09/02/2011
Authority: sanzioni a 7 società elettriche
Authority: sanzioni a 7 società elettricheAccusate di violazione della corretta gestione e remunerazione dei servizi. Multe per 2,3 milioni a Acea, A2A, Enel, Gelsia, Terna, Iren Mercato e Flyenergia
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24/10/2010
Il «Ritorno al futuro» è elettrico
Il «Ritorno al futuro» è elettricoIniziativa di Wired Italia, Enel ed eCars-Now! Italy. La DeLorean del film trasformata in auto «verde»: da Milano a Roma nelle piazze italiane in ottobre
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13/07/2010
Presso Venezia la prima centrale elettrica al mondo alimentata a idrogeno
Presso Venezia la prima centrale elettrica al mondo alimentata a idrogenoInaugurata il 12 luglio a Fusina. L'impianto Enel da 16 megawatt si basa su un ciclo combinato per produrre energia e calore
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| La centrale a idrogeno di Fusina (Imagoeconomica) |
FUSINA (Venezia) - La prima centrale elettrica di dimensioni industriali alimentata a idrogeno al mondo è entrata in funzione lunedì 12 luglio a Fusina, in provincia di Venezia. L'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, il governatore del Veneto, Luca Zaia, e il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni hanno inaugurato l'impianto. La scelta di Fusina come sede della sperimentazione è dovuta alla presenza della centrale termoelettrica a carbone e del vicino polo petrolchimico di Marghera che ha fornito le materie prime. L'impianto, con una potenza di 16 Mw, si basa su un ciclo combinato in cui un turbogas viene alimentato con idrogeno per produrre energia elettrica e calore. Il turbogas è equipaggiato con un a camera di combustione sviluppata per essere alimentata con idrogeno, senza emissione di CO2 e con bassissime emissioni di ossidi di azoto. L'energia termica liberata dalla combustione viene convertita in energia elettrica nella turbina a gas, sviluppando una potenza di circa 12 Mw, mentre i fumi di scarico sono costruiti esclusivamente da aria calda e vapore acqueo. L'impianto ha richiesto un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro.
IMPIANTO - Il rendimento del ciclo viene aumentato sfruttando il calore presente nei fumi di scarico per produrre vapore ad alta temperatura che, inviato alla centrale a carbone esistente, produce ulteriore energia per una capacità aggiuntiva di circa 4 Mw, con un rendimento elettrico complessivo pari al 41,6%. L' impianto è in grado di produrre 60 milioni di kilowattora all'anno e può soddisfare l'esigenza di 20 mila famiglie, evitando l'emissione di 17 mila tonnellate di anidride carbonica. Dopo un'ampia sperimentazione, concordata con Regione Veneto, Provincia e Comune di Venezia, la centrale è in grado di utilizzare in piena sicurezza 70 mila tonnellate di combustibile derivato dalla raccolta differenziata e dal trattamento dei rifiuti solidi urbani (Cdr). È l'equivalente dei rifiuti prodotti da 300 mila persone: usando al posto del carbone il Cdr per alimentare le caldaie della centrale, ne viene recuperato il contenuto energetico ed evitata la messa in discarica, risparmiando emissioni di CO2 pari a circa 60 mila tonnellate all'anno.
«UNA PERLA» - Si tratta di una «perla ingegneristica unica al mondo. Utilizza idrogeno anche se per il momento questa tecnologia è 5-6 volte più costosa di un impianto normale. Per questo non dobbiamo smettere di investire in Ricerca e sviluppo», ha sottolineato l'ad dell'Enel Fulvio Conti.
