31/08/2010
Love Parade, "ecco dove ha sbagliato la polizia"
Love Parade, "ecco dove ha sbagliato la polizia"Gli organizzatori del festival di Duisburg, dove a luglio 21 ragazzi hanno perso la vita dopo una ressa infernale, hanno messo online un documentario e tutte le riprese delle telecamere di sicurezza per mostrare gli errori fatti dagli agenti
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27/07/2010
Love Parade, venerdì a Brescia i funerali di Giulia
Love Parade, venerdì a Brescia i funerali di GiuliaLa famiglia della ragazza morta a Duisburg ha fatto sapere che il rientro in Italia della salma dovrebbe avvenire giovedì. Intanto è salito a 20 il numero delle vittime
Giulia Minola, la 21enne italiana morta nella calca di Duisburg, tornerà a Brescia giovedì prossimo e il giorno successivo saranno celebrati, probabilmente nel Duomo Vecchio, i funerali. I genitori della ragazza hanno mantenuto il loro riserbo e non hanno parlato con i giornalisti, come già ieri quando con una nota stampa hanno chiesto "il silenzio e il rispetto del lutto". La camera ardente verrà allestita nella clinica Nuova Poliambulanza a Brescia o al Vantiniano, uno dei cimiteri della città.
A parlare invece è stata Irina Di Vincenzo, amica di Giulia e rimasta ferita nella ressa, che ha ricordato che si è trattato di "una tragedia evitabile".
Intanto la polizia aggiorna il bilancio della ressa alla Love Parade. Uno dei feriti non ce l'ha fatta, portando a 20 il numero dei morti nella calca infernale nel tunnel del festival della musica techno. Si tratta di una ragazza tedesca di 21 anni.
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26/07/2010
Mai più Love Parade
Mai più Love ParadeBufera sul festival techno in cui sono morte 19 persone, tra cui l'italiana Giulia Minola e altri 5 stranieri. “Non sappiamo spiegarci come sia potuto accadere” dicono le autorità locali. Ma sugli organizzatori piovono le accuse.
“Non sappiamo spiegarci quello che è successo. Avevamo predisposto tutto”.
Queste le parole di autorità locali e organizzatori nel corso della conferenza stampa all'indomani dalla strage alla Love Parade di Duisburg, dove 19 persone, tra le qual Giulia Minola, un'italiana di Brescia di soli 21 anni, sono rimaste schiacciate dalla folla in tunnel che conduceva al festival techno.
"Non vi possono essere parole sufficienti a descrivere il nostro choc" ha detto Rainer Schaller, tra gli organizzatori del festival. E ha assicurato che si faranno tutti gli sforzi per capire il perché di questa drammatica tragedia.
Il giorno dopo, Duisburg cerca di fare i conti con la tragedia; per capire cosa non ha funzionato e chi ha sbagliato.
E intanto montano le polemiche e la accuse ad organizzatori e autorità locali per non aver approntato un sistema di sicurezza adeguato.
E dopo il cancelliere tedesco, Angela Merkel, che sabato notte si era dichiarata sconvolta, ha parlato il presidente Christian Wulff che ha chiesto un'inchiesta approfondita per determinare le cause del drammatico incidente. Intanto, il sindaco della città tedesca, Adolf Sauerland, ha difeso il suo operato parlando di un sistema sicurezza "solido" messo in campo in vista del raduno che, secondo le stime, ha attirato 1,4 milioni di persone. "Non è stato il sistema di sicurezza che non ha funzionato, ma probabilmente la responsabilità risiede in errori individuali" ha detto. Molti la pensano diversamente.
