13/02/2010

Milano, ucciso 19enne egiziano Dopo la rissa è rivolta nelle strade

Milano, ucciso 19enne egiziano Dopo la rissa è rivolta nelle strade

 

Il ragazzo è stato accoltellato da un gruppo di etnia latino-americana in viale Padova. Gruppi di nordafricani hanno capovolto auto e danneggiando negozi gestiti da sudamericani

 

I vigili urbani tengono a stento la folla (Fotogramma)

MILANO - Almeno un centinaio di stranieri hanno dato vita a Milano a una rivolta nella zona periferica di via Padova, uno dei quartieri più multietnici del capoluogo lombardo dopo l'omicidio di un giovane egiziano da parte di sudamericani. Dopo l'omicidio gruppi di nordafricani hanno cominciato a spaccare auto e danneggiando negozi prevalentemente gestiti da sudamericani. I nordafricani infuriati non sono limitati ai danneggiamenti ma hanno aggredito anche alcune persone, prevalentemente di etnia latino-americana. Poi un folto gruppo si è riunito in un corteo improvvisato e si è diretto verso il Consolato egiziano sito in via Porpora. Il quartiere si è subito riempito di volanti della polizia.

L'OMICIDIO - L'omicidio, avvenuto alle 17,40 per strada in via Padova all'altezza del numero civico 80, secondo una prima ricostruzione della Questura, è nato da un diverbio per motivi banali fra tre africani e cinque latino-americani su un autobus. I gruppi, scesi dal mezzo pubblico, si sono affrontati. L'egiziano di 19 anni, raggiunto da una coltellata al torace è morto quasi all'istante. Gli altri due sono stati feriti, ma non sono in pericolo di vita. Quando medici e polizia, terminati i rilievi, stavano rimuovendo il corpo sono iniziate le proteste che si sono fatte sempre più violente tanto da richiedere l'intervento delle forze dell'ordine.

A GRUPPI - Successivamente la situazione in via Padova è stata riportata sotto controllo nonostante gli evidenti segni dei disordini. Nel frattempo i tafferugli si eranoo spostati nelle vie laterali. Nei vicoli, infatti, almeno quattro o cinque gruppi di venti-trenta nordafricani ciascuno si spostavano e si raggruppavano compiendo ulteriori danni in una specie di caccia al sudamericano. Poi 25 giovani sudafricani sono stati fermati, mani in alto e faccia al muro, controllati e perquisiti da una cinquantina di agenti in assetto antisommossa. Tutti intorno ai vent’anni. Alcuni sono stati caricati nei cellulari per controlli in Questura.

Redazione online


13/10/2009

Bomba a Milano. Sequestrati 40 kg di potenziale esplosivo

Bomba a Milano. Sequestrati 40 kg di potenziale esplosivo

 

Due uomini sono stati fermati perché sospettati di complicità nell'attentato di ieri contro la caserma Santa Barbara. Nessun legame con la Jihad

 

Due uomini sono stati fermati stanotte a Milano perché sospettati di complicità nell'attentato di ieri contro la caserma Santa Barbara, mentre nel corso delle indagini sono state ritrovate decine di chili di materiale utilizzabile per la fabbricazione di ordigni.

Lo hanno riferito la Procura di Milano e fonti investigative precisando che i due fermati sono un egiziano, Kol Abdel Hady Abdelazim Mahmoud, e un libico, Israfel Mohammed Imbaeya.

In una nota della Procura si legge che "è stata individuata un'abitazione a Milano nella disponibilità di (Mohammed) Game (l'autore dell'attentato di ieri, ndr) e Kol sita nello stesso stabile ove dimora Israfel, dove è stato rinvenuto materiale di interesse investigativo tra cui circa 40 chili di nitrato d'ammonio e sostanze chimiche utili, ove combinate al nitrato, per la fabbricazione di ordigni esplosivi apparentemente dello stesso tipo di quello esploso in via Perrucchetti".

I magistrati smentiscono dunque che "siano stati sequestrati grossi quantitativi di esplosivo, posto che il nitrato d'ammonio non è in sé un esplosivo anche se costituisce un componente per la fabbricazione di esplosivo".
Una fonte investigativa in precedenza aveva infatti detto che il potenziale esplosivo ritrovato, circa 100 chili, comprendeva "fertilizzanti e altri materiali atti al confezionamento (di ordigni)".

Nel corso delle indagini è stato accertato che il nitrato è stato acquistato circa una settimana fa da Game.

La Procura ha fatto sapere che l'egiziano e il libico sono stati fermati per detenzione, fabbricazione e porto di esplosivi. Il magistrato richiederà la convalida dell'arresto in flagranza di Game, avvenuto ieri e dei due fermi di oggi.

