09/12/2010

Pd e Idv sfiduciano il governo. In piazza

Pd e Idv sfiduciano il governo. In piazza

Nel fine settimana prima del voto, il centrosinistra chiama a raccolta i sostenitori: il Partito democratico sfila a Roma, l’Italia dei valori va a Bologna. Il Pdl risponde schierando i gazebo, ma il 14 protestano pure operai e studenti

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26/08/2010

Studio shock su Hitler: aveva origini ebraiche e la prova è nel suo Dna

Studio shock su Hitler: aveva origini ebraiche e la prova è nel suo Dna

Uno studio genetico condotto sui parenti del Führer dimostra in modo scientifico che il dittatore non era affatto ariano. Ben 39 discendenti del fondatore del Reich sono stati sottoposti a esami

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27/12/2009

Ancora scontri in piazza a Teheran «Uccisi quattro manifestanti»

Ancora scontri in piazza a Teheran «Uccisi quattro manifestanti»

 

Interrotte le comunicazioni con i cellulari. Bloccato l'accesso a molti siti. Nella capitale iraniana secondo giorno di disordini. I siti riformisti: «La polizia ha aperto il fuoco sulla folla»

 

TEHERAN - Ancora violenza a Teheran. Per il secondo giorno consecutivo, la capitale iraniana è teatro di scontri tra la polizia e le migliaia di manifestanti anti governativi, in particolare nelle piazze Imam Hossein e Engelab e nel quartiere Pich Shemrun. Almeno quattro manifestanti, secondo il sito dell' opposizione Rahesabz, sono stati uccisi. La pagina online vicina ai riformisti spiega che tre manifestanti sono stati colpiti da «tiri diretti» sparati da «forze militari» sul viale Enghelab, la grande arteria che attraversa Teheran da est a ovest. Il sito afferma che uno dei suoi giornalisti ha assistito all'episodio. Il quarto manifestante, secondo Rahesabz, è stato ucciso non molto lontano, all'incrocio fra viale Enghelab e viale Vali-asr, senza fornire altri dettagli. Sia Rahesabz che Jaras, altro sito dell'opposizione, affermano che il corpo della quarta vittima è stato sollevato a braccia dalla folla dei manifestanti che, sempre stando ai siti, sarebbero decine di migliaia. Secondo alcune fonti, sarebbe inoltre in corso una contro-manifestazione organizzata dai sostenitori del presidente Mahmoud Ahmedinejad. Stando alle testimonianze la polizia avrebbe aperto il fuoco sulla folla. Fra le vittime ci sarebbe un uomo anziano, colpito alla fronte e trasportato via da altri manifestanti. Migliaia di persone, giunte a piccoli gruppi, si sarebbero radunate nella piazza di Enghelab, nel centro della capitale iraniana, nonostante la massiccia presenza della sicurezza. La polizia sarebbe subito intervenuta prima con i gas lacrimogeni e poi caricando la folla, che avrebbe incendiato dei cassonetti. L’opposizione contraria ad Ahmedinejad aveva convocato per domenica mattina delle manifestazioni a margine delle cerimonie per l’Ashura, la principale festività religiosa sciita.

(Ap)
(Ap)

«A MORTE IL DITTATORE» - La folla, scesa in piazza per la festività sciita dell'Ashura che coincide con il settimo giorno di lutto per la morte dell'ayatollah dissidente Hossein Alì Montazeri, ha scandito slogan contro il presidente Mahmud Ahmadinejad, urlando «A morte il dittatore».

INTERROTTA RETE CELLULARI - A Teheran risultano interrotte le comunicazioni con i telefoni cellulari. Anche l'accesso a molti siti internet è bloccato. Nel frattempo elicotteri continuano a sorvolare la città, mentre continuano ad arrivare notizie di incidenti, localizzati soprattutto nell'area centrale della capitale. Scontri fra forze dell'ordine e oppositori sono in corso anche nella città di Isfahan, nel centro dell'Iran, e nella vicina Najafabad, città natale del grande ayatollah riformista Hossein Ali Montazeri, morto qualche giorno fa.


