12/02/2010

Ecopass, rivolta degli Euro 4. «Ricorsi contro le multe»

Ecopass, rivolta degli Euro 4. «Ricorsi contro le multe»

 

Polemica: «Poche informazioni per gli automobilisti». Resta l’emergenza smog. Ogni giorno 5 mila sanzioni ai diesel senza filtri. Il Comune: allo studio una sanatoria

 

MILANO - «E ora?». L’ordinanza è stata firmata nel pieno dell’emergenza smog e il Comune ha dato appena qualche ora di preavviso agli automobilisti: «La deroga per i veicoli diesel Euro 4 e 5 senza filtro è sospesa», anche queste vetture devono pagare l’Ecopass nei Bastioni, c’è l’avviso sul sito, la segnalazione ai varchi della Cerchia, il call center a disposizione... E ora, è una strage di multe. Nella prima settimana di ticket allargato, senza esenzioni, le telecamere hanno registrato una quantità anomala di infrazioni: 33.956 accessi illegittimi in area Ecopass, quasi 6.800 al giorno, rispetto a una media consolidata di 1.700 sanzioni (a dicembre, per esempio).

Motivo: quasi tutti i proprietari di veicoli diesel Euro 4 e 5 senza filtro, abituati a circolare gratuitamente, non hanno pagato il pedaggio. I più non lo sapevano, alcuni l’avranno capito in ritardo, in ogni caso hanno totalizzato 24.181 verbali da 70 euro (spese di spedizione escluse) in cinque giorni, dal 1˚ al 5 febbraio. Una stangata da 1,7 milioni. Che fa discutere i vertici di Palazzo Marino: «E ora, che si fa? Una sanatoria?». Un passo indietro. Letizia Moratti firma il 29 gennaio scorso l’ordinanza che congela la deroga al ventesimo giorno consecutivo di superamento della soglia di Pm10. Ma la decisione viene comunicata solo domenica sera, il 31 gennaio. Il provvedimento è applicato a partire dal primo febbraio e i risultati sono questi: 5.404 Euro 4 e 5 diesel senza fap multati il lunedì (su un totale di 7.352 sanzioni), 4.962 il martedì, 4.794 il mercoledì, 4.724 sanzionati il giovedì e 4.297 il venerdì.

Eccola, la strage. E la sequenza (calante) spiega in parte cos’è successo: gli automobilisti stanno scoprendo lo stop alla deroga strada facendo. Tra un paio di mesi ne pagheranno il conto. «Non è giusto». Il Consiglio di Zona 1 ha votato a maggioranza una mozione presentata dal repubblicano Guido Camera, martedì, che invita il sindaco e la giunta a sospendere «il pagamento delle sanzioni conseguente all’ingresso nella Ztl Cerchia dei Bastioni da parte di vetture Euro 4 ed Euro 5 senza filtro antiparticolato nei giorni successivi al 1˚ febbraio». Un blocco necessario, si legge nel documento, perché «l’aumento non programmato degli autoveicoli assoggettati al pagamento dell’Ecopass ha reso difficoltoso il rinvenimento dei tagliandi e l’attivazione del dazio». Le misure «strutturali adottate contro lo smog, come la sospensione delle deroghe per Ecopass, stanno dando risultati », ha spiegato Letizia Moratti, sottolineando il calo nelle concentrazioni medie di gas inquinanti rispetto al mese di gennaio.

Un effetto diretto quanto meno discutibile, visti i dati: ogni giorno entrano nei Bastioni 10 mila veicoli Euro 4 e 5 diesel senza fap e le telecamere, dal 1˚ al 5 febbraio, ne hanno contati circa 8 mila. Alla fine, dunque, poche centinaia di auto sarebbero rimaste fuori dal centro storico di Milano. «L’ennesima catena di ricorsi ai giudici di pace mi sembra inevitabile» commenta il consigliere Verde Enrico Fedrighini: «Il Comune ha dato una pessima informazione sul provvedimento, colpa di una maggioranza divisa su Ecopass. Ormai, però, l’hanno capito anche i sassi che i diesel senza fap devono pagare. Avanti senza deroghe e ripensamenti». Le concentrazioni di Pm10, mercoledì, hanno doppiato la soglia d’allarme. I giorni di smog fuorilegge, nel 2010, sono già 32. Il bonus di 35 superamenti, concesso dall’Ue, potrebbe andare esaurito domani. E lasciar partire una nuova procedura d’infrazione.

