30/07/2010
Il partito del sesso scompiglia l'Australia
Il partito del sesso scompiglia l'AustraliaNo a qualsiasi tipo di censura, compresa quella su internet. Sì al diritto all'eutanasia, alla depenalizzazione dell'uso personale di droghe, ai matrimoni omosessuali. Ma soprattutto, un'inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa. Il programma del Sex Party
Si chiama Partito del Sesso e già dal nome si capisce che non ama gli eufemismi. Soprattutto, ha evitato di ricorrere a terminologie sdolcinate (ricordate il Partito dell'Amore di ciccioliniana memoria?). E anche il suo programma elettorale brilla per chiarezza.
Quarto incomodo della campagna elettorale australiana ormai entrata nel vivo - le elezioni si terranno il 21 agosto - l'Australian Sex Party è pronto a scompigliare la scacchiera politica federale, dominata da uno scontro tra i laburisti, attualmente al governo con Julia Gillard e dati per favoriti, e il centro-destra di Tony Abbott, con i verdi a fare da ago della bilancia.
Così, mentre i politici dei principali schieramenti si scannano sull'immigrazione e sulle tasse al settore minerario, il Partito del Sesso cambia le carte in tavola con un programma estremamente libertario, che parte dagli interessi dell'industria erotica, in particolare della Eros Association, di cui la formazione politica è quasi una diretta emanazione, per allargarsi ai diritti civili e ad altre questioni scottanti. "Faremo drizzare i capelli a Tony Abbott, e a Julia Gillard, li faremo ingrigire", ha promesso battagliera la presidente del partito Fiona Patten, quando due giorni fa ha lanciato la campagna nazionale da un bar di Melbourne.
Il programma? No alla censura su contenuti erotiestci, ovviamente. Ma anche una ferma opposizione a filtri e limitazioni che riguardino internet, e ad altre forme di controllo da parte dei fornitori di connettività. E poi la depenalizzazione dell'uso personale di qualsiasi droga; la legalizzazione dell'eutanasia; l'introduzione del matrimonio per gli omosessuali e più in generale la loro completa parità di diritti. Infine, la richiesta di una commissione per indagare sugli abusi sessuali sui minori commessi dalle Chiese australiane (la cattolica e l'anglicana si spartiscono la maggioranza dei fedeli).
Ma a che risultato puntano? "Al meglio che possiamo fare", commenta a Sky.it il cofondatore del partito Robbie Swan, eclettico lobbista dell'industria erotica e dei diritti civili, giornalista satirico, vegetariano militante e insegnante di meditazione trascendentale ("ho fatto un corso anche in Italia, a Livigno", specifica). "Lo scorso dicembre abbiamo partecipato a due elezioni locali straordinarie in cui siamo diventati il maggiore tra i partiti minori, con circa il 3 e mezzo per cento dei voti. Un 4 per cento quindi sarebbe un risultato eccellente".
La partenza, per il Sex Party, era stata tutta in salita. La registrazione, lo scorso agosto, era avvenuta solo dopo una battaglia durata mesi, in cui i religiosi più militanti sostenevano che usare il termine "sesso" come nome di una formazione politica fosse osceno. Ma il partito si è presto smarcato da un'immagine pruriginosa, per battere l'accento sulle libertà personali, pronto a scontrarsi frontalmente con chiese e confessioni. "Qui in Australia siamo ancora sotto l'influsso di un cattolicesimo retrogrado”, commenta ancora Swan. “Noi riteniamo che la religione non debba influenzare la politica".
Obiettivo del partito è intercettare il voto di protesta e degli indecisi, ma anche di chi, sulle libertà personali, ritenga verdi e laburisti troppo moderati. In quanto alle questioni calde dell'attuale campagna elettorale, il Sex Party non si pronuncia: “Non abbiamo un programma sull'immigrazione o le tasse, ma per il futuro non lo escludo”, dice Swan. “In fondo siamo appena nati”.
Carola Frediani
17:02 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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21/01/2009
ARRESTATO 22 VOLTE SPOGLIARELLISTA IN DIVISA DA AGENTE
ARRESTATO 22 VOLTE SPOGLIARELLISTA IN DIVISA DA AGENTE
LONDRA - La forza di polizia di Grampian, l'area della Scozia comprendente Aberdeen, è finita sotto accusa per aver fatto sborsare alle casse pubbliche circa 170.000 sterline per 'perseguitare' uno spogliarellista che si veste poliziotto.
Stuart Kennedy, uno studente di genetica di 25 anni, è stato arrestato ben 22 volte per aver indossato in uno dei suoi numeri una divisa da poliziotto, ma sebbene impersonare un agente di polizia sia reato in Gran Bretagna, i tribunali lo hanno sempre scagionato.
Da quando è stato arrestato la prima volta nel marzo del 2007, Kennedy, in arte Eros, ha trascorso ben 123 ore in guardina, accusato, oltre che di essersi finto poliziotto, anche di possedere armi - il suo manganello ed una finta bomboletta di gas lacrimogeno - e di aver attaccato un lampeggiante alla sua auto.
Nonostante ciò lo studente - che nelle sue performance nei panni di Eros si veste anche da pompiere, maggiordomo, soldato e James Bond - non ha nessuna intenzione di abbandonare per sempre il suo costume da poliziotto e sostiene di essere stato preso di mira ingiustamente dalla polizia. Criticata aspramente da politici sia laburisti che conservatori per le enormi spese legali sostenute, la polizia di Grampian si è difesa dicendo che i provvedimenti presi nei confronti di Kennedy sono sempre stati 'proporzionati'.
23:15 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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