22/06/2010

La Cina fa apprezzare lo yuan

La Cina fa apprezzare lo yuan

La valuta cinese può oscillare tra +0,5% e -0,5% rispetto al tasso scelto. Fissato un tasso di cambio di riferimento di 6,7980 sul dollaro rispetto ai 6,8275 di lunedì

 

PECHINO - La Cina ha fissato un tasso di cambio di riferimento per la sua valuta, lo yuan, di 6,7980 per un dollaro, confermando la sua volontà di lasciare che lo yuan si apprezzi gradualmente.

TASSO DI RIFERIMENTO - Il tasso di riferimento è quello intorno al quale le autorità monetarie cinesi consentono allo yuan di oscillare tra il + 0,5% e il - 0,5%. Dato che il tasso di riferimento si riferisce agli yuan che un dollaro può comprare sui mercati finanziari, un tasso di riferimento più basso indica un apprezzamento della valuta cinese. Lunedì la banca centrale cinese, la «People's Bank» of China, aveva fissato il tasso di riferimento a 6,8275.

Redazione online


07/06/2010

Partono male le borse europee: Milano perde oltre l'1,50%

Partono male le borse europee: Milano perde oltre l'1,50%

L'euro ha toccato quota 1,1888 sul dollaro, valore minimo dal 10 marzo 2006. In rosso tutte le principali piazze finanziarie. Male anche in Asia: Tokyo chiuso con un calo del 3,84%

 

TOKYO - Apertura negativa per le principali piazze finanziarie europee: in ribasso per Piazza Affari dove l'indice Ftse Mib segna un ribasso dell'1,67% a 18.421 punti. In rosso anche l'All Share che perde l'1,63% a 19.068, e l'indice Star che lascia sul terreno lo 0,92% a 10.173,61 punti. Parigi perde l'1,57% e Londra l'1,21%. In rosso anche Francoforte e Amsterdam che perdono rispettivamente l'1,08% e l'1,52%.

MALE ANCHE L'ASIA - La settimana si era aperta male già con i dati asiatici, a cominciare da Tokyo, dove la Borsa ha chiuso perdendo il 3,84%. a 9.520,80 punti, dopo aver toccato un minimo giornaliero di 9.502,62 punti. Sullo sfondo i deboli dati sul lavoro Usa, ma soprattutto i timori di nuovi problemi sul debito in Europa, legati all'Ungheria.

L'EURO TOCCA IL MINIMO DAL 10 MARZO 2006 - L'euro è scambiato a 1,1903 dollari e 108,64 yen sul mercato dei cambi di Tokyo, contro 1,1966 dollari e 109,72 yen di venerdì a Wall Street. Lo yen passa di mano a 91,26 sul dollaro, contro 91,69 yen di venerdì. La moneta unica in mattinata ha toccato quota 1,1888 sul biglietto verde, il valore minimo dal 10 marzo 2006.


04/06/2010

Borse in calo, tonfo a Milano e New York L'euro scivola ai minimi da marzo 2006

Borse in calo, tonfo a Milano e New York L'euro scivola ai minimi da marzo 2006

Mercati finanziari in forte calo, per Wall Street seconda peggiore seduta dell'anno. Sotto quota 1,21 contro dollaro, il livello più basso da quattro anni. Piazza Affari cede il 3,79%

 

Traders preoccupati a Wall Street (Ap)
Traders preoccupati a Wall Street (Ap)

MILANO - Borse pesanti in Europa nell'ultima seduta della settimana, con Milano tra le peggiori: il Ftse Mib ha chiuso la seduta con un pesante ribasso, -3,79%. A pesare sui listini europei lo scivolone del comparto bancario, penalizzato dalle voci riguardanti forti perdite sui derivati per la banca francese Société Générale e i timori sulla situazione delle finanze dell'Ungheria. A Milano pesanti soprattutto Intesa Sanpaolo e Unicredit. Ma la situazione non è stata difficile soltanto nel vecchio continente: Wall Street ha fatto registrare una chiusura fortemente negativa con l'indice Dow Jones in perdita del 3,13% a 9.933,94 punti, il Nasdaq in arretramento del 3,63% a 2.219,17 punti e lo S&P 500 in calo 3,42% a 1.065,13 punti. Il Dow Jones dall'inizio del 2010 è in calo del 4,8%, il Nasdaq del 2,2% e lo S&P 500 del 4,5%.

