12/01/2012
Stermina la famiglia e brucia la casa Tragedia a Trapani: cinque morti
Stermina la famiglia e brucia la casa Tragedia a Trapani: cinque mortiIn fiamme un'abitazione in via Omero. 40enne disoccupato uccide ex moglie, figlia, suocera e cognato. Poi appicca le fiamme e si suicida lanciandosi dalla finestra.
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01/08/2011
Spacca una gamba a un senegalese «Parlavo in dialetto e non mi capiva»
Spacca una gamba a un senegalese «Parlavo in dialetto e non mi capiva»NEL TREVIGIANO. Vittorio Veneto. Un pregiudicato disoccupato ha così giustificato l'aggressione a un 49enne immigrato. E' stato arrestato per lesioni aggravate
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26/09/2010
Francia: l'ex ct della Nazionale Domenech ha chiesto il sussidio di disoccupazione
Francia: l'ex ct della Nazionale Domenech ha chiesto il sussidio di disoccupazioneIl contestatissimo tecnico starebbe preparando una causa contro la federazione. L'ex allenatore dei bleus beccato a fare la domanda in un'agenzia del lavoro di Parigi
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09/07/2010
Tenta di uccidere la nonna di 98 anni «Volevo liberarla dal demonio»
Tenta di uccidere la nonna di 98 anni «Volevo liberarla dal demonio»L'uomo ha colpito l'anziana al volto con pugni e calci, poi ha tentato di strangolarla con la corda di una tapparella
Ha tentato di uccidere la nonna di 98 anni, probabilmente in preda a un raptus di follia, forse innescato dall'abuso di psicofarmaci e droga. Si è scagliato contro l'anziana colpendola al volto con calci e pugni, poi ha tentato di strangolarla con la corda di una tapparella. Lui è un operaio (ma probabilmente al momento senza lavoro) bolognese di 34 anni, con un passato di tossicodipendenza: è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile che sono intervenuti ieri sera in via Enrico de Nicola, nella zona di Casteldebole. Ai militari, l'uomo ha detto che la nonna era «posseduta dal diavolo» e che aveva cercato «di far uscire il demonio» dal suo corpo.
A chiamare i carabinieri è stata la madre dell'uomo, 61 anni: ha detto che il figlio si era scagliato contro l'anziana, apparentemente senza motivo. Arrivati sul posto, i militari hanno trovato l'uomo in uno stato di fortissima alterazione. La nonna giaceva a terra, esanime. Ora è ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Maggiore. Non ha riportato fratture ma ha un grande numero di ecchimosi.
L'aggressore ha un passato di tossicodipendenza grave. In casa sua sono stati sequestrati 6 grammi di hashish e agli esami l'uomo è risultato positivo alle benzodiazepine, oltre che ai cannabinoidi. Gli inquirenti ipotizzano che a scatenare la furia omicida sia stato un cocktail esplosivo di droga e psicofarmaci. Visto il suo stato di alterazione psicofisica, il 34enne è stato sottoposto a cure in ospedale, sedato e trasportato nel reparto di psichiatria del Malpighi, dove è piantonato, a disposizione del pm Enrico Cieri che coordina l’inchiesta. A carico dell'uomo è stata ipotizzata l'accusa di tentato omicidio aggravato dall'aver commesso il fatto nei confronti di un congiunto convivente.