Redazione online
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06/04/2010
Il sindaco chiude la centrale La Procura indaga per omicidio
Il sindaco chiude la centrale La Procura indaga per omicidioL'INCIDENTE NELL'IMPIANTO DI TORREVALDALIGA. La decisione nel giorno dello sciopero degli operai per ricordare Sergio Capitani, 34 anni, morto sabato
| La centrale Enel di Civitavecchia (Ansa) |
ROMA - Il sindaco Giovanni Moscherini ha deciso la chiusura della centrale di Torrevaldaliga Nord, a Civitavecchia. Nel giorno dello sciopero dei lavoratori per commemorare Sergio Capitani, il collega 34enne morto nell'incidente avvenuto sabato scorso il primo cittadino ha preso un provvedimento che rende omaggio alle morti bianche. Gli operai riuniti nella sala consiliare hanno accolto con soddisfazione la decisione del sindaco facendo un lungo applauso anche come segno di solidarietà per il collega scomparso. L'Enel prende atto della decisione del primo cittadino e intanto la Procura di Civitavecchia indaga per omicidio colposo 10 dirigenti dell'azienda. La procedura è un atto dovuto in quanto la magistratura ora deve accertare se ci sono responsabilità penali e chi debba risponderne.
| Il sindaco Giovanni Moscherini (Ansa) |
CHIUSURA PER LE VERIFICHE - Il sindaco Moscherini ha spiegato che l’ordinanza di chiusura della centrale Enel di Torrevadaliga è condivisa dal sindaco di Tarquinia e dalla Provincia di Viterbo insieme con i rappresentanti della Provincia di Roma che hanno partecipato all’incontro di martedì pomeriggio. L’ordinanza dunque porterà ad un periodo di chiusura dell’impianto per il tempo necessario alle verifiche, che il sindaco ha definito «a freddo»: i controlli che saranno fatti mentre la centrale non è in funzione. Lo stabilimento sarà poi riaperto con decisione che spetterà anche all’Inail e all’Asl quando i tecnici istituzionali «avranno finito il loro lavoro e avranno tutto il tempo per farlo». Successivamente partirà una seconda fase «a caldo» con riattivazione della produzione. Moscherini ha poi spiegato che da mercoledì partiranno inoltre tutte le procedure necessarie per venire incontro ai lavoratori, tra cui anche la cassa integrazione, che saranno predisposte con accordo sindacale. «Qualora l’indagine dovesse accertare - ha aggiunto Moscherini - una responsabilità diretta di Enel il Comune, insieme al Comune di Tarquinia, ha deciso di costituirsi parte civile».
| Gli operai in sciopero (Ansa) |
LO SCIOPERO -Braccia incrociate, cartelli e striscioni di protesta. In silenzio. Lo sciopero di otto ore dei lavoratori è iniziato la mattina di martedì. Gli operai della centrale, tra il dolore e la rabbia, hanno protestato per le carenze della sicurezza con uno sciopero proclamato dalle segreterie territoriali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil. I sindacati si dicono «stanchi di denunciare le situazioni di pericolo. Queste tragedie devono essere evitate mediante una completa riorganizzazione del lavoro e delle relative procedure di sicurezza».
LA CHIUSURA E LA CASSA INTEGRAZIONE - Gli operai coinvolti dalla chiusura della centrale sono circa 1.500 di cui 1.100 lavorano per le ditte appaltatrici e circa 350 direttamente per Enel. Il sindaco ha spiegato che proprio sul versante ditte subappaltatrici sarà condotta una verifica parallela per accertare che non ci siano abusi e per verificare anche se il livello salariale sia adeguato. Nel periodo di chiusura della centrale «utilizzeremo gli ammortizzatori sociali, probabilmente la cassa integrazione, per garantire un reddito ai lavoratori» ha detto il sindaco.
GLI ALTRI OPERAI FERITI - Per giovedì invece è stata disposta l'autopsia sul corpo della vittima che dovrebbe aiutare a chiarire la dinamica dell'accaduto sulle cui cause è in corso l'indagine disposta dalla Procura di Civitavecchia e condotta dai carabinieri. Per quanto riguarda gli altri tre operai rimasti feriti, per fortuna in maniera non grave ma che comunque hanno riportato lievi ustioni, uno è stato dimesso dall'ospedale martedì, gli altri due torneranno a casa a breve. Nei giorni di ricovero i tre uomini sono stati costantemente assistiti dai familiari che, insieme ai medici, li hanno aiutati a superare le conseguenze psicologiche dell'incidente e della morte del loro giovane collega.
