18/01/2010

La mamma multata per la figlia morente

La mamma multata per la figlia morente

 

La signora di Ferrara: ho protestato, mi hanno detto che posso andare dal magistrato. Corre all’ospedale a 2 chilometri l'ora in più. Inflessibili i vigili

 

Graziella Cecconello
Graziella Cecconello

CODIGORO (Ferrara) - Correva troppo, la signora Graziella, quella notte in auto. Correva perché qualche minuto prima, al telefono, la voce di un carabiniere le aveva detto che sua figlia Alessandra di 33 anni era in fin di vita all’ospedale dopo essersi rovesciata in auto. Era una pietosa bugia: la donna era morta sul colpo. Ma la signora Graziella Cecconello, mentre sfrecciava lungo le strade della Bassa Ferrarese, gli occhi annebbiati di lacrime, il buio nell’anima, ancora sperava. L’autovelox di turno, inesorabile, fece il suo mestiere e la fotografò: faceva i 92 chilometri all’ora in un tratto dove il massimo consentito è 90. Qualche mese dopo, è arrivata la multa: 38 euro. La signora Graziella ha chiamato i vigili urbani di Corbola, paese del Rodigino: «Non volevo contestare la sanzione, ma soltanto informare che la mia condotta di quella notte era stata determinata da un’esigenza insopprimibile: per questo ritenevo che si potesse annullare la contravvenzione »

Sbagliato. La multa è ancora lì, da pagare. I vigili di Corbola le hanno detto che «la cosa non li riguarda e che avrebbe dovuto rivolgersi all’autorità giudiziaria: non hanno voluto sentire ragioni ». La signora Cecconello, che ha 51 anni e vive in una graziosa villetta a Codigoro assieme al marito Alceo Ranzato, avvocato, ha deciso che non farà alcun ricorso al magistrato: «Certo che pagherò, il problema che ho provato a sollevare non era ovviamente di natura pecuniaria: era una questione di giustizia, così almeno pensavo... ».

Pagherà. Però, assieme al coniuge, ha deciso che questa piccola storia di ottusità burocratica non doveva passare sotto silenzio. Prima ha scritto una lettera al Carlino Ferrara. E ora, con la piccola Francesca sulle ginocchia (sei anni, figlia della defunta Alessandra), dice senza rabbia, quasi scusandosi, che «non è mio costume piantare grane, ma stavolta mi sono sentita offesa dalle risposte ricevute: mi hanno trattata con arroganza, aggiungendo dolore al dolore». L’incidente avvenne il 21 giugno scorso. Una sbandata, l’auto che si accartoccia. Era mezzanotte: Alessandra rientrava da una cena con amici, a Codigoro la aspettavano i genitori e la sua bambina. «Arrivai all’ospedale di Adria che erano passate le due di notte —racconta Graziella —, mi dissero di andare all’obitorio: mia figlia l’avevano messa là... ».

La multa è arrivata nel settembre scorso. «Quando abbiamo fatto presente la situazione al comando di Corbola — racconta l’avvocato Ranzato —, ci hanno detto che avremmo dovuto documentare la nostra versione. Cosa che abbiamo fatto, inviando il certificato di morte e il verbale dei carabinieri sull’incidente». Nessuna risposta per qualche settimana. «Allora ho richiamato emi è stato detto che, sì, la nostra versione era vera, ma non spettava alla polizia municipale farsene carico. Ho anche ricordato che, in determinati casi di urgenza, la legge prevede deroghe all’applicazione delle sanzioni. "Vada dal magistrato" è stata la risposta in tono seccato. Non ci andrò, che m’importa ormai... Ma questa storia ho voluto raccontarla».

Francesco Alberti


08/01/2010

Svizzera: a 137 all'ora con la Ferrari Ducentomila euro di multa

Svizzera: a 137 all'ora con la Ferrari Ducentomila euro di multa

 

Nella Confederazione elvetica le sanzioni sono proporzionate al reddito. Un miliardario diplomatico della Guinea Bissau con la passione della velocità

 

Roland S. (da Blick.ch)
Roland S. (da Blick.ch)

Multa record di 299 mila franchi svizzeri (circa 200 mila euro) per essere stato «beccato» dalla polizia elvetica a 137,2 km all'ora alla guida della propria Ferrari Testarossa, una delle cinque auto di superlusso che possiede, su un tratto con limite a 100 ed essere passato attraverso l'abitato di Mörschwil (Cantone San Gallo) a cento all'ora. E in Svizzera la legge dice che le multe sono proporzionate al reddito personale: più si è ricchi e più si paga. Anche se si ha un reddito di 23 milioni di franchi e si guida un bolide rosso e si è un diplomatico onorario della Guinea Bissau. L'unica consolazione è che la legge gli consente di pagare a rate: 130 aliquote giornaliere di 2.300 franchi l'una (1.540 euro).