Le accuse - Il fondatore della manifestazione, Matthias Roeingh conosciuto come Dr Motte, che da anni non ha più nulla a che vedere con la kermesse musicale, accusa gli organizzatori di aver mirato solo a far soldi, trascurando le necessarie misure di sicurezza. "I responsabili sono gli organizzatori", ha spiegato, definendo "uno scandalo" il fatto che ai giovani partecipanti sia stato consentito l'accesso allo scalo merci dismesso di Duisburg solo attraverso un unico ingresso. "L'unica cosa che contava era fare soldi", attacca Dr. Motte, "gli organizzatori non hanno mostrato il minimo senso di responsabilità verso la gente". Anche il sindacato di polizia ha criticato le lacunose misure di sicurezza adottate, poiché secondo il vice presidente della polizia del Nordreno-Westfalia, Wolfgang Orscheschek, l'area su cui si è svolta la Love Parade era troppo piccola per poter accogliere tutti i partecipanti, "vittime di interessi materiali". Orscheschek ha aggiunto che i responsabili dell'amministrazione cittadina sono stati fortemente condizionati dagli organizzatori, "quando hanno manifestato i loro forti dubbi riguardanti le misure di sicurezza", ma alla fine non hanno potuto far altro che accettare. Un alto funzionario di polizia ha dichiarato che la manifestazione di Duisburg è stata autorizzata dai responsabili cittadini solo il 21 luglio, "con un testo di appena due pagine, quando per una semplice festa rionale le norme da rispettare richiedono almeno cinque volte tanta carta". Dal canto suo, l'organizzatore della festa raver, Rainar Schaller, si è trincerato dietro risposte evasive, sostenendo che spetta adesso alla procura chiarire le cause di quanto é accaduto.
Mai più Love Parade - Ad oggi, però, una cosa sola è certa. Non ci saranno più Love Parade. L'organizzatore Rainer Schaller ha infatti annunciato la chiusura definitiva della manifestazione. "Le parole non bastano per spiegare le dimensione dello sconcerto", "la cosa più importante è che si chiariscano i fatti", ha aggiunto.
L'inchiesta - La Procura di Duisburg ha ufficialmente aperto un'inchiesta sulla tragedia alla Love Parade di Duisburg indagando al momento per omicidio colposo. L'area dove si svolgeva il concerto "poteva accogliere oltre 300.000 persone, ma non è mai stata piena", ha sostenuto in conferenza stampa Wolfgang Rabe, capo dell'unità di crisi. Secondo gli organizzatori, la Love Parade ha richiamato, nel corso dell'intera giornata, circa 1,4 milioni di persone. Per Rabe, le "sole cifre attendibili" sono quelle relative alle persone arrivate via treno, che alle 14 risultavano essere 105.000.
Le vittime - La polizia di Duisburg ha accertato l'identità di tutte e 19 le vittime nella tragedia della Love Parade. Si tratta di 11 donne e 8 uomini di età compresa tra i 18 e i 38 anni. Gli stranieri morti a Duisburg sono un'italiana, Giulia Minola, una 27enne australiana, una cinese, un bosniaco, un olandese e due studenti universitari spagnoli, un ragazzo e una ragazza. Tutte le famiglie sono state informate, ma le autorità tedesche non hanno ancora reso noti i nomi. Per quanto riguarda i feriti, invece, l'ultimo bilancio è di 516, di cui quattro italiani, questi ultimi tutti medicati e già dimessi.
I giovani sono morti schiacciati, calpestati, asfissiati nella calca terribile chesi è creata attorno alle 17 di sabato in un tunnel lungo 200 metri e largo 20 che avrebbe dovuto portarli sulla grande spianata all'aperto per il concerto finale. Il sottopasso si è trasformato in una trappola mortale, un imbuto che ha stritolato la gente. Nella ressa asfissiante, molti giovani hanno cercato una scorciatoia all'aperto arrampicandosi su una scala di sicurezza e alcune impalcature. Sotto il peso, le strutture sarebbero crollate schiacciando la gente sotto e creando panico generale.
Intervista agli italiani residenti a Duisburg
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25/07/2010
Love parade, i video della catastrofe su YouTube
Love parade, i video della catastrofe su YouTubeBastano meno di 50 minuti per far finire in rete le scene più tragiche, girate in diretta prima dell'arrivo dei cameramen professionisti. E nuove video testimonianze continuano a essere caricate in queste ore.