LA RICOSTRUZIONE DELL'INCIDENTE - Come sosteneva l'Enel - che ha avviato un'indagine interna - l'incidente «non è stato causato dallo scoppio di una tubazione» bensì «da una fuoriuscita di acqua e ammoniaca. Il flusso è uscito da un tubo aperto da entrambi i lati sul quale la squadra di tecnici stava intervenendo per rimuovere una ostruzione». Gli inquirenti, infatti, avrebbero escluso qualsiasi esplosione della condotta di portata dell'ammoniaca. La ricostruzione della dinamica dell'incidente costato la vita a Capitani, dipendente della ditta Guerrucci, ribadisce che si sarebbe verificata un'apertura improvvisa della tubazione che ha prodotto la fuoriuscita con violenta pressione l'ammoniaca mista ad acqua. Il getto ha colpito direttamente la vittima togliendogli, per la potenza, le protezioni da dosso (la maschera tipo maschera anti-gas) e scaraventandola addosso ad un palo sul quale ha battuto la testa. Scartata, dunque, l'ipotesi di uno scoppio: l'incidente sarebbe legato al cedimento di una giuntura della tubazione che sembra fosse parzialmente otturata.
Le indagini devono fare luce anche sul rispetto delle procedure e degli standard di sicurezza e su eventuali responsabilità di terzi. Alcuni indizi potrebbero venire dall’esame autoptico della vittima disposto dal magistrato, che si terrà giovedì 8 aprile a Roma. Intanto i carabinieri hanno fatto i primi rilievi, iniziato ad ascoltare i testimoni e a raccogliere elementi utili all’inchiesta. Questa è la terza morte bianca registrata nella centrale.
Redazione online
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| Tag: cronaca, civitavecchia, incidente, impianto, enel, operaio, morto, feriti, rottura, tubatura, fuoriuscita, ammoniaca | OKNOtizie |
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03/04/2010
Civitavecchia: incidente a impianto Enel, morto un operaio, tre intossicati
Civitavecchia: incidente a impianto Enel, morto un operaio, tre intossicati
Per la rottura di una tubatura è fuoriuscita ammoniaca. Sergio Capitani, 34 anni, è deceduto. Gli altri feriti non sono in gravi condizioni
CIVITAVECCHIA - Incidente sul lavoro all'interno dell'impianto Enelgreenpower del Gruppo Enel a Torrevaldaliga Nord presso Civitavecchia, all'interno del polo industriale della città portuale sul litorale a nord di Roma. Sergio Capitani, 34 anni, è morto e tre altri operai sono rimasti intossicati a causa dell'ammoniaca che è fuoriuscita per la rottura di una tubatura. Sul posto sono intervenuti cinque squadre dei vigili del fuoco e l'impianto è stato messo in sicurezza. L'Enel riferisce che i feriti sono stati subito soccorsi dagli operatori del presidio medico presente nell'impianto e che l'operaio deceduto dopo il suo trasporto in ospedale era dipendente di una ditta esterna.
INCIDENTE - Gli operai rimasti intossicati sarebbero in condizioni stabili: ad alcuni è stato applicato un respiratore, altri avrebbero già ripreso le normali attività respiratorie. Uno, invece, colpito agli occhi dai vapori, sarà trasportato in ambulanza all'Oftalmico di Roma per consulenza. Secondo la prima ricostruzione dell'accaduto, gli operai stavano lavorando su un'impalcatura a 15 metri d'altezza a una condotta a pressione che trasporta acqua e ammoniaca per abbassare le emissioni del monossido di azoto che si sviluppano durante il processo produttivo. Gli operai avrebbero aperto una valvola della condotta e sarebbero stati investiti dal getto delle esalazioni. L'operaio deceduto, di Tarquinia, è stato investito al volto e sbalzato su un palo contro cui ha sbattuto violentemente la testa.