VELOCITÀ - Il reprobo si chiama Roland S. (il quotidiano Blick conosce il suo cognome, ma non ha voluto renderlo noto). Roland è un uomo di affari e la sua azienda ha sede in Dubai. Egli stesso nel suo sito internet dice di parlare correttamente l'arabo. Ma ha un vizietto: la velocità, ed è per questo conosciuto alla polizia svizzera. Ma lo conoscono anche altri: tra i suoi amici nel suo profilo su Facebook figurano anche Michael Schumacher, Felipe Massa, Jarno Trulli e Kimi Raikkonen, l'élite della Formula Uno. E per un tipo così, andare a 137,2 km all'ora con una Testarossa significa quasi neanche accorgersi.

RECORD - Roland ha battuto il record della multa più alta in Svizzera, finora detenuto dal 2008 dal guidatore di una Porsche, che a Zurigo aveva oltrepassato il limite di oltre 57 chilometri orari e preso una multa di 111 mila franchi.


12/10/2009

Hamsik: «A Napoli vado a 140 all'ora Non mi multano perché mi riconoscono»

Hamsik: «A Napoli vado a 140 all'ora Non mi multano perché mi riconoscono»

 

Dopo le poco chiare dichiarazioni sul rolex rapinato. Una dichiarazione-choc del centrocampista azzurro in Slovacchia, ospite del «Red Bull Racing» di Formula 1


Durante la presentazione

NAPOLI - Ennesima «esternazione» estera per Marek Hamsik su Napoli e il suo modo di vivere la città. Come riportato dall'edizione campana de La Gazzetta dello Sport, il centrocampista azzurro è stato ospite del promo action del «Red Bull Racing», te­am austriaco di Formula 1, a Bratislava. Nonostante l'adrenalina dei motori, Hamsik non ha toccato alte velocità.

Ma una volta sceso dalla vettura si è lasciato andare a una dichiarazione ai cronisti della Pravda: «A Napoli - ha detto Hamsik - mi capi­ta di guidare anche a 140 al­l’ora, ma i vigili non mi pu­niscono perché mi riconosco­no».

Non è la prima volta che «Marekiaro» rilascia in Slovacchia dichiarazioni poco chiare. L'ultima volta fu dopo la rapina e la restituzione del suo Rolex («Me lo hanno restituito quando hanno capito che era il mio orologio»); dichiarazione poi smentita a Napoli dallo stesso giocatore.

D'altronde anche Maradona ai tempi della sua avventura napoletana ebbe la stessa sorte, gli fu svaligiata la casa, per poi riconsegnargli tutto dopo essersi accorti di chi era la refurtiva, con tanto di scuse, e lo stesso maradona sulla tangenziale con la sua ferrari F40 sfrecciava senza che nessuna pattuglia, pur essendoci, lo fermasse per eccesso di velocità, viaggia a più di 180 Km l'ora.

R. W.


12/08/2009

Per evitare le multe prendono a picconate l'autovelox : denunciati tre amici

Per evitare le multe prendono a picconate l'autovelox : denunciati tre amici

 

FIUMICINO. Arrampicati su un palo hanno cercato di danneggiare il dispositivo fisso a quattro metri di altezza da terra


 

Stanchi di ricevere multe per eccesso di velocità, decidono di smontare l'autovelox a colpi di piccone. Forse ispirati da qualche pellicola, martedì pomeriggio tre amici (di 25, 31 e 32 anni) hanno pensato di danneggiare uno degli impianto per la rilevazione della velocità a Fiumicino, comune sul litorale alle porte di Roma.

SOSPESI A QUATTRO METRI DI ALTEZZA - I tre stavano cercando di smontare l'autovelox di via di Coccia di Morto, ma sono stati sorpresi dagli agenti della polizia che li ha trovati «al lavoro» muniti di piccone. Arrampicati sul palo di sostegno, stavano cercando di danneggiare il dispositivo ottico dell'impianto, posizionato a ben 4 metri da terra. I tre italiani (due dei quali residenti a Fiumicino e uno a Pomezia) sono stati denunciati in stato di libertà per danneggiamento aggravato. Il piccone utilizzato per commettere il reato è stato posto sotto sequestro dai poliziotti.