Verrebbe inoltre confermata la linea del gesto isolato, anche se a compierlo sarebbe stata appunto una cellula e non il solo Game, che comunque, secondo le prime ipotesi, aveva messo in conto di morire. Che si tratti di una cellula 'fai da te' lo confermerebbero anche i riscontri avuti dalle perquisizioni effettuate nella notte nelle abitazioni dei due fermati: gli uomini della Digos e del Ros non avrebbero trovato materiale ideologico che possa richiamare il Jihad. Né sarebbero state recuperate cassette, dvd, scritti di terroristi impegnati in Afghanistan e Iraq, manuali per la costruzione di ordigni o sui campi di addestramento sparsi in Medio Oriente.

 

 


28/06/2009

Operaio egiziano di 42 anni ucciso

Operaio egiziano di 42 anni ucciso

 

Gli hanno sparato da un ciclomotore a Settimo Milanese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SETTIMO MILANESE (MILANO), - Un operaio egiziano di 42 anni, regolare e incensurato, e' stato ucciso stamani a colpi di pistola a Settimo Milanese.L'uomo e' stato ucciso mentre stava passeggiando con alcuni connazionali nel centro del paese. I killer, a bordo di un ciclomotore, hanno sparato e colpito l'uomo che e' caduto a terra. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri. L' operaio e' stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale San Carlo di Milano, ma e' morto durante un intervento chirurgico.


02/05/2009

Stuprata al Castello Sforzesco al termine del corteo del Primo Maggio

Stuprata al Castello Sforzesco al termine del corteo del Primo Maggio

 

Le persone attorno non hanno compreso che si trattasse di uno stupro. Preso un egiziano: ha violentato una 23enne che, ubriaca, dormiva sul prato del Castello Sforzesco

 

(Emmevi)
(Emmevi)

MILANO - Ha subito abusi sessuali davanti a decine di persone, alla festa davanti al Castello Sforzesco di Milano, al termine della Mayday Parade dei sindacati di base, il corteo del Primo Maggio a Milano. La ragazza, che era sdraiata su un prato in uno stato di profondo sonno a causa dell'assunzione di alcolici, è stata aggredita da un giovane egiziano, poi arrestato dai carabinieri.

LA VIOLENZA - La violenza sessuale è avvenuta intorno alle 19.15. Le persone che erano attorno ai due sono intervenute solo quando si sono accorte che non si trattava di due persone che avevano perso le inibizioni ma di una violenza. Per poco l'extracomunitario non è stato linciato e alcuni militanti del sindacato sono intervenuti per evitare che la situazione degenerasse, consegnando l'uomo alle forze dell'ordine. Nello stesso momento è nata anche un po' di tensione, che si è subito placata, perché alcuni manifestanti, fra cui alcuni no global, temevano che fosse stato bloccato qualcuno dei loro per motivi collegati all'iniziativa della Festa del Lavoro.

LA VITTIMA - La vittima della violenza è una ragazza di 23 anni, originaria di Roma, ex studentessa universitaria ora in cerca di occupazione, che era giunta nel capoluogo lombardo proprio per partecipare al corteo. Il suo aggressore è un immigrato irregolare senza precedenti penali. La giovane è stata ricoverata, in stato di choc, ed è ora assistita da sanitari e psicologi.


25/02/2009

Milano, padre egiziano uccide il figlio di 9 anni e si toglie la vita

Milano, padre egiziano uccide il figlio di 9 anni e si toglie la vita

 

Omicidio-suicidio a san DonatoMilanese. Tragedia negli uffici Asl dove l'uomo stava incontrando il bambino, da 4 anni affidato alla madre italiana

 

MILANO - Tragedia familiare a San Donato Milanese: un uomo di 52 anni di origine egiziana ha accoltellato il figlio di 9 anni, poi ha rivolto l'arma contro di sè e si è suicidato. A fare da teatro all'omicidio-suicidio sono stati gli uffici dell'Asl in via Sergnano a San Donato Milanese, comune alle porte del capoluogo lombardo.

GLI ASSISTENTI SOCIALI - Come ogni settimana, il padre ha incontrato il figlio affidato da quattro anni alla madre, un'italiana. Erano gli assistenti dei servizi sociali, che seguivano il caso del minore, a partecipare agli incontri tra padre e figlio. Nessuno, però, era presente nella stanza in cui è avvenuto l'omicidio-suicidio. Pochi minuti prima delle 17 l'uomo, operatore turistico con regolare permesso di soggiorno, avrebbe estratto un coltello con il quale avrebbe colpito più volte il bambino per poi tagliarsi le vene. Inutili i soccorsi dei sanitari del 118. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire il movente alla base del gesto. I dissidi familiari, secondo gli inquirenti, sarebbero la spiegazione più plausibile. Il 52enne non ha lasciato nessun biglietto per motivare l'omicidio-suicidio. I carabinieri stanno cercando la madre del piccolo, un'italiana, abitante a San Donato. È stata anche rinvenuta una pistola, ma al momento i carabinieri non riferiscono di ferite di arma da fuoco sui cadaveri.