ENEL: «CAUSE DA ACCERTARE» - L'Enel ha avviato un'indagine interna. Secondo un comunicato dell'azienda l'incidente si è verificato «per ragioni ancora da accertare, in prossimità di alcune tubazioni contenenti ammoniaca, nell'area del quarto gruppo di generazione. Sono stati coinvolti quattro lavoratori, di cui un dipendente Enel e tre di una impresa esterna. Uno di questi è deceduto poco dopo l'incidente. I feriti sono stati immediatamente soccorsi dal presidio medico dell'impianto ed è stato anche richiesto l'intervento di un'eliambulanza». Enel «ha immediatamente costituito un comitato di crisi e ha attivato un'indagine interna per chiarire le dinamiche dell'accaduto. Sul posto si sono recati i responsabili della direzione produzione, generazione e safety di Enel».
Redazione online
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16/10/2009
Diamante, la centrale a impatto zero
Diamante, la centrale a impatto zero
Progettata con tecnologie solari e all'idrogeno da sabato illuminerà il parco naturale di Pratolino (Firenze). L'impianto-scultura creato da enel e università di pisa non emette emissioni inquinanti
| La centrale Diamante |
FIRENZE – Il fascino leonardesco dell’uomo vitruviano ti avvolge appena ti avvicini alla centrale. Tanto bella quanto atipica perché mix tra opera d’arte e sistema energetico, che da sabato “illuminerà” i viali del parco naturale di Pratolino, nel comune di Vaglia, non lontano da Firenze e la statua del Gigante dell’Appennino, capolavoro del Giambologna, che in questi luoghi troneggia.
A COSA SERVE - La centrale-scultura si chiama Diamante ed è un impianto, unico al mondo nel suo genere, progettato con tecnologie solari e a idrogeno all’avanguardia, per essere inserito all’interno di parchi naturali con impatto zero, sia dal punto di vista delle emissioni inquinanti, sia da un punto di vista estetico. Diamante è nato da un progetto congiunto tra Università di Pisa ed Enel pensato con l’obiettivo di fornire energia elettrica a centri di particolare valore ambientale o artistico. In un primo momento sarebbe dovuto sorgere all’interno del Parco naturale di Migliarino San Rossore tra Pisa e Viareggio, poi, grazie anche all’impegno del sindaco di Firenze Matteo Renzi (allora presidente della provincia) è stato deciso di installarlo a Pratolino. «La centrale funziona anche in mancanza di sole – spiega Luigi Maffei, ordinario di Architettura tecnica della facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa - grazie alla produzione e accumulo di idrogeno ed ha una struttura versatile sulla quale sarà possibile sperimentare nel tempo i più evoluti sistemi fotovoltaici. ll modello estetico segue invece antichi modelli, sintesi evolutiva del dodecaedro di Leonardo-Pacioli e delle cupole geodetiche dell’architetto Richard Fuller e rispetta le tre categorie vitruviane: utilitas, firmitas, venustas. La forma classica nasce da considerazioni matematiche e geometriche con il ricorso alle dimensioni auree per consentire di essere in armonia con la natura e con l’ambiente».
L'IMPIANTO - Visto da vicino Diamante è un impianto in vetro e acciaio alto 12 metri con un diametro di 8 formato da 38 pannelli fotovoltaici a celle monocristalline, orientati a sud, e 42 facce in vetro temprato. Ma il segreto più affascinante si nasconde all’interno del dodecaedro hi-tech dove si trovano tre sfere di vetroresina. «Queste sfere – continua Maffei - contengono innovativi serbatoi a idruri metallici e a bassa pressione per l’accumulo energetico di idrogeno. Si tratta di un sistema integrato di produzione e stoccaggio di energia da fonte solare che assicura l’autosufficienza energetica di un piccolo condominio». Nella parte inferiore della struttura si trova la sala apparati con le macchine necessarie al processo energetico e spazi per apprendere il funzionamento (education) da parte di scolaresche e da tutti quelli che vorranno avvicinarsi a capire il funzionamento. E anche desiderosi di non perdere l’emozione di qualcosa di unico, un po’ tecnologia e un po’ arte, nella terre del grande Leonardo.
Marco Gasperetti
Corriere.it
17:56 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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21/02/2009
C'è l'accordo, Enel ha tutta Endesa
C'è l'accordo, Enel ha tutta Endesa
Conti: «saremo secondi in Europa, accelerano le sinergie». Acciona (Entrecanales) esce in cambio di impianti nelle rinnovabili per 2,9 miliardi. Mediobanca advisor
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OPERAZIONE DA 9,6 MILIARDI - L'operazione, precedentemente approvata dal cda dell'Enel presieduto da Piero Gnudi, vale 9,6 miliardi. In pratica lo stesso prezzo previsto dal contratto tra Enel e Acciona nel 26 marzo 2007. E Acciona (Lazard advisor) ha contestualmente acquisito da Endesa alcuni asset operativi eolici e idroelettrici, per un valore di 2,9 miliardi. Il finanziamento dell'operazione — precisa una nota dell'Enel — è stato garantito da un prestito sindacato di 8 miliardi, concordato con un pool di 12 banche: Mediobanca, come capofila, e poi Banco Santander, Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Intesa Sanpaolo, Royal Bank of Scotland, La Caixa, Calyon, Bnp Paribas, Natixis, Caja Madrid, Bank of Tokyo- Mitsubishi e Unicredit. Il prestito prevede il rimborso di una quota, pari a poco meno del 70%, a 5 anni (5,5 miliardi in scadenza nel 2014) e, per la parte restante, a 7 anni (2,5 miliardi in scadenza nel 2016). In seguito a questa operazione, il debito netto dell'Enel risulta così in crescita a circa 11,7 miliardi. Adesso si apre la partita per il vertice di governo di Endesa. Tra le prime ipotesi, rilanciate ieri dal quotidiano spagnolo El País, il posto di presidente dovrebbe passare da José Manuel Entrecanales a Rafael Miranda, attuale consigliere delegato e uomo di Endesa da molti anni, che si sarebbe conquistato la fiducia del gruppo italiano. Mentre alla guida esecutiva di Endesa, con le funzioni di ammini-stratore delegato, dovrebbe andare Andrea Brentan, che lascerebbe così la vicepresidenza dell'elettrica spagnola. La stampa spagnola non ha risparmiato critiche al governo di Madrid per la conclusione dell'operazione, ricordando l'atteggiamento dello stesso governo che nel 2005 aveva sostenuto l'opzione di creare un «campione nazionale» attraverso una fusione di Endesa con il gruppo catalano Gas Natural. Dà però atto all'Enel di aver compreso l'importanza di mantenere l'«ibericità» di Endesa, indicando tra l'altro la possibile nomina proprio di uno spagnolo, Miranda, come presidente.
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01/07/2008
COME EVITARE SPIACEVOLI INCONVENIENTI PER BLACKOUT
COME EVITARE SPIACEVOLI INCONVENIENTI PER BLACKOUTIn questa pagina pubblichiamo il Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico (PESSE) predisposto per ridurre, in caso di necessità, i carichi di energia elettrica in maniera programmata, per evitare che si verifichino blackout incontrollati.
Il piano viene applicato da Enel Distribuzione su disposizione di Terna.
Per oggi Terna non ha richiesto l'applicazione del PESSE.
Clicca sulla tua regione per collegarti al centro di verifica della tua zona. Prima selezioni la provincia poi la tua città.


Veneto - Friuli Venezia Giulia - Emilia Romagna - Toscana
Marche - Umbria - Lazio - Abruzzo - Molise - Campania
Puglia - Basilicata - Calabria - Sicilia - Sardegna
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