22/01/2010
Haiti, il governo semplifica le procedure per le adozioni dei bambini senza famiglia
Haiti, il governo semplifica le procedure per le adozioni dei bambini senza famiglia
Mandato alla carfagna e a giovanardi. Il Consiglio dei ministri ha deciso di accelerare le procedure di autorizzazione alle adozioni internazionali
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| La distribuzione degli aiuti ad Haiti (Olycom) |
ROMA - Svolta del governo nella politica verso l'adozione dei bambini orfani di Haiti. «Nella dolorosa e drammatica vicenda del sisma di Haiti, il Consiglio dei ministri ha discusso e concordato circa l'opportunità di semplificare ed accelerare le procedure di autorizzazione alle adozioni internazionali ed ha dato mandato in tal senso al ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, ed al sottosegretario di Stato delegato alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi». È quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio dei ministri. (Fonte: Agi)
Quindi, come già spiegato nell'articolo pubblicato qualche giorno fa per coloro che mi chiedevano come fare per adottare un orfano di haiti il governo si è mosso in tal senso è potete fare domanda di adozione.
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20/01/2010
Le adozioni iter ed enti preposti
Le adozioni iter ed enti preposti
Come e quali sono i metodi e l'iter per adottare un orfano

Grazie a coloro che hanno scritto e che vogliono informazioni per adottare bimbi orfani del terremoto di haiti. L’Italia si mobilita per tutti i bimbi che hanno perso i genitori ad Haiti. Sono tante le famiglie nostrane che si sono fatte avanti per salvare i piccoli che vagano tra le macerie di Port au Prince ad Haiti.
A darne notizia è il sottosegretario Carlo Giovanardi, presidente della Commissione per le adozioni internazionali.
Intanto, la direttrice di uno dei più grandi orfanotrofi di Haiti, che ospita 152 bambini, ha lanciato un appello ai governi di tutto il mondo affinchè possano accogliere subito gli orfani haitiani. I funzionari che si occupavano dei vari casi potrebbero essere infatti dispersi, feriti o impegnati nelle operazioni di soccorso e quindi i procedimenti per le adozioni sono bloccate.
Martedì la Commissione si riunirà e all’ordine del giorno ci sarà proprio questo problema. «Le adozioni ad Haiti – ha spiegato Giovanardi – vengono fatte soprattutto dai francesi. L’Italia ha solo un ente accreditato e l’anno scorso è stata fatta una sola adozione in quel Paese. Per altre due sono state avviate le procedure e stiamo verificando in queste ore cosa ne è stato dei due bambini interessati». Negli ultimi giorni, alla linea della Commissione sono giunte numerose telefonate ed e-mail di coppie che chiedono informazioni sulla possibilità di adottare minori provenienti da quel Paese, ma il sottosegretario ha invitato alla prudenza.
«Serve – ha sottolineato – un coordinamento internazionale. Non è pensabile che ogni Paese si muova per conto suo. È assolutamente indispensabile un raccordo per fare in modo che le procedure seguite, soprattutto in momenti di grande confusione come questi, offrano tutte le garanzie possibili per la sicurezza e la tutela dei minori». Martedì, ha aggiunto, «è previsto che la vice presidente della Cai presenti una relazione tecnica in modo che le indicazioni possano tradursi, nel più breve tempo possibile, in interventi concreti». In questi casi è necessario attendere che, nelle zone colpite dalla calamità, la situazione rientri nella normalità, affinchè siano ristabilite le condizioni per accertare l’effettivo stato di abbandono dei minori residenti nelle aree colpite (le cui famiglie potrebbero essere solo temporaneamente disperse) e le procedure di adozione degli orfani possano essere realizzate nel pieno rispetto delle norme nazionali e internazionali.
Colpito dal dramma dei bimbi haitiani anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. «Mio figlio Leonardo, di 7 anni – ha raccontato – mi ha chiesto se possiamo far venire a casa nostra due bambini delle migliaia di Haiti che vagano per le strade dopo il terremoto. Se fosse per me a bordo della portaerei Cavour che probabilmente invieremo ricovererei solo bambini e penserei poi alla possibilità di adozione o di affido a cittadini italiani». Francesco Totti, ambasciatore Unicef, ha rivolto un appello attraverso un video-messaggio ed uno spot radiofonico: «dobbiamo tutti dare il nostro contributo per aiutare i bambini che sono rimasti soli, che hanno perso i loro genitori, che non hanno più una casa dove dormire, una scuola dove tornare».
Per avere informazioni più dettagliate di come e cosa fare potete visitare il sito della commissione per le adozioni.
