07/04/2009
Terremoto in Abruzzo: 207 morti e 15 dispersi. Il dramma degli sfollati
Terremoto in Abruzzo: 207 morti e 15 dispersi. Il dramma degli sfollati
Altre forti scosse nella notte e in mattinata: la gente ha ancora paura. Almeno 17 vittime non ancora identificate. Si scava sotto le macerie per tentare di salvare i superstiti
L'AQUILA - Il bilancio si aggrava. Sono 207 i morti accertati nel terremoto che ha devastato l'Abruzzo la notte tra domenica e lunedì. Almeno 17 delle vittime non sono state ancora identificate. I dispersi sono 15 e circa 1.000 i feriti, di cui 100 gravi. Gli sfollati sono complessivamente 17.000, di cui 10.000 a L'Aquila e 7.120 nella provincia. Lo ha dichiarato il premier Silvio Berlusconi.
NUOVE SCOSSE - E la terra non sembra dare requie a vittime e soccorritori: una nuova forte scossa di terremoto di magnitudo 4.4 della scala di Richter è stata registrata intorno alle 11.28 a L'Aquila. Dagli edifici già lesionati si sono staccati calcinacci provocando ulteriore panico nella popolazione. Molti si sono allontanati dalle vicinanze dei palazzi velocemente temendo crolli che potessero investirli. La scossa è stata sentita anche a Roma.
E proprio quest'ultima scossa avrebbe provocato il crollo di due edifici a Pettino, nei pressi della scuola della Guardia di finanza che è la sede del centro di coordinamento soccorsi per l’emergenza terremoto. Da quanto riferiscono fonti dei vigili del fuoco non risulta che vi fossero persone nelle due palazzine crollate.
CORSA CONTRO IL TEMPO - Per gli uomini dei soccorsi, è ancora una volta una corsa contro il tempo: con il passare delle ore si affievolisce infatti la speranza di trovare qualcuno ancora in vita sotto le macerie. Fino ad ora oltre 150 persone sono state estratte vive dalle macerie. Così si è scavato per tutta la notte sia all'Aquila che nei comuni limitrofi; operazioni mai interrotte nonostante le decine di scosse che si sono succedute nel corso della notte, la più violenta della quali alle 1.15 con una magnitudo di 4.8 della scala Richter. All'Aquila, alle 2, dopo 23 ore dal sisma è stata tirata fuori viva dalle macerie Marta, una studentessa di 24 anni della provincia di Teramo. La giovane, estratta dagli speleologi del soccorso alpino deve la propria vita a un colpo di fortuna: era a letto quando il palazzo di quattro piani dove viveva si è sbriciolato e le travi di cemento armato che sono cadute le si sono fermate a pochi centimetri dal corpo.
Il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, dopo un sopralluogo tra le rovine della Casa dello Studente, in via XX Settembre, ha detto che sotto le macerie potrebbero ancora esserci cinque persone. Intanto stato trovato morto lo studente greco - di cui si conosce solo il nome, Vassili - che risultava disperso da lunedì. Lo hanno annunciato le autorità greche, citate dai media ellenici. Altri tre studenti greci (tra cui la sorella di Vassili) sono rimasti feriti leggermente, uno dei quali estratto dalle macerie dai soccorritori da ciò che restava della casa.
ONNA - Si è scavato anche a Onna, il «paese che non c'è più». Due corpi sono stati estratti dai vigili del fuoco, nelle prime ore della mattina, dalle macerie di Onna, paesino alle porte dell'Aquila, uno dei più colpiti dal terremoto. Salgono così a 39 le vittime nel paese che conta circa 250 abitanti. Il bilancio dovrebbe fermarsi qua. Altre due persone che ieri sera risultavano disperse, avevano infatti lasciato il paese senza che gli altri abitanti lo sapessero. In mattinata i vigili del fuoco faranno una nuova ricerca, seguendo anche i consigli della gente del luogo, per cercare di capire se ci sono altre persone sotto le macerie, ma l'ipotesi pare poco probabile. Una volta terminata questa fase ci sarà da capire l'entità dei danni alle strutture. Secondo le prime stime sommarie praticamente la totalità delle case è inagibile: il 60-70% sono completamente crollate. Le altre hanno comunque profonde lesioni.
LA NOTTE DEGLI SFOLLATI - Nella tendopoli, intanto, la notte è trascorsa al freddo e in molti hanno preferito dormire in auto, mentre sono proseguiti i trasferimenti verso gli alberghi della costa. Molte delle persone che hanno perso la casa hanno trovato ricovero chi in auto, chi sotto l'unica tensostruttura montata, creandosi un giaciglio con guanciali e coperte fra le panche e i tavolini. Sono stati 250, invece, i posti in tenda messi a disposizione nel campo sportivo di Paganica. Non sufficienti tuttavia per ospitare tutti gli sfollati di un paese dove metà degli abitanti hanno perso la casa. Per la prima notte è stata data la preferenza ai bambini e agli anziani, mentre gli altri sono rimasti a dormire in macchina o sui pullman dell'Azienda regionale dei trasporti. Nella notte sono poi arrivati altri tir con tende fornite dalla Protezione civile che andranno ad aumentare la disponibilità di questo e altri campi. Con la collaborazione dell'Associazione nazionale Alpini, ieri fra le 20 e mezzanotte, sono stati serviti anche 1.400 pasti.
