddl dato che troppe cose tra quelle che vengono annunciate, dette o temute, non corrispondono al testo in esame al Senato».
USA: ESSENZIALI PER INDAGINI - Le prese di posizione contro il provvedimento non sono mancate. Anche gli Stati Uniti si sono espressi in merito, per bocca del sottosegretario al Dipartimento di giustizia Lanny Brauer: «Non vorremmo mai che succedesse qualcosa che impedisse ai magistrati italiani di fare l'ottimo lavoro svolto finora: le intercettazioni sono uno strumento essenziale per le indagini». Ha quindi ricordato che «l'Italia ha fatto grandi progressi nelle indagini e nel perseguimento di gruppi mafiosi operanti entro i suoi confini, ma siamo consapevoli che insieme possiamo fare di più». Ed è stato lo stesso Alfano in serata a gettare acqua sul fuoco, sottolineando che «c'è piena intesa con Washington su modalità e obiettivi della cooperazione contro il crimine organizzato, come testimoniano i numerosi contatti e incontri a tutti i livelli tra le competenti autorità dei due Paesi. Come confermato da una successiva nota stampa dell'ambasciata americana a Roma, l'esponente Usa non ha inteso in alcun modo entrare in valutazioni di merito sulla legislazione italiana in materia di intercettazioni che ha esplicitamente dichiarato di "non conoscere"».
PD: OSTRUZIONISMO - La nuova legge sulle intercettazioni in discussione al Senato che prevede pene pesanti per editori e giornalisti in caso di pubblicazione fa discutere il mondo politico e la società civile. Non sono bastate a placare le critiche che arrivano da più parti al testo le aperture rese note dal relatore, il senatore Roberto Centaro (Pdl), su possibili sanzioni più miti nei confronti dei cronisti. Tanto che anche la tv satelitare Sky è scesa in campo annunciando ricorsi a tutte le corti di giustizia europee in caso di approvazione della legge. L'opposizione annuncia la lotta in Parlamento. «È doverosa ogni pratica ostruzionistica - tuona Pier Luigi Bersani all'assemblea del Pd -. La giusta esigenza di eliminare l'abuso delle intercettazioni e la loro conseguente diffusione, si sta ribaltando in norme che danneggiano gravemente le indagini e mettono un bavaglio all'informazione sconosciuto a ogni Paese democratico». Il portavoce dell'Italia dei Valori Leoluca Orlando annuncia una mobilitazione anche fuori dai palazzi della politica: «Se passerà il ddl sulle intercettazioni comprese le norme che prevedono il carcere per i cronisti, ci autodenunceremo tutti e chiederemo di essere incarcerati. Siamo tutti giornalisti. Questa è dittatura. Faremo una durissima opposizione senza se e senza ma, comprese azioni eclatanti, ma sempre nel rispetto della legge. L'Europa deve sapere costa sta accadendo in Italia».
ALFANO: INFORMAZIONE TRASPARENTE - Dal canto suo il ministro Alfano spiega che il ddl garantisce «il diritto a un'informazione ufficiale e trasparente e non il diritto all'acquisizione e divulgazione illecita di atti riservati». Alfano chiarisce «gli effettivi contenuti del ddl», ricordando che il comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, in una raccomandazione del 10 luglio 2003, «ha ribadito che i giornalisti devono riferire ed effettuare commenti sul sistema giudiziario penale, ma nel rispetto del principio della presunzione d'innocenza , che fa parte integrante del diritto a un equo processo». E sottolinea che «di conseguenza, opinioni e informazioni relative ai procedimenti penali in corso, dovrebbero essere diffuse attraverso i media solo se ciò non è lesivo della presunzione d'innocenza dell'indagato o dell'imputato; inoltre, nella raccomandazione, si auspica una informazione regolare nell'ambito dei procedimenti penali di interesse pubblico. Ma questa informazione deve essere fornita dalle autorità giudiziarie e dagli organi investigativi purché ciò non rechi pregiudizio al segreto istruttorio e non intralci i risultati dei procedimenti».