Ringrazio coloro che mi hanno scritto e che le informazioni cui avete bisogno siano state esaurienti. per qualsiasi altra informazione scrivetemi pure farò il possibile per accontentare tutti. Mille grazie.
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03/11/2009
La Comunità montana senza montagna: c'è ancora, ha soltanto cambiato il nome
La Comunità montana senza montagna: c'è ancora, ha soltanto cambiato il nome
Vi lavorano undici persone. E la guida un consiglio di 34 tra consiglieri e assessori. L'ente si trova nella Murgia, in Puglia, a 39 metri sul livello del mare. Doveva essere cancellato, è sempre attivo
La comunità montana più pianeggiante d’Italia è tornata. «Scompare, scompare», assicurava il presidente Arcangelo Rizzi incalzato da Bruno Vespa a Porta a Porta. E invece no. È riapparsa. La «Casta» di Rizzo e Stella partiva proprio da lì. Da Palagiano, provincia di Taranto, 39 metri sul livello del mare. Un comune che di montuoso non ha nulla ma che faceva e fa parte della Comunità montana Murgia Tarantina. Era diventato il simbolo di tutti gli sprechi della politica.
LA SENTENZA - La Finanziaria del 2008 del governo Prodi ne aveva decretato la fine, insieme ad altri enti inutili. Ora ritorna, grazie ad una sentenza della Corte costituzionale che a fine luglio ha accolto un ricorso del Veneto e della Toscana. Sulla carta la comunità viene sciolta l’8 gennaio 2009. Arriva anche il commissario liquidatore. Sembra proprio la fine dello spreco. Ma i nove comuni non si perdono d’animo. Progettano subito l’Unione dei Comuni della Murgia Tarantina. In pratica lo stesso ente con un altro nome. Anche il presidente è lo stesso: Arcangelo Rizzi, assessore del comune di Laterza ed esponente del locale Pdl. Ma il 24 luglio accade qualcosa di inaspettato. Viene depositata la sentenza della Consulta. Gli effetti, oltre che su Toscana e Veneto, ricadono anche sulla Puglia: la legge regionale che scioglieva gli enti viene dichiarata incostituzionale.
«MAI STATI CHIUSI» - Ma a sentire gli uffici di Mottola, sede dei “montanari” della Murgia tarantina, si ha una piccola sorpresa. «La comunità non è mai stata chiusa. Sono solo invenzioni, sono state scritte un’enorme quantità di falsità», dicono gli impiegati della struttura. Dal 2008 ad oggi tutti i dipendenti sono rimasti al loro posto. Una finanziaria ha soppresso l’istituzione per cui lavorano, è arrivato un commissario, ma loro da lì non si sono mai mossi. I tre amministrativi e gli otto lavoratori socialmente utili hanno continuato a svolgere le loro mansioni. Dal lunedì al venerdi, dalle 8 alle 14. E così anche i 27 consiglieri, i 6 assessori e il presidente non hanno smesso di ricevere il loro stipendio. «Se l'ente continua ad esistere, perché non avremmo dovuto?», chiede Rizzi. Anche se un consigliere d’opposizione racconta che in due anni si saranno riuniti sì e no due o tre volte. «Siamo in piena attività», ribatte il presidente. Ma di preciso in che cosa consiste l'attività della comunità? «E' troppo complesso da spiegare» secondo Rizzi. Dalla segreteria invitano a visitare il sito per avere informazioni più dettagliate. Peccato che l'account sia stato sospeso.
FINANZIAMENTI BLOCCATI - Nel bilancio però non ci sono solo uscite. A giugno è stata venduta un auto di proprietà della comunità. Base d’asta 2500 euro. «Alla fine ci abbiamo fatto 1.200 euro, era una vecchia Lancia», dice il ragioniere dell’ufficio tecnico. «La comunità così com’è non è una cosa bella», lo riconosce anche il presidente. «Io non ho mai condiviso l’impianto che le è stato dato», continua Rizzi. La colpa pero è tutta della Regione. Il suo intervento legislativo è stato «un papocchio». Se la pensa così perché non si è dimesso? «Sarebbe stato troppo comodo», dice. E intanto rimane lì, al suo posto, in attesa di una «legge di riordino». Dal Ministero dello Sviluppo economico non arrivano più finanziamenti. Gli impiegati spiegano che tutti i possibili interventi sono bloccati. Alcuni Comuni minacciano contenziosi. «Se la situazione non cambia – dice il ragioniere – tenere in vita questo ente è come tenere un cadavere senza seppellirlo».
Antonio Sgobba
(Studente master in giornalismo - Statale di Milano)
11:38 Scritto in FINANZIAMENTI PUBBLICI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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