30/11/2009
Crac Dubai World, Emirati non garantiranno i debiti
Crac Dubai World, Emirati non garantiranno i debiti
L'ombra nera della bolla immobiliare araba continua a minacciare le banche locali e straniere, operanti nell'area. Il ministro delle Finanze del paese ha dichiarato che il governo non intende farsi carico del grave ammanco della holding
Il governo degli Emirati arabi uniti non intende garantire i debiti di Dubai World e i suoi creditori subiranno, a breve termine, le conseguenze della ristrutturazione del grave ammanco della holding. E' quanto sostenuto dal direttore generale del ministero delle Finanze di Dubai. Si prospettano, dunque, possibili ricadute sui mercati, benché la Banca centrale degli Emirati arabi si fosse impegnata, nella giornata del 29 novembre, a sostenere gli istituti di credito locali e stranieri operanti nell'area.
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16/09/2009
Dubai, sventato un piano per colpire il più alto grattacielo del mondo
Dubai, sventato un piano per colpire il più alto grattacielo del mondo
I media israeliani: «Attentato simile all'11 settembre contro il Burj Dubai. Otto arresti e 45 fermi», sospetti sull'iran. Ma la polizia smentisce
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| La torre di Dubai (Reuters) |
GERUSALEMME - Un aereo contro la Torre di Dubai (Burj Dubai). È l'attentato che i servizi segreti degli Emirati Arabi sarebbero riusciti a sventare, un mese e mezzo fa, e di cui danno per la prima volta notizia i giornali mediorientali. I primi otto sospetti erano stati arrestati immediatamente quando fu scoperto il complotto, mentre più di recente - scrive il quotidiano israeliano "Yedioth Ahronoth" - sarebbero state fermate altre 45 persone, fra cui la maggior parte palestinesi e libanesi. Il piano dei terroristi - riferisce il giornale - era quello di abbattere il grattacielo più alto del mondo (160 piani, ma dovrebbe arrivare a 162 per quasi 820 metri di altezza), prima della sua inaugurazione prevista per la fine del 2009. Poco dopo la pubblicazione della notizia, la polizia ha però rilasciato una secca smentita.
IL PIANO - Secondo lo "Yedioth Ahronoth", gli inquirenti sospettano che l'attacco avesse la regia dell'Iran anche se non si esclude che dietro ci potessero essere Al Qaeda o gruppi estremisti dell'Arabia Saudita. La vicenda è iniziata un mese e mezzo fa, quando il quotidiano kuwaitiano "al-Jareeda" riferì dell'arresto di otto sospetti da parte dell'intelligence degli Emirati in relazione a un «commando armato affiliato con uno dei paesi della regione, che operava nel Ras al-Khaima», uno dei sette emirati che compongono gli Eau nell'estremo nord del Paese, che si affaccia sul Golfo Persico. Durante gli interrogatori dei sospetti, tenuti rigorosamente top secret, era emerso che stavano organizzando l’attentato aereo contro la Torre di Dubai. Come svela "Yedioth Ahronoth" nella sua edizione online, è possibile che il velivolo scelto per l'operazione dovesse decollare da una pista aerea non ufficiale in Iran.
SMENTITA - Il vice-capo della polizia di Dubai, Khamis Mattar al Mazeina, ha però smentito la notizia . La storia di un tentato attacco terroristico per mano iraniana «è falsa», ha sottolineato il generale citato dal sito online del quotidiano "Gulf News".
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21/05/2009
Masdar City, la città ecologica parlerà (anche) italiano
Masdar City, la città ecologica parlerà (anche) italiano
È stata voluta dagli sceicchi di Abu Dhabi e progettata da Norman Foster. L’inventore del trasporto rapido personale si chiama Luca Guala e lavora in un’azienda di Cagliari


I taxi elettrici potranno portare da 4 a 6 persone
C’è un italiano dietro la futuristica rete di trasporti a emissione zero di Masdar City, la soprannominata «città del post-petrolio», che dirà addio all’oro nero e si nutrirà di energie rinnovabili, voluta dagli sceicchi di Abu Dhabi e progettata da Norman Foster. L’inventore del trasporto rapido personale (o Prt) si chiama Luca Guala, lavora in un’azienda di ingegneria di trasporti cagliaritana, la Systematica e per il suo gioiello urbano non inquinante, sembra si sia ispirato a un racconto di Isaac Asimov. Il «Personal rapid transport» è un sistema robotico di taxi elettrici, che si muoveranno su magneti sparsi per l’asfalto, alla velocità di 40 km orari.

Ecco la città del post-petrolio, Masdar.city, che si sta costruendo ad Abu Dhabi
IN AUTUNNO LE PRIME DUE FERMATE - Ottantasette sono le fermate dei taxi-robot. Correranno attraverso il centro città e i posti nevralgici (dall’aeroporto, alla stazione, al Massachusetts Institute of Technologies che a Masdar stabilirà un suo dipartimento). «Le prime due stazioni saranno pronte in autunno, perché la rete è molto complessa e i lavori uniscono competenze di ingegneria edile e informatica», ci spiega Luca Guala. «I veicoli, capsule computerizzate su gomma, alimentati a batteria, sono stati realizzati in Olanda dalla 2getthere. Il software, invece, è stato messo a punto da informatici di Bologna».

I taxi elettrici viaggeranno su terra ma anche sospesi in aria
COME FUNZIONA - Nel disegno originario il Prt doveva correre sospeso sulla città, per non intralciare traffico e pedoni. «Ma con la Foster and Partners abbiamo convenuto che sarebbe stato forte come impatto visivo, allora abbiamo deciso di fare al contrario: le corsie pedonali saranno sopraelevate, mentre i taxi elettrici gireranno sull’asfalto». La capsula seguirà un percorso su magneti piantati ogni 4 metri nell’asfalto. Il veicolo li adopererà per assicurarsi di fare la strada giusta, evitando gli errori. Non ci sarà un guidatore, ma solo un passeggero che salirà alla fermata, digiterà su uno schermo la destinazione, pagherà la sua corsa e sarà trasportato a destinazione. Sarà il computer centrale, collegato al taxi, a scegliere per lui il percorso più breve da origine a destinazione. Il costo? «Il progetto del Prt costerà intorno ai 10-15 milioni per chilometro, come una linea di tram, una linea metropolitana scavata sottoterra costa intorno ai 70-80 milioni per chilometro», assicura Guala. L’oasi ecologica nel deserto Masdar city (Masdar in arabo significa sorgentte) sarà pronta entro il 2015, accoglierà 50 mila persone e si svilupperà su 7 chilometri quadrati in pieno deserto, dove le temperature raggiungono i 50 gradi. Le fonti di energia saranno l’idrogeno, il vento, la luce solare e i rifiuti. L’80 per cento degli edifici sarà dotato di pannelli fotovoltaici e il 99 per cento dei rifiuti diventerà energia. L’acqua potabile sarà garantita da desalinizzatori. Un’oasi ecologica nel deserto.
Ketty Areddia
16:36 Scritto in HI-TECH | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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