EFFETTO DISOCCUPAZIONE - Per la Borsa newyorkese si tratta della seconda peggiore seduta dell'anno, ai livelli minimi dal febbraio 2008. Negli Stati Uniti gli ultimi dati sul mercato del lavoro in America hanno deluso le attese. A maggio sono stati creati 431 mila nuovi posti di lavoro: molti ma meno degli oltre 500mila previsti in media dagli analisti, tenuto conto del fatto che nella maggior parte dei casi si tratta di assunzioni temporanee per un censimento. Guardando al solo settore privato la creazione di nuovi è rallentata ai livelli più bassi dall’inizio dell’anno. Nel frattempo, secondo il dipartimento del Lavoro Usa, il tasso di disoccupazione ha mostrato un nuovo calo, di due decimali al 9,7 per cento; ma anche questa voce racchiude fattori non rassicuranti. Rappresenta solo coloro che sono attivamente alla ricerca di un lavoro, mentre ne sono esclusi quelli che, scoraggiati, rinunciano a cercarlo, fenomeno particolarmente accentuato nelle fasi di recessione prolungata.

LE ALTRE BORSE EUROPEE - In deciso calo, oltre a Milano, le altre Borse europee: Francoforte ha chiuso in calo dell'1,91%, Londra ha perso l'1,63% mentre ancora più netto il calo a Parigi, arretrata del 2,86%. Madrid è crollata nel finale, lasciando sul terreno il 3,8 per cento.

L'EUROAI MINIMI - Intanto l'euro scende sotto la soglia 1,21 dollari e aggiorna i minimi da quattro anni. La moneta unica europea ha toccato un minimo di seduta di 1,2051 dollari, il livello più basso da marzo 2006. Lo scivolone della moneta unica è avvenuto in coincidenza con il peggioramento di tutte le piazze azionarie europee. Il massimo giornaliero è stato 1,2216 dollari.

Redazione online


20/05/2010

Le Borse europee tornano in rosso dopo i dati sulla disoccupazione Usa

Le Borse europee tornano in rosso dopo i dati sulla disoccupazione Usa

Apertura positiva per i listini del Vecchio Continente, poi la nuova flessione, male anche tokyo che chiude in flessione dell'1,54%

 

(Ansa)
(Ansa)
MILANO - Non si riescono a risollevare le Borse del Vecchio Continente. E dire che oggi ci avevano provato. A Londra inizialmente l'indice Ftse 100 guadagnava lo 0,53%. A Milano l'Ftse Mib saliva dell'1,15%, a Francoforte il Dax avanzava dello 0,4% e a Parigi il Cac 40 saliva dello 0,30%. Madrid cresceva dell'1,26% e Lisbona dell'1,19%. Piazza Affari però resisteva in territorio positivo solo per la prima parte della mattinata, poi il sentimento negativo sul mercato finanziario tornava a prevalere. Continuano a pesare i dubbi sulla tenuta dell'Euro oltre alla decisione della Germania di limitare le vendite allo scoperto. A tutto questo si aggiunge anche il dato americano sulle richieste di sussidi di disoccupazione, risultato nettamente peggiore delle attese. La possibilità di una apertura debole a Wall Street ha così ulteriormente danneggiato i listini europei che hanno portato il calo ad oltre un punto percentuale. Al momento a Milano l'Ftse Mib cede il 2,21%, Londra l'1,36%, Francoforte l'1,69% e Parigi il 2,17%.

PIAZZE ASIATICHE - Male anche le Borse asiatiche che hanno risentito del cattivo andamento dei listini europei di mercoledì. Così i listini di Asia e Pacifico sono scesi ai minimi degli ultimi otto mesi con l'indice d'area Msci che ha ceduto l'1,6%. Sotto pressione in particolare Tokyo (chiusura a -1,54%) che paga i dati sul Pil del Giappone inferiori alle attese, seppure in crescita. Sui listini restano i dubbi su una ripresa rapida e effettiva dell'economia europea e di quella globale.

