19/05/2012

Orlandi, indagato monsignore Vergari: è l'ex rettore di S. Apollinare

Orlandi, indagato monsignore Vergari: è l'ex rettore di S. Apollinare

L'ipotesi è che Emanuela sia stata portata nella basilica poco dopo il rapimento. Il prelato è sotto accusa per concorso in sequestro della ragazza scomparsa nell'83. Sequestrato anche il suo pc

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11/03/2010

Emanuela Orlandi, dopo 26 anni un indagato per omicidio e sequestro

Emanuela Orlandi, dopo 26 anni un indagato per omicidio e sequestro

 

Si tratta di Sergio Virtù, autista di Enrico De Pedis, esponente di spicco della banda della Magliana

 

Emanuela Orlandi
Emanuela Orlandi

ROMA - Dopo 26 anni c’è un indagato per la scomparsa di Emanuela Orlandi, figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia e cittadina vaticana, scomparsa in circostanze misteriose il 22 giugno 1983, all’età di 15 anni. In serata il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Simona Maisto hanno interrogato nel carcere di Regina Coeli hanno interrogato Sergio Virtù, 49 anni, indicato dalla superteste Sabrina Minardi come l’autista del boss della Magliana, Enrico De Pedis, detto «Renatino», il celebre capo della banda misteriosamente sepolto nella basilica di Sant'Apollinare, nella Capitale.

PERICOLO DI FUGA- Secondo quanto si è appreso nei confronti dell’uomo è stato disposto l’arresto, per altre vicende, dalla corte d’appello, per un cumulo di pene da scontare e in forza di un possibile pericolo di fuga. Le accuse contestate a Virtù, nel fascicolo sulla Orlandi, sono quelle di sequestro a scopo di estorsione e omicidio volontario aggravato. A fare il nome di Virtù, oltre alla Minardi, è stata anche Fabiola Moretti, già pentita della banda della Magliana. Entrambe le donne lo hanno indicato come uno del gruppo malavitoso, legato a ’Renatino’ tra il 1982 e il 1983. La Minardi, in particolare, ha riferito agli inquirenti che Virtù sarebbe stato l’autista del boss della Magliana e in particolare a collegarlo alla scomparsa della Orlandi.

LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA - La Minardi ha anche raccontato agli inquirenti di aver visto la Orlandi al laghetto dell'Eur, nell'immediatezza del sequestro. Con la ragazzina ci sarebbe stato appunto Sergio. La Minardi ha anche sostenuto di aver guidato un'auto, con accanto De Pedis, seguito dalla vettura di Sergio che aveva a bordo Emanuela. Il gruppo raggiunse Torvajanica dove la 15enne venne affidata alle cure di un'altra signora. Alcuni mesi dopo la Orlandi, sempre stando alla Minardi, venne consegnata a un sacerdote dopo essere stata prelevata dalla donna in un bar del Gianicolo dove le fu affidata dallo stesso Sergio. Contro l'uomo ci sono anche le dichiarazioni di un'altra donna, una sua ex convivente in tempi molto recenti. A lei avrebbe confidato in modo vago e generico di aver avuto un ruolo nella scomparsa della Orlandi e di aver ricevuto un congruo compenso. Ai pm, però, Virtù ha negato ogni addebito negando di aver conosciuto De Pedis ed escludendo qualunque partecipazione al sequestro della ragazzina. L'uomo ha ammesso, invece, di aver conosciuto Claudio Sicilia, considerato dagli inquirenti l'anello di congiunzione tra la camorra e la banda della Magliana, salvo poi diventare collaboratore di giustizia e per questo essere ucciso nel 1991 a Tor Marancia, zona della periferia romana.

Redazione online


02/02/2010

Alì Agca, la nuova rivelazione: «Emanuela Orlandi è ancora viva»

Alì Agca, la nuova rivelazione: «Emanuela Orlandi è ancora viva»

 

L'incontro con il fratello della giovane cittadina vaticana sparita nel 1983 a Istanbul: «Tornerà presto a casa»

 

MILANO - Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la giovane cittadina vaticana sparita nel giugno del 1983, si è incontrato ad Istanbul con Mehmet Alì Agca, l'ex lupo grigio che attentò alla vita di Giovanni Paolo secondo, e da lui ha avuto assicurazioni che sua sorella «è viva e tornerà presto a casa». Lo riferisce il quotidiano Sabah in un articolo a firma della giornalista Yasemin Taskin, corrispondente del giornale da Roma, che era presente all'incontro ed ha rivolto alcune domande ad Agca.

Alì Agca (Ap)
Alì Agca (Ap)

L'INCONTRO - Pietro Orlandi aveva espresso il suo desiderio di incontrare Agca lo scorso 18 gennaio, il giorno stesso in cui il turco era uscito dal penitenziario di massima sicurezza di Sincan, a una trentina di km da Ankara, dopo aver scontato quasi 10 anni per l'uccisione di un giornalista. L'incontro tra Agca e Pietro Orlandi è durato circa 40 minuti nel corso dei quali l'ex lupo grigio gli ha detto tra l'altro: «Emanuela è viva e questo te lo posso garantire. Può trovarsi in Francia o in Svizzera dove abita in una villa lussuosa. La troveremo insieme. Ho prove precise in mano. L'hanno rapita per ottenere la mia liberazione, ma io non sono responsabile del rapimento. Posso mettermi in contatto con i rapitori. Ti darò dei documenti così importanti che saranno costretti a lasciare libera Emanuela. Spero che lei tornerà casa proprio prima del prossimo mese di giugno».

LE RISPOSTE - Agca ha risposto anche a domande della giornalista, smentendo fra l'altro voci circa una sua partecipazione all'edizione turca dello show Tv «Ballando con le stelle». Circa l'attentato al Papa, Agca ha detto che «non è affatto complicato come voi potete immaginare, ma è un caso molto più semplice. Lo racconterò a 360 gradi. Hanno dato otto milioni di dollari a Hillary Clinton per i suoi ricordi. Le cose che io conosco potrebbero sconvolgere il mondo. Voglio scrivere un libro e farci tanti soldi», ha concluso Agca. (Fonte Ansa)