Citizen journalism o testimonianza in diretta. Nella calca infernale che ha trasformato la Love parade di Duisburg in tragedia c'erano migliaia di ragazzi con telecamere e macchine fotografiche digitali, o anche semplicemente con telefonini. Ragazzi che si erano dati appuntamento via internet e via internet si erano messi d'accordo con coetanei di tutta Europa per raggiungere la cittadina tedesca per un 24 luglio che doveva essere di festa.
Ecco perché, mentre la notizia delle vittime faceva il giro del mondo, c'era chi aveva postato su Youtube il documento filmato di quello che stava accadendo.
Come l'utente RadioFunClub
... e poi cercare disperatamente di allontanarsi da quella trappola di folla.
Ancora il tunnel incriminato in queste immagini di Artex212, dove si vede anche un pulmino della polizia tedesca, prima fermo, poi con la sirena accesa mentre tenta di andare avanti in una folla immane, rumorosa che si richiude intorno a qualsiasi mezzo di soccorso.
E ancora le immagini di Gigalogi girate con un iPhone nella stessa zona del tunnel quando il peggio è passato e ci sono finalmente i socorritori. Ci sono ragazzi trascinati di peso dagli amici, altri rianimati a terra da medici e infermieri, qualcuno cammina sotto choc, altri corrono.
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Strage alla Love Parade, un'italiana tra le vittime
Strage alla Love Parade, un'italiana tra le vittimeSi tratta di Giulia Minoli, aveva 21 anni. Sono 19 i morti e oltre 340 i feriti al festival di musica techno di Duisburg, schiacciati nella calca a causa di un'ondata di panico dentro un tunnel. Almeno un'italiana tra i feriti.
C'è anche un'italiana tra le vittime della tragedia alla Love Parade di Duisburg. Il suo nome è Giulia Minoli, viveva a Brescia. Aveva 21 anni.
I carabinieri, intorno all'una di notte, hanno avvisato la famiglia spiegando alla madre che il console italiano in Germania che si occupava del caso doveva parlarle. La donna vedendo i militari ha detto che aveva capito subito la terribile notizia, anche perché dal pomeriggio cercava di mettersi in contatto con la figlia senza riuscirci.
E intanto, si apprende che tra i feriti c'è almeno un'italiana. Secondo quanto riferiscono fonti del Consolato italiano a Colonia, le due ragazze erano insieme alla Love Parade.
Le autorità di Duisburg hanno intanto attivato un numero di emergenza per chi cerca notizie di familiari che si teme siano rimasti coinvolti nella tragedia.
Il numero da chiamare è 0049 203 94 000.
E la città tedesca oggi si è svegliata ancora sotto choc per la tragedia che ha sorpreso le migliaia di giovani accorsi in Germania da tutta Europa per parteciapre al festival di musica techno.
La calca provocata dal panico ha causato almeno 19 morti. I feriti, alcuni in gravi condizioni, hanno toccato la cifra record di 340; tra questi almeno una ragazza italiana.
Sabato 24 luglio 2010, ore 17.30. La calca, poi il panico. E' tragedia - Sarebbe stato il panico scoppiato all'ingresso del tunnel di accesso alla Love Parade di Duisburg a causare la strage di ragazzi. Secondo alcuni media tedeschi, la ressa sarebbe stata originata dal tentativo della polizia di impedire l'accesso a migliaia di persone all'area dove si svolgeva l'evento, il sito di una ex acciaieria dismessa a metà degli Anni '80 e trasformato in parco pubblico. Secondo molti testimoni, il tunnel di accesso era semplicemente "troppo stretto" per garantire l'afflusso dei partecipanti.
"Urla, paura, panico", scrive il quotidiano tedesco Bild: "Migliaia di persone si sono scontrate, molti - almeno una dozzina di persone - sono stati stritolati, capovolti nella ressa e hanno dovuto essere rianimati da personale sanitario".
Un partecipante alla manifestazione, Marius, di 18 anni, riferisce ancora Bild, ha raccontato che "non c'è stata possibilità di fuga, la gente faceva come un muro. Ho avuto paura di morire". "Ho avuto fortuna: ho trovato un piccolo buco, ma accanto a me sono morte due donne", ha raccontato inoltre una ragazza.
Accuse agli organizzatori - "Eravamo in mezzo al tunnel. Sempre più gente cercava di entrare - ha detto un giovane 21enne di nome Fabio all'agenzia stampa Dpa - eravamo quasi arrivati all'uscita, ma la folla non riusciva ad avanzare. Con la mia fidanzata siamo tornati indietro, riuscivamo a malapena a respirare. Abbiamo dovuto farci largo a gomitate. Abbiamo avvertito la polizia che si poteva scatenare un panico di massa. Questo circa 45 minuti prima dell'incidente".
La Parata dell'Amore - Alla Love Parade, secondo i dati degli organizzatori hanno partecipato durante l'intera giornata di sabato 1,4 milioni di persone. Sono stati mobilitati circa 1.200 poliziotti. L'enorme afflusso di persone ha reso difficili i soccorsi, con il personale medico che ha dovuto farsi strada tra migliaia di giovani.
Nata a Berlino nel 1989, sull'onda del crollo del Muro di Berlino, l'annuale Love Parade a suon di musica techno era stata organizzata di nuovo dopo una pausa osservata l'anno scorso.
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13/03/2009
Strangio, in casa un milione di euro Il blitz prima di andare a dormire
Strangio, in casa un milione di euro Il blitz prima di andare a dormire
'Ndrangheta, preso il presunto autore della strage di Duisburg. Il ministro Maroni: «Una giornata da incorniciare». Il superpoliziotto Cortese: «Pedinamento durato due anni»

Il 6 marzo la polizia fotografa ad Amsterdam Giovanni Strangio. La cattura in Olanda dei due pericolosi cognati (con lui anche Francesco Romeo) affiliati alla 'ndrangheta si è realizzata grazie al grande lavoro d'investigazione degli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria, guidati da Renato Cortese, e dello SCO di Roma, il Questore Santi Giuffrè e la DDA di Reggio
Un fermo- immagine tratto da un video che ritrae Francesco Romeo (Ansa)

Ecco come la polizia è arrivata all'individuazione di Francesco Romeo
REGGIO CALABRIA - Per arrestare Giovanni Strangio ad Amsterdam c'è stata una irruzione giovedì sera in un quartierea pochi chilometri dal centro storico della città olandese. Si tratta - hanno precisato gli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria durante una conferenza stampa - di una palazzina a tre piani. Oltre a Strangio, nell'appartamento vivevano anche suo cognato Francesco Romeo, arrestato con lui, la moglie di Strangio e il bambino di tre anni della coppia. Le persone, quanto sono state sorprese dagli agenti, stavano andando a dormire.
CHI E' STRANGIO - Ha solo 30 anni ma era un capo assoluto, nato a Siderno (Reggio Calabria), residente a Kaarst, nella Renania-Westfalia, dove è titolare di due pizzerie, Giovanni Strangio, da San Luca, arrestato dopo due anni e mezzo di latitanza, era ricercato perché sospettato di essere tra gli autori della strage di Duisburg. Prima dell'omicidio delle sei persone, davanti al ristorante «Da Bruno» della città tedesca nel Ferragosto di due anni fa, di Giovanni Strangio neanche si parlava. Non era tra quelli più in vista nella geografia mafiosa della locride, anche se era cugino di Maria Strangio, la donna uccisa a Natale del 2006 a San Luca, episodio che gli inquirenti datano come quello della nuova partenza della sanguinosa strage tra i due gruppi criminali aspromontani.

Giovanni Strangio in una foto segnaletica
Diffusa dalla Polizia di Stato, una foto che mostra, tramite foto scattate a distanza di tempo , il cambiamento somatico di Francesco Romeo, arrestato insieme con Giovanni Strangio ad Amsterdam con l'accusa di coinvolgimento nella strage di Duisburg (Ansa)

Francesco Romeo in una vecchia foto segnaletica
LE INDAGINI DOPO DUISBURG - Strangio il 10 agosto del 2007 aveva noleggiato un'automobile, una Renault Clio nera. Auto centrale ai fini dell'indagine condotta dalla Polizia tedesca e da quella italiana sull'agguato di metà agosto. Per ricollegare la mattanza di Duisburg al nome di Giovanni Strangio passarono, in realtà, poche ore. A Kaarst venne, infatti, perquisita la sua abitazione: lui non c'era, ma alla Polizia tedesca era apparsa subito un'abitazione abbandonata in tutta fretta e, del resto, l'identikit diffuso poche ore dopo la strage lasciava pochi dubbi. Quel testimone che racconta alla Polizia di avere visto una persona allontanarsi dal ristorante «Da Bruno» alla guida di un'automobile nera e a forte velocità sembrava essere in tutto e per tutto come la descrizione di Giovanni Strangio. Quando ad agosto 2007 viene emesso il provvedimento contro Giovanni Strangio all'inizio ne nasce anche una querelle: l'ordine di arresto sembra valido solo per il territorio tedesco in quanto il giovane non ha alcuna pendenza penale in Italia. Ma i primi di settembre l'ordine di cattura viene internazionalizzato ed eseguibile dunque in qualsiasi Paese europeo. Da allora è stata caccia all'uomo. L'uomo dagli occhi blu e dai capelli scuri non si trovava, né a San Luca e né nella Renania. Era in una casa tra i canali di Amsterdam e lì lo hanno scovato gli uomini di Renato Cortese, il capo della Mobile di Reggio, l'uomo che scova i latitanti, che prima di Strangio aveva arrestato nientemeno che Bernardo Provenzano.
CORTESE - «Non si aspettavano la nostra irruzione - dice il dirigente della squadra mobile, Renato Cortese. Da quasi due anni avevamo attuato un intenso lavoro di pedinamento delle persone che potevano potenzialmente proteggere la latitanza di Giovanni Strangio. Un primo successo l'avevamo segnato il 26 novembre del 2008 con l'arresto ad Amsterdam di Giuseppe Nirta, anch'egli cognato di Strangio. Da quel momento il cerchio si è stretto sempre più fino a quando abbiamo avuto la certezza che Strangio e la sua famiglia si trovavano dentro quella palazzina». «I due - ha detto ancora Cortese - conducevano una vita assolutamente normale, mescolandosi tra la gente di Amsterdam e spesso usando travestimenti con cappelli e occhiali. Non avevano armi, sequestrati alcuni cellulari. «Il successo dell'operazione - ha concluso Cortese - è anche frutto dell'intensa collaborazione con polizia tedesca e olandese».
UN MILIONE DI EURO IN CASA - Gli inquirenti hanno trovato in casa almeno un milione di euro in contanti. La rivelazione è venutadalla polizia di Duisburg durante una conferenza stampa tenuta venerdì mattina nella città tedesca. Oltre ai contanti, nell'appartamento di Amsterdam, al secondo piano di una palazzina con sette appartamenti in tutto, c'erano inoltre alcuni passaporti falsi e un apparecchio per realizzarli.
I MINISTRI - «Oggi è una giornata da incorniciare nella lotta alla criminalità organizzata. Con gli arresti di Giovanni Strangio e Francesco Romeo ad opera del Servizio Centrale operativo e della Squadra mobile di Reggio Calabria, e di Antonino Lo Nigro da parte dei Carabinieri di Bagheria, sono stati inferti due durissimi colpi alla 'ndrangheta e alla mafia» ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. «Ringrazio per lo straordinario lavoro - continua Maroni - il Capo della polizia, prefetto Antonio Manganelli, il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Gianfrancesco Siazzu, e i magistrati che hanno coordinato le indagini». E anche il ministro dell'Interno del Nord Reno-Westfalia, Ingo Wolf ha avuto parole di elogio per l'operazione: «L'arresto di Giovanni Strangio rappresenta un successo investigativo comune delle autorità olandesi, italiane e tedesche». La cattura, ha sottolineato, «dimostra che la cooperazione internazionale degli inquirenti funziona perfettamente».
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