29/05/2011

Contador padrone del Giro Festa Rosa dello spagnolo a Milano

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La cronometro conclusiva e la premiazione in piazza duomo. Secondo successo nella corsa a tappe italiana:vince da dominatore davanti a Scarponi e Nibali

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13/11/2010

Duomo, ok all'albero di Tiffany La Curia: contrari, non vogliamo soldi

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Davanti alle telecamere del Chiambretti Night il sindaco aveva bocciato la boutique. Offerta per i restauri della Cattedrale. Monsignor Manganini: «No, stravolto un simbolo religioso»

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19/09/2009

Si ripete il prodigio di San Gennaro Monito di Sepe: basta autocommiserarci

Si ripete il prodigio di San Gennaro Monito di Sepe: basta autocommiserarci

 

Al duomo Il cardinale striglia la politica:«Il Sud è uscito dall'agenda politica, ma non ci dobbiamo rassegnare»

 

Il prodigio di San Gennaro

Il prodigio di San Gennaro

 

NAPOLI - Si ripete il prodigio del sangue di San Gennaro, ma il cardinale Sepe «striglia» la politica, nazionale e locale. Alle ore 9.57 il tradizionale sventolio del fazzoletto bianco ha annunciato che nella cattedrale di Napoli si è ripetuto il prodigio dello scioglimento del sangue di San Gennaro. La teca, con le due ampolle contenenti il sangue del patrono di Napoli, è stata mostrata ai fedeli dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe. Lo sventolio del fazzoletto bianco dall’altare è stato accolto da un lungo applauso dai fedeli.

IL MONITO DI SEPE - Parole dure del cardinale, nel corso dell'omelia di San Gennaro. «I problemi del sud sono scomparsi, per lungo tempo, da un’agenda politica troppo impegnata a turare le altre falle che via via si aprivano». ha detto. «Ma il Mezzogiorno non può continuare a essere la falla permanente della storia d’Italia; così come Napoli non può rassegnarsi a tenere saldamente il titolo della città dell’emergenza». «La mancanza di lavoro è forse il primo dei problemi che tengono in ostaggio Napoli», ha aggiunto l’arcivescovo di Napoli, il cardinale. «Lavoro significa un guadagno onesto, lavoro significa la possibilità di rendersi utile e di esprimere le proprie competenze. In una parola, lavoro è dignità, ciò a cui tutti gli uomini hanno diritto». Sepe ha poi fatto riferimento ai temi dell’integrazione con gli immigrati: «Siamo, nonostante le poche risorse, la città dell’accoglienza. Le porte di Napoli sono aperte a tutti e il volto della comunità esprime ora una multiculturalità diffusa e accettata». Poi l'ultimo colpo alla politica, ma anche al ceto intellettuale e alla gente comune: «Non possiamo restare immobili di fronte all’inevitabile, non possiamo restare vittime della nostra commiserazione, sperando di commuovere qualcuno e spronarlo a porre attenzione alla nostra storia futura».