16/06/2010
Tutti i segreti del Dna di Ozzy Osbourne
Tutti i segreti del Dna di Ozzy OsbournePer scoprire il segreto di longevità del cantante è appena iniziata la mappatura. Dopo decadi di alcol e droghe è sempre vivo e cosciente. Come ha fatto? Risultati tra tre mesi
| Ozzy Osbourne (Ap) |
NEW YORK – Ha 61 anni e nonostante la vita sregolata è ancora in piedi e tutto sommato in buona salute. È Ozzy Osbourne, icona di genio e sregolatezza e trash nella musica americana, ex cantante dei Black Sabbath, protagonista di una lunga serie di real tv in cui ha messo a nudo la vita sua e della sua famiglia, che più volte ha ammesso di aver fatto uso di alcol e droghe per oltre 40 anni, ovvero per due terzi della sua esistenza. Per carpire il segreto della sua forma fisica alcuni ricercatori hanno deciso di mappare completamente il suo Dna e comprendere così in che modo per esempio il suo corpo ha assorbito, negli anni, le droghe consumate. Non che Ozzy sia il solo re del rock ancora vivo ad aver fatto della dipendenza la sua bandiera: accanto a lui anche altre star più o meno sue coetanee come Iggy Pop e Keith Richards mostrano fisici ancora in salute, nonostante gli stravizi passati.
MAPPE PERSONALI – La mappatura del DNA, la cui scoperta compie proprio quest’anno i suoi primi dieci anni, è lavoro lungo e costoso. Dal prelievo di sangue iniziale passeranno infatti tre mesi prima di conoscere i segreti del fisico di Ozzy Osbourne, e il costo totale dell’analisi compiuta dalla società americana Knome sarà di 27mila sterline (oltre 32mila euro), motivo per cui sono poche persone al mondo a potersi permettere un’analisi così approfondita della propria persona, che aiuta a comprendere la predisposizione alle malattie genetiche, ma anche semplicemente il rischio di essere portatori sani di patologie comuni. Vi sono diverse società che propongono una sorta di scheda-identikit del Dna anche con alcune centinaia di euro: è il caso per esempio di 23andMe, famosa già 10 anni fa per i suoi legami con i fondatori di Google, che offre il servizio a circa 400 dollari.
Eva Perasso
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09/02/2009
La marijuana aumenta il rischio di cancro ai testicoli
La marijuana aumenta il rischio di cancro ai testicoli
RICERCA AMERICANA. L’uso in alte dosi, frequente o prolungato nel tempo, favorisce lo sviluppo della forma più aggressiva
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LO STUDIO - Lo sostengono, in uno studio pubblicato sul numero del 9 febbraio della rivista Cancer , ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center, che hanno analizzato i casi di 369 uomini tra i 18 e i 44 anni con una neoplasia testicolare confrontandoli con quelli di 979 coetanei sani. Hanno così scoperto che il rischio di sviluppare questa forma di cancro fra quanti hanno dichiarato di utilizzare canapa indiana è superiore del 70 per cento e risulta particolarmente elevato (circa il doppio in confronto a chi non ha mai fumato erba) fra quanti hanno rivelato di fumare marijuana almeno una volta alla settimana e/o ne hanno fatto uso per un lungo periodo iniziando dall’adolescenza.
LA FORMA PIU’ AGGRESSIVA - Il pericolo, inoltre, pare legato esclusivamente al non seminoma, la variante meno diffusa di neoplasia testicolare (circa il 40 per cento dei casi), ma che cresce con maggiore rapidità e tende a colpire i ragazzi giovani, fra 20 e 35 anni. «Dobbiamo ampliare lo studio e approfondire le analisi – ha detto Stephen Schwartz, epidemiologo autore della ricerca -, per capire bene quali siano i legami fra la malattia e l’uso di canapa indiana e perché risulti una relazione con un tipo soltanto di tumore delle ghiandole genitali maschili». L’altro tipo di tumore testicolare, il seminoma, è più frequente, con un’evoluzione più lenta e interessa solitamente uomini fra i 30 e i 40 anni.
ANCORA DA SCOPRIRE GLI EFFETTI COLLATERALI DELL’ERBA – «Quello che è importante far capire ai ragazzi – sottolineano gli autori della ricerca – è, soprattutto, che si sa ancora molto poco delle conseguenze a lungo termine del fumo di marijuana, specialmente per chi ne fa un uso massiccio. Quindi è un "divertimento" azzardato, di cui è bene conoscere i pericoli». Fra l’altro, quello dei testicoli è sì definito un tumore raro (sono circa mille i nuovi casi ogni anno in Italia), ma è la neoplasia più frequente nei giovani maschi adulti: soltanto l’1 per cento, infatti, interessa uomini sopra i 40 anni. Il tasso di guarigioni fortunatamente è altissimo (intorno al 90 per cento) e le strategie di cura ormai consolidate, sia mediche che chirurgiche, garantiscono ai pazienti un’ottima qualità di vita futura.
AUTOPALPAZIONE PER UNA DIAGNOSI PRECOCE - I fattori di rischio certi della malattia includono il criptorchidismo (la mancata discesa dei testicoli nello scroto), lo sviluppo anormale delle ghiandole genitali e la familiarità. L’auto-palpazione, così come avviene per il tumore al seno nelle donne, è fondamentale per ottenere una diagnosi precoce. La presenza di un nodulo oppure l’indurimento di un testicolo rispetto all’altro deve suonare come campanello d’allarme e consigliare di ricorrere all’aiuto dello specialista.
15:51 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: marijuana, consumo, droghe, allucinogeni, fumo, canna, cannabis | OKNOtizie |
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