24/06/2010

Beppe Grillo: "A Pomigliano un referendum ignobile"

Beppe Grillo: "A Pomigliano un referendum ignobile"

"Uno Stato vero" non avrebbe mai permesso che si dovesse scegliere se "lavorare senza diritti o morire di fame". Intervistato da SKY TG24, il comico genovese interviene su crisi economica, partiti, libertà di stampa, Tremonti, Fini e Bossi.


 

Quello di Pomigliano è "Referendum ignobile: uno Stato vivo, vero non avrebbe mai permesso che si tenesse un referendum che dice o lavorate senza diritti o morite di fame". Così Beppe Grillo intervistato da SKY TG24 la sera di martedi 22 giugno.
E ancora: "La Fiat non deve più fare macchine. Le macchine erano già in crisi prima della crisi. Non posso comprarmi cinque Panda per mantenere dei posti di lavoro che non servono a nessuno. Si deve riconvertire la produzione, le macchine non si possono più fare." 

Secondo il
blogger e leader del Movimento 5 stelle "abbiamo potenzialità straordinarie che emigrano ma per fare tornare queste persone basterebbe spazzare via questa immondizia che abbiamo come politica e come economia, cambiare questo sistema". Per Grillo "questo è un paese che si è perso. E' un paese morto". "Stanno sderenandosi il cervello. Bisogna mandare a casa tutta questa classe dirigente. E' un paese fallito". La soluzione? "Bisogna fare una rivoluzione vera: sedersi lì e dire cosa sono le parole e cosa dobbiamo produrre".

 


12/11/2008

I radicali: «Il referendum? Un diritto abolito di fatto»

I radicali: «Il referendum? Un diritto abolito di fatto»

Cappato: «In passato la volontà popolare è stata spesso tradita. Ma oggi molti fanno solo propaganda», «non so se Le firme di grillo sono insufficienti: a me sembrava tutto in regola»

 

 

Marco Cappato
Marco Cappato

 

 

 

MILANO - «Io i referendum di Grillo li ho firmati». E dunque? «A me sembrava tutto in regola». Marco Cappato, eurodeputato radicale, è «sorpreso» dalla decisione della Cassazione di dichiarare «insufficiente» il numero di firme raccolte dal comico genovese durante il V2 Day sull'abolizione dell’Ordine dei giornalisti, sull'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria e sull'abrogazione della legge Gasparri sulle frequenze tv. I magistrati avrebbero riscontrato «vizi formali» (e per questo Grillo è stato convocato per il 25 novembre). «Noi, a dire la verità, avevamo avvisato che c'erano rischi legati ai tempi della raccolta» spiega Cappato. «Siccome era stato detto che a firmare erano stati in moltissimi, però, non mi aspettavo certo questa motivazione».

SENTENZE EVERSIVE - Voi radicali avete una certa esperienza in materia: da cosa può dipendere lo stop ai referendum di Grillo? «Nel merito non mi posso esprimere, non conosco i fatti nel dettaglio. Quindi non so se le firme raccolte siano insufficienti o meno. Una cosa è certa, al di là di questa vicenda: il diritto al referendum nel nostro Paese esiste sulla carta, ma di fatto è stato abolito in decenni di sentenze eversive della "Corte-anticostituzionale", che ha cancellato milioni di firme, e dal Parlamento italiano, che ha fregato e tradito la volontà popolare su tantissimi temi: dalla riforma elettorale al finanziamento pubblico dei partiti. Il referendum è stato distrutto da questo regime di illegalità che ci governa».

PROPAGANDA - Grillo sull'informazione, Di Pietro sul Lodo Alfano, il Pd sul mondo della scuola: si moltiplicano le iniziative referendarie Ma è ancora uno strumento utile? «Certo, se la Costituzione fosse applicata». E però? «Ho l'impressione che i neofiti del referendum pensano di usarli semplicemente come un'arma di propaganda». Con chi ce l'ha? «Con l'annunciato referendum sulla scuola, ad esempio: penso che sia stato lanciato solo per far parlare giornali e tv, senza capire bene su cosa e come farlo. Non mi sembra un modo serio di procedere».

 


15:39 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: rwfwrendum, politica, abolizione, leggi, diritti, doveri | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook