30/06/2010

Addio Taricone, Trasacco si stringe intorno al “guerriero”

Addio Taricone, Trasacco si stringe intorno al “guerriero”

La bara dell’attore, morto in un incidente con il paracadute, è stata tumulata nel paese dell’aquilano che ha dato i natali ai genitori della vittima. La nonna: “Pietro, amore mio, cosa mi hai fatto…”

 

 

 

La bara di Pietro Taricone è stata tumulata stamani, in forma strettamente privata, nella cappella di famiglia del cimitero di Trasacco, cittadina marsicana che ha dato i natali ai genitori della vittima e dove per oggi è stato proclamato il lutto cittadino. Pietro ha sempre trascorso a Trasacco gran parte della sua infanzia ed è qui che aveva molti amici e l'affetto di tutti dopo la sua notorietà con la prima edizione del Grande Fratello. Presenti il sindaco, Gino Fosca, cugino del padre di Pietro, i familiari e qualche fan che ha assistito con discrezione al rito. Il feretro dell'attore era arrivato ieri sera all 21 al cimitero nuovo del paese. Ad attendere la bara c'era un gruppo molto folto di cittadini di Trasacco. Presente anche la nonna che, tra le lacrime, è riuscita solo a dire "Pietro, amore mio, cosa mi hai fatto...".


28/06/2010

Taricone in fin di vita dopo il lancio col paracadute

Taricone in fin di vita dopo il lancio col paracadute

L'attore è un praticante abituale di questo sport. Si avvita e l'ex concorrente del Grande Fratello si schianta a terra: «Condizioni disperate»

 

 

TERNI - Pietro Taricone è ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale di Terni, dove è stato sottoposto a intervento chirurgico: le condizioni dell'attore, rimasto ferito dopo essersi lanciato con il paracadute, sono giudicate «disperate». L'attore - secondo quanto si è appreso da fonti sanitarie - ha riportato numerosi lesioni in diverse parti del corpo e una emorragia interna. All'arrivo in ospedale, Taricone non era cosciente.

L'INCIDENTE - Potrebbe essere stato un colpo di vento improvviso o una manovra sbagliata ad aver causato l'avvitamento del paracadute dell'attore, che si era lanciato presso la pista dell'Aviosuperficie di Terni. Taricone, 35 anni, divenuto noto dopo la sua partecipazione alla prima edizione del «Grande Fratello», quella del 2000, ha intrapreso la carriera di attore e di recente ha partecipato con successo alla fiction Tutti pazzi per amore. L'attore, dopo l'incidente, è stato immediatamente ricoverato nell'ospedale di Terni, dove lo ha raggiunto la moglie. Taricone ha subito fratture multiple. All'aviosuperficie di Terni sono intervenuti polizia e carabinieri per accertare le cause dell'incidente.

I PRECEDENTI - Il 3 aprile e il primo maggio scorsi due paracadutisti sono morti in seguito a incidenti avvenuti proprio presso l'aviosupeficie di Terni, una sorta di piccolo aeroporto dove è accaduto l'incidente a Taricone. Il primo il 3 aprile scorso quando un giovane di 27 anni, romano e considerato molto esperto - aveva alle spalle circa 450 lanci - è morto scontrandosi con un altro paracadutista rimasto a sua volta gravemente ferito. I due si erano lanciati da un piccolo aereo decollato dall'aviosuperfice. A una quarantina di metri da terra il 27enne è finito contro il compagno dopo aver eseguito una virata. A quel punto i paracadute si sono intrecciati e la vela della vittima si è sgonfiata, facendolo precipitare al suolo e l'uomo è morto sul colpo. Un secondo incidente è costato la vita il 1° maggio a Paolo Capretti, 38 anni di Ripatransone (San Benedetto del Tronto). In questo caso a causare la morte dell'uomo la mancata apertura del paracadute d'emergenza. Prima dell'apertura delle vele infatti Capretti si è scontrato con un altro paracadutista. Dopo lo scontro ha tentato di aprire il paracadute di emergenza che però non si è aperto.

Redazione online


21/05/2009

Australia,un medico opera un tredicenne con un comune trapano elettrico

Australia,un medico opera un tredicenne con un comune trapano elettrico

 

Il dottore è dovuto intervenire sul cervello per una emorragia interna. Il ragazzo aveva battuto la testa cadendo dalla bicicletta. L'operazione eseguita con un neurochirurgo al telefono

 

 

 

 

 

 

SYDNEY - Un medico di campagna in Australia ha salvato la vita ad un ragazzo di 13 anni, che aveva battuto la testa cadendo dalla bicicletta, usando un comune trapano elettrico per alleviare la pressione sul cervello di un'emorragia interna, perché nell'ospedale locale mancavano gli strumenti adatti.

LA TRAPANATURA - L'operazione di emergenza, eseguita dal medico generico Rob Carson nella cittadina di Maryborough in Victoria, è stata elogiata da un noto neurochirurgo come «uno dei più coraggiosi sforzi salvavita immaginabili». Il piccolo Nicholas Rossi era caduto venerdì scorso, aveva perso brevemente conoscenza e accusava mal di testa, così i genitori lo avevano portato di corsa all'ospedale locale. Quando il ragazzo ha cominciato ad avere contrazioni spasmodiche, il dottor Carson si è reso conto che si era prodotta un'emorragia interna, e che sarebbe morto se la pressione non fosse stata alleviata. Poiché l'ospedale non era dotato di trapani neurologici il medico, che non aveva mai eseguito un simile intervento, si è armato di un trapano della manutenzione e ha telefonato al neurochirurgo di Melbourne David Wallace, perché lo guidasse in diretta sull'inclinazione e sulla profondità della trapanatura. Dopo l'operazione, Nicholas è stato trasportato in aereo in un ospedale di Melbourne dove si è pienamente ristabilito. Lunedì è stato dimesso, e ha potuto festeggiare con la famiglia il suo 13esimo compleanno.