13/01/2012
Il sottosegretario Improta con 95 immobili: «Non sono ricco, è l'eredità di mio padre»
Il sottosegretario Improta con 95 immobili: «Non sono ricco, è l'eredità di mio padre»L'INTERVISTA: «Solo 16 sono appartamenti di mia piena proprietà. Poi ci sono 22 box. E i lastrici...»
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30/12/2011
Clochard con quindici proprietà il Comune gli presenta il conto
Clochard con quindici proprietà il Comune gli presenta il contoLA STORIA. Assistito dal ’76, debiti per 130 mila euro. Una passione per i rifiuti tenuti in casa. Ha vissuto in roulotte e auto
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29/12/2011
Hans Cassonetto, senzatetto per scelta: «Solo così posso sentirmi libero»
Hans Cassonetto, senzatetto per scelta: «Solo così posso sentirmi libero»MORTO BRUCIATO A BOLZANO LA NOTTE DI NATALE. Il racconto di un'amica di famiglia: «La madre gli lasciò 250 mila euro, una villa e appartamenti. Lui disse no»
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20/09/2011
«Il re della birra ucciso dalla giovane moglie»
«Il re della birra ucciso dalla giovane moglie»Il giallo. Il figlio di Bruno H. Schubert: il mio anziano padre assassinato per l'eredità
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12/07/2011
La denuncia della sorella della Fallaci: «Firma falsa sul testamento di Oriana»
La denuncia della sorella della Fallaci: «Firma falsa sul testamento di Oriana»Paola Fallaci ha presentato un esposto alla procura di Firenze. Indagato il nipote di Oriana, figlio di Paola, ed erede universale, rigetta le accuse: sono addolorato
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18/09/2010
Rimini: uccide la nipote con la balestra e si suicida con una freccia al torace
Rimini: uccide la nipote con la balestra e si suicida con una freccia al toraceL'eredità alla base della tragedia. Lei era un avvocato di 40 anni. Lo zio ha anche tentato di far esplodere il palazzo
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17/03/2010
Eredità Agnelli, il tribunale boccia l'azione legale della figlia dell'Avvocato
Eredità Agnelli, il tribunale boccia l'azione legale della figlia dell'Avvocato
L'inizio della causa risale a tre anni fa. Margherita sosteneva che le fosse stata nascosta una parte del patrimonio
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| A sinistra Margherita Agnelli e sua madre Marella durante i funerali di Gianni Agnelli |
TORINO - Il giudice torinese Brunella Rosso ha rigettato l'azione legale portata avanti da Margherita Agnelli de Pahlen per l'eredità del padre, l'avvocato Gianni Agnelli. Il Tribunale ha dichiarato inammissibili tutti i 48 capitoli di prova dedotti da Margherita Agnelli, respingendo tutte le istanze di esibizione di documenti proposte dalla figlia dell'Avvocato.
GLI AVVOCATI: «VALUTEREMO IL RICORSO» - «Le sentenze si rispettano, ma se non convincono s'impugnano» hanno replicato i legali di Margherita Agnelli a proposito della sentenza del Tribunale di Torino. «Leggeremo con attenzione - affermano gli avvocati Andrea e Michele Galasso e Paolo Carbone - le motivazioni della decisione e valuteremo la proposizione di un atto d'appello».
TRE ANNI FA L'INIZIO DELLA CAUSA - L'inizio della causa risale a tre anni fa quando Margherita aveva citato in giudizio la madre, donna Marella, Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfrid Maron, in quanto collaboratori dell'Avvocato, ritenendo che le fosse stata nascosta una parte del patrimonio del padre. Il Tribunale, oltre a rigettare la causa, ha anche condannato Margherita Agnelli al pagamento delle spese processuali, che ammontano a 32mila euro.
