24/11/2011
Canone Rai: la tassa più evasa dagli italiani
Canone Rai: la tassa più evasa dagli italianiOgni anno Viale Mazzini perde circa 700 milioni di introiti. Il Codacons: "Oltre al 27% delle famiglie, il 96% degli esercizi pubblici non paga il canone
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13/10/2010
Il legale pagato due volte dallo Stato
Il legale pagato due volte dallo StatoDipendente in contemporanea di diversi enti pubblici. «Restituisca due milioni». Giovanni Pascone, ex magistrato del Tar e consulente a Palazzo Chigi, ha collezionato 62 incarichi
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29/07/2010
Manovra, via libera definitivo alla Camera
Manovra, via libera definitivo alla CameraIl testo, su cui il governo aveva incassato la fiducia, è passato con 321 sì, 270 no e 4 astenuti. Schifani: "La manovra è dolorosa ma evita il default come è successo per la Grecia". Errani: "La posizione delle Regioni non cambia, tagli insostenibili"
L'Aula della Camera ha definitivamente approvato la manovra economica. Il testo, su cui ieri il governo aveva incassato la fiducia, è passato a Montecitorio con 321 sì, 270 no e 4 astenuti.
Tra le principali novità: il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, la riforma delle pensioni, i tagli per le Regioni, le Province e i Comuni, la riduzione delle retribuzioni dei manager, la stretta sull’evasione fiscale e le assicurazioni, i tagli ai Ministeri e ai costi della politica. Entrano anche le norme per la libertà d’impresa, i rincari dei pedaggi autostradali e la sanatoria per oltre 2 milioni di 'case-fantasma'.
"La manovra è dolorosa ma evita il default come è successo per la Grecia. L'entità della manovra ci mette al riparo da speculazioni finanziarie" ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, alla cerimonia del ventaglio.
La trasformazione in legge della manovra non placa però le polemiche. "Non è con la demagogia che si risolve il fatto che i tagli della manovra sono insostenibili", ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani al termine della riunione dei governatori, dopo l'approvazione definitiva della manovra finanziaria. Errani ha ricordato che "in base ai dati dell'Ocse l'Italia è agli ultimi posti per la spesa sanitaria". E ha sottolineato: "Approvata la manovra alla Camera, la nostra posizione non cambia. Per le Regioni è inicua perché pesa sostanzialmente sui servizi che finanziamo. Non è sostenibile e in questi mesi lavoreremo al tavolo con il governo per dimostrare l'insostenibilità e ottenere un riequilibrio dei tagli".
"La Commissione Europea è delusa di apprendere che l'Italia ha votato una misura che sembra essere contraria alle regole dell'Ue sul rimborso delle multe per il superamento delle quote latte. Ora esaminerà sotto il profilo giuridico il testo votato e non esiterà a intraprendere l'azione necessaria contro l'Italia se la misura non è conforme alle regole Ue" ha detto il commissario europeo all'agricoltura Dacian Ciolos dopo il voto definitivo al decreto legge.
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29/04/2010
Non lo pagano, fa lo sciopero della fame «Dormo nel cortile dell’azienda debitrice»
Non lo pagano, fa lo sciopero della fame «Dormo nel cortile dell’azienda debitrice»Piccolo imprenditore protesta per onorare gli stipendi. Il trevigiano Matteo Portalupi vanta crediti anche dalla Provincia

Matteo Portalupi nel cortile della Brusutti di Tessera (Errebi)
VENEZIA — Fa lo sciopero della fame perchè il cliente non lo paga e lui non riesce a versare contributi e stipendi ai suoi quattro dipendenti, che avanzano 14 mila euro. Matteo Portalupi, trevigiano di 36 anni e proprietario della «Gobbo Servizi » di Badoere (trasporto pubblico locale), da lunedì «fa picchetto » nel cortile della «Brusutti srl» di Tessera, che gli deve 9 mila euro, su un totale di 16.571. La prima tranche, di 7571 euro, l’ha ottenuta martedì, a 24 ore dalla protesta. La srl veneziana sta a sua volta aspettando di essere saldata dalle Ferrovie dello Stato proprio per il servizio erogato attraverso la «Gobbo Servizi», cioè il trasporto di macchinisti, controllori e altro personale dei treni dalle stazioni di Mestre e Venezia Santa Lucia al deposito locomotori di Marghera. In più aspetta 70 mila euro dalla Provincia, deputata a pagare le aziende di trasporto pubblico locale con i fondi corrisposti dalla Regione ma non ancora ricevuti. Insomma una catena che, soprattutto con la crisi, soffoca i piccoli.
«Non tocco cibo da lunedì— racconta Portalupi—e rimarrò nel cortile della Brusutti fino a saldo avvenuto. La prima notte l’ho trascorsa in un pullmino navetta, ma si sono lamentati, perciò ora dormo in auto. Avanzo 16.571 euro per il periodo ottobre 2009/febbraio 2010 e altri 15 mila dalla gestione precedente, che però l’attuale non riconosce. I vertici della srl dicono che non mi versano il dovuto perchè non hanno ancora incassato dalle Ferrovie dello Stato, ma io il rapporto di lavoro ce l’ho con loro e gli accordi vanno rispettati». Non è tutto. Portalupi sostiene di essere creditore di altri 115 mila euro dalla Provincia di Treviso, da lui anticipati per l’attività dei primi cinque mesi dell’anno. «Un sacrificio non indifferente— rivela—ormai le banche non ci sostengono. E poi noi privati prendiamo 1,031 euro al chilometro, cui va sottratto il 10% di Iva, mentre i vettori pubblici guadagnano il 20% in più e possono contare sui fondi statali, perciò soffrono meno. E infatti in Veneto il 90% del servizio è in mano ad aziende pubbliche, capaci comunque di intentare una causa da 30 milioni di euro alla Regione perchè dal 1996 i contratti non sono stati adeguati all’inflazione programmata. La seconda udienza, al Tar, è prevista per maggio, ma in altre parti d’Italia per lo stesso contenzioso il Consiglio di Stato si è espresso a favore dei ricorrenti e le giunte senza liquidità hanno saldato in... pullman. Sono felice di aver scoperchiato un pentolone in ebollizione: proseguirò la protesta a Palazzo Ferro Fini».