MAFIA E TERRORISMO - Nessuna modifica, precisa il ministro, è stata introdotta «rispetto alle intercettazioni per la ricerca dei latitanti». E per i reati di mafia e terrorismo «sarà possibile continuare a utilizzare le intercettazioni, telefoniche visive e ambientali, in ogni luogo sia pubblico che privato». Sarà anche «possibile utilizzare i risultati delle intercettazioni in procedimenti per mafia e terrorismo, anche se realizzati per procedimenti diversi». E «nell'ambito dei reati ambientali, nel caso in cui vi sia una connessione con reati di mafia, non vi sarà alcun tipo di limitazione temporale alle intercettazioni». Se per i «reati ordinari, per disporre le intercettazioni ambientali, sarà necessario che nei luoghi interessati sia in corso attività criminosa, il c.d. sospetto di flagranza», per i reati di mafia e terrorismo «non è prevista alcuna limitazione». Alfano precisa che anche «il limite di 75 giorni alle intercettazioni è valido solo per reati ordinari e non è continuativo, per cui sarà possibile intercettare i soggetti indagati anche in momenti e periodi differenti, in relazione alle scelte investigative del pm». Si è previsto anche che l'autorizzazione alle intercettazioni sarà concessa da un collegio giudicante e non da un singolo magistrato «per fornire maggiori garanzie al cittadino». E sempre per «una reale tutela della privacy e del regolare svolgimento delle indagini, è previsto il divieto di rilascio di copia di verbali, di supporti e decreti sulle intercettazioni»; ed «è inoltre vietata la trascrizione di conversazioni riguardanti fatti, circostanze e persone estranei alle indagini».
MONTEZEMOLO - Sul tema è intervenuto anche il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo che, interpellato dai giornalisti in merito proprio al ddl intercettazioni a margine delle celebrazioni per gli 80 anni della Pininfarina, elogia l'iniziativa di Sky: «Condivido la linea degli editori e ho visto anche come un editore importante e innovativo come quello di Sky segnali un'anomalia rispetto ad altri Paesi europei. Credo che ci sia la necessità, da un lato, di tutelare la privacy poiché la pratica delle intercettazioni non è più accettabile nei confronti dei singoli cittadini, e dall'altra di utilizzare uno strumento fondamentale in tante indagini e processi». Per Carlo Malinconico, presidente della federazione italiana degli editori (Fieg), «queste sanzioni non hanno vera giustificazione se non quella di esercitare pressione sugli editori che in molti casi rischiano la stessa sopravvivenza. Si tratta di un ulteriore intervento penalizzante per la categoria, già duramente colpita dalle recenti iniziative normative».
Redazione online
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09/03/2010
Legittimo impedimento, rush finale Dal Pd una valanga di emendamenti
Legittimo impedimento, rush finale Dal Pd una valanga di emendamenti
Finocchiaro: «Il paese sta marcendo e noi discutiamo dei problemi del premier». Il ddl al Senato. Schifani accorda all'opposizione tempi adeguati per il dibattito, ma chiede: no ostruzionismo
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| Renato Schifani, presidente del Senato (Eidon) |
ROMA - Battaglia in Senato durante l'esame del disegno di legge sul legittimo impedimento che prevede 18 mesi di "scudo" giudiziario per il premier e i ministri. Il testo è arrivato a Palazzo Madama dopo il primo via libera della Camera. Puntuale, con l'inizio della seduta (sospesa dopo pochi minuti e poi ripresa), l'ostruzionismo dell'opposizione.
