11/02/2010
Uno stipendio per non fare nulla
Uno stipendio per non fare nulla
Palermo, l'ente Fiere non esiste più, ma la Regione continua a pagare i dipendenti
PALERMO - Il segretario generale, Silvana Farinella, laurea in Scienze politiche, master per dirigenti d’azienda, è rintanata nella sua Atos rossa con un plaid sulle gambe e il riscaldamento a palla, a leggere libri e chattare su Facebook.
Accanto, c’è la station wagon blu di Valentino Sucato, per i colleghi «bi-dot» perché due volte dottore, in Economia e commercio e in Scienze statistiche. Qui, alla Fiera del Mediterraneo di Palermo, era quello che progettava le manifestazioni. Adesso sta chiuso in macchina ogni giorno dalle 7,30 alle 15, e il mercoledì con orario continuato fino alle sei del pomeriggio, nel parcheggio dell’Ente fantasma: 83 mila metri quadrati di uffici e padiglioni espositivi dove hanno pignorato tutto, dalle scrivanie ai quadri, dalla cancelleria al cartellino segna-presenze (ci si arrangia con i nomi scritti a penna su un foglietto).
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| Gli interni dell'ente sono quasi tutti inagibilii, i dipendenti devono stare in poche stanze accessibili o in auto |
È la Spoon River dei vivi, oggi, la Fiera del Mediterraneo, nata nel 1946 per promuovere commerci e scambi nella Palermo ancora dilaniata dalle bombe. «Io ero il tecnico informatico», dice Sebastiano Puleo, stretto nel suo trench imbottito. «Io tenevo i contatti con gli espositori», racconta Vincenzo Carrozza con un cappello di lana calato sugli occhi. «Io mi occupavo delle fiere indirette, quelle ospitate e non promosse», si presenta Giuseppe Misiano. «Io ero il custode», dice Nino Temperino. Il vento si infila tra i capannoni, le cartacce fanno mulinello dove c’era il luna park, i cani randagi si inseguono nei vialoni dove generazioni di siciliani accorrevano ogni primavera per la Campionaria internazionale, come i salmoni risalgono il fiume, a stupirsi delle prime padelle antiaderenti, dei materassi ad acqua, degli oggetti arrivati dall’Oriente. Altri tempi, tanto che all’appuntamento annuale si erano affiancate nel tempo una serie di rassegne tematiche, dai mobili all’alimentazione. Adesso il silenzio è spezzato dai lavori di costruzione di un parcheggio, ultimo capitolo di una Sprecopoli senza fine. «I lavori sono stati finanziati nel 2001 con un milione e trecentomila euro e appaltati adesso, quando non serve più», spiegano i dipendenti con la faccia di chi ha visto tutto.
D’altronde un altro milione e mezzo è stato speso per ristrutturare due capannoni un paio di anni fa: megaschermi, soffitti di design, cabine di regia, impianti di climatizzazione nuovi di zecca e già marciti. Il 1999 è stato l’ultimo della gestione ordinaria, con un consiglio e una giunta nominati dai soci fondatori, il Comune e la Camera di Commercio di Palermo. Poi, nell’attesa che venissero rieletti, arrivò l’era dei commissari straordinari, tutti nominati dalla politica, attraverso l’assessorato regionale alla Cooperazione. E con uno stipendio, fino al 2008, pari al 75 per cento di quello del sindaco. Uno sorride ibernato sul sito Web, dove la Fiera è ancora «il più importante ente espositivo della Sicilia».