Redazione online
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18/03/2010
Non gli giocò la schedina da 37 milioni Operaio fa causa al suo tabaccaio
Non gli giocò la schedina da 37 milioni Operaio fa causa al suo tabaccaio
Eraclea, disoccupato poteva vincere 37 milioni di euro. Adesso è senza lavoro e con quatto figli a carico. Udienza il 10 giugno

VENEZIA - Tre. Quattro. Sette. Quarantaquattro. Cinquantadue. Ottantanove. Quella striscia di sei numeri se la ricorderà per tutta la vita. Voleva giocarli, insieme ad altri otto, il 18 novembre del 2008, il giorno prima che quei sei numeri fossero estratti come sestina vincente del Superenalotto, ma un problema al terminale della sua tabaccheria di fiducia glielo impedì sul momento e poi il tabaccaio, nonostante se ne fosse impegnato, se ne dimenticò. Il jackpot era di 36 milioni 718 mila 687 euro e 18 centesimi. Una cifra impressionante, che gli avrebbe cambiato la vita, tanto più che oggi, con quattro figli a carico, ha anche perso il lavoro da operaio in una grande fabbrica metalmeccanica e dunque è disperato. Dopo un anno e mezzo, però, T.P., 37enne di Eraclea, ha deciso: quei soldi li vuole e li chiederà di fronte ad un giudice contro colui che quel danno enorme gliel’ha causato. «Il mio cliente era arrivato puntuale all’appuntamento con la dea bendata - sintetizza in maniera efficace il suo legale Luca Pavanetto, che ha firmato il ricorso - ma la negligenza altrui glielo ha impedito. Ora si trova ad affrontare una situazione che è di vero sconquasso totale, per questo chiediamo una sentenza esemplare». Il tribunale di San Donà ha già fissato l’udienza per il 10 giugno prossimo.
Tecnicamente quel 18 novembre ci sarebbe stato quello che il legale definisce «un contratto di mandato non rispettato». T.P. si era presentato alle cinque del pomeriggio da F.G., suo tabaccaio di fiducia in piazza Garibaldi ad Eraclea. Compilò una schedina con un sistema di 14 numeri, che da mesi continuava a giocare tutte le settimane: tutti numeri legati ad eventi famigliari e che dunque erano una sorta di schema fisso. In quel momento però il sistema non era in funzione («ma non era segnato da nessuna parte all’esterno », spiega il legale) e dunque i due, che si conoscevano da tempo, si mettono d’accordo. Il giocatore lascia al tabaccaio i numeri da giocare e i sette euro di importo della schedina e questi si appunta su un foglietto: «T. pagata se non giocata chiamare» e il numero di cellulare da contattare in tempo utile per potergli consentire di farlo altrove. «Te la giocherò appena il sistema si riattiverà», lo rassicura. Alle 19,33 dello stesso giorno però arriva la telefonata in cui F.G. comunica a T.P. che non è riuscito a giocarla in quanto la linea è rimasta interrotta. Il mancato milionario ha di fronte la fidanzata e il padre di lei e comunica loro subito quanto accaduto, augurandosi che non fosse davvero la schedina vincente. Nemmeno se lo sentisse. E infatti l’indomani quando vengono estratti i numeri e nessun italiano fa jackpot lui si sente ribollire il sangue. Quei quasi 37 milioni di euro potevano finire nelle sue tasche se fosse stata giocata la sua combinazione. «Me li sogno di notte», dice. Il giorno seguente T.P. si era recato alla tabaccheria chiedendo spiegazioni e il proprietario si era scusato per l’accaduto dicendo che oramai «non ci dormiva la notte per l’errore commesso» e fotocopiava il post-it su cui erano scritte le indicazioni. «Il mio cliente aveva dato l’incarico ad una persona di cui si fidava ciecamente di svolgere una determinata opera e l’aveva pagata», continua il legale. Fin qui la versione dell’uomo. Il tabaccaio, contattato, nega tutto ma non entra nei dettagli. «La mia versione è molto diversa ma la dirò in tribunale - taglia corto -. Ne vedremo delle belle». L’uomo ha dato mandato all’avvocato Alessio Vianello, che per ora però non si espone. «Stiamo studiando le carte e valutando altre iniziative non solo difensive per fare luce su una situazione che presenta tante zone grigie», sottolinea il legale.