OSTRUZIONISMO - Il senatore del Pd Francesco Sanna ha preso la parola per chiedere la correzione di alcuni aspetti del verbale della seduta precedente. A una successiva richiesta di verifica del numero legale, accordata dal presidente Schifani, la seduta è stata sospesa per alcuni minuti per mancanza dello stesso. Quindi il Pd ha chiesto e ottenuto di avere più tempo per la discussione: «Riteniamo impossibile che su questo provvedimento si proceda per tempi contingentati. È questa la nostra richiesta con cui ci accingiamo alla discussione di questo ddl» ha detto la presidente dei senatori Anna Finocchiaro. Stessa richiesta dal capogruppo dell'Idv Felice Belisario: «La discussione su un provvedimento importante come il legittimo impedimento non può essere compressa in tempi che sono una camicia di forza». Schifani ha replicato: «Mi impegno a fare in modo che il dibattito avvenga con ampiezza di tempi per consentire l'illustrazione delle parti sostanziali di un provvedimento così delicato». Quindi ha dato la parola al relatore Franco Mugnai (Pdl). Finite le relazioni sono state illustrate le cinque pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'opposizione, tutte bocciate dall'Aula, e si è aperta la discussione generale.
EMENDAMENTI - Schifani ha dunque spiegato che si farà garante perché l'opposizione abbia tempi adeguati per discutere il ddl, ma ha anche invitato il centrosinistra a «selezionare e concentrare» le proprie proposte riducendo il numero degli emendamenti presentati (1.585). A quelli del Pd si aggiungono i cento dell’Italia dei Valori. L’Udc ha presentato sette emendamenti e se il provvedimento non verrà modificato «il nostro voto - ha detto il presidente dei senatori Gianpiero D’Alia - sarà l’astensione. Il testo presentato dalla maggioranza non rispecchia assolutamente la nostra proposta». «Opposizione durissima» promette anche l'Idv.
FINOCCHIARO - «Il paese sta marcendo e noi siamo qui a discutere di legittimo impedimento e cioè sempre dei problemi del presidente del Consiglio» attacca Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, annunciando un'opposizione che «non farà sconti al governo e alla maggioranza». Il Pd, aveva annunciato la senatrice, intende denunciare che vengono «violati i diritti dell'opposizione perché i tempi stabiliti e contingentati per la discussione del provvedimento sono ridicoli vista la delicatezza della materia trattata». Con questo ddl, aggiunge, «si viola il principio di uguaglianza. Si certifica che chi è più forte, potente e ha più mezzi prevale su chi è meno potente».
DI PIETRO - Per Antonio Di Pietro «il legittimo impedimento è una legge incostituzionale sulla quale alla fine o il capo dello Stato, la Corte Costituzionale o l'Italia dei Valori con i suoi referendum farà giustizia». Riguardo all'ostruzionismo che le opposizioni stanno facendo in Parlamento, Di Pietro sottolinea che «l'Idv l'ostruzionismo l'ha fatto dal primo giorno e mentre informavamo i cittadini del pericolo in corso ci davano dei catastrofisti; oggi è dimostrato che c'è un governo che addirittura minaccia il capo dello Stato, ci auguriamo dunque che prevalga la resistenza a questo fascismo di ritorno».
Redazione online
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13/11/2009
Via libera al ddl taglia-burocrazia Obbligo giuramento per neo-assunti
Via libera al ddl taglia-burocrazia Obbligo giuramento per neo-assunti
Sì al cambio di residenza online, carta d'identità a dieci anni. Tutti gli statali al momento dell'assunzione dovranno prestare giuramento, pena il licenziamento
MILANO - Via libera del consiglio dei ministri al disegno di legge taglia-burocrazia. Il provvedimento prevede, tra l'altro, la carta dei doveri della pubblica amministrazione. «In fondo, se volete, è acqua fresca. Ma dalla parte dei cittadini» ha detto il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, mettendo in risalto che le novità previste dal ddl collegato alla Finanziaria realizzano talvolta idee semplici ma innovative. «Da oggi diciamo stop alle molestie della pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini», ha aggiunto il ministro.