Dieci anni in cui è successo di tutto: dall’acquisto di un tris da scrivania per 2.500 euro a un’autoliquidazione da 250 milioni di lire, dalla creazione in barba allo Statuto di due società satellite con ventitré dipendenti assunti per chiamata diretta (licenziati nel 2006 e prontamente assunti nel carrozzone regionale della Multiservizi) alla svendita all’asta, per far fronte ai debiti, di due tele di Alfonso Amorelli che ne valgono il doppio, tra le ire della Soprintendenza. Qualcuno ha provato a rimettere in moto la macchina, ma - spiega il «bi-dot» Antonino Sucato - «a un certo punto mancavano le cento lire da investire per incassarne duecento». Di tutta questa storia sono rimasti loro, i trentacinque fantasmi. In terra di nessuno. «Una legge regionale del 2001 - spiega Sucato - dice che sono esclusi dalla mobilità i dipendenti degli enti pubblici economici, come il nostro. Sostanzialmente la Regione non ci riconosce come suoi figli. E allora perché ci paga gli stipendi? E allora in che senso siamo un ente pubblico?». L’ultimo segnale dalla Regione è stata una lettera con cui si chiedeva ai soci Comune e Camera di Commercio una collocazione provvisoria dei dipendenti nell’attesa di chiarire il futuro della Fiera. Un parcheggio temporaneo, insomma. Loro non ci stanno. Nel parcheggio, quello vero, ci stanno già da troppo tempo.
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| Tag: cronaca, sprechi, sicilia, ente, fiere, chiuso, regione, pagamento, stipendio, inutili, polemiche, dipendenti, lavoro | OKNOtizie |
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18/09/2009
Vuoi un computer (usato) gratis? Chiedilo all'Agenzia delle Entrate
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PRECENDENZA AD ENTI E SCUOLE. Inizia la dismissione di Pc non più idonei alla loro funzione ma ancora «in forma»
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Volete un computer (usato) gratis? Rivolgetevi all'Agenzia delle Entrate. Non è uno scherzo. Un bando, pubblicato sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it (Agenzia/Bandi di gara), (Procedura per la cessione a titolo gratuito di personal computer portatili dismessi) mette gratuitamente a disposizione un primo lotto di pc e spiega tempi e modalità per fare richiesta. Si tratta di «apparecchiature informatiche non più idonee per il proprio utilizzo istituzionale, ma che possono essere ancora utili a scuole ed enti di volontariato». La richiesta può essere al massimo di 10 PC portatili per ogni ente richiedente. Le richieste dovranno essere inviate alla casella di posta elettronica ufficiotlc@pce.agenziaentrate.it dell'Agenzia delle Entrate a partire dalle ore 11:00 del giorno 5 ottobre 2009 e non oltre le ore 11:00 del giorno 16 ottobre 2009 esclusivamente a mezzo Posta Elettronica Certificata, l'equivalente telematico della raccomandata con ricevuta di ritorno. Oltre al nome e al codice fiscale (o partita Iva) dell’ente, nella richiesta dovranno essere specificati anche l’indirizzo Pec per la comunicazione dell’esito da parte dell’Agenzia e il numero e il tipo di computer desiderati, sulla base dell’elenco dettagliato riportato sul bando.
CRITERI PER L'ASSEGNAZIONE - L’assegnazione dei pc avverrà dando priorità agli organismi di volontariato di protezione civile iscritti negli appositi registri, che operano in Italia e all’estero a fini umanitari, nonché agli istituti scolastici pubblici. A seguire avranno spazio gli altri enti pubblici, come ad esempio le strutture sanitarie o le forze dell’ordine. Infine, gli enti non-profit che rientrano nelle categorie delle associazioni, delle fondazioni e delle altre istituzioni pubbliche o private con personalità giuridica, senza scopo di lucro, delle associazioni non riconosciute dotate di un proprio statuto da cui emerga chiaramente l’assenza di finalità lucrative, degli altri enti e organismi che svolgono attività di pubblica utilità. A parità di condizioni, i pc verranno assegnati seguendo l’ordine cronologico di ricezione delle richieste. Ins0mma anche la rapidità ha la sua importanza, grazie al sistema Pec, che permette di certificare, oltre al mittente, anche l’ora dell’invio via e-mail della domanda. Spero solo che ci sia qualcuno preposto a vigilare, visto che nel nostro bel paese c'è sempre qualcuno pronto a truffare per poi rivenderli a basso costo su qualche sito online o attraverso reti commerciali clientelari pronti a tutto pur di fare soldi. Conoscendo come vanno le cose nel nostro paese non mi meraviglierei se succedesse davvero.
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