24/06/2011

L'Europa sceglie Draghi per la Bce Berlusconi: «Bini Smaghi? Idoneo»

L'Europa sceglie Draghi per la Bce Berlusconi: «Bini Smaghi? Idoneo»

BANCA CENTRALE EUROPEA. L'investitura ufficializzata da Van Rompuy su Twitter. Il presidente del Consiglio formalizza la rosa dei candidati

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31/05/2011

Draghi , sì alla manovra a giugno «Declino non è ineluttabile»

Draghi , sì alla manovra a giugno «Declino non è ineluttabile»

L'ASSEMBLEA DI BANCA D'ITALIA. Il governatore cita Einaudi: risorgimento politico insieme a risorgimento economico. Basta intrecci corporativi

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14/09/2010

Bankitalia, a luglio debito record. Calano le entrate tributarie: -3,4%

Bankitalia, a luglio debito record. Calano le entrate tributarie: -3,4%

I dati del Bollettino statistico della Banca d'Italia dedicato alla Finanza pubblica. È salito a 1.838,29 mld: a luglio 2009 il debito pubblico ammontava a 1.754,7 miliardi di euro

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15/07/2010

Crisi, Draghi: «Le banche sostengano di più le piccole e medie imprese»

Crisi, Draghi: «Le banche sostengano di più le piccole e medie imprese»

E sulla situazione economica: «Incerte prospettive sul lavoro, bisogna puntare a crescita». Il governatore di Bankitalia sulla manovra: «Inevitabile agire presto, sui risultati si vedrà nei prossimi mesi»

 

 Il governatore Mario Draghi e Corrado Faissola, presidente dell'Abi (Scudieri /imagoeconomica)
Il governatore Mario Draghi e Corrado Faissola, presidente dell'Abi (Scudieri /imagoeconomica)

ROMA - La manovra economica? «Era inevitabile agire al più presto». Ne è convinto il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che ha preso la parola all'assemblea dell'Abi, l'Associazione che riunisce le banche italiane. «Se la correzione possa effettivamente consentire di raggiungere gli obiettivi di indebitamento netto - ha sottolineato - potrà essere valutato solo nei prossimi mesi, anche tenendo conto del quadro macroeconomico e delle sue retroazioni sul bilancio». Draghi ha in ogni caso sottolineato che «un'accelerazione del rientro dagli squilibri nei conti pubblici è indispensabile» e ha rilevato come fosse necessaria «una decisa correzione di rotta rispetto alle tendenze dell'ultimo decennio». Ma ha rilevato che «la stima degli effetti del contrasto all'evasione presenta incertezze».

Per il governatore «l'effetto sulla ripresa sarà positivo se il risanamento contribuirà a ridurre gli spread sui titoli sovrani». Quanto alle prospettive economiche, Draghi ha spiegato che «non c'è alternativa alla ripresa della crescita» che in Italia deve essere spinta «dalle riforme». E in questo, ha detto ai suoi interlocutori, «le banche hanno un posto speciale nel sostegno alla crescita» e, se forti, «sono e saranno il suo pilastro». Draghi ha poi esortato le banche a essere più vicine, nell'erogazione di credito, alle piccole e medie imprese che stanno uscendo dalla crisi e riprendono a esportare. «La domanda di credito delle imprese aumenta ma si ha la sensazione che molte piccole imprese dicano che la loro domanda non viene soddisfatta - ha detto Draghi -. Occorre che le banche stiano vicine alle piccole e medie imprese", ha detto Draghi, sottolineando come le imprese che lamentano un certo razionamento del credito «sono spesso quelle che operano nella parte più produttiva del Paese» . Quanto alla situazione attuale dell'Italia, ha annotato il governatore, «consumi e investimenti restano deboli, perchè i redditi reali ristagnano, le prospettive di occupazione sono incerte».