Per oggi «sono in arrivo altre 3.000 tende» per gli sfollati di L’Aquila e «c’è sempre la possibilità di trasferirsi lungo la costa, dove sono stati requisiti 5.000 posti letto» in alcuni hotel del luogo ha confermato il sindaco del capoluogo abruzzese, manifestando la speranza che si possa «assicurare ai cittadini una notte migliore di quella appena trascorsa. Molti cittadini hanno dormito in automobile e solo in parte nelle tende già allestite», ha infatti precisato Cialente che anche lui ha dormito questa notte in macchina.
È un paesaggio spettrale quello che si presenta a chi arriva a Onna, uno dei paesi piu' colpiti dal terremoto (Ansa)
La cupola della chiesa Santa Maria del Suffragio (Chiesa del Purgatorio o delle Anime Sante), di Giuseppe Valadier, nel centro storico dell'Aquila, crollata completamente dal sisma
IN 5.100 AL LAVORO - Attualmente, fanno sapere invece dal quartier generale della Protezione civile, sono 5.100 le persone impegnate nell'ambito del sistema nazionale di soccorso e assistenza alla popolazione nazionale (oltre al personale del dipartimento e ai volontari arrivati da numerose regioni, vigili del fuoco, croce rossa, soccorso alpino e forze dell'ordine). Si aggiungono oltre 1.300 militari (300 dei quali di supporto non sul campo, come a esempio quelli addetti alle rilevazioni meteo).
E, purtroppo, proprio tra i soccorrittori va segnalata una vittima. Si tratta di un vigile del fuoco che è morto nella notte a L’Aquila durante le operazioni di soccorso per un infarto o un aneurisma cerebrale: è in corso l’autopsia.
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23/12/2008
Terremoto in provincia di Reggio Emilia avvertita in tutto il centro-nord
Terremoto in provincia di Reggio Emilia avvertita in tutto il centro-nordSono in corso verifiche per eventuali danni. Telefoni in parte interrotti. L'epicentro posizionato alla profondità di 6 km. La magnitudo è stata di circa 5,2 gradi Richter

MILANO - Una scossa di terremoto è avvenuta alle 16,24 in provincia di Reggio Emilia, alla profondità di circa 6 chilometri presso Quattro Castella. Il sisma è stato nettamente avvertito in tutto il centro-nord Italia data l'intensità di 5,2 gradi della scala Richter. Secondo le prime testimonianze dalla zona dell'epicentro, non dovrebbero esserci particolari danni e nemmeno feriti anche se sono state subito avviate le verifiche. In alcune zone sono state segnalate interruzioni sulle linee telefoniche. Non sono giunte segnalazioni di danni a persone o cose all'Ispettorato regionale emiliano dei Vigili del fuoco. «Siamo in costante contatto con i nostri comandi provinciali» - ha riferito una fonte dell'Ispettorato, «e fino a questo momento possiamo dire che non abbiamo ricevuto segnalazioni per richieste di intervento o di soccorso. Le uniche riguardano la caduta di qualche intonaco o di calcinacci, ma nulla di più».
SCOPPIA TUBATURA - Tra Langhirano e Pastorello, in provincia di Parma, è scoppiata una tubatura di metano sotto il manto stradale. La strada è interrotta ed è presidiata da Carabinieri e Vigili del Fuoco, ma non c'è stato nessun danno né per le persone né per gli edifici.
DUE SCOSSE - La scossa principale delle 16,24 (con epicentro a 44,64 N e 10,49 E) di magnitudo 5,2 della scala Richter, è stata preceduta alle 16,18 da una prima scossa di circa 3,5 gradi (con epicentro a 44,60 N e 10,57 E) presso Vezzano sul Crostolo, quindi a sud-est dell'epicentro principale, a una profondità di 20 km.
PROBABILE ASSESTAMENTO - «È stato un terremoto abbastanza forte, ma non certamente distruttivo», ha commentato Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. «Prevedo che non ci siano stati danni perché in passato si è costruito bene. Si tratta di un tipico terremoto di quella zona dell'Appennino settentrionale, come ve ne sono stati anche altri del passato; probabilmente vi saranno scosse successive nelle prossime ore o nei prossimi giorni, tipiche di assestamento, ma saranno tutte minori di questa», ha concluso Boschi.
TEMPORANEA INTERRUZIONE LINEE FERROVIARIE - Ferrovie dello Stato comunica che è stata temporaneamente interrotta la circolazione ferroviaria lungo le linee Bologna-Verona e Bologna-Milano. «L'interruzione - dicono le Ferrovie dello Stato - è una precauzione necessaria per consentire ai tecnici di effettuare le opportune verifiche sull'integrità dell'infrastruttura, sebbene, per la sua entità, il terremoto non dovrebbe aver prodotto, in teoria, alcuna conseguenza sull'efficienza della rete». Sono previsti pertanto ritardi nella circolazione ferroviaria tra le città interessate con possibili ripercussioni anche nelle aree limitrofe. Alla stazione Centrale di Milano, per esempio, tutti i treni in partenza diretti a sud sono annunciati con almeno un'ora di ritardo.
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