LE NOVITÀ - Il ddl taglia-burocrazia è un collegato alla Finanziaria ed è composto da tre titoli e 35 articoli. Nel provvedimento sono contenute anche norme concordate con i ministri della Giustizia, degli Esteri, della Gioventù e della Semplificazione. È quanto ha spiegato in conferenza stampa Brunetta, illustrando il provvedimento che comprende anche la delega al governo per l’emanazione della Carta dei doveri della pubblica amministrazione. Tra le novità il provvedimento introduce il giuramento per i dipendenti neo assunti della pubblica amministrazione. Secondo il ddl, tutti i dipendenti pubblici al momento dell'assunzione dovranno prestare giuramento, altrimenti saranno licenziati. Nel testo sono previste anche sanzioni per mancata comunicazione delle assenze per malattia da parte della p.a. al Dipartimento della funzione pubblica. Le norme - ha detto il ministro - garantiscono maggiore «semplificazione e ammodermanento» oltre che «minor peso» della burocrazia e «più dignità, basti pensare al giuramento». Il provvedimento anti-burocrazia prevede inoltre la possibilità di effettuare il cambio di residenza senza recarsi fisicamente allo sportello (sarà infatti possibile effettuarlo online). Novità anche per la carta d'identità che sarà rilasciata a coloro che hanno compiuto i dieci anni anziché a 15.
GLI AUGURI VIA E-MAIL - Nel giorno del via libera al ddl taglia-burocrazia Brunetta ha anche firmato una circolare con la quale invita le amministrazioni pubbliche a utilizzare la posta elettronica per lo scambio degli auguri, in particolare di quelli nel periodo natalizio.
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23/07/2009
Csm: il ddl Alfano sul processo penale viola alcuni principi costituzionali
Csm: il ddl Alfano sul processo penale viola alcuni principi costituzionali
Il plenum boccia le norme chiave del provvedimento e approva così il parere della VI commissione, contro il disegno di legge hanno votato tutti i togati, i laici del centrosinistra e Mancino
ROMA - Viola principi costituzionali, come l'obbligatorietà dell'azione penale e la ragionevole durata dei processi, e avrà effetti «gravi» sull'efficacia delle indagini, il ddl del ministro Alfano sulla riforma del processo penale. Il plenum del Csm ha approvato con qualche piccola modifica il parere della VII commissione, che boccia le norme chiave del provvedimento. A favore hanno votato tutti i togati, i laici del centrosinistra, il vicepresidente del Csm Nicola Mancino. Contrari i laici di centrodestra; astenuto il laico dell'Udc Ugo Bergamo.
MANCINO - Tuttavia, secondo Mancino, l'approvazione del documento non è di fatto una bocciatura da parte del Csm del ddl di riforma del processo penale, semmai un «parere articolato» sul provvedimento proposto dal governo. «Non si può parlare di bocciatura, - ha detto il vicepresidente del Csm - ma di un parere articolato, perchè il Consiglio superiore non approva e non boccia nulla».
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12/06/2009
La Camera approva il ddl intercettazioni Ed è bagarre. Idv: «Proteggete i ladri»
La Camera approva il ddl intercettazioni Ed è bagarre. Idv: «Proteggete i ladri»
Il testo passa all'esame al Senato. napolitano: «mi riservo di esaminare il testo». Berlusconi presente alla seduta. Scrutinio segreto, 17 voti a favore dall'opposizione. Dai banchi del Pdl: «Buffoni»
La protesta dei deputati dell'Italia dei Valori nell'Aula della Camera durante la votazione sul disegno di legge sulle intercettazioni. Nei cartelli si legge: «Libertà di informazione cancellata», «Pdl: proteggiamo delinquenti e ladri», «Vergogna», «Morta la libertà di informazione, uccisa dall'arroganza del potere» (Ansa)
ROMA - La Camera dice sì al ddl sulle intercettazioni, dopo che il governo ha ottenuto la fiducia. I sì sono stati 318, 224 i no, un solo astenuto. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. E si riaccendono le polemiche, magistrati e giornalisti in testa. Il presidente Napolitano, interpellati sull'argomento, ha chiesto tempo: «Mi riservo di esaminare il testo approvato dalla Camera, di seguire il successivo iter parlamentare e poi di prendere le decisioni che mi competono».