07/08/2009

Teheran in piazza: «A morte il dittatore»

Teheran in piazza: «A morte il dittatore»

 

Ancora proteste in iran per l'elezione di ahmadinejad. I seguaci del leader dell'opposizione Mousavi si sono trovati in una piazza della capitale iraniana

 

 

Manifestanti in piazza a Teheran
Manifestanti in piazza a Teheran

TEHERAN- Una nuova sfida al regime. Centinaia di persone si sono ritrovati a piazza Venak nel centro della capitale iraniana. E tutti insieme hanno gridato: «A morte il dittatore». E suonano il clacson delle auto. La polizia in tenuta anti sommossa ha circondato i manifestanti, ma al momento non sta reagendo, raccontano testimoni.

LA MANIFESTAZIONE- Una nuova protesta proprio l'indomani del giuramento di Mohamud Ahmadinejad per il suo secondo mandato. Una sfida al regime dopo il divieto di manifestazioni. Il leader dell'opposizione Hossein Mousavi, a capo del movimento, ha dichiarato più volte che l'elezione di Ahmadinejad è «illegittima». I manifestanti rischiano di andare in galera. Intanto il neo- presidente sta preparando una lista dei suoi ministri.

PRESIDI ANCHE IN ALTRE PIAZZE - Agenti e milizie basiji sono schierati anche nelle altre maggiori piazze e nelle strade centrali della capitale iraniana, mentre gruppi di persone si stanno progressivamente radunando nei luoghi delle proteste post-elettorali. Secondo testimoni, la polizia ha tentato di disperdere alcuni dimostranti. «Stanno chiedendo ai manifestanti di lasciare la zona altrimenti saranno arrestati», ha riferito un testimone.


18/02/2009

Battuta di Berlusconi sui desaparecidos L'Argentina convoca l'ambasciatore

Battuta di Berlusconi sui desaparecidos L'Argentina convoca l'ambasciatore

 

Frase pronunciata durante la campagna elettorale sarda a Cagliari. Secondo fonti di Roma si tratta di un equivoco: il premier voleva stigmatizzare chi lo considera un dittatore

 

 

BUENOS AIRES - Il ministero degli Esteri dell'Argentina ha convocato l'ambasciatore italiano, Stefano Ronca, per esprimere «la profonda preoccupazione» per le presunte frasi attribuite al premier Silvio Berlusconi sulla tragedia dei desaparecidos.

SCHERZO MACABRO - Tutto nasce venerdì scorso durante la chiusura della campagna elettorale a Cagliari per le regionali della Sardegna. Secondo il quotidiano argentino Clarin, che cita un servizio dell'Unità, Berlusconi avrebbe «scherzato» sulla vicenda dei desaparecidos in Argentina e sulla fine delle persone sequestrate dai militari. «Li portavano sull'aereo poi dicevano: è una bella giornata, andate fuori un po' a giocare», avrebbe detto il Cavaliere riferendosi voli della morte, con i quali venivano eliminati gli oppositori (spesso dopo essere stati torturati) del regime militare tra il 1976 e il 1983). Le vittime venivano lanciate vive e sedate da aerei militari nelle acque del Rio de la Plata.

EQUIVOCO - Fonti del governo italiano precisano che si tratta di un equivoco. Il presidente del Consiglio intendeva all'opposto sottolineare l'efferatezza dei crimini commessi contro i dissidenti e la tragedia dei desaparecidos per spiegare, aggiungono le fonti, come si sentisse offeso e insultato dai suoi oppositori che lo paragonano ai dittatori.

CLAMORE IN ARGENTINA - L'articolo di Clarin ha un richiamo in prima pagina dal titolo «Berlusconi, macabro con i desaparecidos», e precisa che «non è chiara la ragione» delle frasi del primo ministro italiano sui desaparecidos. L'articolo del quotidiano è stato ripreso dall'agenzia locale Telam e ha subito avuto ampia eco nelle tv e nei siti online a Buenos Aires, dove la presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, Estela de Carlotto, ha detto di «sentirsi offesa» dopo aver letto quanto riferito dal quotidiano. «Nei confronti degli argentini - ha ricordato - c'è sempre stata grande solidarietà, sia dai precedenti governi italiani sia da parte della giustizia».