Redazione online


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19/05/2010

Borse in rosso, euro in caduta libera In un giorno «bruciati» 144 miliardi

Borse in rosso, euro in caduta libera In un giorno «bruciati» 144 miliardi

ANGELA MERKEL: «Se fallisce la divisa unica, fallisce anche l'Europa. Piazza Affari perde il 3,45%, male anche gli altri mercati europei. Pesa il no di Berlino alle vendite allo scoperto

 

Angela Merkel (Ap)
Angela Merkel (Ap)

MILANO - Borse in rosso ed euro ai minimi. Le misure restrittive imposte dalla Germania sulle vendite allo scoperto su titoli e bond governativi hanno alimentato il nervosismo degli investitori, dimostrando che la bagarre sui mercati non è ancora terminata. Tanto che sulle piazze europee è stata un'altra giornata all'insegna di profondi ribassi: bruciati 144 miliardi di euro in capitalizzazione. Piazza Affari chiude in decisa flessione, risultando alla fine la peggiore tra le Borse del Vecchio Continente: il Ftse Mib perde il 3,45% a 19.612 punti. A Londra il Ftse 100 scende del 2,81%, il Dax di Francoforte cala del 2,72% mentre il Cac 40 di Parigi cede il 2,92%. In calo anche Madrid (-2,61%) e Lisbona (-1,92%). Atene in controtendenza sale dello 0,87%. Wall Street è negativa con il Dow Jones che segna un -1,23% e il Nasdaq che cede l'1,44%.

MERKEL
- La scelta effettuata da Berlino con l'intento di stabilizzare i mercati, insomma, ottiene per ora il risultato opposto a quello desiderato. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, aprendo al Bundestag il dibattito sul pacchetto anticrisi europeo, aveva avvertito che l'euro «è in pericolo» e che se la valuta unica «dovesse fallire, allora fallisce anche l'Europa». La crisi dell'euro «è la prova più difficile per l'Europa», ha detto la Merkel, convinta che ai Paesi «notoriamente» in violazione delle regole sul deficit pubblico debba essere «tolto in via temporanea il diritto di voto» in sede europea. «Ognuno di noi qui - ha aggiunto il cancelliere - può capire che la crisi attuale dell'euro è la più grossa sfida affrontata dall'Europa in decenni, dalla firma del Trattato di Roma. È una sfida vitale. E dobbiamo affrontarla».

L'EURO - Poco dopo queste parole, la moneta unica ha ripiegato di oltre mezzo centesimo di dollaro dai massimi di giornata. L'euro continua dunque a perdere colpi nei confronti del dollaro, piombando su nuovi minimi a 1,21 dollari. Complici anche alcuni dati Usa - dove l'inflazione torna a indebolirsi lasciando margini alla Fed per tenere i tassi di interesse bassi - nel pomeriggio l'euro cerca una stabilizzazione attorno a 1,23 dollari in una situazione di perdurante volatilità.

Redazione online


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19/02/2010

Euro ai minimi, Borse in calo

Euro ai minimi, Borse in calo

 

Chiudono in flessione le piazze asiatiche. quelle europee aprono in ribasso. Dopo il taglio deciso dalla Fed la moneta unica ai livelli più bassi da maggio 2009 nei confronti del dollaro

 

(Emblema)
(Emblema)

MILANO - L'euro è in netto ribasso all'apertura delle piazze europee dopo il rialzo a sorpresa del tasso di sconto Usa di 25 punti basse allo 0,75%. L'euro è quotato 1,3475 dollari (1,3588 finale ieri) e a 123,84 yen (124,12) con un dollaro/yen a 91,89 (91,36). La divisa europea ha toccato un minimo di 1,3443 dollari, livello più basso dal 18 maggio 2009 (1,3424). Il rialzo del tasso di sconto Usa ha segnato l'inizio della manovra di normalizzazione del mercato del credito dopo le eccezionali misure espansive degli ultimi due anni contro la crisi finanziaria. La Fed ha precisato che l'aumento del tasso di sconto è un segnale di normalizzazione degli strumenti creditizi, ma non di cambiamento della strategia monetaria e che il tasso di intervento resterà ancora a lungo vicino allo zero. Il mercato resta comunque nervoso e sulla divisa europea continua la pressione negativa innescata dalle incertezze sulle eventuali misure di sostegno alla Grecia e sulle manovre di rientro del debito da parte del governo di Atene.