VOTO A SCRUTINIO SEGRETO - La votazione finale si è tenuta a scrutinio segreto: lo ha indicato il presidente della Camera Gianfranco Fini, spiegando che la richiesta è stata avanzata dal gruppo del Pd. Silvio Berlusconi è stato presente a tutta la seduta, accanto al ministro della Giustizia Angelino Alfano. «Ora chiederemo una rapida lettura da parte del Senato - ha assicurato il Guardasigilli -. Crediamo di aver prodotto un testo che dopo un anno di lavoro ha raggiunto un punto di equilibrio ragguardevole tra la tutela della privacy e delle indagini, l'articolo 15 e l'articolo 21 della Costituzione».
CARTELLI DELL'IDV: «VERGOGNA» - Dopo la lettura dei risultati del voto, in Aula è scoppiata la bagarre. Dai banchi dell'Italia dei Valori tuona la protesta e i deputati mostrano cartelli come «Libertà di informazione cancellata», «Vergogna», «Oggi è morta la libertà di informazione uccisa dall'arroganza del potere», «Pdl: protegge i delinquenti e ladri». Immediato l'intervento dei commessi, mentre il presidente Fini dichiarava sospesa la seduta. Dai banchi del centrodestra si è levato un coro: «Buffoni, buffoni!». Già prima un «testa vuota» era volato dai banchi della Lega, durante l'intervento del capogruppo Idv Massimo Donadi, che anche oggi ha usato parole di fuoco per bocciare il disegno di legge. «Gli insulti della Lega sono lo strumento per mascherare l'assoluta mancanza di argomenti nel giustificare il voto favorevole a un provvedimento criminogeno come la legge sulle intercettazioni - ha replicato Silvana Mura, deputata dell'Idv -. La Lega sa bene che sta tradendo i suoi elettori e rendendo lettera morta i provvedimenti sulla sicurezza di Maroni». Per il Carroccio parla il presidente dei deputati Roberto Cota: «La legge andava fatta perché ci sono abusi e sprechi da tanto tempo. Questo testo assicura l'uso delle intercettazioni come strumento di indagine, non pone alcun limite di utilizzo per i reati più gravi e garantisce i cittadini contro violazioni indebite della loro vita priva».
«VENTI VOTI DALL'OPPOSIZIONE» - Il ministro Alfano si è detto soddisfatto per l'esito del voto. «Abbiamo preso 20 in più dei nostri. Il voto segreto ci ha premiato, visto che nel computo dei voti a favore ci sono 20 voti in più rispetto a quelli della maggioranza. Significa che circa il 20% dell’opposizione condivide le nostre tesi». E il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: «La Camera ha confermato la scelta del governo sulle intercettazioni anche con il concorso di un settore dell'opposizione. Questo allargamento della maggioranza è avvenuto perché anche in settori dell'opposizione c'era coscienza dell'insostenibilità di una situazione marcata da molte irregolarità e c'è stata anche una reazione di rigetto alla subalternità del Pd alla linea truculenta e forcaiola dell'Idv». Dai tabulati risulta che all'opposizione sono mancati 17 voti. Se tutti i deputati avessero votato compatti secondo le indicazioni dei gruppi e contando l'astensione del deputato delle Minoranze Karl Zeller, il provvedimento sarebbe dovuto passare con 301 sì e 242 no, a fronte degli effettivi 318 sì e 224 no.
PD: IMPOSSIBILE ANTITERRORISMO - Ma il Pd attacca. «Il ddl toglie alla magistratura uno dei più efficaci strumenti di indagine - dice la deputata Olga D'Antona -. Se questa legge fosse stata già in vigore gli arresti, avvenuti tra la scorsa notte e questa mattina nell'ambito dell'azione antiterrorismo, non sarebbero stati possibili. Mi auguro che al Senato ci possa essere un ripensamento». Dal mondo dell'informazione arriva un nuovo appello, dopo quello lanciato alla vigilia del voto alla Camera: «La Fieg e la Fnsi si uniscono ancora per rinnovare al Parlamento, ora in particolare al Senato, e a tutte le forze politiche l'appello a scongiurare l'introduzione nel nostro ordinamento di limitazioni ingiustificate al diritto di cronaca e di sanzioni sproporzionate a carico di giornalisti ed editori. Le previsioni del ddl approvato con ricorso al voto di fiducia violano il fondamentale diritto della libertà d'informazione».
00:48 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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