(Redazione online)
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30/05/2009
Lascia un palazzo alla badante
Lascia un palazzo alla badante
La donna starebbe vendendo il posto barca per pagare la successione. L’eredità di un vedovo (senza figli ma con nipoti) a una marocchina di 40 anni
| L'ingresso del palazzo di cinque piani in via Borsieri a Milano |
MILANO — La sorella, con gentilezza, dice che, testuale, «l’importante è la salute» e che comunque «è fuori Milano». Il fratello, con meno gentilezza, conferma che «non c’è», premette che «se proprio deve essere, parlo io» e conclude: «È meglio se non parliamo. Niente pubblicità». La diretta interessata, una marocchina sui quarant’anni, ex badante e donna di servizio del signor Celso Canova che il 20 luglio avrebbe compiuto 83 anni e che è appena morto, in effetti non c’è. Si trova in Liguria. La accompagnano alcuni avvocati. Canova le ha donato un posto barca a Lavagna, sulla riviera di Levante: dicono lo stia vendendo per pagarsi la tassa di successione. Tassa onerosa: Canova era proprietario di un palazzo di cinque piani, in via Borsieri, gran bel palazzo, all’Isola, quartiere di slancio e rilancio della Milano di domani. Il palazzo, come recita il testamento—fotocopiato e attaccato a lungo nell’androne, sia mai qualcheduno, ossia tutti quanti, non ci credesse —, è stato lasciato in eredità alla signora marocchina. Lei. L’ex badante e donna delle pulizie. Per dieci anni.
È padrona di uno stabile da 10 milioni di euro. Dopo aver fatto arrivare dal Marocco i parenti fino all’ultimissimo grado e oltre, e aver dato una festa che raccontano sia durata giorni e notti, l’ex badante, che viveva, sempre in questo palazzo, in un normale bilocalino, si è trasferita all’ultimo piano. Nell’abitazione di Canova. Quasi trecento metri quadrati, con quattro bagni ed enormi vasche idromassaggio. L’Isola è stata terra di operai, ladri, poveri. Oggi non si compra con meno di 3.500 euro al metro quadrato. Lo stabile di via Borsieri ha un cortile pieno di rose; nell’angolo, c’è un antico cartello che indicava il posto dov’era consentito tagliar la legna per alimentare le stufe. All’ingresso, il grande pannello delle buste per le lettere è anch’esso antico, e di legno. Non c’è angolo, salendo le scale, sostando sui ballatoi, che segnali incuria, mancata manutenzione, necessità di interventi. Niente. A questo punto, qualcuno domanderà: parenti ce ne sono? Canova era rimasto vedovo e non aveva figli. Aveva, sì, nipoti. In particolare, uno che vive nel palazzo. Ha avuto in eredità un hotel. Tre stelle, dalle parti della stazione Centrale. Nulla di pretenzioso, sempre meglio di niente: dipende dai punti di vista. Dicono che lui opti per la prima opzione, «con rancore».
Difatti un amico dei Canova consiglia vivamente di tendere l’orecchio, se si è in via Borsieri: «Lo sente il fruscio delle carte? Sarà battaglia legale». In verità, in via Borsieri, l’orecchio si allunga per captare aneddoti vari sulla scelta del Canova, aneddoti che scivolano nel piccante. Illazioni sul reale rapporto tra l’anziano e la domestica. Interpretazioni del verbo «accudire». Divagazioni a tratti fantascientifiche sul tema del sesso tra differenti età. Eventuali «plagi». Nessuno che s’immoli per sostenere la parabola dell’immigrato che sbanca, del vento che gira, del sudore che diventa oro. Ci sono solo uomini che invidiano le donne, e donne che invidiano certi (danarosi) uomini. E allora, che sia tutta invidia? Forse sotto sotto qualche inquilino aveva — invano — provato a ingraziarsi, lavorarsi, ammanicarsi l’anziano? Non conosceva Canova. Che «i soldi li tirava fuori in un’unica circostanza: mai». Canova era originario di Ponderano, quattromila abitanti in provincia di Biella, paese che ha dato i natali alla famiglia Pozzo, quella del mitico Vittorio, allenatore dell’Italia del calcio due volte campione del mondo. Un’amica della signora marocchina dice: «L’ha accudito con pazienza, costanza, impegno. È stata premiata». Nient’altro? «Vuol sapere se avevano una storia d’amore? Era solo lavoro ». Come finirà con il palazzo? Sarà venduto? Qualche italiano ha una paura: che diventi una casbah. Nello stabile vivono professionisti. C’è un medico. Gli affitti, allo scadere, verranno rinnovati? «Finché il contratto lo prevede, restiamo» dice una signora. Per adesso, non rischia nessuno. Anzi, no, uno c’è. Canova gli aveva dato un appartamentino. Gratis. Senza contratto. Dunque a rischio «sfratto». Sapete chi è? Il nipote. Certo, quello dell’hotel.