Armando Stella


28/07/2009

Traffico e smog, l'Ecopass sotto accusa

Traffico e smog, l'Ecopass sotto accusa

 

Tensioni nella maggioranza. La Lega: «Referendum tra i cittadini». La Moratti: «Facciamo un sondaggio»

 

 

Ecopassa Milano (Fotogramma)
Ecopassa Milano (Fotogramma)

MILANO — I milanesi bocciano l'Ecopass e Letizia Moratti ripete: «Faremo un sondaggio tra i cittadini, come avevamo promesso». Ma la maggioranza incalza il sindaco e la invita a organizzare «presto» la consultazione. Magari, come vorrebbe la Lega, «con un referendum vero e proprio». Comunque, «con un coinvolgimento il più allargato possibile».

Letizia Moratti commenta i risultati del sondaggio curato da Ipso e pubblicato sul Corriere della Sera, nel quale un campione di cittadini giudica il suo operato (voto medio al sindaco è 5,5) e le politiche per la città (Ecopass non va oltre il 4,8): «Credo che il sondaggio — riassume —, che promuove il Comune per molti aspetti e mostra criticità per altri, sia importante da verificare per migliorare il nostro lavoro che vorremmo fare anche attraverso vari strumenti di controllo e di monitoraggio. Così capiremo obiettivi e priorità dei cittadini». Ma il responso su Ecopass è senza appello. Il capogruppo leghista Matteo Salvini torna a chiedere le dimissioni dell'assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, e aggiunge: «Attendiamo al più tardi entro l'autunno il referendum con cui i milanesi possano esprimersi, in maniera vincolante per l'amministrazione comunale, sulle politiche del traffico degli ultimi tre anni». La Lega vuole inoltre un giudizio collettivo «su alcune controproposte da noi già da tempo avanzate, come la chiusura del centro storico alle auto e le targhe alterne nei mesi invernali». Anche il capogruppo del Pdl, Giulio Gallera, sollecita «una consultazione più allargata possibile, «evitando però sprechi di denaro e di risorse che un referendum vero e proprio comporterebbe».

Che il centrodestra abbia digerito a fatica l'Ecopass è un dato di fatto: «Non deve comunque essere una tassa. Per questo — insiste Gallera — va valutato sia alla luce di dati oggettivi, sia tenendo presente sentenze come quella del Tar che dal 2010 imporrebbe il pagamento anche a chi ha un diesel euro4». Moltissimi i dubbi sugli effetti prodotti dal provvedimento su smog e traffico. L'Associazione Consumatori contesta i mancati risultati dell'Ecopass e il mancato referendum, sollecitando invece una consultazione sulla chiusura al traffico dell'area interna ai Navigli. Ma l'assessore Edoardo Croci, come ovvio, difende il provvedimento: «Meno male che c'è, perché mantiene un effetto importante su traffico e inquinamento». Quanto al sondaggio Ipso, l'assessore evidenzia il fatto che «comunque emerge l'attenzione dei cittadini ai temi di ambiente e mobilità. Quindi, aspettiamo a giorni i dati del rapporto semestrale, teniamo conto di questa sensibilità e ragioniamo a partire da lì». E se Legambiente, finora sponda della Moratti in questa battaglia, dà l'ultimatum («Ci dica che cosa ha intenzione di fare da dicembre. La fase sperimentale ha funzionato, ma non si può andare avanti così. O la Giunta ha la forza di dare alla città un provvedimento serio oppure aboliamolo e si torni ai blocchi totali della circolazione»), il consigliere Enrico Fedrighini di Prc si affida ad una metafora: «Hanno chiuso il neonato nell'incubatrice sperando non se la cavasse. Invece è vivo e ha dato buona prova di sé: ma devono decidere se lo faranno diventare adulto o se è destinato a morire come molti sperano». Risponde solo Marco Osnato, presidente della commissione Mobilità: «Potremmo studiare per ecopass uno sviluppo con un aumento del costo o un allargamento della zona coinvolta». Infine, Pierfrancesco Majorino, capogruppo pd, torna ad attaccare il sindaco: «È insopportabile il suo continuo rinvio del referendum e ci auguriamo voglia fare una consultazione democratica e il più allargata possibile, non un sondaggio all'interno della sua lista...». Quanto alle prospettive di Ecopass, «sarebbe più utile chiudere il centro». Opinione sempre più condivisa.