BORSE - La decisione della Fed ha condizionato anche le Borse europee che sono partite tutte in calo. A Londra l'indice Ftse 100 perde lo 0,28% a 5.311,81 punti. A Milano l'Ftse Mib registra un -1,09% a 21.428 punti. A Francoforte il Dax cede lo 0,52% a 5.650,45 punti e a Parigi il Cac 40 lascia sul terreno lo 0,5% a 3.729,62 punti. Male anche le borse asiatiche. Così Tokyo e Hong Kong, con i listini di Shanghai e Taiwan ancora chiusi per il capodanno cinese, hanno ceduto oltre due punti percentuali. Più di un punto e mezzo ha perso la Borsa coreana, mentre ha contenuto i cali il mercato australiano grazie ad alcuni gruppi delle materie prime e al timido rimbalzo (+0,37%) del titolo delle linee aeree Qantas, pesantemente scivolato giovedì.

 

Redazione online


07/12/2009

Narcotraffico: l'euro soppianta il dollaro

Narcotraffico: l'euro soppianta il dollaro

Secondo recenti indagini dell'Europol. Uno dei motivi è che la banconota da 500 euro vale molto di più di quella da 100 dollari

 

(Ap)
(Ap)

MILANO - Da quando la crisi economica ha colpito l'economia mondiale e ha ulteriormente deprezzato il valore del dollaro nei confronti dell’euro, non sono pochi gli studiosi, tra cui Mario Monti, ad aver pronosticato la fine dell'egemonia della valuta americana negli scambi internazionali a vantaggio della moneta del Vecchio Continente. Tuttavia neppure il più illuminato degli economisti avrebbe mai pensato che i primi a mettere in pratica questa previsione fossero i grandi cartelli della droga sudamericana. Come racconta un articolo domenicale dell'Observer, le recenti indagini dell'Europol, hanno dimostrato che i più importanti trafficanti di stupefacenti del mondo hanno già sostituito la valuta americana con le banconote europee.

SCELTA - La scelta non è determinata da logiche economiche, bensì da esigenze di spazio: i biglietti da 100 dollari (la banconota americana che ha più valore) sono stati surclassati da quelli da 500 euro perché questi ultimi valgono di più e occupano meno spazio quando bisogna spostare o nascondere grandi quantità di denaro liquido nel mondo. Ad esempio recentemente la polizia statunitense ha sequestrato circa 12 milioni di euro su un aereo della British Airways diretto a Londra. Erano i ricavi di una singola partita di droga ed erano nascosti in una valigetta contenente solo biglietti da 500 euro.

CONTRABBANDO - Rob Wainwright, direttore dell'Europol, ha confermato che il sequestro sul velivolo britannico è solo una delle tante e importanti operazioni portate a termine dall'agenzia anticrimine europea. La scorsa settimana, infatti, le forze di polizia del Vecchio Continente hanno scoperto diverse operazioni di contrabbando e di riciclaggio di banconote europee portate a termine dalle più grandi organizzazioni criminali del mondo: «Abbiamo individuato una quantità enorme di biglietti da 500 euro nascosti in scatole di cereali, in pneumatici, in camion e così via». Ma quanto sia massiccio l’attuale contrabbando di valuta europea è spiegato bene dalle cifre rilasciate dalla Direzione nazionale della Colombia. Da gennaio a giugno del 2007 sono stati dichiarati solo 200 mila euro in entrata alla dogana del Paese sudamericano. Tuttavia nello stesso periodo – affermano le autorità locali - più di 370 milioni di euro hanno lasciato illegalmente la Colombia.

Francesco Tortora