Andrea Galli
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07/04/2009
Germania: sparatoria in tribunale, almeno due morti e diversi feriti
Germania: sparatoria in tribunale, almeno due morti e diversi feriti
La polizia: ucciso l'uomo che avrebbe cominciato a sparare per primo. Il conflitto a fuoco nell'aula di Landshut in Baviera. Era in corso un'udienza per una causa di eredità
LANDSHUT (GERMANIA) - Conflitto a fuoco nel tribunale di Landshut nel land della Baviera in Germania. Almeno due le vittime, tra le quali sicuramente l'uomo che avrebbe dato inizio alla sparatoria, diversi i feriti.
UDIENZA - Stando a quanto riferito da testimoni un uomo che era seduto in un'aula del tribunale dove era in corso l'udienza di una causa per un'eredità ha estratto un'arma da fuoco e ha iniziato a sparare.
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| Tag: germania, sparatoria, tribunale, causa, eredità, ucciso, uomo, armato, conflitto a fuoco, polizia, baviera, udienza, morto | OKNOtizie |
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06/03/2009
'PARENTI SERPENTI', 10 ARRESTI PER CATENINA
'PARENTI SERPENTI', 10 ARRESTI PER CATENINA
TORINO - Per una catenina dell'anziana nonna si picchiano di santa ragione scatenando una mega rissa tra fratelli e cugini che si è conclusa con l'arresto di dieci persone. La vicenda accaduta ieri sera a Torino riecheggia l'amaro film di Mario Monicelli 'Parenti serpenti'. Dopo le 22 in via Grazia Deledda, nel quartiere Vanchiglia la famiglia si riunisce, per chiarire alcuni aspetti di una eredità, nell'appartamento di un parente. Tutto sembrava filare liscio, ma all'improvviso la discussione si è infiammata per colpa della catenina. Divisi in due gruppi, si sono insultati e picchiati. Prima nell'abitazione, poi in strada. Spintoni, calci, pugni e persino colpi d'ombrello. Coinvolti anche una donna e un invalido. Originari di Gravina di Puglia, in provincia di Bari, i dieci contendenti si sono continuati a picchiare anche davanti ai carabinieri intervenuti sul posto. Nel tentativo di dividerli, un maresciallo è stato aggredito ed è finito in ospedale. La saga dell'eredità contesa è iniziata alcuni giorni fa con la morte della nonna. "Quella catenina è un ricordo e la voglio", "no, la nonna l'aveva promessa a me ed è mia" sono state le prime schermaglie verbali che hanno poi scatenato la rissa di ieri sera. Il monile era il pezzo forte di un patrimonio modesto. Pochi gioielli, e neppure di grande valore, per i quali i dieci parenti hanno iniziato a litigare a funerali appena conclusi. Nelle scorse settimane, infatti, la polizia era stata già costretta a intervenire almeno un paio di volte per calmare gli animi esagitati. Ieri sera, però, l'ennesima lite è degenerata. "Ti ammazzo", "toccami e ti uccido" e via così sino a prendersi a calci e pugni in una escalation di violenza che ha coinvolto anche le donne della famiglia e un parente disabile. Uno di loro è finito in ospedale, con ferite giudicate guaribili in dieci giorni.