Alberto Zorzi
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| Tag: cronaca, eraclea, venezia, operaio, disoccupato, denuncia, tebaccaio, schedina, superenalotto, vincita, jackpot | OKNOtizie |
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02/03/2009
Pelè: miliardario, ma con la pensione
Pelè: miliardario, ma con la pensione
Possiede un patrimonio da sogno: ma ha chiesto e ottenuto 1000 euro al mese come ex calciatore, e sui giornali si vanta: pago il cinema la metà e viaggio gratis sui trasporti pubblici
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| Pelè mentre pone le sue impronte nel corridoio delle stelle del calcio posto all'ingresso principale dello Stadio Maracanà di Rio De Janeiro (Reuters) |
RIO DE JANEIRO (BRASILE) - Certo alla sua epoca non si guadagnava come oggi. Ma essere stato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, secondo o alla pari con Diego Maradona, gli ha permesso di mettere da parte anche negli anni '60 e '70 un discreto gruzzoletto. Incrementato grazie agli investimenti oculati e alla pubblicità. Tanto da fargli dire che ha un patrimonio che, se «ben gestito», risparmierà ai suoi nipoti il «bisogno di lavorare». Ma dall’anno scorso, Edson Arantes Do Nascimiento, in arte Pelè, si è registrato presso la previdenza brasiliana come ex atleta professionista e da ottobre riceve una pensione mensile di «quasi 3.000 reais», ovvero poco meno di 1.000 euro. «Pago la metà al cinema e non pago il trasporto pubblico», ha detto l’ex fuoriclasse del Santos e della nazionale brasiliana in un intervista al magazine «Veja».
GUADAGNI - «Ma non sono diventato ricco con il calcio, come fanno i giocatori di oggi. Ho guadagnato grazie alle palestre e alla pubblicità, quando ho smesso di giocare. Ho fatto molta pubblicità», ha precisato Pelè, «ma mai per bevande alcoliche, politica, religione o tabacco. In occasione dei Mondiali del 1994 l’azienda del whiskey Johnnie Walker era disposta a pagare qualsiasi cifra per stampare la mia immagine sull’etichetta delle bottiglie di Black Label, ma io non accettai». Pelè ha inoltre affermato di avere ridotto l’agenda di lavoro a partire dal 2008, l’anno in cui ha deciso di avvicinarsi alla vita del pensionato: «Prima passavo solamente due mesi l’anno in Brasile - ha detto ancora - ma voglio cambiare questo stile di vita per dedicarmi ai miei figli, al mio sito e al Litoral, la mia squadra di ragazzi a Santos. Dopo i Mondiali del 2014 voglio diventare un pensionato a tutti gli effetti, perché per diritto già lo sono».
16:09 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: pelè, miliardario, pensione, indennità, riconoscimento, disoccupazione, disoccupato | OKNOtizie |
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20/11/2008
Torino: disoccupato picchiato da una gang muore dopo 9 giorni di agonia
Torino: disoccupato picchiato da una gang muore dopo 9 giorni di agoniaI carabinieri indagano: si pensa ad atto di bullismo o a regolamento di conti. Sandro Peisino, 37 anni, era stato aggredito in un giardinetto il 9 novembre scorso per motivi misteriosi
TORINO - Picchiato in modo selvaggio e costretto in un letto di ospedale per nove giorni. Fino al decesso, avvenuto martedì scorso. È giallo a Torino intorno alla morte di Sandro Peisino, un disoccupato di 37 anni. I carabinieri della Compagnia di Mirafiori e del nucleo investigativo stanno cercando eventuali testimoni dell'aggressione avvenuta due domeniche fa.
AUTOPSIA - Oggi è stata eseguita l'autopsia, ma il medico mantiene il più stretto riserbo. Per quanto riguarda il movente potrebbe trattarsi di un gesto di bullismo o, forse, di un raid punitivo dietro al quale si nascondo motivi ben precisi: i militari dell'Arma, coordinati da pm Sabrina Noce, non escludono nessuna pista. Peisino è stato aggredito la sera del 9 novembre, in un giardinetto del popolare quartiere di via Malta. Non gli sono stati portati via i pochi soldi che aveva in tasca e non aveva con sè il telefono cellulare. Indizi che escludono quindi l'ipotesi della rapina. «Lo hanno insultato, circondato e picchiato», hanno riferito ai militari dell'Arma alcuni residenti che avevano chiamato il 112. La vittima, separato e con un figlio, soffriva da qualche tempo di depressione.
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| Tag: torino, disoccupato, aggredito, morto, agonia | OKNOtizie |
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