Il governatore esorta. Ma gli esponenti di banche popolari e di istituti medi o piccoli si sentono tranquilli. Parlando a margine dell'assemblea dell'Abi, gli esponenti delle banche del credito cooperativo come il direttore generale di Banca Etruria Luca Bronchi, il presidente di Banca Marche Michele Ambrosini o il consigliere delegato della Popolare di Vicenza Divo Gronchi spiegano di essere già impegnati al massimo a sostegno delle piccole imprese. Un impegno che peraltro comporta un assorbimento di liquidità notevole e rettifiche e svalutazioni in aumento ma che non può essere derogato o diminuito, visto lo stretto legame degli istituti con il territorio e il tessuto produttivo.

Redazione online


25/06/2009

Draghi: «Il Pil se non succede niente di negativo scenderà nel 2009 del 5%»

Draghi: «Il Pil se non succede niente di negativo scenderà nel 2009 del 5%»

 

Il Governatore: per aumentare la nostra crescita nel lungo periodo servono riforme strutturali; «crescita solo se si realizzeranno:« tenuta dei consumi e tenuta del mercato del lavoro»»

 

Mario Draghi (Ansa)
Mario Draghi (Ansa)

L'AQUILA - «Il Pil, se non succede niente, in altre parole se non continua a cadere, alla fine di quest'anno sarà sceso del 5% circa». Lo ha detto, intervenendo alla presentazione del Rapporto sull'economia dell'Abruzzo, il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi.

CRESCITA - «La situazione dell'economia dell'Abruzzo, sisma a parte, è quella del resto d'Italia, più per il Centro-Nord che per il Centro-Sud: siamo nel mezzo di una crisi economica mondiale che per certi aspetti ricorda, per il carattere di drammmaticità, di subitaneità e di intensità, il sisma che c'è stato in Abruzzo. Si potrà parlare di crescita solo se queste condizioni si realizzeranno: la tenuta dei consumi e la possibile tenuta del mercato del lavoro» ha aggiunto Draghi. «È molto presto per mettere in atto una strategia di uscita dalla crisi, quando il sistema bancario non è stato ancora riparato, quando il credito non è ancora tornato ad affluire all'economia» ha spiegato ancora il Governatore di Bankitalia. Secondo Draghi attuare ora le cosidette exit strategy «non avrebbe nessuna credibilità, però è importante cominciare a disegnarle».
«Per quanto ci riguarda - ha detto ancora Draghi - l'obiettivo più importante in questa situazione è chiedersi come ne usciremo. Ne usciremo allo stesso modo con cui ci siamo entrati, cioè con una crescita zero, oppure ne usciremo con una crescita più elevata? Che opportunità - si è chiesto ancora Draghi - abbiamo per aumentare le nostre crescite nel lungo periodo? La risposta è: riforme strutturali. La nostra crescita è piatta da un quindicennio. Però ci sono stati dei progressi, per esempio nella pubblica amministrazione, nella riforma della scuola, ma ci sono - ha concluso - anche tante altre cose da fare».

BANCHE - Intanto è ancora polemica tra i banchieri e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. «Dire che tutti i problemi vengono dalle banche è strutturalmente sbagliato», ha detto Profumo. «L'economia reale è in difficoltà, le imprese, soprattutto le piccole, sono in difficoltà per il forte allungamento dei tempi di pagamento dei loro clienti e le banche le stanno sostenendo in questo fenomeno», ha aggiunto l'amministratore delegato di Unicredit. Molto critico invece sull'atteggiamento di banche e banchieri era stato mercoledì ancora una volta il ministro Tremonti secondo il quale il problema del credito erogato dal sistema bancario italiano è una partita ancora aperta.


11/10/2008

Crisi: Draghi incontra Bush

Crisi: Draghi incontra Bush

Incontro con Bush in veste presidente Financial Stability Forum

 

 

 

 

 

 

 

 

 

WASHINGTON, 11 OTT - L'incontro con Bush e' stato 'molto importante' ma 'serve cooperazione'. Cosi' Mario Draghi dopo il vertice. Il governatore di Bankitalia ha incontrato Bush in quanto Draghi e' presidente del Financial Stability Forum. Cosi'ha preso parte all'incontro di Bush con i ministri finanziari del G7.'Serve cooperazione - ha detto - ed il comunicato del G7 dimostra che c'e' questa volonta' di interazione e cio' e' stato apprezzato dai mercati'.


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