11/01/2011
Alberto Zangrillo: «Mio figlio bocciato a quei test iniqui di medicina»
Alberto Zangrillo: «Mio figlio bocciato a quei test iniqui di medicina»DA "OK SALUTE". Il medico personale di Berlusconi si confessa nel mensile in edicola: «Questi quiz d'ingresso non servono a stabilire se i ragazzi hanno attitudine a diventare bravi dottori»
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01/10/2010
Medici corrotti dalle case farmaceutiche un 'barone' fiorentino gestiva l'affare
Medici corrotti dalle case farmaceutiche un 'barone' fiorentino gestiva l'affareLe multinazionali pagavano e loro prescrivevano i farmaci 'amici' a centinaia di malati cronici. Il giro di affari è di due milioni di euro, trenta professionisti coinvolti. Nas in azione in Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Lazio, Liguria, Veneto e Umbria: 21 le ordinanze di misure cautelari
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08/03/2009
Modena: bambino di 8 anni muore in ospedale, indagati 4 medici
Modena: bambino di 8 anni muore in ospedale, indagati 4 medici
Era afflitto da una malattia del sangue. I genitori accusano i dottori di non averli informati a dovere, nella stessa scuola del piccolo a febbraio un altro bimbo era morto di leucemia
MODENA - Un bambino di otto anni affetto da una grave malattia del sangue, è morto sabato nel Policlinico di Modena dove era ricoverato da oltre un mese e, in seguito a un esposto dei genitori, quattro medici coinvolti nelle cure del piccolo sono ora indagati dalla procura modenese. Secondo quanto riporta la stampa locale, il bambino era stato ricoverato nel reparto di Ematologia Oncologica e gli era stata diagnosticata una grave patologia riguardante le piastrine, che ha comportato trasfusioni e lavaggi del sangue.
IL RACCONTO - A quanto hanno raccontato i genitori, che abitano a Sassuolo, i medici li avrebbero rassicurati sull' esito delle cure fino a che, nella notte tra venerdì e sabato, il bambino si è improvvisamente aggravato ed è morto. Sconvolti, i genitori hanno accusato i medici di non averli informati a sufficienza sul grave stato del figlio e hanno presentato una denuncia. Il pm Fausto Casari ha aperto un fascicolo e ha incaricato la Medicina Legale di svolgere gli esami autoptici per accertare la causa del decesso. L'autopsia dovrebbe tenersi lunedì. Dolore a Sassuolo, anche per quella che appare come una strana e disgraziata coincidenza: a febbraio infatti era morto stroncato dalla leucemia un altro bambino, di 9 anni, che frequentava la stessa scuola (ma in un'altra classe) del piccolo deceduto sabato. Al riguardo, la dirigente scolastica Giuliana Marchetti ha dichiarato alla Gazzetta di Modena che «è certo che nella scuola non c'è ombra di amianto e che i rilievi sulle onde elettromagnetiche hanno dato esito negativo». Sono comunque in corso altri controlli il cui esito dovrebbe essere disponibile a breve.
23/11/2008
«Staccai spina a neonato senza speranze» E la procura di Treviso apre un fascicolo
«Staccai spina a neonato senza speranze» E la procura di Treviso apre un fascicoloIl procuratore: «Il nostro è un atto dovuto». Confessione choc di una dottoressa del Ca' Foncello. «Paziente senza speranze. Ho agito col consenso dei genitori»
TREVISO - Un neonato con gravissime malformazioni è sottoposto ad operazione e, a distanza di cinque giorni, non ha alcuna speranza di ripresa: la dottoressa che lo ha in cura, col consenso dei genitori, interrompe le terapie e il bimbo muore. È accaduto a Treviso, all'ospedale Cà Foncello, ed a rendere noto l'episodio è stata la stessa dottoressa durante un convegno, come riporta ilCorriere del Veneto. Ora, in merito alle dichiarazioni della dottoressa, la Procura presso il Tribunale di Treviso aprirà un fascicolo. Antonio Fojadelli, Procuratore capo di Treviso, precisa che l'apertura del fascicolo è un «atto dovuto» necessario per «rendersi conto - ha detto - di come stanno le cose». «La vicenda - ha aggiunto - va presa in considerazione per gli aspetti giuridici che la riguardano, poiché la magistratura non si occupa di etica». «È ovvio - ha concluso - che in questa fase il nostro lavoro è solo di verifica dei fatti».
I NEONATOLOGI: «GIUSTO LO STOP A TERAPIE» - A sostegno dalla scelta fatta dalla dottoressa del Cà Foncello levata di scudi tra gli esperti del settore: in questi casi non si tratta di staccare la spina, affermano gli specialisti, bensì di evitare, «doverosamente», situazioni di accanimento terapeutico. Il piccolo nato a Treviso, infatti, affermano i neonatologi, non aveva speranza di riprendersi e qualunque trattamento medico o farmacologico somministratogli sarebbe stato inutile e ne avrebbe solo prolungato l'agonia: in simili situazioni, rilevano, le stesse linee guida del settore prevedono la sospensione dei trattamenti ribadendo il «no» all'accanimento terapeutico. Chiaro, in merito, il giudizio del presidente della Società italiana di neonatologia, Claudio Fabris: «Se i trattamenti sanitari e farmacologici somministrati al neonato non portano alcun beneficio, né attuale né in prospettiva, procurandogli anzi solo delle sofferenze ulteriori, allora si configura appunto una situazione di accanimento terapeutico. In tal caso è giustificata la sospensione di terapie che risultano inutili ai fini di una ripresa vitale, prolungando solo l'agonia».
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16/11/2008
«L'errore non sarà più reato» Pronta la legge per i dottori
«L'errore non sarà più reato» Pronta la legge per i dottoriPer i cittadini sarà meno automatico poter citare i medici in giudizio. Nove cause su dieci si concludono con l'assoluzione. Santelli: depenalizziamo. Ma imperizia e negligenza resteranno punite
ROMA — Destino inesorabile per otto su dieci. Denunciati e trascinati in tribunale per sospetta malpractice. Accusati di aver sbagliato. Un rischio che i chirurghi devono mettere in preventivo e dal quale cercano di difendersi con tutte le armi. Ricorrendo ad esempio alla cosiddetta medicina difensiva, cioè prescrivendo al paziente cure, ricoveri, esami che in cuor loro ritengono superflui ma che risulterebbero solidi scudi in caso di processo. Ogni anno il sistema sanitario pubblico sborsa tra 12 e 20 miliardi per analisi di tipo precauzionale. Una proposta di legge appena depositata ha l'obiettivo di alleggerire «il disagio di fronte alla crescita prepotente del contenzioso medico legale e alla richiesta di risarcimento a tutti i costi».
Un progetto di depenalizzazione dell'errore medico annunciato già a giugno dal sottosegretario al Welfare Fazio, e auspicato dalle categorie dei camici bianchi, chiamati da famiglie e pazienti a sostenere battaglie giudiziarie infinite che in quasi 9 casi su 10 si concludono con l'assoluzione. Primi firmatari Iole Santelli (vicepresidente commissione Affari Costituzionali) e Giuseppe Palumbo (presidente Affari sociali), entrambi Pdl, il provvedimento introduce nel codice penale e civile una serie di aggiunte e nuovi articoli che definiscono la colpa professionale legata ad un atto medico e chiariscono i meccanismi del nesso di causalità. «Ora la giurisprudenza non dà margini di certezza, i tribunali decidono in modo discrezionale, non c'è uniformità e i cittadini possono fare causa contro tutti e tutto», spiega la Santelli. «Un conto sono imperizia e negligenza che continueranno ad essere punite e resteranno nell'ambito penale — aggiunge Palumbo —. Un altro sono gli errori che non derivano da omissioni o superficialità tecnico scientifica. E allora la causa è civile».
Insomma, sarà meno automatico per i cittadini citare il dottore in giudizio. La legge si affianca a quella già in discussione al Senato, avviata da Antonio Tomassini. Obiettivi «modesti», si spiega nella premessa: «Alleggerire la pressione psicologica sul medico e l'animo a volte vendicativo del paziente nei confronti dei sanitari, accelerare la soluzione delle vertenze giudiziarie». Particolare importanza viene attribuita alle caratteristiche dei periti, al ruolo delle assicurazioni e al consenso informato. Un anno di carcere per chi «sottopone una persona contro la sua volontà a un trattamento arbitrario». «Siamo il Paese col maggior numero di denunce contro la categoria, assieme al Messico — lamenta Rocco Bellantone, segretario della società italiana di chirurgia —. Solo in Italia i reati medici vengono puniti penalmente, altrove si dà per scontato che chi opera o prescrive una cura non ha un atteggiamento lesivo. Quando sbagliamo siamo accomunati a chi commette un omicidio in stato di ubriachezza». Tra gli specialisti più tartassati, i ginecologi-ostetrici, su cui pesa la doppia responsabilità di mamma e bambino. Tra le contestazioni più frequenti, il ritardato cesareo.
12:49 Scritto in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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