Elisabetta Soglio


10/05/2009

Ecopass, annullate 3 multe su quattro

Ecopass, annullate 3 multe su quattro

 

POLEMICHE SUL TICKET. I giudici di pace: accolti i ricorsi. Il Comune non presenta la documentazione del ministero

 

 

 

(Fotogramma)
(Fotogramma)

Tre multe Ecopass su quat­tro annullate. I risultati delle sentenze cominciano ad arri­vare sul tavolo del coordina­tore dei giudici di pace mila­nesi, Vito Dattolico. Cinquan­tacinque i documenti deposi­tati finora: 42 ricorsi accolti, 13 bocciati. «Alla base del gran numero di multe annul­late — spiega Dattolico — c’è un vizio di fondo. E cioè che il Comune non produce la do­cumentazione che dimostre­rebbe la legittimità dell’istitu­zione della zona a traffico li­mitato ». Vicenda complicata. C’è una sentenza, depositata pochi giorni fa, che è destina­ta a far scuola. È una senten­za di accoglimento, che dà ra­gione al multato e torto al Co­mune. Tra le righe si sostiene la tesi che Palazzo Marino avrebbe dovuto ottenere dal ministero l’autorizzazione per creare una nuova Ztl, dai confini diversi rispetto a quel­la istituita dal precedente sin­daco Albertini. «Ci sono dei dispositivi — spiega Dattoli­co — che lo dicono aperta­mente: ogni nuova Ztl regola­mentata da telecamere richie­de l’autorizzazione ministeria­le ». «Abbiamo chiesto ai fun­zionari comunali di trasmet­terci i documenti, ma finora nessuno l’ha fatto», aggiun­ge. E così, se nel ricorso si fa riferimento a questo punto, il verbale staccato mesi prima ha ottime probabilità di di­ventare carta straccia.

La que­stione s’intreccia a un proble­ma di fondo. I rappresentanti del Comune quasi mai si pre­sentano alle udienze. Che so­no tante, tantissime. Ci vor­rebbero battaglioni di vigili e funzionari che ovviamente non ci sono. «Ma se il Comu­ne producesse una volta per tutti i documenti, non ci sa­rebbe bisogno di una presen­za quotidiana alle udienze» sottolinea Dattolico. E poi il principio della buona fede. Ancora il caso di scuola della prima sentenza: «In alcuni varchi c’è una oggettiva con­fusione di cartelli e di segnala­zioni. Per cui l’elemento sog­gettivo può prevalere». «La politica della mobilità non può essere dettata dai giudici di pace» insorge il verde Enri­co Fedrighini, grande spon­sor dell’Ecopass morattiano. «L’unica cosa a cui si aggan­cia Dattolico è la scarsa pre­senza dei rappresentanti del Comune in sede di udienza. Gli uffici dell’assessorato han­no ottenuto tutte le autorizza­zioni possibili e immaginabi­li ». Fedrighini chiede incon­tri, seminari, corsi di forma­zione: «Bisogna che i giudici vengano adeguatamente for­mati e istruiti rispetto a una materia così delicata, altri­menti si lascia il campo alle furbizie legali». Una valanga di ricorsi si di­ceva. Solo nel periodo tra lu­glio 2008 e aprile 2009 sono arrivate 4.864 domande d’an­nullamento per le multe Eco­pass. A cui vanno sommate le 5.715 per gli accessi nelle set­te nuove corsie preferenziali nate insieme al ticket. Quasi il 30% di tutti i ricorsi piovuti sui tavoli di Dattolico e dei suoi collaboratori. Il ticket è materia da campagna eletto­rale. Filippo Penati, a dispet­to del sostegno dei Verdi, è un feroce oppositore di Eco­pass. La notizia dei primi ver­bali annullati offre il destro: «Il sindaco Moratti abbia co­raggio e con un provvedimen­to di autotutela del Comune annulli tutte le multe dell’Eco­pass ».

Andrea Senesi