Intanto i suoi dipendenti continuano a lavorare, coprendo le corse da Zero Branco a Castelfranco. «Sanno che farò di tutto per versare i loro compensi — assicura il trevigiano —. E’ una responsabilità che sento molto, siamo un’azienda piccola, una famiglia. L’anno scorso per corrispondere le buste paga agli autisti non ho pagato il riscaldamento di casa e ho trascorso l’inverno con una temperatura di 8 gradi. Ho i reni compromessi dalla nefrite, sto rischiando molto, ma in gioco c’è tanto e poi sono stanco di sentire tutte le baggianate che racconta chi non rispetta le scadenze, nascondendosi dietro un gioco di scatole cinesi. Che almeno certa gente si assuma le proprie responsabilità». Tiene duro, Portalupi, sorretto dal Consorzio «Attiva Scarl», di cui fa parte e che comunica: «La sua vicenda riflette la situazione di tutti noi, piccoli imprenditori privati che operiamo nei servizi di pubblica utilità e che, specie in questa prima parte dell’anno, rileviamo un ritardo crescente nei pagamenti per i servizi svolti. Questi ritardi da parte delle Regioni provo cano una crescente tensione finanziaria e inevitabili difficoltà gestionali». Una rivolta che irrita Valter Varotto, proprietario del 66,5% delle azioni della Brusutti: «Sono polemiche di bassa lega, verseremo la seconda rata quando a nostra volta incasseremo dalle Ferrovie dello Stato, cioè tra qualche giorno. Rientra nei normali rapporti tra clienti e fornitori: paghiamo a 90 giorni e nessuno, prima d’ora, si era mai lamentato. Se Portalupi ha problemi di liquidità, non possiamo fargli da banca. Se vorrà continuare a lavorare con noi e non creerà altri problemi ben venga, altrimenti ci rivolgeremo altrove».
Per la Provincia di Treviso parla invece il presidente, Leonardo Muraro: «Gli abbiamo pagato il 2009, per il 2010 avanza poco più di 70 mila euro, compresi gli adeguamenti contrattuali, non 115 mila. I contratti di trasporto pubblico locale sono scaduti il 31 dicembre 2009 e la Regione doveva indire le gare per assegnare le nuove concessioni, ma è andata in proroga fino al marzo 2010. Il mese scorso ha approvato la delibera che prolunga le concessioni fino al 31 dicembre 2010, sbloccando così la situazione. In attesa dei fondi da Palazzo Balbi stiamo rinnovando i contratti ai concessionari per tutto il 2010 e a quelli con la documentazione in regola pagheremo i primi quattro mesi dell’anno. Appena Portalupi ci porterà le carte, se risulteranno a posto, in 15 giorni sarà saldato ». Quanto alle responsabilità della Regione, annuncia il governatore Luca Zaia: «Sarà mia cura condurre un’attenta verifica sul caso, nell’interesse di tutti ».
Michela Nicolussi Moro
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10/03/2009
Tempi duri per i lavativi pubblici
Tempi duri per i lavativi pubblici
Il professore è lavativo? L'ospedale non funziona a dovere? Il poliziotto abusa del suo potere o è disattento? Niente paura, il cittadino britannico potrà fare sentire la sua voce. Il Daily Telegraph pubblica in prima pagina un'anticipazione interessante: il governo di Gordon Brown ha in mente di avviare una sorta di pagella elettronica attraverso la quale chiunque sarà messo nella condizione di dare un voto al servizio pubblico di cui usufruisce.
Da quando dovrebbe scattare questo piano non è ancora stato reso noto, forse dal prossimo gennaio. Ma l' arma che sarà consegnata in mano alle famiglie rischia di essere davvero "letale". Attraverso i siti internet degli uffici di interesse comune si accederà a una casella nella quale si imbucheranno lamentele, critiche e giudizi. "Voti" con tanto di pagella. Sotto osservazione: medici, docenti, forze dell'ordine e persino "nannies", le vecchie balie. Per la burocrazia inglese, che per certi versi non è poi tanto diversa da quella italiana, è una piccola-grande rivoluzione. Con qualche aspetto da decifrare, perchè se effettivamente, i britannici avranno il modo di fare i nomi e i cognomi di chi, nel servizio pubblico, o dorme o lavora male o è assente ingiustificato o altro ancora si aprirà un contenzioso infinito sulla legittimità e attendibilità delle denunce.
L'iniziativa del governo può essere letta in due modi. Da un lato è un "soccorso" ai cittadini, pertanto condivisibile al cento per cento. Dall'altro c'è un pericolo: è giusto procedere alla "gogna mediatica", questa volta attraverso internet, del dipendente incapace o lavativo? Dilemma di non facile soluzione per un Paese che è la patria delle garanzie e dei diritti. Vale di più il bene comune? O il diritto alla riservatezza dell'individuo, anche se è un fannullone di peso per il funzionamento e l'immagine dei servizi pubblici?
16:58 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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